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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
Messaggi: 7458
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Smantellamento delle colonie di Israele
Strano che nessuno ne parli, forse è per il clima vacanziero, eppure credevo che qualche commento sarebbe stato fatto.
Beh, inizio io allora... La prima cosa che mi balza agli occhi è l'ironia della sorte, almeno forumistica: per anni Sharon è stato dipinto come l'assassino e Arafat come un santo, e adesso che il secondo se n'è andato, il processo di pace sta facendo passi da gigante ed è proprio con Sharon che c'è l'abbandono dei territori occupati. Tra l'altro, mentre in Israele l'opposizione è civile, da quel che mi pare di vedere, e comprensibile (anche da chi ha sempre osteggiato i coloni, dato che se era sbagliato espropiare la terra ai palestinesi per costruirci le case degli israeliani è comprensibile la rabbia della gente ad abbandonare le case che si era costruito e che consideravano loro terra), da parte delle bande armate dei palestinesi c'è la ferrea volontà di non deporre le armi e mostrano i denti. Questo mi conduce ad un'altra riflessione, poco ottimistica: per ottenere la pace gli israeliani, i civili israeliani, devono abbandonare le proprie case. Per non farle cadere in mano nemica, pardon, palestinese, le fanno demolire. Abu Mazen grida alla folla "oggi Gaza, domani Gerusalemme". Domanda: è questa la convivenza? Fuori dalla mia terra! Sì, ma ti lascio terra bruciata! E' pacifica convivenza poter convivere solo se i cittadini di una parte vengono buttati fuori dalle loro case perchè non si trovino sul terreno dei "vicini"? E sinceramente non mi sento di incolpare israele di questo, dato che dubito che, restando a vivere in territorio palestinese, gli israeliani si sarebbero messi a lanciare razzi sulle case dei vicini. Almeno, non è questo che la storia ha insegnato finora. Ho come l'impressione che l'odio che è stato seminato, più da parte palestinese direi, renda quella che dovrebbe essere una mossa verso la pace una sconfitta della stessa.
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 1999
Messaggi: 31880
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Ho visto alcuni servizi al TG... certo non dev'essere facile per molte famiglie lasciare quelle che, a tutti gli effetti (indipendentemente da chi c'era e chi non c'era prima), erano ormai le loro case da 40 anni...
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Epilogo... Se non ti rispondo... potresti essere tra quelli che ho messo in ignore list! Thread ufficiale Asus ZenWiFi AX - XT8 |
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#3 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Città: Lazio Età: 52 ex mod
Messaggi: 9300
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Ammetto che non ho seguito gli ultimissimi sviluppi.
Comunque Israele per la sua difesa e politica estera sta trascurando troppo i numerosi problemi interni; in un territorio di superficie quasi equivalente a quello dell'Emilia-Romagna vivono 6 milioni e mezzo di persone, con una densità di popolazione (310 abitanti per Kmq, in Italia 190) che non ha uguali in tutta l'area medio orientale, e una fortissima urbanizzazione (91% di popolazione urbana) in un territorio in buona parte arido o desertico, e ai ritmi attuali potrebbe toccare gli 8 milioni nel 2020. O bloccano o scoraggiano l'afflusso nella terra promessa agli askenaziti e ai sefarditi provenienti dalle altre nazioni, o altro che nuove colonie, serviranno nuovi territori presso i paesi confinanti. Anche l'inquinamento, causato da residui industriali, domestici, pesticidi e fertilizzanti è un problema sempre più avvertito; nonostante l'eccellente irrigazione artificiale alcune zone del paese hanno ancora problemi di rifornimento idrico. Il problema di fondo è che il gigante militare Israele è un nano economico; un economia certamente molto moderna e terziarizzata tecnologicamente all'avanguardia in parecchi prodotti, a cui si contrappone una cronica carenza di materie prime, un turismo molto influenzabile dalle vicende nei paesi e nei territori vicini (e quanto successo a Sharm El Sheikh va a svantaggio di Israele, oltre che dello stesso Egitto). Come reddito pro capite Israele è dietro a parecchie nazioni dell'Europa Occidentale, Italia compresa, ed ha un debito estero molto alto.
