La navicella spaziale Orion per le missioni Artemis potrebbe essere lanciata da altri razzi spaziali e non da NASA SLS
In futuro la navicella spaziale Orion (dedicata al programma Artemis) potrebbe essere lanciata da altri vettori e non solamente da NASA SLS. La scelta permettere di superare l'uscita dal mercato dello Space Launch System.
di Mattia Speroni pubblicata il 03 Ottobre 2025, alle 17:12 nel canale Scienza e tecnologiaLockheed MartinNASAArtemisESAAirbus
Come abbiamo avuto modo di scrivere, il programma Artemis è a un punto decisivo nella "nuova corsa allo Spazio" che vede la Cina e gli USA contrapporsi anche per chi metterà nuovamente piede sulla superficie della Luna nei prossimi anni. La prima missione ad avvicinarsi al nostro satellite naturale sarà Artemis II, che potrebbe essere lanciata a febbraio 2026 sfruttando il razzo spaziale NASA SLS e la navicella spaziale Orion chiamata dall'equipaggio Integrity.

Per la prima volta dalla fine del programma Apollo nel 1972 gli esseri umani si avventureranno nello Spazio profondo, pur non toccando la superficie della Luna. In futuro le missioni dovrebbero essere ben più frequenti sfruttando hardware come Starship di SpaceX, Blue Moon di Blue Origin mentre la capsula Orion potrebbe non essere più lanciata dallo Space Launch System, che dopo le prime missioni Artemis potrebbe essere definitivamente abbandonato a causa dei costi.

Per questo Lockheed Martin (che realizza la navicella spaziale) starebbe studiando la possibilità, già ipotizzata in passato, di poter lanciare Orion con altri vettori. A causa della velocità da raggiungere per le missioni lunari e della massa della navicella stessa è necessario un vettore pesante (come NASA SLS). Si potrebbe però pensare a lanciare due razzi spaziali per singola missione permettendo comunque di ottenere lo stesso scopo.
Un razzo spaziale potrebbe essere impiegato per portare in orbita bassa terrestre (LEO) la navicella spaziale Orion mentre un secondo vettore avrebbe avrebbe un veicolo di trasferimento orbitale che consentirebbe di portare la capsula sulla traiettoria verso la Luna. Questo approccio potrebbe permettere di impiegare la navicella anche in futuro riducendo una parte dei costi.

La stessa Lockheed Martin nei prossimi anni potrebbe scegliere una strategia commerciale per la parte di ripristino della navicella dopo il suo utilizzo (la capsula Orion è riutilizzabile). Questo servizio attualmente è gestito dalla NASA ma la società potrebbe subentrare. La transizione a servizio commerciale, come avviene per le capsule dedicate alle missioni in LEO, potrebbe avvenire ben prima di Artemis V, se l'agenzia spaziale valuterà come conveniente questa scelta.
Lockheed Martin sarebbe già in contatto con ESA e Airbus Defence e Space per permettere che anche l'assemblaggio del modulo di servizio europeo possa seguire una strategia simile. Inoltre ci sarebbe la possibilità di applicare alcune modifiche per consentire alla navicella di effettuare missioni più lunghe in linea con le future esigenze del programma Artemis.










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5 Commenti
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Vedo che nessuno ha segnalato che la strategia basata su due razzi in orbita è stata "ripresa" dai progetti cinesi.
Veramente la strategia dei due razzi ha origine da quello che avevano pianificato negli anni '60 i sovietici per le loro missioni lunari con equipaggio.
È la strategia ottimale se non hai vettori sufficientemente potenti per un lancio "direct to the moon" stile Saturno 5.
È la strategia ottimale se non hai vettori sufficientemente potenti per un lancio "direct to the moon" stile Saturno 5.
Si, non è una novità cinese.
Anche gli statunitensi valutarono questa opzione agli inizi degli anni 60.
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