Micron avvia la costruzione della MegaFab di New York: investimento record da 100 miliardi per la memoria nell'era AI
Micron si prepara ad avviare la costruzione della MegaFab di New York, un progetto da 100 miliardi di dollari che prevede fino a quattro impianti. Parte di un piano da 200 miliardi, l'iniziativa punta a incrementare la produzione di memorie avanzate per l'AI sul suolo statunitense.
di Manolo De Agostini pubblicata il 08 Gennaio 2026, alle 09:11 nel canale MemorieMicron
Micron Technology ha annunciato l'avvio ufficiale dei lavori per la sua futura MegaFab a Onondaga County, nello Stato di New York - un investimento annunciato nell'ottobre 2022. Il primo colpo di pala è fissato per il 16 gennaio 2026, dopo il completamento delle valutazioni ambientali e l'acquisizione di tutte le autorizzazioni necessarie. Il progetto rappresenta la più grande iniziativa privata mai realizzata nello Stato di New York e una delle operazioni industriali più ambiziose mai intraprese negli Stati Uniti nel settore dei semiconduttori.
Il sito ospiterà fino a quattro stabilimenti produttivi e, una volta completato, diventerà il più grande complesso per la produzione di semiconduttori sul territorio statunitense. Micron lo descrive come un polo destinato alla realizzazione delle memorie più avanzate al mondo, con particolare attenzione ai chip per datacenter e infrastrutture di intelligenza artificiale, considerati centrali per l'economia digitale dei prossimi decenni.

Dal punto di vista temporale, il progetto avrà uno sviluppo estremamente diluito. Secondo le indicazioni emerse negli ultimi mesi, la produzione della prima fabbrica non dovrebbe iniziare prima della fine del 2030, mentre il completamento dell'intero complesso potrebbe estendersi oltre il 2040. Micron, tuttavia, non ha fornito una roadmap ufficiale sulle date di entrata in funzione dei singoli impianti.
L'investimento complessivo per la MegaFab è stimato in circa 100 miliardi di dollari e rientra in una strategia più ampia da 200 miliardi di dollari. Di questi, 150 miliardi saranno destinati alla produzione di memorie negli Stati Uniti, mentre ulteriori 50 miliardi finanzieranno attività di ricerca e sviluppo. L'impatto occupazionale previsto è significativo, con fino a 90.000 nuovi posti di lavoro tra diretti e indiretti lungo l'intera filiera.
Un'operazione di tale portata non è sostenuta esclusivamente da capitali privati. Il piano beneficia infatti di incentivi federali, anche attraverso il CHIPS Act, che mira a rafforzare la produzione nazionale di semiconduttori e a ridurre la dipendenza strategica degli Stati Uniti da paesi come Taiwan e Corea del Sud.
Alla cerimonia di inaugurazione dei lavori parteciperanno il CEO di Micron, Sanjay Mehrotra, e altri dirigenti dell'azienda, insieme a rappresentanti dell'amministrazione Trump, del Congresso e delle istituzioni statali e locali. Dopo la posa della prima pietra, è previsto un evento ufficiale presso il National Veterans Resource Center della Syracuse University. Mehrotra ha definito l'avvio dei lavori un passaggio chiave sia per Micron sia per gli Stati Uniti, ribadendo il ruolo della leadership nei semiconduttori avanzati come elemento fondante della competitività economica nell'era dell'intelligenza artificiale.










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11 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoAnzichè denunciare le politiche piratesche, le menzogne (vedi il caso Crucial) e l'aumento ingiustificato dei margini di Micron come fanno testate con ban altra credibilità e schiena dritta (leggasi GamersNexus) qui si lodano i farabutti pubblicizzando i loro enormi sforzi (im)prenditoriali.
Speriamo di imparare dagli USA...solitamente quando la gente la si smazzola con il vile denaro anche i piu' stupidi alla lunga capiscono
Li fanno uscire in pompa magna con le deportazioni di massa per soddisfare la pancia dei beoni e poi li fanno rientrare dalla finestra, perchè se le aziende americane dovessero pagare stipendi "americani" a chi fa quei lavori dovrebbero vendere a prezzi fuori mercato e nessuno comprerebbe i loro beni.
Li fanno uscire in pompa magna con le deportazioni di massa per soddisfare la pancia dei beoni e poi li fanno rientrare dalla finestra, perchè se le aziende americane dovessero pagare stipendi "americani" a chi fa quei lavori dovrebbero vendere a prezzi fuori mercato e nessuno comprerebbe i loro beni.
Quelli deportati e quelli qualificati fatti entrare regolarmente NON sono gli stessi.
Gran parte di quelli deportati sono zappaterra squattrinati, cui alcuni vivono di delinquenza.
Le figure che importano sono gente con alle spalle una formazione, una qualificazione e spesso diverse certificazioni.
Gran parte di quelli deportati sono zappaterra squattrinati, cui alcuni vivono di delinquenza.
Le figure che importano sono gente con alle spalle una formazione, una qualificazione e spesso diverse certificazioni.
https://www.pbs.org/newshour/nation...short-term-jobs
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