Apple accusata di usare libri piratati per addestrare l'AI: parte la causa degli autori
Apple è stata denunciata da due autori di romanzi per aver utilizzato dei libri piratati per addestrare i propri modelli AI. Si prevede una class action.
di Francesco Messina pubblicata il 08 Settembre 2025, alle 09:41 nel canale AppleApple
Apple è finita al centro di una nuova causa legale per presunta violazione del diritto d'autore legata allo sviluppo della sua tecnologia di intelligenza artificiale. Gli autori Grady Hendrix e Jennifer Roberson hanno infatti depositato una denuncia contro il colosso di Cupertino, accusandolo di aver utilizzato senza consenso le loro opere, reperite da raccolte online di libri piratati, per addestrare i propri modelli linguistici.
Secondo i querelanti, Apple avrebbe avuto accesso a delle cosiddette "shadow libraries", ovvero archivi digitali paralleli contenenti milioni di testi protetti da copyright ma distribuiti illegalmente. Nella denuncia si sostiene che anche Applebot, lo scraper dell'azienda, sarebbe in grado di raggiungere queste biblioteche clandestine e di attingere alle opere in esse contenute.

Apple: la posizione degli scrittori per la causa sull'uso dei libri piratati e alcuni precedenti
I due scrittori accusano la società di aver copiato opere protette da copyright per addestrare modelli di intelligenza artificiale i cui risultati competono con e diluiscono il mercato degli stessi lavori. A loro avviso, Apple non avrebbe mai chiesto né ricevuto autorizzazioni, né tantomeno offerto compensi per l'utilizzo delle opere. Il comportamento contestato, si legge negli atti, avrebbe privato gli autori del controllo sui propri lavori, ridotto il valore economico della loro produzione e consentito ad Apple di costruire un vantaggio competitivo tramite mezzi illeciti.
La causa mira a ottenere lo status di class action come riportato da Reuters, poiché il numero di libri presenti nelle shadow libraries è elevatissimo e coinvolgerebbe potenzialmente migliaia di autori. L'azione legale si inserisce in un contesto più ampio di controversie che vedono gli sviluppatori di intelligenza artificiale accusati di sfruttare senza consenso contenuti coperti da diritto d'autore.
OpenAI, per esempio, è già stata citata in giudizio dal New York Times e da altre organizzazioni giornalistiche, mentre la startup Anthropic ha recentemente accettato di pagare 1,5 miliardi di dollari per risolvere una causa simile.










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8 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoquando proviamo noi a installare un loro software su un dispositivo diverso si incazzano di brutto, non vedo perché non dovrebbero incazzarsi i detentori del diritto d'autore legato a opere letterarie
Poi anche a me sembra che ci sia l'orda di avvocati che stia cercando di sfruttare l'ondata del momento per fare quante piu' cause possibili...
Poi anche a me sembra che ci sia l'orda di avvocati che stia cercando di sfruttare l'ondata del momento per fare quante piu' cause possibili...
Semplice, basta chiedere ad un LLM se conosce un certo libro, e lui spesso te lo spara papale papale riportando citazioni o addirittura pagine intere. Se quel libro non ha avuto alcuna autorizzazione dagli autori per essere ficcato dentro un dataset di addestramento di un LLM, beccati con le mani nella marmellata.
un privato che usa un'opera piratata in genere risparmia il costo ma non ci guadagna sopra ma una azienda come apple lo fa per guadagnarci quindi è giusto bastonarla mille volte
https://multiplayer.it/notizie/caso...gli-autori.html
Credo comunque che un libro sia liberamente consultabile per una certa % di pagine (o comunque ricordo cosí dall'epoca universitaria per la questione copie
Se sono arrivati ad una causa, evidentemente si sono spinti ben oltre le pagine di anteprima gratuite.
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