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Pm Casson accetta candidatura a sindaco Venezia
Pm Casson accetta candidatura a sindaco Venezia
Designato da partiti centrosinistra tranne la Margherita - VENEZIA, 3 MAR - Il pm veneziano Felice Casson ha accettato la proposta di candidatura a sindaco di Venezia formulata dai partiti del centrosinistra tranne la Margherita. Casson ha comunque manifestato ampia apertura al confronto con la stessa Margherita. 'Il programma - ha aggiunto il magistrato - e' quello concordato, con qualche piccola modifica, in cui compaiono temi come il futuro del polo chimico di Marghera o le vicende riguardanti la salvaguardia di Venezia e della laguna'. (ANSAweb) Dalla Margherita un 'no' secco alla candidatura del magistrato, sostenuta invece dagli altri partiti Venezia, lite nel centrosinistra Rutelli: "No a Casson sindaco" Corsa contro il tempo per evitare la rottura Prodi: "Ci vuole un candidato unitario" Felice Casson VENEZIA - Nuova grana per il centrosinistra in vista delle elezioni amministrative di aprile. Francesco Rutelli boccia la candidatura a sindaco di Venezia del pm Felice Casson: "Ci pare non convincente e inaccettabile sul piano del metodo oltre che irricevibile", dice il leader della Margherita a margine del sesto congresso di Rifondazione Comunista. E aggiunge: "C'è tempo fino a questa notte per individuare un candidato unitario dell'Ulivo e auspicabilmente di tutto il centrosinistra". Ma se ciò non avvenisse - prosegue Rutelli - "il nostro candidato è qui, si chiama Alessio Vianello ed è il miglior candidato oggi sulla piazza". E in serata sulla questione interviene lo stesso leader dell'Unione Romano Prodi, che invoca a Venezia "una candidatura unitaria". La candidatura di Casson è stata ufficializzata questa mattina, nel corso di una riunione tra i partiti del centrosinistra tranne, appunto, la Margherita di Rutelli. "Abbiamo discusso del programma - ha dichiarato Casson - a cominciare da alcuni punti, e io ho accettato sulla base del programma". "Certo che è un problema", aveva detto il presidente dei Ds Massimo D'Alema questa mattina, rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla non condivisione, da parte dei Dl, della candidatura del magistrato. "Speriamo - aveva aggiunto che si trovi una soluzione unitaria". Per parte sua, Casson ribadisce: "La mia candidatura a sindaco di Venezia per il centrosinistra resta, io il candidato di Rutelli non lo ero neanche prima che lui dicesse che non la vuole. Il fatto è che questa mattina i rappresentanti di tutto il centrosinistra tranne la Margherita mi hanno candidato a sindaco di Venezia. Ci siamo confrontati sul programma e alla fine abbiamo tratto questa conclusione politica. Per quello che mi riguarda da parte mia non c' è nessuna chiusura e le porte rimangono assolutamente aperte". In serata, le parole di Prodi. "A Venezia ho fatto di tutto per avere un'unità, e purtroppo l'unità non si ha. Io non ho dato 'beneplaciti' o 'maleplaciti', io dico che bisogna fare una candidatura unitaria". (3 marzo 2005) |
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Padova
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W SAMU!!!!
azzo, sei sempre più lento!
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#3 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
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L'ho letto oggi per caso, nei giorni scorsi non ho visto i TG (ne hanno parlato?) e sul Corriere devo averlo saltato.
Cosa ne pensate? |
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#4 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2000
Città: La città più brutta della Toscana: Prato
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qual'è il problema? casson mi è sempre sembrato un ottima persona
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#5 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
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Più che altro è il passare così agilmente dal ruolo di magistrato e pubblico accusatore in nome del popolo italiano al ruolo di candidato sindaco di una parte politica contro l'altra, che getta qualche dubbio retrospettivo sul suo operato e contribuisce ulteriormente a mettere in dubbio l'autorevolezza e l'indipendenza della magistratura.
Quello che deve aver pensato anche la Margherita per rifiutare la candidatura.. no? |
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#6 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2000
Città: La città più brutta della Toscana: Prato
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eggià immaginavo si andasse a finire li, buona demolizione
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#7 | |
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Iscritto dal: May 2001
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#8 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2000
Città: La città più brutta della Toscana: Prato
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si più o meno, se casson ha fatto bene il suo lavoro fino ad adesso ed ora si butta in politica NON vedo il problema, semmai se la cosa ti rode sollecita castelli a mandare ispettori già che siamo fai anche per titti parenti va...
