Marte potrebbe aver subito diversi grandi impatti in un passato remoto, lo rivela NASA InSight
Il passato di Marte potrebbe essere stato costellato di grandi impatti da parte di asteroidi e parti di protopianeti. Il materiale di questi oggetti celesti si sarebbe parzialmente fuso ma in parte sarebbe ancora nel mantello marziano.
di Mattia Speroni pubblicata il 01 Settembre 2025, alle 20:49 nel canale Scienza e tecnologiaNASA
Alla fine del 2022 è terminata la missione NASA InSight a causa dell'accumularsi di polvere marziana sui pannelli solari. Il lander ha raccolto nel corso del periodo di attività moltissimi dati che ancora adesso vengono analizzati dagli scienziati per cercare di comprendere cosa si trova nel sottosuolo e sulla superficie di Marte. Alcuni esempi sono il monitoraggio degli impatti meteorici ma anche la ricerca d'acqua. L'ultima novità riguarda il passato di Marte e la possibilità che il pianeta abbia subito diversi impatti importanti.

Secondo quanto riportato nello studio dal titolo Seismic evidence for a highly heterogeneous martian mantle, grazie alle rilevazioni di NASA InSight è stato possibile trovare le tracce di enormi impatti che si sono verificati su Marte intorno a 4,5 miliardi di anni fa, quando il Pianeta Rosso era ancora in formazione. Questi impatti sono frequenti in un sistema planetario giovane, quando le orbite sono ancora caotiche permettendo di modellare quelli che saranno i futuri pianeti (sia gassosi che rocciosi).
Marte e i grandi impatti del passato rilevati da NASA InSight
Gli antichi impatti sono stati così forti ed energetici che hanno fuso aree delle dimensioni di continenti della crosta e del mantello del Pianeta Rosso. Questo ha comportato anche l'introduzione di frammenti dell'oggetto celeste nelle profondità di Marte.
Gli scienziati non sanno precisamente cosa abbia colpito il Pianeta Rosso ma potrebbero essere stati protopianeti o frammenti di essi ma anche asteroidi. Quello che sembra però emergere è la presenza di agglomerati di roccia grandi fino a 4 chilometri all'interno di tutto il mantello marziano.

Grazie al fatto che Marte non abbia avuto un'attività con tettonica a placche per molto tempo, questi frammenti non si sono "amalgamati" con il resto del materiale del mantello così da renderne più semplice l'individuazione. Sulla Terra questo genere di elementi sarebbe stata cancellata in poco tempo. I dati di NASA InSight sono stati fondamentali per questo studio e secondo Constantinos Charalambous (dell'Imperial College di Londra) "non abbiamo mai visto prima l'interno di un pianeta con dettagli così fini e chiarezza".
Come spiegato dai ricercatori, su Marte non ci sono terremoti dovuti al movimento delle placche ma rimangono quelli legati al calore e alla pressione che agiscono sulle rocce e agli impatti di meteoriti. Questi ultimi producono onde sismiche ad alta frequenza che viaggiano in profondità nel mantello che può raggiungere uno spessore di 1550 chilometri e una temperatura di 1500°C.

I dati dei terremoti rilevati hanno mostrato delle zone in cui il mantello non era omogeneo con quelli che sono stati definiti "grumi di materiale" differenti dal resto. Grazie a simulazioni è stato possibile immaginare cosa potesse generare quei grandi frammenti eterogenei come asteroidi e/o frammenti di protopianeti che hanno trascinato in profondità parti della crosta di Marte.
Questo genere di informazioni è attualmente disponibile solo per pianeti relativamente vicini alla Terra che possono essere studiati direttamente con missioni robotiche. Situazioni analoghe potrebbero però essere avvenute o avvenire in esopianeti distanti con caratteristiche simili a quelli che conosciamo all'interno del Sistema Solare. Un modo per capire l'Universo che ci circonda.










Wi-Fi 7 con il design di una vetta innevata: ecco il nuovo sistema mesh di Huawei
Core Ultra 7 270K Plus e Core Ultra 7 250K Plus: Intel cerca il riscatto ma ci riesce in parte
PC Specialist Lafité 14 AI AMD: assemblato come vuoi tu
L'esperimento BASE del CERN è riuscito a trasportare dell'antimateria
Afeela è morta: chiusa definitivamente la collaborazione tra Sony e Honda per gli EV premium
Intel BOT altera i risultati, Geekbench invita a non fidarsi dei risultati delle CPU che lo supportano
Intel e AMD faticano a soddisfare la domanda consumer: CPU introvabili e attese fino a sei mesi
Microsoft e NVIDIA insieme per dare una scossa allo sviluppo del nucleare: l'IA per accelerare i tempi
Ring rinnova l'intera gamma video: 4K su batteria, PoE e nuovo caricatore solare tra le novità
Recensione Galaxy Buds4 Pro: le cuffie Samsung più belle e intelligenti
Spotify si arricchisce ancora: arriva SongDNA, tutto sulla tua musica preferita
I digital twin di AVEVA a supporto delle AI Factory di NVIDIA
Iliad non si ferma: clienti in crescita sia sul mobile sia per la fibra
XuanTie C950, il chip IA di Alibaba basato su RISC-V sarà prodotto a 5 nm
Volkswagen richiama 94.000 auto elettriche per rischio incendio nei moduli batteria
Le nuove LaserJet di HP portano la crittografia quantum-resistant su tutte le stampanti, dalle Pro alle Enterprise
FSR 4 gira sulla GPU di PS5 Pro, ma non sulle vecchie Radeon: AMD cosa aspetti?