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Guida CDR - SACD/DVD-A links - Pal,Secam, Ntsc - Fonts - Radio online - Jazz -Soul&Funky - siti traduzioni lingue non rispondo a msg privati sui monitor Ultima modifica di Adric : 16-08-2005 alle 06:09. |
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#4 | ||||
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: a casa mia
Messaggi: 900
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Mi permetto solo alcune osservazioni. Il processo di pace FECE passi da gigante negli anni 90. Poi un estremista ebreo uccise Rabin. Adesso, dopo anni di stallo, solo con la mossa unilaterale di Sharon sta rimettendosi in moto. E' bene non confondere. Quote:
Forse ti sfugge l'attentato dei giorni scorsi sull'autobus e il conseguiente linciaggio del terrorista. Forse ti sfugge che i partiti religiosi ortodossi hanno chiamato all'appello migliaia di aderenti per entrare nei territori da evacuare. Di civile c'è ben poco, da una parte e dall'altra. Quote:
Scusa se è un dettaglio di poco conto.... Anche il Sinai fu abbandonato con le stesse modalità dopo il trattato di pace con l'Egitto. Quote:
Non dimenticare che, a parte che certi attentati suicidi ottengono maggior visibilità nei nostri mass media, in realtà il numero di vittime palestinesi è di gran lunga superiore a quello degli israeliani. Per il resto non ci rimane che restare a vedere, sperando che il processo di pace vada avanti e cessi la tremenda spirale di odio che imperversa in quei martoriati territori. Ciao Federico |
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#5 | |||||
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
Messaggi: 1831
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in realtà, il processo di pace subì si un duro colpo, ma continuò: infatti Netanyahu e Arafat sottoscrissero un accordo a Wye Mills, in Maryland, con la mediazione Clinton. L'accordo prevedeva lo scambio "terra contro pace" e la repressione dei gruppi terroristici, nonché il ritiro parziale dell'esercito israeliano, il trasferimento di parte per cento della Cisgiordania sotto il controllo palestinese, corridoi di libero passaggio tra Gaza e la stessa Cisgiordania, la liberazione di detenuti palestinesi e la costruzione di un aeroporto palestinese a Gaza. accordo che verrà ratificato in seguito da Barak ed Arafat a Sharm el Sheik, ponendo come data per il ritiro ed il riconoscimento dell'autonomia palestinese il 13 settembre 2000, data disattesa ovviamente, che portò al fallimento del "camp David II" alla fine del mandato Clinton, in cui Arafat rifiuto cmq la maggioranza dei territori da lui rivendicati, nonostante l'offerta fosse più che ragionevole. direi che il duro colpo di spalla il processo di pace lo subì allora. Quote:
purtroppo a mio avviso Arafat non seppe trasformarsi da guerrigliero che prese in mano un popolo senza diritti ad uomo di pace il cui unico interesse sarebbe dovuto esser la tranquillità per il suo popolo. sarebbe stato auspicabile un suo mettersi da parte da molto tempo. nel suo famoso discorso all'onu, auspicava che il braccio che teneva il fucile non avesse il sopravvento su quello che reggeva un ramoscello d'olivo. avrebbe dovuto farlo negli anni 90, ormai la situazione del popolo palestinese era conosciuta a tutto il mondo, aveva raggiunto un importantissimo traguardo. a sharon cmq va dato atto che, nonostante i suoi trascorsi anche come politico e non solo come soldato, è riuscito a risedersi sul tavolo delle trattative. non è cosa da poco, ma è una mossa tardiva pure la sua. certo, meglio tardi che mai, assolutamente. Quote:
tra l'altro gran parte di questa rabbia "coloniale" è causata dalle azioni di sharon stesso, che in campagna elettorale promise loro di non arretrare manco di mezzo metro. Quote:
una cosa: non è neppure pacifica convivenza andare a buttare giù le case DELLE FAMIGLIE dei presunti attentatori palstinesi o tali. anche quelle son case, anche loro hanno dei diritti no? consideriamo che l'utilità, dati alla mano, della distruzione sistematica di queste abitazioni è zero fuorchè l'alimentare ancor di più l'odio tra i due paesi. Quote:
noi siamo abituati ad una diversa realtà, di civile lì c'è ben poco, solo 50 anni di odio e violenza. spesso criticare secondo i nostri paramentri di giustizia e democrazia non rende onore nè è corretto. chi ci dice che nati in palestina non avremmo fatto la stessa identica cosa? o forse da cittadini israeliani non vorremmo pure noi niente altro che la fine delle violenze e degli attentati, a qualsiasi costo? spesso si giudica per partito preso, mentre la possibilità di scelta che abbiamo noi spesso lì non esiste, da ambo le parti. ciao maurizio |
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#6 | ||||
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: a casa mia
Messaggi: 900
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In una zona dove, secondo la scheda odierna del Corriere, a fronte di 1,3 milioni di palestinesi vivono e devono essere protetti 9200 israeliani. http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...pop_gaza.shtml Quote:
E nessuna può essere presa come spunto per giustificarne un'altra. Chi semina odio sia maledetto. Ciao Federico |
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#7 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Roma
Messaggi: 373
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08:23 Sharon: "Ritiro essenziale per Israele"
Mentre è in corso il ritiro da Gaza, il premier israeliano Ariel Sharon ha detto ieri sera in un messaggio televisivo alla nazione che il disimpegno è "essenziale per Israele". Il premier ha aggiunto che "Israele non puo controllare Gaza per sempre, oltre un milione di palestinesi vivono lì... in massa in campi di profughi, nella povertà e in focolai di odio, senza speranza all'orizzonte". Se continua così penso che arriverò a dire, quest'uomo è cambiato. |
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#8 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Roma-ma tifo Lazio
Messaggi: 1741
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Vi spiego alcune cose, che l'opinione publica italiana, ancora non hanno capito....