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#9 |
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Iscritto dal: Dec 2001
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Ma sai quanti magistrati ci sono nel polo? Un esempio su tutti, Mantovano, passato in un battibaleno dalla carriera di PM a quella di sottosegratario per AN. Ecco, vai a fare la predica anche a loro. Coerenza vorrebbe.
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#10 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
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Secondo me un pubblico ministero per il ruolo che ricopre e i poteri che ha, agendo in nome del popolo italiano, non deve non dovrebbe poter passare così agilmente da un giorno all'altro alla politica militante.
Per me che lo faccia è un problema. Prendo atto che tu non lo vedi, io lo vedo, sbaglio? Sono schifanesco? Delegittimo? In altri paesi come funziona? Cosa pensano? Se il procuratore generale di New York si candida a sindaco cosa dicono gli americani? Se Garzon in Spagna si candida alle elezioni cosa dicono gli spagnoli? Schifaneschi tutti loro? Bondiani? |
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#11 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
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Nel frattempo, stai dicendo che sono gravemente inopportuni entrambi, oppure poi che c'è Mantovano allora va bene Casson? |
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#12 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2003
Messaggi: 12349
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Ma è consentito. Un pò come quando si discuteva sull'opportunità o meno di Berlusconi di possere quello che possiede e poi di andare al governo. Nel suo caso, ancor più che per magistrati di destra e sinistra, è decisamente inopportuno. Ma, naturalmente, perfettamente legale.
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"Il potere non te lo dà un distintivo, o una pistola. Il potere te lo danno le bugie, grandi bugie e convincere il mondo a parteggiare per te. Se riesci a fare accettare a tutti di quello che in cuor loro sanno essere falso, li tieni per le palle..." |
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#13 | |
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Iscritto dal: Dec 2001
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#14 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 992
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Il percorso di Mantovano mi sembra un po' diverso.
Non è passato dai banchi del PM a candidato, è passato da magistrato a funzioni istituzionali al ministero, dopo 4 anni da quando era magistrato si è candidato e dopo 5 si è iscritto ad AN. Ecco il dettaglio: E' nato a Lecce il 14 gennaio 1958, è sposato e ha tre figli. Si è laureato in Giurisprudenza all'Università La Sapienza di Roma nel 1981 discutendo una tesi sui Problemi di legittimità costituzionale della legge 22 maggio 1978 n. 194 (la legge italiana sull'aborto), relatore il Prof. Manlio Mazziotti di Celso. Nel 1983 ha superato il concorso di magistratura. Dal 1985 al 1987 ha svolto le funzioni di pretore del mandamento di Ginosa (Ta) e nel 1986, contemporaneamente, è stato applicato come pubblico ministero in dibattimento alla procura della Repubblica presso il tribunale di Taranto. Dal 1988 ha svolto le funzioni di giudice al tribunale di Lecce, inizialmente alla prima sezione civile, e poi alla prima sezione penale: è stato impegnato sia nei giudizi penali dibattimentali, sia nell'attività del tribunale del riesame, sia nell'applicazione delle misure di prevenzione antimafia e ordinarie, patrimoniali e non patrimoniali, sia infine - con minore frequenza - quale componente togato della Corte di assise; dal 1992 ha esercitato le funzioni di presidente del collegio giudicante. Nel 1995, da marzo a luglio, ha svolto l'incarico di Capo dell'Ufficio legislativo del ministero delle Risorse agricole, alimentari e forestali. E’ stato componente della Commissione di studio sulle frodi comunitarie, istituita presso il ministero delle Risorse agricole, alimentari e forestali. E’ stato consulente a tempo parziale della Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse. Il 21 aprile 1996 è stato eletto alla Camera dei Deputati nel collegio n. 8 della circoscrizione pugliese, riportando 37.056 voti, pari al 50.8% dei voti validi. Ha aderito al gruppo di Alleanza Nazionale ed è entrato a far parte della Commissione Giustizia e della Commissione Antimafia. Nel mese di febbraio 1997 si è iscritto ad Alleanza Nazionale. |
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#15 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2000
Città: Mi-Co
Messaggi: 145
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giuliani non era procuratore prima di essere sindaco?? |
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#16 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2003
