MacBook 'economico' con chip A18 potrebbe essere davvero il game changer di Apple
Apple starebbe per lanciare il suo primo portatile davvero accessibile, con chip da iPhone e design tutto nuovo: vediamo caratteristiche, vantaggi, possibili limiti e perché potrebbe cambiare le regole del gioco.
di Bruno Mucciarelli pubblicata il 15 Luglio 2025, alle 11:31 nel canale AppleAppleMacBook
L’ipotesi di un nuovo MacBook a basso costo non è certo una novità nel settore: da oltre un decennio rumor, leak e concept popolano la scena tech. Ma ora, nel 2025, il tema torna bruciante d’attualità, con fonti più autorevoli, una strategia aziendale tangibile e contesti tecnologici che rendono finalmente credibile questa mossa epocale di Apple.
Perché stavolta il rumor è plausibile
Apple ha già adottato una strategia “SE” su altri settori: basti pensare a iPhone SE, iPad base e Apple Watch SE – prodotti che hanno democratizzato l’ecosistema offrendo esperienze premium a costi accessibili. La filosofia è ricorrente: utilizzare componenti già ammortizzati, materiali meno pregiati, ridurre i costi senza cancellare la “user experience” tipica di Cupertino.

A spingere verso un MacBook economico c’è anche una questione di mercato. Attualmente Apple non ha alcun portatile sotto i 1.000 euro, lasciando campo libero a Chromebook e notebook Windows, che dominano tra studenti, scuole e chi cerca PC essenziali. Non sorprende dunque che il prossimo orizzonte sia quello dei portatili ultra-accessibili, tanto più con i servizi Apple (iMessage, Foto, App Store, AI futura) sempre più centrali nell’offerta globale del brand.
MacBook SE: come potrebbe essere? Tutte le specifiche attese
Il prossimo MacBook cambierà registro anche nei materiali. Secondo le indiscrezioni più attendibili, niente più chassis in alluminio: per abbassare i costi, Apple virerebbe su una scocca in plastica rigida, soluzione già adottata storicamente su iBook e sui celebri iPhone 5c. Questa svolta non sarebbe solo economica, ma anche “identitaria”: colori vivaci (blu, rosa, giallo, argento) – richiamo al recente stile Apple sui suoi device consumer – e design differenziato dai modelli premium.
Le aspettative puntano su un pannello LED da 13,3", risoluzione simile al MacBook Air (2560x1600), senza ProMotion né miniLED per contenere il prezzo. Un display pensato per chi lavora, studia, naviga e consuma contenuti senza pretese “pro”.

Base di partenza: 8 GB di RAM, come sugli iPhone 16 Pro, dunque saldati. Una capacità sufficiente per l’uso quotidiano (navigazione, posta, Office, streaming), ma che potrebbe rivelarsi un limite alla lunga, specie a confronto con i 16 GB diventati standard sulle serie M più recenti. Lo storage? 256 GB SSD, con possibilità di tagli superiori. La scelta più sorprendente riguarda la CPU. Non un chip della linea “M”, bensì il nuovo A18 Pro – lo stesso degli iPhone 16 Pro.