Questo ritiro, è un atto che andava fatto prima... Li ci vivono alcuni miei amici, e parenti, e nonostante sono dispiaciuto per loro, trovo questo atto, necessario. Purtroppo lo stato di israele non può più permettersi, uno spiegamento dell'esercito, permanete per tenere e salvaguardare le vite di 1500 coloni.... Inoltre questo atto, e' teso, a Mettere con le spalle al muro, l'autorità palestinese, che oggi ocme non mai deve dismostrare che vuole la pace..non ci sono più scuse. Se i palestinesi si accontentano di questi sforzi, ok, ma se vogliono gerusalemme, bhe non credo che la avranno mai.!!!! Inoltre vorrei contestare chi criticava la volontà di distruggere led case dei coloni...Ma insomma, vogliono pure case ammodernate, con luce e acqua? Se la facessero, un po' come l'hanno fatta gli ebrei in 50 anni di sacrifici. |
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#9 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Messaggi: 280
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Forse si parlava delle case dei parenti dei terrosisti, comunque perchè distruggere le case dei coloni, in fondo sono state costruite su un territorio occupato illegalmente per molti anni, come risarcimento dell'occupazione mi sembra anche poco o no ? Per Gerusalemme probabilmente il problema va risolto in maniera diversa, non credo che un luogo così importante per le tre religione monoteista debba essere l'oggetto di contesa tra due stati, inoltre Gerusalemme sarebbe dovuta ricadere nel territorio palestinese. Per quanto mi riguarda io credo che una soluzione ottimale sarebbe l'internazionalizzazione di Gerusalemme e l'amministrazione congiunta tra Palestina e Israele. La soluzione da me indicata mi sembra un buon compromesso per tutti, cattolici, di fede ebraica e musulmana. |
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#10 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
Messaggi: 7458
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#11 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Roma-ma tifo Lazio
Messaggi: 1741
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si peccato che con i palestinesi, la civiltà non si riesca proprio a ottenere....
