Oltre 260 mila core: dentro Athena, il nuovo supercomputer della NASA
NASA ha reso operativo Athena, il nuovo supercomputer da oltre 20 petaflops installato all'Ames Research Center. Basato su architettura HPE Cray e processori AMD EPYC Turin, supporterà simulazioni spaziali, progettazione aeronautica e intelligenza artificiale avanzata.
di Manolo De Agostini pubblicata il 28 Gennaio 2026, alle 10:11 nel canale Server e WorkstationNASA
NASA ha annunciato la piena disponibilità operativa di Athena, il nuovo supercomputer di punta dell'agenzia, progettato per supportare la prossima generazione di missioni spaziali e attività di ricerca scientifica e aeronautica. Il sistema entra a far parte del programma High-End Computing Capability (HECC), ampliando in modo significativo le risorse di calcolo a disposizione di ricercatori e ingegneri.
Installato presso la Modular Supercomputing Facility del NASA Ames Research Center, nella Silicon Valley californiana, Athena rappresenta oggi il sistema più potente mai utilizzato dall'agenzia. Con una potenza di picco teorica superiore ai 20 petaflops, il nuovo supercomputer supera le capacità delle piattaforme precedenti, come Aitken e Pleiades, migliorando al tempo stesso l'efficienza energetica e riducendo i costi operativi complessivi.

Dopo una fase di beta testing, Athena è stato reso disponibile agli utenti già nel mese di gennaio e, dal 14 gennaio 2025, è entrato ufficialmente in produzione completa. Secondo NASA, l'infrastruttura consentirà di affrontare simulazioni sempre più complesse, dalla modellazione dei lanci spaziali alla progettazione di velivoli avanzati, fino all'addestramento di modelli di intelligenza artificiale su larga scala in grado di analizzare enormi volumi di dati scientifici.
Dal punto di vista architetturale, Athena è basato su tecnologia HPE Cray EX4000 e si articola in 1.024 nodi, ciascuno equipaggiato con due processori AMD EPYC 9745 "Turin" da 128 core, per un totale di 256 core fisici per nodo e 264.144 core complessivi. La memoria totale raggiunge i 786 terabyte, con 768 GB DDR5 per nodo, mentre l'interconnessione tra i nodi è affidata a una doppia rete Cray Slingshot-11 Cassini.
Il sistema utilizza il Tri-Lab Operating System Stack (TOSS) come ambiente operativo, con Altair PBS Professional per la gestione dei job, e supporta un ampio set di compilatori (Cray, Intel, GNU e AMD), oltre a Cray MPICH per le comunicazioni MPI. Questa configurazione garantisce flessibilità e compatibilità con carichi di lavoro eterogenei, dalle simulazioni numeriche tradizionali alle applicazioni AI più avanzate.
Athena è accessibile non solo ai ricercatori NASA, ma anche a scienziati esterni coinvolti in programmi dell'agenzia, previa richiesta di tempo di calcolo. Il nome del sistema è stato scelto tramite un concorso interno nel marzo 2025, richiamando la dea greca della saggezza e della guerra, nonché figura legata simbolicamente al programma Artemis.
Gestito dall'Office of the Chief Science Data Officer, il programma HECC adotta un approccio ibrido e flessibile, che combina supercalcolo on-premise e accesso a piattaforme cloud commerciali. Una strategia pensata per permettere ai team NASA di selezionare l'ambiente di calcolo più adatto in base alle esigenze specifiche di ogni progetto.










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3 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoniente xeon?
Che fessi questi della NASA!
Sono sarcastico......
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