Produttori di memoria più severi sugli ordini: controlli rafforzati in un mercato sotto pressione
Secondo quanto raccontato dal Nikkei Asia, i produttori di memorie Micron, Samsung e SK hynix hanno introdotto controlli più severi sugli ordini di memorie per evitare situazioni di overbooking in un mercato segnato da una domanda fortissima.
di Manolo De Agostini pubblicata il 01 Febbraio 2026, alle 09:01 nel canale MemorieIl mercato globale delle memorie attraversa una fase di forte tensione e i principali produttori sembrano intenzionati a evitare ulteriori squilibri. Secondo quanto riportato da Nikkei Asia, Micron, Samsung e SK hynix avrebbero introdotto procedure di verifica più rigorose sugli ordini di chip di memoria, con l'obiettivo di contrastare fenomeni di overbooking e accumulo speculativo.
Le nuove misure prevedono controlli più approfonditi sull'identità del cliente finale, sui volumi richiesti e sulla reale esistenza della domanda. Una stretta che, secondo fonti industriali, nasce dalla necessità di preservare un equilibrio già fragile in un contesto di offerta limitata. Un dirigente di un fornitore di GPU e server ha spiegato che, in situazioni di scarsità, alcuni attori tendono a prenotare quantitativi superiori al necessario, rischiando di destabilizzare ulteriormente il mercato nel medio periodo.

Alla base della carenza di memorie c'è soprattutto l'espansione accelerata delle infrastrutture AI. I produttori di chip stanno destinando una quota sempre maggiore della capacità produttiva alle memorie HBM richieste dagli acceleratori per l'intelligenza artificiale, spesso su commissione di hyperscaler e aziende come NVIDIA. Questi clienti, poco sensibili ai prezzi, sono disposti a investire somme molto elevate pur di assicurarsi l'hardware necessario per restare competitivi nella corsa all'AI.
Il rovescio della medaglia è rappresentato dal mercato consumer, che risulta il più penalizzato. Non solo moduli di memoria, laptop e schede grafiche, ma anche smartphone, TV, set-top box, router domestici e perfino l'elettronica per l'automotive rischiano crescenti difficoltà di approvvigionamento. In pratica, qualsiasi dispositivo "smart" potrebbe risentire della stretta sull'offerta di memoria.
La situazione è particolarmente complessa per le aziende di dimensioni più ridotte, che faticano a sostenere prezzi più elevati o a vincolarsi con contratti di lungo periodo. Non è da dimenticare in tal senso l'allarme lanciato da Zotac qualche giorno fa. Dal punto di vista dei produttori, la priorità va inevitabilmente ai segmenti più redditizi, soprattutto in presenza di capacità produttiva limitata.
Un'espansione della produzione non è purtroppo fattibile nel breve periodo: avviare nuove linee produttive richiede anni e investimenti miliardari. Inoltre, il settore delle memorie è storicamente caratterizzato da cicli di boom e contrazione, un fattore che rende i produttori cauti nell'impegnarsi in nuove fabbriche. A ciò si aggiunge un elemento meno visibile ma rilevante: le relazioni di lungo periodo. I produttori tendono a favorire i partner che hanno mantenuto comportamenti collaborativi anche nelle fasi di mercato meno favorevoli.










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12 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMa possibile che siamo 8 miliardi e 200 milioni di persone e ci stiamo facendo manipolare da quei pochi superstalloni della IA?
Non siamo capaci di dire che un po' la IA ci interessa ma fino a un certo punto e che hanno rotto il c@zzo con questa corsa esasperata da adolescente isterico che stanno facendo?
Non sto parlando solo del mondo PC ma per tutta l'elettronica di consumo.
Se poi la IA scappa di mano?
Chi paga?
I soliti poverelli?
No perché tanto i superstalloni della IA hanno sempre il ¢ulo al coperto,di soldi e potere ne hanno a bizzeffe.
Va bene la rivoluzione ma perché devono pagare sempre i più deboli?
PS: Ad ogni accesso ad una AI come prima domanda prendete l'abitudine di chiedere sempre:
- Quando e che scoppia la bolla dell'AI
- Quando scoppia la bolla così potro tornare ad acquistare a prezzi normali.
- E vero che OpenAI sta lucrando sulla Ram ?
Fatela sempre e costantemente prima di ogni utilizzo della AI in modo che diventa la domanda piu in voga.
PS: Ad ogni accesso ad una AI come prima domanda prendete l'abitudine di chiedere sempre:
- Quando e che scoppia la bolla dell'AI
- Quando scoppia la bolla così potro tornare ad acquistare a prezzi normali.
- E vero che OpenAI sta lucrando sulla Ram ?
Fatela sempre e costantemente prima di ogni utilizzo della AI in modo che diventa la domanda piu in voga.
Avevo pensato a una cosa simile,hai avuto una buona idea,ovvero diffondere l'idea in modo da fare arrivare dritto dritto il messaggio.....