Ricordo che i territori occupati, sono il frutto di una guerra, nella quale israele ne uscì vittoriosa... Io non avrei lasciato, quelle case intatte... le avrei rase al suolo così come gli impianti idrici, e del gas..... nulla...quella terrà era deserto, e se deve tornare agli arabi deve ritornare deserto...in fin dei conti "hanno tanti amici, negli stati arabi, pieni di soldi che potrebbero aiutarli.....ma come mai non lo fanno????" |
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#12 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Messaggi: 280
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I palestinesi hanno amici ricchi ? Ah ecco perchè lo stato di Israele esiste e quello palestinese no! Che senso ha distruggere quelle case se non dare un ulteriore schiaffo ai palestinesi dopo che gli si è occupato illegalmente i territori per quasi quarant'anni. Se si vuole fare la pace come prima cosa bisogna abbandonare la logica della guerra! Ultima modifica di skywalker77 : 16-08-2005 alle 17:34. |
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#13 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
Messaggi: 1831
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Stasera scade l'ultimatum. Fermati nella notte 500 dimostranti
Sgombero di Gaza, primi scontri con i coloni I tafferugli nell'insediamento di Nevè Dekalim. Sharon: «Andarsene dai Territori è una scelta dura ma necessaria» GAZA- Secondo giorno di attuazione del piano di ritiro dei coloni israeliani dagli insediamenti nella striscia di gaza. Il ternmine previsto per lo sgombero attuato dalla polizia scade stasera. Poi chi ancora rifiuterà di lasciare gli insediamenti dovrà vedersela con l'estercito, pronto aintervenire per far rispettare il piano Sharon. I coloni rimasti fino a ieri erano 9mila, cui si sono aggiunti manifestanti che solidarizzano con loro. La tensione è sfociata stamane nei primi scontri tra polizia e soldati da una parte e coloni con i loro sostenitori dall'altra nell'insediamento di Nevè Dekalim. Secondo la r4adio israeliana centinaia di agenti si sono mossi, contrastati dai coloni e da attivisti contrari il ritiro, per sbloccare le vie di accesso all'insediamento al fine di permettere agli autocarri per il trasporto delle masserizie di entrare nella colonia. ARRESTI - Nella notte 500 attivisti ebrei anti-ritiro sono stati arrestati mentre tentavano di infiltrarsi negli insediamenti. Gli attivisti anti-ritiro sono stati fermati al valico di Kissufim tra Israele e Gush Katif, principale blocco di colonie ebraiche del sud della Striscia di Gaza. Tra le persone fermate figurano diversi dirigenti delle colonie, tra cui Pinhas Wallerstein, Zwiki Bar-Hai e Zeev Hever, ha agiunto la radio. Secondo la radio isreaeliana, un ufficiale dell’esercito è stato ferito durante gli scontri avvenuti in occasione di questi arresti. Lunedì sera il premier Ariel Sharon ha pronunciato un discorso alla Nazione per convincere i coloni a desistere dalle loro proteste e a consentire alle forze armate di realizzare il loro compito senza ricorrere alla violenza. «Questo atto è essenziale per Israele», ha affermato. Il premier ha aggiunto che Israele «non può controllare Gaza per sempre, oltre un milione di palestinesi vivono li... in massa in campi di profughi, nella povertà e in focolai di odio, senza speranza all'orizzonte». LO SGOMBERO - Intanto procedono le operazioni militari in attesa che il 17 agosto scatti il via allo sgombero coatto. «Faremo in modo che fino a mezzanotte tutti quelli che vogliono andarsene lo possano fare. Chi non vuole partire può aspettare in casa che arriveremo noi a portarlo via», ha detto il maggiore generale Dan Harel, comandante del comando sud dell'esercito, ai giornalisti nell'insediamento. Israele ha dato tempo fino agli 8500 coloni per andarsene o essere sgombrati. BLOCCHI - I dimostranti avevano bloccato ieri il principale ingresso di Neve Kalim, in un'azione che Harel ha detto che non sarà più tollerata. «Se qualcuno cercherà di impedire (ai coloni) di partire, noi imporremo la legge e l'ordine», ha detto il generale, pochi minuti dopo che i soldati avevano impiegato una sega elettrica per tagliare il cancello ed entrare nella colonia. Il generale Guy Tzur ha detto che centinaia di coloni della Striscia di Gaza hanno chiesto di andarsene oggi e di lasciare entrate i camion con container per caricare le masserizie. 16 agosto 2005 http://www.corriere.it/Primo_Piano/E.../israele.shtml repubblica segue in diretta il tutto qui: http://www.repubblica.it/2005/h/dire...tim/index.html |
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#14 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
Messaggi: 7458
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Veramente è ragionando in questa maniera che non si metterà mai una pietra sul passato: dubito che i bambini che abitavano quelle case fossero, quarant'anni fa, tra quelli che avevano invaso il paese. O no? Le famiglie che si erano costruite lì una casa non avevano il diritto di scegliere tra la loro casa o lo stato d'Israele? Sia chiaro, anche secondo me una restituzione di parte dei territori è necessaria, quello che non mi sembra bene augurante sono i modi in cui è stata fatta. Comunque, la logica della guerra mi pare che sia stata abbandonata da una delle due parti da parecchio tempo. E' subentrata quella dell'autodifesa, magari con mezzi che per la nostra mentalità non sono appropriati, ma anche sulla mentalità della guerra ci sarebbe parecchio da dire: anche qualche tempo fa erano stati postate molte ricostruzioni storiche sulle cause delle guerre di Israele, e andavano un po' al di là della visione palestino-centrica che va di moda qui da noi.
