Chip Apple: Intel potrebbe affiancare TSMC su iPhone, Mac e iPad
Apple starebbe valutando Intel come partner produttivo per alcuni chip futuri, a partire dagli iPhone non Pro dal 2028. Intel si occuperebbe solo della fabbricazione su processi 14A e 18A, mentre TSMC resterebbe centrale. Obiettivo: diversificare la supply chain.
di Manolo De Agostini pubblicata il 26 Gennaio 2026, alle 09:11 nel canale AppleAppleIntel
Il nome di Intel torna con insistenza nelle indiscrezioni legate alla roadmap dei chip Apple. Secondo nuove analisi di settore, che seguono indiscrezioni dei mesi precedenti (qui e qui), la casa di Cupertino starebbe valutando una collaborazione con lo storico partner, ma focalizzata esclusivamente sulla produzione.
A rilanciare lo scenario è ancora una volta l'analista Jeff Pu di GF Securities, che in una nota destinata agli investitori ribadisce come Intel possa iniziare a realizzare alcuni chip Apple con il futuro processo produttivo 14A (classe 1,4 nm), atteso per la produzione di massa nel 2028. In base a queste tempistiche, la collaborazione potrebbe riguardare inizialmente alcuni modelli di iPhone non Pro, con Intel impegnata nella fabbricazione di una parte dei futuri SoC A21 o A22, mentre TSMC resterebbe il partner principale.

Un aspetto chiave sottolineato dalle fonti è che Apple manterrebbe il pieno controllo del design, continuando a sviluppare internamente i propri processori. Il coinvolgimento di Intel si fermerebbe quindi alla sola fase produttiva, segnando una netta discontinuità rispetto all'era dei Mac basati su architettura x86, conclusasi nel 2020 con la transizione ad Apple Silicon.
Secondo Pu, Intel disporrebbe di una pipeline di clienti esterni già ben strutturata per il processo 14A, che includerebbe non solo Apple, ma anche AMD e NVIDIA, interessate rispettivamente a chip server x86 e soluzioni per il computing accelerato.
Le indiscrezioni non si limitano agli iPhone. Già nel 2024, l'analista Ming-Chi Kuo aveva ipotizzato che Intel potesse iniziare a produrre il chip M-series di fascia più bassa per alcuni Mac e iPad selezionati a partire dalla metà del 2027, sfruttando il processo 18A. In questo caso si tratterebbe presumibilmente del modello base di una futura generazione M, destinato a prodotti meno performanti ma ad alto volume.
Nel complesso, il possibile ritorno di Intel nell'ecosistema Apple appare legato a una strategia di diversificazione della supply chain. La crescente competizione per la capacità produttiva di TSMC, alimentata soprattutto dalla domanda di chip per l'intelligenza artificiale e i server rende sempre più rilevante l'accesso a fornitori alternativi.
Non manca infine una dimensione geopolitica e industriale. Ampliare la produzione di semiconduttori sul territorio statunitense potrebbe allinearsi alle politiche di rafforzamento della manifattura domestica promosse dall'amministrazione Trump, migliorando la posizione di Apple su questo fronte.










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