Ritorno di fiamma tra Apple e Intel: galeotto fu il nodo 18AP?

Ritorno di fiamma tra Apple e Intel: galeotto fu il nodo 18AP?

Intel potrebbe diventare fornitore foundry per il processore M di fascia bassa di Apple sul nodo 18AP dal 2027: la Mela avrebbe già effettuato alcuni test positivi, in attesa della versione finale nel primo trimestre del prossimo anno

di pubblicata il , alle 18:37 nel canale Apple
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Apple e Intel potrebbero riavvicinarsi in un modo del tutto nuovo e circoscritto, dando vita ad un rapporto che non riguarda più l'architettura x86, che ha equipaggiato i sistemi Mac dal 2006 al 2023, ma la produzione di una parte dei processori Apple Silicon della serie M. E' quanto emerge da una serie di indiscrezioni convergenti, che l'analista Ming-Chi Kuo ha raccolto in un'analisi sul proprio profilo Twitter, concludendo che Intel potrebbe diventare un cosiddetto "foundry partner" per Apple nella produzione dei chip M-Series di fascia bassa tra il 2027 e il 2028.

Kuo ricorda che si tratta di un'ipotesi che circola da diverso tempo, seppur priva di particolare forza. Ipotesi che però avrebbe preso maggior vigore nelle ultime settimane: l'analista afferma che la Mela avrebbe firmato un cosiddetto Non Disclosure Agreement con Intel e ottenuto il PDK 0.9.1GA relativo al nodo produttivo avanzato 18AP, necessario per avviare simulazioni e validazioni preliminari. Le informazioni raccolte da Kuo indicherebbero che i lavori procedono in linea con le aspettative, in attesa che Intel rilasci la versione 1.0/1.1 del PDK nel corso del primo trimestre del 2026. Una volta che la Mela potrà avere a disposizione il kit definitivo, potranno essere finalizzati i lavori per la progettazione di una produzione programmata, come ipotizzato, per il secondo o terzo trimestre del 2027, pur tenendo presente che le tempistiche rimangono condizionate dai progressi tecnici del nodo 18AP.

Per il chip M di fascia più bassa, che Apple almeno fino ad oggi ha utilizzato nelle linee MacBook Air e iPad Pro, sono previste quest'anno consegne combinate di circa 20 milioni di unità. Un volume che sembrerebbe destinato ad una leggera flessione il prossimo anno, se Apple dovesse realmente portare sul mercato il fantomatico "MacBook economico" che potrebbe essere dotato di un SoC derivato dai processori A-Series, destinati attualmente ad iPhone e iPad. Per il biennio 2026-2027 Kuo indica un volume di consegne tra i 15 e i 20 milioni di pezzi i quali, pur nella loro dimensione, non andrebbero a scalfire la posizione di TSMC quale fornitore principale del colosso di Cupertino.

Secondo Kuo, pertanto, l'eventuale ritorno di fiamma tra Apple e Intel va letto in due direzioni: un segnale di allineamento alla politica "Made in USA" tanto cara all'amministrazione Trump, e un passo verso la diversificazione degli approvvigionamenti, senza ovviamente rinunciare - al moemento sarebbe impossibile - ai nodi avanzati di TSMC. Quanto a Intel, invece, l'eventuale "endorsement" di Apple rappresenterebbe quella vetrina di lustro tanto necessaria all'azienda di Santa Clara per costruire il trampolino di lancio dei suoi servizi di fonderia: riuscire a soddisfare un cliente esigente come Apple potrebbe portare non solo la Mela stessa a commissionare una produzione anche per i successivi nodi, ma attirare anche altri clienti di rilievo.

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