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#15 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Roma
Messaggi: 373
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Altro che prima, quei territori non dovevano nemmeno essere colonizzati, per la giusrisdizione internazionale sono da sempre stati illegali, altro che guerra la colonizzazione e la pulizia etnica sono contro ogni minima legge internazionale, era ora che dopo 30 anni e chissa quante decine di risoluzioni ONU se ne rendessero conto che quella situazione era insostenibile, su 1 milione di abitanti, 1000 coloni, ripeto coloni un aborto di termine nel 2005. Comunque il grosso problema resta la cisgiordania altra terra palestinese illegalmente colonizzata ma questa volta con 250.000 coloni, posti come Hebron fanno nascere il terrorismo, città di 70.000 abitanti, dove per garantire la sicurezza a 400 coloni integralisti, sono impiegati 4000 militari che hanno occupato tutto il centro e che rendono la vita impossibile ai palestinesi. Riguardo alle case distrutte, non mi stupisco affatto, stiamo parlando di coloni israeliani, se fosse per loro nuclearizzerebbero la zona. Ultima modifica di parax : 16-08-2005 alle 17:50. |
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#16 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
Messaggi: 1831
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per chi ora deve abbandonare è dura, anzi durissima ovvio. ma quei territori, gaza in primis, non sono mai stati riconosciuti e sempre oggetto di diatribe internazionali. prendi le cartine: da sx a dx, protettorato inglese, piano onu di spartizione del 1947 (la stessa risoluzione che sancì la nascita dello stato di Israele, conquiste militari negli ultimi 50 anni. credi che le popolazioni palestinesi che furono costrette a lasciar le loro terre per far posto alla nascente nazione fossero in una situazione migliore di adesso? nessuno tenne conto di loro, non avevano neppure un governo che prendesse le loro parti. furono fatti sgomberare, stop: da un giorno all'altro fu detto loro "non è più casa vostra". idem quelli sfollati al seguito delle guerre. notare, cosa molto importante, la posizione di gerusalemme. tratto dalla risoluzione: Quote:
ora, continuiamo pure a chiederci perchè tanto odio, ma senza passi come questi, non ci sarà mai pace. e sharon lo sa bene, dato che ha abbandonato la sua politica di unilateralismo, che risultati al lungo termine non ne porta certo.
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Ultima modifica di Amu_rg550 : 16-08-2005 alle 18:00. Motivo: un giorno capirò l'importanza del tasto anteprima...doh! |
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#17 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Roma
Messaggi: 373
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#18 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Messaggi: 280
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Guarda che elencare l'illegalità di certe azioni israeliani significa solo avere una memoria storica non odiare Israele. Personalmente sono assolutmente per la coesistenza pacifica di due stati liberi, di Israele e Palestina e come detto per l'internazionalizzazione di Gerusalemme. La coabitazione però non può prescindere dall'operare con giustizia nei confronti degli uni come degli altri, allora questo significa che Israele deve ritirarsi entro i confini del 67 perchè quei territori sono stati occupati in maniera illegale, semplice. Poi ti dico un'altra cosa, se davvero Israele riuscisse a fare uno sforzo così grande e comunque doloroso, innanzitutto guadagnerebbe molto rispetto all'interno del mondo arabo e in secondo luogo riuscirebbe a garantire la sicurezza dei propri cittadini. Non dimentichiamo che la politica dell'occupazione forzata, dell'aggressione, delle stragi, degli attacchi, della distruzione delle case dei parenti dei terroristi si è dimostrata assolutamente fallimentare, oggi Israele è uno stato più grande rispetto al 46, con più territori, ma è uno stato assediato che resiste solo grazie alla sua potenza economica e all'appoggio degli Stati Uniti, ma non è possibile tollerare questa situazione per molti anni in avanti. Innanzitutto per gli israeliani stessi che sono a rischio di attentati e attacchi da parte degli altri stati arabi, in secondo luogo la politica aggressiva di Israele è fortemente destabilizzante per tutta l'area del medioriente. Eliminare la questione palestinese-israeliana oggi con moderazione e giustizia significa pacifica gran parte dei conflitti in medio-oriente. Ultima modifica di skywalker77 : 16-08-2005 alle 18:33. |
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#19 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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Come per i coloni ora nemmeno per loro fu facile prendere e andarsene nei campi profughi. |
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#20 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
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