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#1 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2001
Città: Milano
Messaggi: 3741
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lavoratori programmatori ditemi se...
L’incremento della produttività dei programmatori
Mai come ora le organizzazioni sono state costrette a fare di più con meno. Esse devono poter ottenere sempre di più dallo staff di sviluppo software esistente (o addirittura in contrazione), dovendo soddisfare le esigenze dei propri clienti operando in un contesto di concorrenza sempre crescente. A causa dei budget ridotti, dei licenziamenti e della concorrenza minacciosa, i programmatori stanno lavorando più freneticamente che mai per poter presentare dei prodotti sul mercato con la tempistica richiesta e in linea con i costi preventivati. La richiesta di produttività ai programmatori è attualmente elevatissima. I programmatori che non sono in grado di soddisfare o superare gli standard richiesti possono essere facilmente rimpiazzati con programmatori di grande esperienza, cosa che risultava impossibile solo pochi anni addietro. Nel passato i programmatori non dovevano sforzarsi più di tanto per trovare opportunità interessanti e ben remunerate in nuove e stimolanti aziende, ed era quindi facile cambiare frequentemente impiego. Attualmente la situazione è molto differente. Con tanti programmatori esperti in cerca di lavoro, le organizzazioni che possono permettersi nuove assunzioni sono in grado di trovare e ritenere facilmente personale qualificato. Le organizzazioni che non possono permettersi il lusso di assumere nuovi sviluppatori devono massimizzare le potenzialità dei programmatori esistenti (o a volte addirittura in contrazione), cosa che valorizza i programmatori particolarmente produttivi. Quindi: cos’è che rende un programmatore produttivo? I fattori più importanti, naturalmente, sono la capacità e l’esperienza. Se un programmatore non ha esperienza nel dominio in cui deve lavorare e non è in grado di apprendere velocemente le nuove tecnologie richieste, si può dire addio alla produttività. Presupponendo che un programmatore sia qualificato per affrontare il lavoro per il quale viene assunto, è necessario considerare altri fattori che consentono di raggiungere o meno un elevato livello di produttività. Uno dei fattori più importanti è l’aderenza dell’organizzazione (e dei suoi programmatori) a un modello di programmazione unificato. In questo modello le componenti software sono sviluppate, controllate, distribuite e mantenute in modo uniforme e consistente e, possibilmente, si utilizza una famiglia standardizzata di tool per automatizzare e snellire il processo. il resto lo trovate nel PDF La morale è: massima produttività, guadagno quasi nullo http://www.informatica.mcgraw-hill.i...J2EE_Cap01.pdf |
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2001
Città: Milano
Messaggi: 3741
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beh, meno male che non vi fa senso essere, magari dei bravissimi programmatori, ma venire trattati lo stesso come uno qualunque: tanto la scelta è ampia
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#3 |
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Utente sospeso
Iscritto dal: Oct 2002
Messaggi: 2156
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sono in pausa pranzo quindi non ho capito se la tua è una provocazione, una constatazione, entrambe le cose e dove vuoi arrivare
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#4 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2001
Città: Milano
Messaggi: 3741
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più che altro uno spunto di riflessione
Non ho mai letto per quanto riguarda la meccanica ad esempio, parole così scoraggianti. Chi si accosta alla professione del programmatore, dopo una tale lettura si sente subito scoraggiato. A me personalmente ha dato l'idea che oramai la programmazione sia divenuta una cosa obsoleta ed alla portata di tutti. Posso anche capire quel: "alla portata di tutti", ma c'è programmazione e programmazione. Ad ogni modo, questa figura ne esce ulteriormente svilita e ridimensionata. Oramai tutto punta sull'ambiente di sviluppo (l'attrezzatura) e non sulla persona. E' proprio finita un'epoca e per chi sta studiando informatica, quasi quasi viene voglia di consigliare di fare altro. |
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#5 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2001
Città: Milano
Messaggi: 3741
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beh, però nell'articolo si sostiene che oggi la scelta nel campo dei programmatori è molto vasta Io conosco anche sin troppa gente riciclata (ingegneri elettronici che fanno i programmatori), chissà se anche questi sono contemplati nelle schiere dei programmatori. |
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#6 | |
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Member
Iscritto dal: Nov 2005
Messaggi: 154
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e poi a programmare non è che ci voglia una laurea, chiunque con un corso di pochi mesi o da autodidatta può imparare.