Questa prospettiva ha acceso dibattiti (e qualche scetticismo), visto che le vecchie esperienze di MacBook con chip mobile non sono sempre state entusiasmanti. Tuttavia, i tempi sono cambiati. Nella pratica, il chip A18 Pro si costruisce attorno a una CPU 6-core (2 performance, 4 efficiency), 6-core GPU e Neural Engine da 16-core per AI e Apple Intelligence. Alla voce performance, i benchmark sono impressionanti:
- Single-core Geekbench: ~3.489 punti (superiore a M1, M2 e vicino al nuovissimo M4).
- Multi-core Geekbench: ~8.646 punti, poco sopra M1 ma distante da M3 e M4.
- Grafica Geekbench 6 Metal: 33.135 punti, meglio di M1 ma lontano dalla nuova generazione.
Questi numeri si traducono in un’esperienza d’uso paragonabile a quella di un MacBook Air M1: fluida nelle attività ordinarie, rapidissima nell’apertura di app, impeccabile nel multitasking leggero. Le differenze dai modelli superiori emergono solo con flussi di lavoro avanzati (rendering, editing video o carichi in parallelo)
Pro e contro di una rivoluzione (annunciata)
Vantaggi chiave:
- Prezzo finalmente accessibile, sotto i 1.000 euro (forse anche 700–800 dollari di listino all’estero).
- Prestazioni single-core simili o superiori a molti Mac con M1.
- Ultima generazione di Neural Engine (per Apple Intelligence).
- Design giovane, leggero, colori vivaci e peso ridotto.
Svantaggi e limiti:
- Assenza di Thunderbolt (solo USB 3.2 a 10 Gbps), quindi niente hub avanzati e solo un’uscita video esterna.
- 8 GB di RAM potrebbero limitare la longevità e la multitasking experience.
- Prestazioni multicore e grafiche inferiori alle ultime CPU “M”, specialmente in ambito professionale.
- Impossibilità di adattare il portatile a workstation complesse o set-up con molti schermi.
Chi dovrebbe acquistarlo (e chi no)?
Il MacBook SE, se mai arriverà, è pensato per:
- Studenti e insegnanti, che vogliono un portatile leggero, silenzioso e affidabile.
- Utenti casual e famiglie, interessati alla sincronizzazione con iPhone/iPad e a un prodotto sempre aggiornato.
- Professionisti che già usano Mac desktop e cercano una soluzione mobile economica.
Non sarà invece ideale per :
- Chi lavora con editing foto/video avanzato, rendering 3D, design o flussi creativi.
- Utenti che necessitano di molta RAM, più monitor, docking avanzati o ampliabilità “pro”.
- Chi intende tenere il device molti anni e teme la rapida obsolescenza di tagli di memoria bassi.
Se le voci saranno confermate, il MacBook economico potrebbe trasformarsi da “entry point” ideale per entrare nel mondo Apple, a vera arma strategica per espandere l’ecosistema: un po’ come fecero a suo tempo l’iMac colorato o l’iPhone SE. Un device orientato ai servizi, al cloud, al pubblico consumer e alla portabilità estrema – perfettamente complementare a una gamma premium sempre più esclusiva.
Da qui alla primavera 2026 (data stimata per il lancio), ci sarà tempo per capire se Apple cambierà davvero le regole del gioco o se resteremo ancora una volta nella sfera delle ipotesi.
Se Apple abbraccerà davvero questa svolta, potremmo vedere la democratizzazione dei MacBook e, forse, il laptop pop che milioni di utenti aspettavano da anni.









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20 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMa MAC OS gira su un A18 o che fanno, lo vogliono virtualizzare? O sarà un IOS mac?
ma presumo sia più sensato investire su un usato della serie M, c'è da vedere i prezzi
un cavallo di troia, insomma!
Ma MAC OS gira su un A18 o che fanno, lo vogliono virtualizzare? O sarà un IOS mac?
Oggi, con macOS, 8GB sono sufficienti per lavorare in relativa tranquillità con applicazioni da ufficio/studio anche via Web. Purtroppo Chrome ha una gestione e consumo della memoria orribile rispetto ad altri browser come Safari, Brave, Edge, senza contare che macOS ha un sistema di gestione della memoria abbastanza efficiente ( su Apple Silicon ). In futuro, sicuramente, 8GB diverranno insufficienti, quindi questi MacBook, avranno una vita relativamente breve.
macOS gira tranquillamente su gli ultimi SoC della serie A; Sequoia, l'attuale versione, gira su un i3 Coffee Lake del 2017.
Un MacBook al di sotto di quella fascia prezzo non lo vedrai mai!
Oggi il modello base del MBA in listino costa, a prezzo pieno, 1250 Euro con 16GB di Ram e 256GB di storage e, considerando i margini applicati da Apple, pur essendo un iPhone 16 Pro trapiantato in una scocca da notebook a basso costo, se va bene questo MacBook si piazzerà tra gli 800 e i 900 Euro!
Oggi il modello base del MBA in listino costa, a prezzo pieno, 1250 Euro con 16GB di Ram e 256GB di storage e, considerando i margini applicati da Apple, pur essendo un iPhone 16 Pro trapiantato in una scocca da notebook a basso costo, se va bene questo MacBook si piazzerà tra gli 800 e i 900 Euro!
tutto può essere, vedo adesso su unieuropa a 849 l'air 13" 16/256 nuovo. apple dovrebbe riuscire a togliere dal mercato i modelli "vecchi" altrimenti ipotizzo verrebbe snobbato questo macbook con a18
Con quale SoC? M4? A quel prezzo è un absolute buy!! Ma si tratta di un prezzo promozionale, io ragiono in termini di prezzi di listino.
no no M2 (mi sono dimenticato di precisare), stavo riflettendo sul discorso prezzi. apple dovrebbe fare come fa con gli iphone, far "scomparire" i modelli vecchi altrimenti questo nuovo macbook non credo abbia molto appeal
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