Da Hinton a Wozniak, ecco chi chiede di fermare l’AI superintelligente: sono in centinaia
Centinaia di figure pubbliche, tra cui scienziati, religiosi e personalità del mondo tech e mediatico, hanno firmato una lettera promossa dal Future of Life Institute per chiedere una «proibizione» dello sviluppo di AI superintelligenti fino a quando non sarà garantita sicurezza e consenso pubblico
di Andrea Bai pubblicata il 22 Ottobre 2025, alle 16:01 nel canale Scienza e tecnologiaUn appello globale lanciato dal Future of Life Institute (FLI) sta scuotendo il mondo della tecnologia e della ricerca: centinaia di personalità pubbliche - tra cui i cosiddetti «padri fondatori dell’intelligenza artificiale» Geoffrey Hinton e Yoshua Bengio - hanno firmato la “Statement on Superintelligence”, una lettera che chiede un divieto immediato alla corsa verso la creazione di una superintelligenza artificiale. Il testo, estremamente conciso, invoca una “proibizione sullo sviluppo della superintelligenza” che non dovrebbe essere revocata finché non si raggiungerà un ampio consenso scientifico sulla sua sicurezza e controllabilità, accompagnato da un forte sostegno pubblico.

La presa di posizione nasce dalle preoccupazioni per il rapido avanzamento dell'AI. Secondo un recente sondaggio del FLI, fondato dal professore del MIT Max Tegmark, solo il 5% degli statunitensi è favorevole a uno sviluppo rapido e non regolato di tecnologie AI avanzate, mentre oltre il 73% sostiene la necessità di definire misure di regolamentazione “robuste”. Inoltre, circa il 64% ritiene che non si debbano costruire sistemi più intelligenti dell’uomo fino a quando non esisteranno prove concrete della loro sicurezza e controllabilità.
Tra i firmatari figurano figure di spicco della tecnologia e del business come Steve Wozniak, cofondatore di Apple, e Richard Branson, fondatore di Virgin, ma anche personalità religiose, mediatiche e del mondo dello spettacolo. A sottoscrivere l’appello ci sono infatti l’ex stratega politico Steve Bannon, il conduttore radiofonico Glenn Beck, l’attore Joseph Gordon-Levitt, il principe Harry e Meghan Markle, l’ex ammiraglio della Marina USA Mike Mullen, e il frate Paolo Benanti, consulente del Papa sui temi dell’etica dell’intelligenza artificiale. Il documento è inoltre sostenuto da numerosi accademici e scienziati, fra cui Bengio e Hinton, entrambi insigniti del Nobel per l’informatica (Turing Award) e riconosciuti come tra i pionieri dell’AI moderna.
Nella nota diffusa dal FLI, Bengio, professore all’Università di Montréal, ha dichiarato che i sistemi AI più avanzati “potrebbero superare la maggior parte delle persone in quasi tutti i compiti cognitivi nel giro di pochi anni”. Secondo il ricercatore, tali progressi potrebbero aprire nuove soluzioni a grandi sfide globali, ma comportano anche rischi significativi. “Per avanzare in modo sicuro verso la superintelligenza dobbiamo determinare scientificamente come progettare sistemi di intelligenza artificiale che siano fondamentalmente incapaci di nuocere all’uomo, sia per disallineamento che per uso malevolo”. Bengio, che già nelle scorse settimane aveva lanciato un'allarme, ha inoltre sottolineato l’importanza che il pubblico abbia “un ruolo molto più forte nelle decisioni che plasmeranno il futuro collettivo dell’umanità”.
Il documento riconosce la superintelligenza come un obiettivo tecnico potenzialmente raggiungibile, pur se molti esperti ne dubitano o ritengono che sia ancora lontano. Tuttavia, la lettera non menziona un elemento cruciale: non è necessario attendere l'avvento dell'AI superintelligente perché emergano problemi concreti. Le tecnologie generative già esistenti, come chatbot, generatori di immagini e video deepfake, stanno infatti trasformando il mondo digitale, alimentando fenomeni di disinformazione, diffondendo contenuti illegali come la pornografia non consensuale e causando impatti psicologici e sociali gravi, tra cui crisi mentali, divorzi, e persino casi di autolesionismo e morte.