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"la scelta giusta non è sempre la più saggia,ma è quella che non porta con sè rimpianti" . pietro84 |
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#7 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2001
Città: Milano
Messaggi: 3741
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beh, se consideri la complessità degli SO attuali scrivere programmi efficienti non è da tutti. Gli ingegneri elettronici "riciclati", si occupano anche di reti quindi, programmi client-server: beh, l'efficenza di quei programmi è però alquanto scarsa. |
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#8 |
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Utente sospeso
Iscritto dal: Oct 2002
Messaggi: 2156
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produrre software di buon livello NON E' facile (altrimenti non si capirebbe come mai i progetti durano così tanto ed esistono service pack e hotfix
sono abbastanza convinto che le cose peggioreranno ulteriormente con la riforma dell'ordinamento universitario che per quella che è la mia percezione ha appiattito (anzi piallato) quel poco di buono che era rimasto a ingegneria, e cioè il fatto che uno fosse obbligato a imparare a pensare, col risultato che un sacco di gente crede di conoscere mettiamo java perchè più o meno si è fatto un centinaio di programmini hello world in cui ha visto gli aspetti base del linguaggio ma non hanno la minima idea di cosa voglia dire progettare.......
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#9 | |
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Member
Iscritto dal: Nov 2005
Messaggi: 154
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#10 | |
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Utente sospeso
Iscritto dal: Oct 2002
Messaggi: 2156
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#11 | |
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Member
Iscritto dal: Nov 2005
Messaggi: 154
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anche io posso sbagliare ogni tanto
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#12 |
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Utente sospeso
Iscritto dal: Oct 2002
Messaggi: 2156
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a questo punto ti dirò esattamente cosa penso della riforma dell'ordinameno universitario almeno per quello di ingegneria facoltà da cui provengo.......premetto che io ero studente del vecchio ordinamento e mi sono fatto un'idea della riforma sia constatando a occhio sia sentendo quello che mi dice gente che è del nuovo ordinamento , sia quello che i miei professori dicevano ai tempi della riforma.....
il no è stato introdotto per 2 motivi: abbassare l'età dei laureati venire in contro alla globalizzazione abbassare l'età dei laureati perchè la gente in media si laureava molto tardi (per ingegneria la media era 30 anni)....mentre se uno ha meno di 27 anni le aziende possono fargli dei contratti di apprendistato del cazzo.......dai 27 in su no.....in pratica la minore età favorisce le aziende che poi assumono i laureati del nuovo ordinamento........ venire in contro alla globalizzazione perchè dall'est europa e dall'asia arriveranno ingegneri che lavorerano per 200 € al mese e che in molti casi ne sanno MOOOLTO più di un laureato nel n.o..... davanti a una cosa del genere, tanto vale che anche i nostri giovani abbiano un titolo di studio in mano.......almeno questo è il ragionamento che hanno fatto al ministero, e il nuovo ministro temo riuscirà a fare anche peggio della moratti..... ora vatti a vedere i voti di laurea del vecchio ordinamento..la maggior parte è tra il 100 e il 105......i voti dei laureati "specialisti" del nuovo è (almeno qui) notevolmente più alta ........certo, perchè se tanto la selezione non esiste più che senso ha dare 25 a uno che più o meno sa? tanto vale dargli 30 ora devi spiegarmi una cosa: perchè 10 anni fa la gente si laureava a 30 anni con 103 e adesso si laurea a 25 anni con 108????? 10 anni fa erano tutti deficienti e ora sono tutti dei geni? ......o magari le cose sono "un po' più facili" di prima???? qualcuno che conta comunque, deve avere protestato e infatti l'esame di stato tra poco diventerà più difficile......
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#13 | |
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Member
Iscritto dal: Nov 2005
Messaggi: 154
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si fa solo una corsa e le materie di base si studiano peggio(quelle caratterizzanti no) però sui voti tieni conto di questo: -in alcune università,come la mia,c'è uno sbarramento per l'iscrizione alla specialistica. la media minima richiesta è 24. Quindi chi si laurea con meno di 100 non si iscrive nel 99% dei casi. -quando uno si iscrive alla spec comincia daccapo con la media e da un lato si impegna a costruirsi un buon curriculum, dall'altro ha più esperienza su come preparare gli esami. -La media poi dipende dalle università,così come la difficoltà dei corsi. Ti posso assicurare che alcuni prof hanno compresso in 100 ore il programma di una corso annuale VO e all'esame le cose da portare erano le stesse. non puoi fare di tutta l'erba un fascio. dipende dai prof e da come è stato gestito il cambiamento nell'uni.
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"la scelta giusta non è sempre la più saggia,ma è quella che non porta con sè rimpianti" . pietro84 |
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#14 | |
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Utente sospeso
Iscritto dal: Oct 2002
Messaggi: 2156
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be..la prima cosa non la sapevo e non è bella..la seconda però è clamorosa..praticamente la media della specialistica è solo quella degli ultimi 2 anni........ un motivo in più che rende non confrontabili i voti di laurea del vecchio ordinamento con quelli del nuovo...la mia media negli ultimi 2 anni era altissima..........
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#15 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2001
Città: Milano
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Poi, per chi ha tempo di consolidare, attraverso esercizi i approfondimenti quanto spiegato passa l'esame in breve tempo, chi non ne ha, si attacca al tram. |
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