7 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoe della calma quasi inerte che c'è adesso?
al confronto, a pianeti formati, le collisioni sono catastrofi silenti...
riguardo alla fascia degli asteroidi si sospetta da sempre che si tratti dei residui di un corpo disgregato tra marte e giove...
quanto alla macchia rossa su Giove,
potrebbe essere un corpo semiplanetario attratto da Giove e precipitato su di esso, formando più che un cratere un' "escrescenza", con tutta l'atmosfera Gioviana perturbante attorno?
e se... INVECE fosse stato inghiottito un PBH(Primordial Black Hole)?
e della calma quasi inerte che c'è adesso?
al confronto, a pianeti formati, le collisioni sono catastrofi silenti...
riguardo alla fascia degli asteroidi si sospetta da sempre che si tratti dei residui di un corpo disgregato tra marte e giove...
Più che un corpo celeste disgregato, un corpo celeste mai formato. Dicono che la gravità di Giove ne abbia impedito la formazione.
potrebbe essere un corpo semiplanetario attratto da Giove e precipitato su di esso, formando più che un cratere un' "escrescenza", con tutta l'atmosfera Gioviana perturbante attorno?
e se... INVECE fosse stato inghiottito un PBH(Primordial Black Hole)?
Giove non ha una superficie, può essere perciò che la caduta di un corpo celeste abbia causato la macchia e questa ci metta molto a dissolversi, visto che l'atmosfera non ha alcun attrito con una superficie.
credo che possa anche essere l'uno e l'altro...
inoltre non sappiamo la posizione dei pianeti durante la formazione, la formazione avrebbe previsto il circolo in un solo senso della nube protoplanetaria ma [U]è successa evidentemente qualcosa[/U]
che ha generato il moto retrogrado di Venere, [U]se non a causa del Sole [/U](e comunque un giorno vi dura più del suo anno... probabilmente a causa della forza gravitazionale del Sole, credo che il nucleo del pianeta sia interessata dalla marea gravitazionale del Sole) e l'ancora più strano Urano, che ha ANCHE asse di rotazione coricato su quello di rivoluzione e potrebbe essere stato un corpo estraneo al sistema solare, non si può sapere, credo
se devo dirla tutta, non avendo, ancora, e per molto tempo a venire, dati isotopici su materia e gas dei pianeti, quanto meno quelli esterni,
che possano attribuire la paternità al sistema solare, non sappiamo se qualcuno sia precedente la formazione del sistema solare, MA
ereditati o, ANCHE ACQUISITI, se prima vaganti, DENTRO la nube primordiale... anche MOLTO DOPO la formazione degli altri pianeti
certamente in superficie e fino a una, sia pur notevole profondità, è gassoso ma si ipotizza avere un nucleo o senz'altro una, notevole, "corteccia", SPESSA, di Idrogeno Metallico, estrememente conduttivo, MA SOLIDO, per le enormi pressioni presenti, non ricordo i dati gravitometrici recenti cosa possano escludere o no
mettiamo che abbia attratto un corpo di tipo semi planetario... ce lo avrà come un corpo in parte appoggiato... come bernoccolo insoluto, attorno a cui il gas superficilale in diversi strati di densità, anche notevole, fino a un certo raggio, circola in un turbinio... da centinaia di anni, minimo (visto che fu Cassini, mi pare, a vedere la Macchia per primo, e non mi pare che Galilei la vide, forse per insufficiente strumentazione...
è chiaro che sto ipotizzando su ipotesi
Link ad immagine (click per visualizzarla)
Cioè Marte ha uno sbrego che va da parte a parte ma "potrebbe" aver subito grandi impatti?
Sono certo che lo studio è molto più approfondito, ma il titolo in se mi fa ridere
canyon di 4000km x 200km larghezza, profondità 7km
comunque piccola cicatrice, non da impatto e nessun cratere o rimodellamento attorno,
probabilmente una tensione gravitazionale sulle remote faglie da un corpo approssimato?
/edit
Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".