Alcuni rivenditori giapponesi bloccano la vendita di PC: il settore consumer è prossimo al collasso a causa della RAM
Il mercato PC giapponese affronta forti difficoltà a causa della scarsità di RAM e SSD, spinte dalla domanda legata all'AI. Diversi rivenditori hanno sospeso o limitato gli ordini di sistemi Build-to-Order e avvisato i clienti su ritardi nelle consegne e aumenti di prezzo
di Vittorio Rienzo pubblicata il 24 Dicembre 2025, alle 11:01 nel canale Memoriegaming hardware
Se i prezzi raggiunti dalla memoria sono già catastrofici, c'è chi sta affrontando una situazione perfino peggiore: alcuni rivenditori hardware giapponesi hanno limitato o completamente interrotto la vendita di PC completi a causa delle difficoltà nel reperire la memoria RAM.
Il problema riguarda in particolare i sistemi Build-to-Order (BTO), molto diffusi nel Paese. I negozi che offrono configurazioni personalizzate faticano non solo a garantire nuove consegne, ma anche a rispettare gli impegni già presi. Le scorte di RAM e storage risultano in calo, mentre i prezzi cambiano rapidamente, il che avrebbe reso impossibile persino la formulazione di preventivi affidabili.

Secondo quanto riportato da IT Media, almeno tre importanti rivenditori hanno adottato contromisure. Sycom ha temporaneamente bloccato gli ordini online tra il 16 e il 19 dicembre. Il sito ha poi ripreso ad accogliere ordini, ma con un avviso che mette in guardia i clienti sui tempi di attesa incerti.
Situazione ancora più rigida per TSUKUMO, storico marchio giapponese che gestisce anche i brand interni G-Gear ed eX.computer. Entrambe le linee hanno interrotto completamente l'accettazione di nuovi ordini, mentre l'intero store ha sospeso le spedizioni per il resto del 2025.
【重要】パソコン製品の販売停止に関するお知らせ
— マウスコンピューター (@mouse_computer) December 23, 2025
現在想定を大きく上回るご注文をいただいており、その影響により出荷遅延が発生し、お客様には多大なご迷惑をお掛けしております。
お客様への適切な対応と製品品質の維持を目的として、下記対象製品の販売を一時停止させていただきます。
Anche Mouse Computers ha annunciato restrizioni progressive. Dopo un primo avviso il 16 dicembre relativo a possibili ritardi nelle spedizioni, il rivenditore ha comunicato il 19 dicembre un sovraccarico dei canali di consulenza e la presenza di prodotti con date di consegna non definite.
Una dichiarazione ufficiale pubblicata su X ha poi confermato la sospensione delle vendite per i PC dei marchi NEXTGEAR, G TUNE e DAIV, prevista dal 23 dicembre 2025 al 4 gennaio 2026. Alla ripresa degli ordini, dal 5 gennaio 2026, sono ovviamente attesi listini più elevati.
Il contesto stagionale, peraltro, non fa che peggiorare la situazione. Tradizionalmente, le festività natalizie sono accompagnate da un aumento della richiesta. Quest'anno però, tra una catena di approvvigionamento al collasso e prezzi elevati, oltre che instabili, la domanda è drasticamente calata rispetto ai numeri consueti e soddisfare la quantità di ordini risulta difficile.
Insomma, un panorama che sta mettendo in seria difficoltà l'intero settore consumer, dai clienti ai rivenditori, passando naturalmente anche per i fornitori che accedono a scorte sempre più limitate. Una situazione che, nei casi più gravi, potrebbe perfino determinare la chiusura di un'attività commerciale.










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26 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoBisogna insegnare ai superstalloni della IA che non esistono solo loro.
Mi aspetto anche azioni estreme che qui non scrivo.
Bisogna insegnare ai superstalloni della IA che non esistono solo loro.
Mi aspetto anche azioni estreme che qui non scrivo.
Come dice qualcuno: "E' il mercato, bellezza".
Pro e contro del capitalismo.
Pro e contro del capitalismo.
Il mercato americano lascia vendere armi ed esplosivi piuttosto grossi alla gente comune.....anche fucili di precisione,non vorrei che più di qualcuno una mattina,svegliandosi male.......
La situazione è ormai o noi o l'IA...e chi dice il contrario è in malafede. Tutte le più grandi società italiane (ENEL, Ferrovie ecc.) stanno già adottando i vari modelli IA e contemporaneamente "rimodulando" il modo di lavorare.
L'adozione dell'IA non è per alleggerire il lavoro dei dipendenti....[U]è per sostituirli[/U].
Pro e contro del capitalismo.
Altman e open IA ha acquistato quantitativi di RAM enormi prima ancora di costruire i futuri datacenter,come lo hanno fatto il resto dei superstalloni della IA,sapevano già di massacrare il mercato in questo modo.
Prima o poi come dicevo,qualcuno si sveglierà male una mattina ....... e non lo biasimo.
Gente che si è ritrovata chat gpt non richiesto sulla TV LG o in whatsapp,servizi non richiesti,questa non è democrazia.......
Un servizio me lo dai perché lo richiedo,non perché me lo imponi,questo sta succedendo,stanno imponendo la IA non richiesta solo per non fare esplodere la bolla.
Non siamo più consumatori ma bestie da laboratorio.
D'altronde a che serviranno? Basterà uno stupidissimo terminale con un OS ridotto ai minimi termini con un microfono, una videocamera e altoparlanti per collegarsi al cloud " intelligente "!!
Pro e contro del capitalismo.
Vediamo se gli rimangono sul groppone gli altri componenti ed abbassano i prezzi pur di venderli. Vediamo come vanno per esempio i prezzi di schede madri e processori nei prossimi mesi.
A già, qui abbiamo i Sovranisti
Bisogna insegnare ai superstalloni della IA che non esistono solo loro.
Mi aspetto anche azioni estreme che qui non scrivo.
Il problema non è l'AI ma i produttori che decidono di non aumentare la produzione. Lo stesso che succedeva con le GPU col mining ed ora in parte ancora sempre per l'AI. Se non era per l'AI sarebbe successo con altro e avrebbe coinvolto magari altre componenti.
Il settore va regolamentato con una scusa qualsiasi legata alla speculazione.
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