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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2000
Città: Guantanamo Beach
Messaggi: 426
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Ma la Sinistra cosa pensa della riforma delle PENSIONI?
Spazzato via il governo-cricca + sfacciato e vergognoso che io ricordi, cosa farà la "Sinistra"?
ad esempio... LE PENSIONI leggete E TREMATE Pensione, la riforma alza l’età e si mangia la liquidazione Futuro grigio, tendente al nero. Per i pensionati di domani le pensioni saranno dimezzate. Dal 2008 per andare in pensione saranno necessari 60 anni di età e 35 di contributi. Liquidazioni nei fondi pensione con il silenzio/assenso 29 luglio 2004 La riforma delle pensioni è diventata legge. Dal 2008, data in cui la riforma diventerà operativa, per andare in pensione saranno necessari 60 anni di età (oggi e fino al 2007 il limite è fissato a 57 anni di età) e 35 anni di contributi. Ma la riforma darà i suoi effetti anche prima del 2008. Entro sei mesi dall’approvazione dei decreti di attuazione, i lavoratori saranno tenuti ad indicare la destinazione della propria liquidazione. Nel caso di silenzio la liquidazione sarà dirottata nella previdenza integrativa. 60 anni di età e 35 di contributi Il pezzo forte della riforma colpisce soprattutto la pensione di anzianità che è quella che matura (o meglio maturava) al verificarsi di due condizioni: 57 anni di età e 35 anni di contributi. Dal 2008 si potrà accedere alla pensione di anzianità a 60 anni e con 35 anni di contributi oppure, in alternativa, con 40 anni di contributi indipendentemente dall’età. Successivamente al 2008 sono previsti progressivi “scatti” in avanti dell’età per andare in pensione: nel 2010, 61 anni e nel 2014, 62. (commento personale: AMEN cioè fra 30 anni a 72 fra 34 anni a 73 Rimangono invariati i 35 anni di contributi.(commento personale: PER ORA ) La liquidazione nella pensione integrativa Oltre alla stretta sulle pensioni di anzianità, la riforma introduce il meccanismo del silenzio assenso sulla liquidazione. Entro 6 mesi dall’entrata in vigore dei decreti attuativi (o entro 6 mesi dall’assunzione per i neo lavoratori) ciascun lavoratore sarà tenuto a dire se vuole dirottare la liquidazione nei fondi pensione, oppure se preferisce tenersela. Nel caso di silenzio per legge la liquidazione verrà accantonata nelle previdenza integrativa. Il motivo che ha spinto il legislatore a scegliere questa strada è il passaggio al metodo contributivo per il calcolo delle pensioni. Metodo che garantirà, ai futuri pensionati, trattamenti pensionistici sensibilmente inferiori rispetto a quelli attuali. Per molti lavoratori la scelta di sacrificare la liquidazione sarà la scelta obbligata per mantenere un adeguato tenore di vita anche durante la vecchiaia. Infatti per i lavoratori assunti dopo il 1995, la pensione è calcolata in proporzione ai contributi versati, mentre per i lavatori assunti prima del ’95, la pensione è la media delle retribuzioni percepite negli ultimi anni (5 o 10 a seconda dei casi specifici). La conseguenza è che i pensionati “post 1995” dovranno accontentarsi di una pensione pari a circa il 50% dell’ultima retribuzione contro il l’80/70% dei loro padri. Dunque il sacrificio della liquidazione e il ricorso alla previdenza integrativa, diventa per i giovani d’oggi quasi una scelta obbligata. Un bonus per chi rinvia la pensione La riforma ha introdotto anche uno sconto fiscale per chi, pur avendo raggiunto i requisiti, rinuncia, nel periodo 2004 – 2007, alla pensione. L’incentivo previsto è pari all’esenzione dalle imposte per il 32,7% delle retribuzione annua lorda. Fabio Cavallotti http://salvadanaio.economia.virgilio...oniluglio.html
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È un bene che gli abitanti della nazione non capiscano abbastanza il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo facessero, credo che ci sarebbe una rivoluzione prima di domattina. Henry Ford |
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Dovrei avere anche il video scaricato da qualche parte. |
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