PS: Ad ogni accesso ad una AI come prima domanda prendete l'abitudine di chiedere sempre:
- Quando e che scoppia la bolla dell'AI
- Quando scoppia la bolla così potro tornare ad acquistare a prezzi normali.
- E vero che OpenAI sta lucrando sulla Ram ?
Fatela sempre e costantemente prima di ogni utilizzo della AI in modo che diventa la domanda piu in voga.
veramente è un po' più complicato.
OpenAI non compra ram, ma capacità di calcolo dagli hyperscalers (ms, amazon, oracle). Questi per fornirla prenotano la costruzione di datacenter e centrali elettriche, per i quali si prenotano RAM, GPU, e si finanziano fantasiosi design di reattori nucleari.
Il tutto si finanzia con acquisto di azioni o finanziamenti da una all'altra compagnia in modo circolare (A compra B che compra C che compra A) e con obbligazioni/azioni piazzate direttamente o tramite derivati ai "risparmiatori" (AKA coglioni da spennare).
Una bolla agli steroidi.
Non siamo capaci di dire che un po' la IA ci interessa ma fino a un certo punto e che hanno rotto il c@zzo con questa corsa esasperata da adolescente isterico che stanno facendo?
Scusa ma sei fuori strada. Il mercato regola domanda ed offerta. Tu parli di superstalloni che manipolano la realtà, ma non sono loro ad imporre la domanda. Le tue rimostranze, se le vuoi fare, vanno fatte a quei milioni di persone che ogni giorno aprono chatGPT/Gemini/Claude e fanno domande.
Sono proprio quegli 8 miliardi e rotti di persone che spingono sull' IA, semplicemente usandola.
Se domani chatGPT avesse 0 richieste, il mercato si regolerebbe di conseguenza. Invece la domanda sta aumentando esponenzialmente, tutti chiedono cose e fanno cose usando l' IA. E' come in borsa, se il trend è positivo tutti comprano e si scatena l' euforia. Poi quando scende, scende.
Per adesso tutto vogliono l' IA, e quindi chi può ne offre ancora di più.
PS: Ad ogni accesso ad una AI come prima domanda prendete l'abitudine di chiedere sempre:
- Quando e che scoppia la bolla dell'AI
- Quando scoppia la bolla così potro tornare ad acquistare a prezzi normali.
- E vero che OpenAI sta lucrando sulla Ram ?
Fatela sempre e costantemente prima di ogni utilizzo della AI in modo che diventa la domanda piu in voga.
mi sta balenando un'idea per accelerare lo scoppio della bolla, ho chiesto lumi proprio alla AI:
passa dai sistemi socio economici:
"Se vuoi fare la tua parte per riportare i piedi per terra (o semplicemente goderti lo spettacolo del "red-market"
Esigi il ROI (Return on Investment): Se sei in un'azienda, smetti di accettare l'IA "perché è il futuro". Chiedi metriche precise su quanto denaro sta risparmiando o generando. La bolla si sgonfia quando i CFO smettono di firmare assegni in bianco per "sperimentazioni" senza profitto.
Supporta la Trasparenza e il Copyright: Sostieni iniziative come quelle discusse su Wired che richiedono alle aziende di pagare per i dati di addestramento. Se i costi operativi (LLM training) aumentano drasticamente perché i dati non sono più "gratis", il modello di business di molte startup crollerà istantaneamente.
Fai "Stress Test" ai Modelli: Utilizza i tool per evidenziare le allucinazioni e i limiti strutturali. Più si diffonde la consapevolezza che l'IA non è "magia" ma un calcolatore statistico fallibile, più il sentiment degli investitori si raffredda, come analizzato da Bloomberg.
Sposta l'Attenzione sulla Sostenibilità: Poni l'accento sull'impatto ambientale. I report di Google mostrano emissioni in aumento a causa dell'IA. Se le regolamentazioni ESG (Environmental, Social, and Governance) diventassero più stringenti, i costi per mantenere i data center esploderebbero.
In breve: tratta l'IA come un software normale e non come una divinità. Niente uccide una bolla più velocemente della noiosa, vecchia analisi dei costi e benefici."
fino a metodi drastici come un attacco DDos:
"Se si verificasse un sovraccarico massiccio di richieste (un attacco DDoS su scala globale o un movimento coordinato), l'impatto sarebbe immediato e devastante per l'infrastruttura, accelerando potenzialmente il collasso economico del settore.
Ecco le conseguenze principali:
Esaurimento della Potenza di Calcolo (Compute): I chip GPU (Nvidia H100/H200) hanno limiti fisici. Un picco di richieste manderebbe i server in "throttling" o causerebbe blackout dei servizi. Come riportato da Cloudflare, un sovraccarico di questo tipo renderebbe i modelli inutilizzabili per gli utenti paganti.