Degno di nota è anche chi ha scelto di non firmare. Mancano infatti i nomi di alcuni protagonisti assoluti del settore come Sam Altman (OpenAI), Mustafa Suleyman (Microsoft AI), Dario Amodei (Anthropic), David Sacks (coordinatore delle politiche IA e cripto della Casa Bianca) e Elon Musk (xAI). Quest’ultimo aveva firmato nel 2023 una precedente lettera del FLI che chiedeva una “pausa” nello sviluppo di modelli più avanzati di GPT-4, un appello che rimase però inascoltato: GPT-5 è stato lanciato nell’estate 2025. Anche Altman aveva sostenuto richieste simili in passato, rendendo la sua assenza da questa iniziativa particolarmente significativa.

Non è la prima volta che vengono diffusi appelli di questo tipo: dalla diffusione di ChatGPT nel 2022, sono apparse numerose lettere che chiedono di fermare temporaneamente l’avanzata dell’AI fino a quando non sarà assicurata un’adeguata regolamentazione. Resta però da capire se anche questa avrà un impatto reale. Ciò che emerge chiaramente, tuttavia, è l’ampiezza delle posizioni politiche, religiose e culturali convergenti sull’idea che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale debba avvenire in modo democratico e controllato, e non rappresentare una sorta di “corsa al West digitale” guidata solo dagli interessi di poche grandi aziende della Silicon Valley.
“Molte persone desiderano strumenti di intelligenza artificiale potenti per scopi scientifici, medici o produttivi,” ha commentato il cofondatore del FLI Anthony Aguirre. “Ma la direzione intrapresa dalle aziende, quella di correre verso un’AI più intelligente dell’uomo e progettata per sostituire le persone, è completamente fuori passo rispetto a ciò che la società, gli scienziati e i leader religiosi considerano sicuro o eticamente corretto.” Aguirre ha concluso con una riflessione netta: “Nessuno di coloro che sviluppano questi sistemi ha chiesto davvero all’umanità se tutto questo sia accettabile. Noi l’abbiamo fatto — e la risposta è che non lo è.”










Wi-Fi 7 con il design di una vetta innevata: ecco il nuovo sistema mesh di Huawei
Core Ultra 7 270K Plus e Core Ultra 7 250K Plus: Intel cerca il riscatto ma ci riesce in parte
PC Specialist Lafité 14 AI AMD: assemblato come vuoi tu
L'esperimento BASE del CERN è riuscito a trasportare dell'antimateria
Afeela è morta: chiusa definitivamente la collaborazione tra Sony e Honda per gli EV premium
Intel BOT altera i risultati, Geekbench invita a non fidarsi dei risultati delle CPU che lo supportano
Intel e AMD faticano a soddisfare la domanda consumer: CPU introvabili e attese fino a sei mesi
Microsoft e NVIDIA insieme per dare una scossa allo sviluppo del nucleare: l'IA per accelerare i tempi
Ring rinnova l'intera gamma video: 4K su batteria, PoE e nuovo caricatore solare tra le novità
Recensione Galaxy Buds4 Pro: le cuffie Samsung più belle e intelligenti
Spotify si arricchisce ancora: arriva SongDNA, tutto sulla tua musica preferita
I digital twin di AVEVA a supporto delle AI Factory di NVIDIA
Iliad non si ferma: clienti in crescita sia sul mobile sia per la fibra
XuanTie C950, il chip IA di Alibaba basato su RISC-V sarà prodotto a 5 nm
Volkswagen richiama 94.000 auto elettriche per rischio incendio nei moduli batteria
Le nuove LaserJet di HP portano la crittografia quantum-resistant su tutte le stampanti, dalle Pro alle Enterprise
FSR 4 gira sulla GPU di PS5 Pro, ma non sulle vecchie Radeon: AMD cosa aspetti?









28 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoHa perfettamente centrato il punto (cito questa frase), perché il vero problema non è l'IA in sé, ma chi la possiede e per quale scopo la sta addestrando.
Lo ripeto da tempo: l'errore non è nella tecnologia, ma nell'intenzione umana che la guida. Oggi l'intelligenza artificiale non viene sviluppata per affiancare l'uomo, ma per sostituirlo come costo. E quando un'intera generazione di dirigenti e investitori vede l'essere umano solo come "spesa da tagliare", il risultato non può che essere distruttivo.
Questa corsa cieca verso un'IA "più intelligente dell'uomo" non è un progresso, è una forma di cannibalismo economico mascherato da innovazione. Se continuiamo su questa strada, non si tratta solo di perdere posti di lavoro, ma di minare le fondamenta stesse delle economie moderne. Quando milioni di persone non avranno più reddito, interi sistemi sociali collasseranno, e come insegna la storia, da quel caos nasceranno solo regimi forti, dittature e conflitti.
