Supercomputer AI, segreti rubati e Cina: il caso che scuote Google
Un ex ingegnere Google è stato condannato negli Stati Uniti per spionaggio economico e furto di segreti industriali legati ai supercomputer AI. Sottratti documenti su TPU, GPU e networking avanzato. Presunti legami con aziende e programmi tecnologici cinesi.
di Manolo De Agostini pubblicata il 02 Febbraio 2026, alle 08:51 nel canale MercatoUna giuria federale statunitense di San Francisco ha riconosciuto Linwei Ding, ex ingegnere software di Google, colpevole di spionaggio economico e furto di segreti industriali legati all'infrastruttura di supercalcolo per l'intelligenza artificiale dell'azienda. Il verdetto chiude uno dei casi più rilevanti degli ultimi anni sul fronte della protezione delle tecnologie AI avanzate.
Secondo l'accusa, tra maggio 2022 e aprile 2023, Ding avrebbe sottratto oltre 2.000 pagine di documentazione riservata, caricandole su un proprio account Google Cloud personale. I materiali descrivevano in dettaglio come Google progetta, costruisce e gestisce i propri datacenter AI, informazioni che coprono sette categorie di segreti industriali.

Nel dettaglio, i file includevano specifiche di basso livello delle TPU proprietarie, set di istruzioni interni, caratteristiche prestazionali legate all'accesso alla memoria HBM e alle interconnessioni tra chip, oltre alle architetture di sistema TPU e allo stack software utilizzato per orchestrare e schedulare i carichi di lavoro su cluster di grandi dimensioni.
La documentazione sottratta non riguardava solo le TPU. Gli inquirenti hanno confermato la presenza di materiali relativi anche ai sistemi GPU di Google, alle modalità di gestione dei cluster multi-GPU su larga scala, e alle tecnologie SmartNIC, sia hardware sia software, fondamentali per garantire banda elevata e bassa latenza nelle reti interne dei supercomputer AI.
Ding, assunto da Google nel 2019 e coinvolto nello sviluppo software dedicato alla gestione delle GPU, avrebbe adottato tecniche mirate per eludere i controlli interni. Durante il processo è emerso che copiava informazioni dai file sorgente aziendali all'app Apple Notes sul MacBook fornito da Google, convertendo poi gli appunti in PDF caricati su archivi personali. Parallelamente, non avrebbe collaborato in modo sincero con l'indagine interna dell'azienda, circostanza che ha portato al suo arresto in California nel marzo 2024.
Sul piano geopolitico, il caso assume un rilievo particolare. Le autorità statunitensi sostengono che Ding fosse segretamente affiliato a due aziende tecnologiche cinesi, avesse negoziato un ruolo da Chief Technology Officer presso una di esse e avesse successivamente fondato una propria startup di AI in Cina, Shanghai Zhisuan Technology Co., ricoprendo il ruolo di CEO. Agli investitori avrebbe dichiarato di essere in grado di realizzare infrastrutture di supercalcolo AI comparabili a quelle di Google.

Ulteriori prove indicano che Ding abbia fatto domanda per un programma destinato alla ricerca di talenti sponsorizzato dal governo di Shanghai, dichiarando esplicitamente l'obiettivo di aiutare la Cina a raggiungere capacità di calcolo "allineate agli standard internazionali". Il Dipartimento di Giustizia USA ritiene inoltre che l'imputato intendesse favorire entità controllate dal governo cinese, collaborando allo sviluppo di un supercomputer AI e alla ricerca su chip custom per il machine learning.
Tra gli elementi contestati figura anche il mancato obbligo di trasparenza verso Google: Ding non avrebbe mai dichiarato le sue affiliazioni esterne né i viaggi in Cina, arrivando persino a chiedere a un collega di passare periodicamente il badge di accesso per simulare la sua presenza negli uffici statunitensi.
Al termine di un processo durato 11 giorni, la giuria ha emesso un verdetto di colpevolezza su 14 capi d'accusa: sette per spionaggio economico e sette per furto di segreti industriali. Ogni capo comporta una pena massima compresa tra 10 e 15 anni di reclusione, anche se la sentenza definitiva non è stata ancora pronunciata.
Per il Dipartimento di Giustizia, si tratta di un caso emblematico. Come dichiarato dal procuratore aggiunto per la Sicurezza Nazionale John A. Eisenberg, la vicenda rappresenta una "violazione calcolata della fiducia" in un momento critico per lo sviluppo globale dell'AI, a conferma di come le infrastrutture di calcolo avanzato siano ormai considerate asset strategici per la sicurezza economica e nazionale degli Stati Uniti.










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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoGli sceneggiatori dei films di fantascienza raccontano storie più verosimili!
Mi ricorda la storia del pallone che ha sorvolato una parte della costa degli USA e poi abbattuto in pompa magna: come se fosse stato chissà cosa, mentre i satelliti spia USA che ti controllano ancora un po' anche nelle mutande invece sono sciocchezzuole innocenti, vero?
Certo che no! non li vedi i films di Hollywood?
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