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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Messaggi: 1022
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MIT : scoperto collegamento fra longevità,dieta ipocalorica e funzioni endocrine
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quindi mangiate poco ... perchè prima di 20 anni farmaci mirati contro l'invecchiamento non verranno prodotti
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Messaggi: 1022
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ma non interessa a nessuno ?
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#3 |
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Bannato
Iscritto dal: Jul 2004
Messaggi: 8527
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Eccomi
1) il fatto che mangiare poco allunga la vita è stra-OLD, si conosce da tempo (ma lo dice anche l'articolo), su tutti i libri c'è l'esperimento dei 2 topini uno che mangia poco e uno normale....indovina chi campa di più 2) solo che l'articolo dice anche che il meccanismo fino ad oggi era un mistero, beh mi sembra un po' azzardata come affermazione visto che proprio oggi il caso ha voluto che ho studiato l'invecchiamento e sul mio libro di Patologia la cosa è spiegata così: mangiare poco ----> meno utilizzazione ossidativa dei nutrienti ------>meno produzione di RADICALI LIBERI prodotti nel mitocondrio ------> invecchiamento rallentato (il tutto all'interno della teoria radicalica dell'invecchiamento, che è quella attualmente più accreditata e attribuisce appunto ai radicali liberi endogeni prodotti nel metabolismo la causa principale dei processi di senescenza)Detto in parole povere per "bruciare gli alimenti" nel mitocondrio si producono dei "prodotti di scarto" (i RADICALI LIBERI) che poi si comportano come trottole impazzite sia nella cellula sia nell'ambiente extracellulare rovinando tutta una serie di strutture (perossidazione degli acidi grassi insaturi, denaturazione proteine, danni agli acidi nucleici e al mtDNA in particolare, ecc.), da cui poi il processo di invecchiamento.... 3) ora, detto questo, a chi credere di più, a questi qua che come modello hanno preso il sistema neuro-endocrino di un verme ( eh sì sì perchè è paragonabile al nostro con tutte li gli ormoni del GEP, i riflessi vago-vagali, il SNE, ecc. le solite esagerazioni giornalistiche....)Comunque mangiate poco e non fatevi mancare gli ANTIOSSIDANTI (vitamina E e vitamina C soprattuto, anche la vit. A, vabbè ovviamente tutte le vitamine sono indispensabili per definizione alcol, radiazioni ionizzanti, raggi UV, aterosclerosi, ecc. c'entrano sempre come il prezzemolo i radicali liberi!)
Ultima modifica di gianly1985 : 23-06-2007 alle 03:09. |
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#4 |
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Bannato
Iscritto dal: Jul 2004
Messaggi: 8527
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edit doppio
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#5 |
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Member
Iscritto dal: Oct 2003
Città: Trani (BA)
Messaggi: 54
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Effettivamente la teoria della restrizione calorica non è una novità, basta dire che la si tratta a lezione e persino sui libri
Comunque mi sembra di capire che questa ricerca non vuole contrapporsi alla teoria dei radicali liberi, ma integrarla dicendo che gli effetti della restrizione calorica, nei vermi, dovrebbero essere mediati da questi neuroni che traducono un imput riguardo la scarsità di cibo in un segnale endocrino sul metabolismo, ricollegandosi alla teoria metabolica. Forse il "mistero" di cui parla l'articolo riguardava appunto la trasduzione del segnale Resta il fatto che, effettivamente, tra un verme e un uomo c'è qualche differenza a livello di sistema nervoso e quindi è possibilissimo che, oltre ad essere eccessivamente semplicistico, sia una proprio una cavolata
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The rats will feast
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#6 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Messaggi: 1136
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Non sono un esperto in materia.
Da quello che so la restrizione calorica deve comunque garantire tutti i nutrienti. Dire mangiare poco -> vivere di più è sbagliato se all'organismo vengono a mancare delle sostanze di cui ha bisogno. A superquark di qualche edizione fa fecero un servizio su un uomo che stava sperimentando la restrizione calorica ma sottolinearono il fatto che la dieta doveva essere studiata attentamente. Sulla questione c'è anche un articolo di Le Scienze di qualche mese fa: http://lescienze.espresso.repubblica...CIENZE/1293427 |
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#7 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Messaggi: 1022
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direi che gianly1985 e Dacchio hanno ragione : il sistema nervoso di un verme è troppo differente da quello dei mammiferi , se avessero usato dei roditori la ricerca avrebbe avuto molta più rilevanza .
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#8 | |
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Member
Iscritto dal: Oct 2003
Città: Trani (BA)
Messaggi: 54
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C'è da dire però che il verme usato, l'Elegans, si presta bene perchè ha una vita media estremamente breve (qualche settimana) ed è un modello piuttosto semplice, quindi è molto usato per gli studi di apoptosi (morte cellulare programmata) ed evidentemente anche in quelli per l'invecchiamento. Probabilmente studiare l'invecchiamento/non invecchiamento di un organismo che vive un mese da risposte più immediate rispetto ad un organismo che invece vive normalmente qualche anno. Magari si è provato un primo approccio su un modello semplice per poi estendere la teoria ad organismi più complessi (suppongo che anche la teoria debba essere più complessa però
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The rats will feast
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#9 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jul 2004
Messaggi: 8527
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Ultima modifica di gianly1985 : 23-06-2007 alle 14:03. |
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#10 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jul 2004
Messaggi: 8527
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#11 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Messaggi: 1136
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E mi pare abbia avuto la stessa cautela la redazione di superquark ripetendo più volte che non si parlava solo di un razionamento selvaggio delle calorie. (Comunque da quello che ho capito non si tratta solo di mangiare poco per mantenere il peso forma corretto (cosa che dicono in televisione, che consigliano i medici), ma di una lieve diminuzione dell'apporto calorico giornaliero raccomandato.) |
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#12 | ||
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Bannato
Iscritto dal: Jul 2004
Messaggi: 8527
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e sul mio libro di Patologia la cosa è spiegata così: mangiare poco ----> meno utilizzazione ossidativa dei nutrienti ------>meno produzione di RADICALI LIBERI prodotti nel mitocondrio ------> invecchiamento rallentato (il tutto all'interno della teoria radicalica dell'invecchiamento, che è quella attualmente più accreditata e attribuisce appunto ai radicali liberi endogeni prodotti nel metabolismo la causa principale dei processi di senescenza)
eh sì sì perchè è paragonabile al nostro con tutte li gli ormoni del GEP, i riflessi vago-vagali, il SNE, ecc.
le solite esagerazioni giornalistiche....)