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E poi tanto per essere schietti, in altri paesi la concezione politica e morale è talmente differente che in America per non avere pagato i contributi a una badante un ministro se ne va a casa sua sponte e non incita alla ribellione contro magistrati o giurie popolari, nè fa una rivisitazione del maccartismo in televisione
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#17 | |
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Iscritto dal: May 2003
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Il celebre sindaco di New York Rudolph Giuliani è nato a Brooklyn nel 1944. Le sue origini, come il cognome fa ben intuire, sono italiane e precisamente di Montecatini, località natale dei nonni. Di famiglia modesta, si rivela subito ambizioso. Il padre, emigrato, aveva intrapreso l'attività dell'idraulico ma lui punta decisamente più in alto, vorrebbe diventare avvocato. Dopo un'adolescenza passata a fare i lavori più vari, si diploma al Bishop Loughlin Memorial di Brooklyn. Come studente Rudolph Giuliani ha sempre primeggiato, ottenendo ottimi risultati. Infatti, dopo una prima laurea al Manhattan College, si laurea anche in legge alla prestigiosa "Law School" della New York University. E' la fine del 1968 e il determinato Giuliani è intenzionato a fare carriera e ad elevarsi definitivamente dallo stato sociale della famiglia di origine. Inizia il suo lungo tirocinio nell'ufficio del giudice Lloyd MacMahon, che esercitava la sua competenza nel distretto sud della Grande Mela. Un primo incarico importante lo ottiene a soli ventisette anni quando diventa il Procuratore Distrettuale di Manhattan. Tre anni dopo, grazie alle sue doti organizzative e al suo già visibile stile da "duro" diventa capo del settore narcotici. Nel 1975 è nominato assistente del vice ministro della Giustizia e si trasferisce a Washington. Il '77 è l'anno del grande ritorno nell'adorata New York dove si impone nell'ambiente forense per le sue brillanti capacità di oratore, lavorando presso un prestigioso studio legale. Nel 1981 è nominato Assistente del Ministro della Giustizia, la terza carica del dipartimento di Giustizia. Due anni dopo il presidente Ronald Reagan lo nomina Procuratore Federale del South District di New York. Qui si conquista il soprannome di "Procuratore di ferro", per la tenacia con cui conduce la lotta alla droga e al crimine organizzato (d'altronde il suo mito e modello è Fiorello La Guardia, indimenticato e inflessibile predecessore del Nostro). Lavora anche con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nelle indagini sulla mafia e il narcotraffico. Ossessionato dalla "missione" di ripulire New York, ne fanno le spese anche gli artisti di strada e i tassisti pregiudicati. Tale è la sua furia moralistico-giustizialista che si guadagna anche un altro soprannome, quello di "lo sceriffo", usato a seconda delle simpatie, in modo più o meno ironico. Tra le altre sue imprese si contano il taglio delle tasse, la ricerca di lavoro per le persone sovvenzionate dal poco Walfare sussistente in America e l'incremento della prosperità economica generale della città da lui governata, aiutato da un certa dose di fortuna che in quel momento porta il nome di convergenza economica favorevole. Un altro aspetto fondamentale della politica di Giuliani in questo periodo è la grande attenzione riservata la mondo della finanza. In particolare, passa al setaccio il malaffare che sussiste sottotraccia a Wall Street, con tutti i suoi speculatori, così come la corruzione che alligna negli apparati burocratici. Nel 1989 abbandona la carica di procuratore e si candida per i repubblicani alla poltrona di sindaco di New York ma al primo tentativo viene sconfitto dal democratico David Dinkins. Nel 1993 ci riprova. Si ricandida e questa volta riesce finalmente a diventare sindaco dell'amata "Grande Mela". Il suo mandato si caratterizza, anche in questo caso, per la pratica della "tolleranza zero" verso il crimine, che si concretizza nel non accettare la benché minima infrazione con lo scopo preventivo di evitare reati più gravi. Senza smentire se stesso "lo sceriffo" impone il suo pugno di ferro alla gestione municipale. I successi non si fanno attendere: si dimezzano gli omicidi e si riducono del 30 per cento i principali reati solitamente commessi a New York. Di fatto, i newyorkesi rimangono stupiti e anche un po' preoccupati dalla sconfitta della criminalità, soprattutto per le incredibile storie che girano circa la violenza della polizia. La sua risposta si basa sui fatti: ora la gente può tranquillamente passeggiare a Times Square senza timore, anche se poi magari vieta ad alcuni cittadini di manifestare sulle scale del municipio. Ad ogni modo, pochi i sindaci della storia che possono contare i suoi atti, i suoi ordinamenti, le sue delibere. Insomma, pur non essendo esente da critiche, la politica di Giuliani ha dato a