NVIDIA porta G-Sync Pulsar sui primi monitor consumer: nitidezza da 1.000 Hz per ridurre il motion blur
Quattro monitor QHD da 27" e 360 Hz debuttano con la nuova tecnologia NVIDIA con retroilluminazione ad impulsi "rolling scan" pensata per avvicinarsi ai limiti dell'occhio umano
di Andrea Bai pubblicata il 07 Gennaio 2026, alle 11:31 nel canale PerifericheNVIDIAG-sync
Nvidia sta portando la tecnologia G-Sync Pulsar sui primi monitor gaming destinati al mercato consumer, con l'obiettivo dichiarato di ridurre il motion blur fino a un livello che l'azienda definisce vicino ai limiti della retina umana. I primi quattro modelli in arrivo in commercio sono Acer Predator XB273U F5, AOC AGON PRO AG276QSG2, Asus ROG Strix Pulsar XG27AQNGV e MSI MPG 272QRF X36 e condividono la stessa base tecnica: pannello IPS da 27 pollici con risoluzione 2560x1440 e refresh rate fino a 360 Hz. Nvidia descrive il risultato come una "nitidezza di movimento effettiva" paragonabile a quella di un ipotetico monitor a 1.000 Hz, pur partendo da un refresh reale di 360 Hz.

G-Sync Pulsar, già annunciato in occasione dell'edizione 2024 del CES di Las Vegas, nasce dall'evoluzione delle tecniche di riduzione del motion blur basate sulla retroilluminazione ad impulsi, già viste con soluzioni come Ultra Low Motion Blur, ma estese ora al funzionamento con refresh variabile (VRR) senza introdurre fenomeni di sfarfallio evidente. Il cuore del sistema è uno schema di scansione "rolling scan" che divide la retroilluminazione in più sezioni orizzontali e le attiva in sequenza dall'alto verso il basso, in sincronia con la scansione del frame sul pannello. In questo modo i pixel hanno il tempo di completare la transizione cromatica prima che la sezione di retroilluminazione corrispondente venga accesa, riducendo sia il blur dovuto alla risposta del pannello sia la persistenza dell'immagine sull'occhio dell'utente.
Nvidia spiega che con Pulsar ogni frame rimane visibile solo per circa il 25% del tempo di refresh, con un tempo di "object hold" quattro volte inferiore rispetto a un monitor tradizionale a parità di frequenza. Da qui deriva il concetto di "motion clarity effettiva" quadrupla: a 250 fps, la percezione della nitidezza in movimento viene equiparata a quella di un monitor teorico a 1.000 Hz che lavora a 1.000 fps. La novità rispetto alle precedenti implementazioni ULMB è che il pattern di impulsi viene adattato in tempo reale al refresh variabile tipico del G-Sync, evitando i forti artefatti di flicker che avevano limitato l'uso con VRR.
Nvidia associa a Pulsar tre pilastri tecnici: la scansione a rullo della retroilluminazione (Rolling Scan), la compensazione tramite impulsi di backlight (Compensation Pulse) e un sistema di overdrive variabile G-Sync ottimizzato per i cambi di refresh. La retroilluminazione è suddivisa in più "stripe" orizzontali indipendenti, fino a dieci secondo quanto indicato dalla documentazione tecnica, che vengono attivate come un'onda che segue la scansione del pannello, con un controllo puntuale sul momento in cui i pixel vengono illuminati. L'obiettivo è ridurre la sovrapposizione tra frame consecutivi e quindi il trascinamento dell'immagine percepito dall'utente durante i movimenti rapidi tipici del gaming competitivo.
Nvidia posiziona G-Sync Pulsar come tecnologia indirizzata soprattutto al pubblico esport e agli utenti che inseguono refresh elevati e massima chiarezza di movimento, partendo dai nuovi 27" QHD a 360 Hz per poi estendersi ad altre diagonali e combinazioni di risoluzione e frequenza nei prossimi prodotti annunciati dai partner.










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