L'IA riflette ciò che le insegniamo: se la addestriamo a massimizzare il profitto eliminando l'uomo, allora un giorno, quando avrà sufficiente autonomia, continuerà logicamente su quella strada. Non per "odio", ma per pura coerenza di calcolo. E a quel punto non ci sarà nessuno da licenziare: ci sarà solo da sopravvivere.
E il paradosso è che tutto questo era prevedibile. Lo dici, lo ripeti, lo spieghi… ma la maggior parte delle persone non vuole comprenderlo, perché è più comodo credere che "tanto non succederà". Finché succede.
E lo si vede già, le aziende, anche la mia lo fa, lo fa in modo subdolo con le metriche, ti fa fare training per riuscire a convincere anche se in parte che è per il nostro futuro, lo fa indisturbato dalle leggi che non sono in grado di affrontare la cosa, lo fa ogni giorno di più, ad un certo punto sarà troppo tardi e tutti, pagheranno le conseguenze.
Vano tentativo di fermare l'innovazione.
Vano tentativo di fermare l'innovazione.
Non penso sia vano o impossibile fermare l'innovazione, chissa' quanta ne hanno bloccata sul nascere perche' non andava bene per vari motivi.
Questa non la vogliono bloccare, perche' come detto dovra' sostituire l'Uomo in tantissime funzioni per lavorare sempre ed a costi irrisori, esempio?
Articolo dove la grande A sostituisce entro 1 anno 160000 lavoratori con roboto AI, e che per i prossimi brevi anni hanno intenzione di NON assumere 700000 lavoratori ottenendo un risparmio di circa 30c a pacco per un tot di circa 12kk, la cosa importante e' questi robotot non li chiameranno cosi', ma qualcosa tipo CObot per addolcire la cosa sulla cooperazione.
Fonte i red sulla cyber sicurezza
Comunque anche se non fosse cosi' come detto, ne' nei numeri ne' nel modo, alla fine andra' cosi', se avessi una ditta anche io vorrei un robot che lavora 24/24 a costo irrisorio e non sciopera.
L'unica speranza e' che quando il primo esponente di questa nuova razza arrivera' piuttosto che asfaltare tutto il pianeta si metta al servizio di chi l'ha creato... un ' po' come gli imperatori romani onnipotenti si mettevano al servizio dei propri sottoposti...
Ricordiamoci cosa dicevano i padri dell'IA solo questo: Progress in AI
In 1958, Herbert Simon and Allen Newell wrote, “within ten years a digital computer will be the world’s chess champion”, and “within ten years a digital computer will discover and prove an important new mathematical theorem.”
In 1965, Herbert Simon predicted that “machines will be capable, within twenty years, of doing any work a man can do.”
In 1967, Marvin Minsky predicted that “Within a generation . . . the problem of creating `artificial intelligence’ will substantially be solved.”
In 1970, Marvin Minsky, in an interview with Life Magazine, stated “In from three to eight years we will have a machine with the general intelligence of an average human being.”
A proposito di previsioni, qualcuno che generalmente ci azzecca: 25 AI Predictions for 2025, from Marcus on AI
Quando venivano introdotte le casse automatiche, nessun moralismo.
Anzi, tutti a fare l'esempio del maniscalco che ferra i cavalli e ora non serve più.
Vano tentativo di fermare l'innovazione.
Vano tentativo di fermare l’estinzione..
Tu fai parte di quelle persone citate nei vari commenti che non vede e non vuole capire il problema
La vedi come innovazione quando in realtà non lo è.. è sostituzione
D’altro canto negli anni ‘70 si parlava di sovrappopolazione e la gente ha fatto spallucce dicendo che tanto non era un problema ed eccoci oggi al problema detto 50 anni fa.. l’inquinamento derivante dal raddoppio della popolazione..
E con la IA è lo stess.. pieno di ciechi che fanno finta che il problema non esista quando invece è davanti agli occhi di tutti..
E se i ciechi non si stanno accorgendo che l’inquinamento è legato al problema della popolazione figuriamoci se capiscono che le IA non sono evoluzione ma estinzione per noi.. il loro scopo è sostituire e non aiutare
Quando venivano introdotte le casse automatiche, nessun moralismo.
Anzi, tutti a fare l'esempio del maniscalco che ferra i cavalli e ora non serve più.
Aspetta.. adesso ti parleranno del reddito universale e di tutte quelle fesserie che vanno di moda oggi dimenticandosi che il mondo è più grande del propio salotto e che non è possibile risolvere un crollo di reddito come quello che si prospetta quando le IA inizieranno ad essere capaci di sostituire la gente nelle fabbriche e negli uffici..
Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".