New York uno tra i periodi più floridi della sua storia. Non a caso, il suo operato viene premiato con la rielezione nel 1997. Una norma stabilisce però che non si può essere rieletti più di due volte, così nel 2000 si candida per il seggio del Senato, in una sfida diretta con l'altra "dura" della Grande Mela, Hilary Clinton. Purtroppo, è costretto a lasciare a causa dell'affacciarsi di due gravi problemi. Dopo una normale visita di controllo scopre di avere un tumore a cui si affianca un altro dolore, quello della causa di divorzio intentata della moglie Donna Hanover, giornalista televisiva del programma della Fox Good Day New York, che lo accusa di infedeltà. Giuliani ammette di aver avuto una lunga relazione con la sua assistente Crystie Lategano e si trasferisce in un grande appartamento di Manhattan dove vive insieme ad una coppia di amici di vecchia data. La sua sistemazione fa comunque molto discutere per un motivo molto banale: i due amici sono gay. L'ex sindaco invece è invece legato a Judith Nathan. Di recente un altro rilancio enorme di popolarità lo ha visto protagonista sui giornali di tutto il mondo dopo l'attentato dell'11 settembre 2001. Il suo slancio e la sua forza morale hanno travolto e commosso tutta la città. Ha seguito instancabile gli scavi, si è prodigato per dare conforto ai parenti delle vittime ma anche ribadito la necessità di rispettare gli arabi. Persino il New York Times, suo eterno bacchettatore, ha titolato: "Giuliani è noi". Il Times lo ha eletto uomo dell'anno con queste giustificazioni: "Abbiamo scelto Giuliani "per il suo coraggio l'11 settembre e nei giorni successivi, perché un personaggio molto umano ha dimostrato una forza sovrumana in un periodo in cui tutto il paese è stato messo alla prova". "Per essere stato coraggioso quando serviva il coraggio e brusco quando era appropriato, per essere stato tenero ma non mieloso, per non avere dormito e non avere mollato quando attorno a lui c'era il dolore". Al suo posto, alla guida della città più problematica e più eccitante del mondo, ora c'è l'editore miliardario Michael Bloomberg. Poi su cosa abbiano detto gli americani non lo, ma di sicuro se dovessi stare a valutare come ogni paese del mondo (sud america inclusa) valuterebbe le scelte politiche degli italiani potremmo farci un film comic
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"Il potere non te lo dà un distintivo, o una pistola. Il potere te lo danno le bugie, grandi bugie e convincere il mondo a parteggiare per te. Se riesci a fare accettare a tutti di quello che in cuor loro sanno essere falso, li tieni per le palle..." Ultima modifica di andreamarra : 05-03-2005 alle 12:44. |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2003
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Parlavo con una mia amica spagnola, è uscoito il discorso politica. O meglio, io ho voluto farlo uscire, per curiosità.
Mi ha detto che in Spagna non tollerano persone politiche che hanno grossi interessi, e in caso di conflitto con gli stessi si incazzano da morire e scoppia lo scandalo. Mi ha riferito che in Spagna il politico più potente e ammanicato sia proprio un giudice (non so di che partito) ma mi ha detto che lo si tollera volentieri perchè pare faccia bene il suo lavoro e non sia fazioso. Mi voglio informare meglio comunque.
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"Il potere non te lo dà un distintivo, o una pistola. Il potere te lo danno le bugie, grandi bugie e convincere il mondo a parteggiare per te. Se riesci a fare accettare a tutti di quello che in cuor loro sanno essere falso, li tieni per le palle..." |
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#19 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 992
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In effetti potevo sceglierlo meglio
Resta una differenza: in America è il giudice che parla in nome del popolo, l'ufficio del procuratore e la difesa sono pari di fronte alla legge e rappresentano le parti. Un paragone più corretto quindi nel caso americano sarebbe quindi "se un giudice si candidasse" non "se un procuratore di candidasse". |
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#20 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2000
Città: Brianza... dove se sta bene de mente, de core e de panza
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ah i magistrati comunisti.... averne di gente preparata e capace come casson....
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Io ti dico che mai, il ricordo che in me lascerai sarà stretto al mio cuore da un motivo d'amore. Non pensarlo perché tutto quel che ricordo di te, di quegli attimi amari,sono i tuoi occhi chiari. E se tu tornerai t'amerò come sempre ti amai,come un bel sogno inutile che si scorda al mattino. Ma i tuoi larghi occhi... i tuoi larghi occhi chiari anche se non verrai non li scorderò mai. |
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