Esplosione dei Costi Operativi: Ogni "token" generato ha un costo in energia e hardware. Un flusso infinito di richieste prosciugherebbe le riserve di cassa delle startup in pochi giorni. Molte aziende di IA sopravvivono grazie a round di investimento; se i costi operativi superano la raccolta fondi, fallirebbero istantaneamente (il cosiddetto "burn rate"
Inquinamento dei Dati (Model Collapse): Se queste richieste venissero usate per generare contenuti che poi finiscono sul web, i futuri modelli verrebbero addestrati su "spazzatura" prodotta da IA. Questo porta al Model Collapse, un fenomeno documentato da Nature dove l'IA degrada fino a diventare inutile.
Crisi Energetica Locali: I data center consumano quantità enormi di acqua e corrente. Un uso intensivo forzato potrebbe sovraccaricare le reti elettriche regionali, come già temuto in zone ad alta densità di server come l'Irlanda o la Virginia, spingendo i governi a imporre restrizioni d'emergenza.
In pratica, trasformeresti l'IA da "promessa di produttività" a "buco nero finanziario ed energetico", costringendo gli investitori alla fuga immediata."
se attraverso i social si riesce a condividere un tool in modo virale, che invia richieste inutili in loop a tutte le AI del mondo.. la bolla fa BOOM
passa dai sistemi socio economici:
"Se vuoi fare la tua parte per riportare i piedi per terra (o semplicemente goderti lo spettacolo del "red-market"
Esigi il ROI (Return on Investment): Se sei in un'azienda, smetti di accettare l'IA "perché è il futuro". Chiedi metriche precise su quanto denaro sta risparmiando o generando. La bolla si sgonfia quando i CFO smettono di firmare assegni in bianco per "sperimentazioni" senza profitto.
Supporta la Trasparenza e il Copyright: Sostieni iniziative come quelle discusse su Wired che richiedono alle aziende di pagare per i dati di addestramento. Se i costi operativi (LLM training) aumentano drasticamente perché i dati non sono più "gratis", il modello di business di molte startup crollerà istantaneamente.
Fai "Stress Test" ai Modelli: Utilizza i tool per evidenziare le allucinazioni e i limiti strutturali. Più si diffonde la consapevolezza che l'IA non è "magia" ma un calcolatore statistico fallibile, più il sentiment degli investitori si raffredda, come analizzato da Bloomberg.
Sposta l'Attenzione sulla Sostenibilità: Poni l'accento sull'impatto ambientale. I report di Google mostrano emissioni in aumento a causa dell'IA. Se le regolamentazioni ESG (Environmental, Social, and Governance) diventassero più stringenti, i costi per mantenere i data center esploderebbero.
In breve: tratta l'IA come un software normale e non come una divinità. Niente uccide una bolla più velocemente della noiosa, vecchia analisi dei costi e benefici."
fino a metodi drastici come un attacco DDos:
"Se si verificasse un sovraccarico massiccio di richieste (un attacco DDoS su scala globale o un movimento coordinato), l'impatto sarebbe immediato e devastante per l'infrastruttura, accelerando potenzialmente il collasso economico del settore.
Ecco le conseguenze principali:
Esaurimento della Potenza di Calcolo (Compute): I chip GPU (Nvidia H100/H200) hanno limiti fisici. Un picco di richieste manderebbe i server in "throttling" o causerebbe blackout dei servizi. Come riportato da Cloudflare, un sovraccarico di questo tipo renderebbe i modelli inutilizzabili per gli utenti paganti.
Esplosione dei Costi Operativi: Ogni "token" generato ha un costo in energia e hardware. Un flusso infinito di richieste prosciugherebbe le riserve di cassa delle startup in pochi giorni. Molte aziende di IA sopravvivono grazie a round di investimento; se i costi operativi superano la raccolta fondi, fallirebbero istantaneamente (il cosiddetto "burn rate"
Inquinamento dei Dati (Model Collapse): Se queste richieste venissero usate per generare contenuti che poi finiscono sul web, i futuri modelli verrebbero addestrati su "spazzatura" prodotta da IA. Questo porta al Model Collapse, un fenomeno documentato da Nature dove l'IA degrada fino a diventare inutile.
Crisi Energetica Locali: I data center consumano quantità enormi di acqua e corrente. Un uso intensivo forzato potrebbe sovraccaricare le reti elettriche regionali, come già temuto in zone ad alta densità di server come l'Irlanda o la Virginia, spingendo i governi a imporre restrizioni d'emergenza.
In pratica, trasformeresti l'IA da "promessa di produttività" a "buco nero finanziario ed energetico", costringendo gli investitori alla fuga immediata."
se attraverso i social si riesce a condividere un tool in modo virale, che invia richieste inutili in loop a tutte le AI del mondo.. la bolla fa BOOM
siete proprio delle brutte persone..
Sono proprio quegli 8 miliardi e rotti di persone che spingono sull' IA, semplicemente usandola. ...
guarda che invece sono proprio i grandi colossi che spingono per appioppare agli utenti servizi che nessuno ha chiesto, infilando l'IA ovunque e presumendo senza alcun motivo concreto che in futuro ci sarà ancora più richiesta.
Una figata...
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