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#41 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2000
Città: Guantanamo Beach
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È un bene che gli abitanti della nazione non capiscano abbastanza il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo facessero, credo che ci sarebbe una rivoluzione prima di domattina. Henry Ford |
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#42 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
Messaggi: 7458
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Tra l'altro, il passaggio più promettente, economicamente parlando, per la produzione dell'idrogeno passa... per il petrolio. Per cui non gli andrebbe tanto male nemmeno con quello...
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#43 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
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Ma il deferimento passa per il consiglio di sicurezza? Se si la Cina credo che bloccherà tale provvedimento..ad essere determinati a bloccare il nucleare iraniano sono gli europei (o meglio i francesi-tedeschi-inglesi che stanno trattando a nome dell'europa) e gli americani. Se l'iran passa alle minacce di tagliare le forniture di petrolio credo che tema la volontà a procedere degli europei e degli americani. sono curioso di capire se Israele si riserverà un'azione simile a quella che fece contro L'iraq per eliminare la centrale nucleare in costruzione.
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We are the flame and darkness fears us ! |
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#44 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
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#45 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
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Posto un'articolo interessante per chi vuole approndire riguardo alla politica iraniana
Le linee della politica estera iraniana Come si è detto, pur con l’avvicendamento alla presidenza, l’Iran non muta le proprie linee di politica estera. A tal riguardo il Ministro degli Esteri Kamal Karrazi è stato particolarmente chiaro in una conferenza stampa del 25 luglio scorso: “la fine della presidenza di Khatami non equivale alla fine delle relazioni diplomatiche. Ciascun governo ha il proprio metodo specifico. Non ci sarà cambiamento nella politica estera dell’Iran, il quale è desideroso di avere relazioni con tutti gli stati del mondo, ad eccezione di Israele”. Pochi minuti prima, nella prolusione, Karrazi si era soffermato anche sulle relazioni con gli Stati Uniti d’America dicendo che “la presidenza degli USA ha in Iraq aumentato la portata del terrorismo”. In poche parole la politica estera iraniana rimane anti-sionista e sostanzialmente anti-americana, ma cambiano le aspettative del paese: esso non è più mantenuto dall’Occidente nell’isolamento diplomatico cui era stato relegato in passato, ma anzi sta prepotentemente cercando di creare un proprio ruolo nella regione. In cosa consisterebbe, dunque, tale ruolo? In prima battuta nella stabilizzazione della regione e nell’accrescimento del potenziale dell’Iran nella stessa; in secondo luogo nella creazione di stringenti legami economico-diplomatici contro gli Stati che si oppongono alle ingerenze americane e che vogliono creare una propria sfera di influenza in Medio Oriente e Asia Centrale. La scelta degli interlocutori privilegiati è presto fatta: sono i già citati Russia, Cina e India, i tre giganti politici, economici e demografici – tale non si può definire il Giappone - dell’Oriente. A questi tre Stati, l’Iran può come controvalore offrire le proprie risorse energetiche (petrolio e gas naturale), la sua linea politica anti-occidentale ed il suo futuro potenziale nucleare. Iran - Russia: è sul nucleare il fulcro dell’intesa La Russia sta cercando di trovare una propria collocazione strategica in Medio Oriente, l’Iran vuole assumere un nuovo ruolo a livello di politica internazionale: è inevitabile che i due paesi si guardino l’un l’altro con estremo interesse. I rapporti strategici tra Iran e Russia, comunque, non sono certo cosa nuova; più volte Vladimir Putin e l’ex presidente iraniano Khatami hanno parlato di “congruenza” in merito agli interessi geopolitici regionali: per venire a tempi recenti e ad atti concreti, superando la retorica diplomatica, è sufficiente pensare all’accordo da trecento milioni di dollari di fornitura di armi convenzionali stipulato tra i due paesi nell’ottobre 2001, ma ancor più agli ottocento milioni di dollari pagati al governo moscovita per ottenere il combustibile necessario ad attivare la centrale atomica di Bushehr. Quest’ultima località, insieme a Natan e Arek, rappresenta il centro focale del programma nucleare, formalmente solo civile, che entro la fine del 2006 dovrebbe portare a potenziare le capacità energetiche dello stato del Golfo Persico. La Russia, che già al momento del ballottaggio alle elezioni presidenziali in Iran aveva dichiarato di non avere preferenze per la vittoria di alcun candidato, con il successo di Ahmadinejad alle recenti elezioni vedrà molto probabilmente accrescere il proprio interesse per lo Stato del Golfo. Nei programmi del neo presidente iraniano, la produzione di energia tramite processi nucleari rappresenta una priorità dello sviluppo per far sì che le risorse di gas naturale – oggi una delle maggiori voci della bilancia delle esportazioni del Paese e una delle principali merci di scambio per gli accordi economici internazionali – non vadano incontro ad un veloce esaurimento. E sul tema del nucleare, per ciò che concerne le conoscenze umane e tecnologiche, la Russia non ha rivali nell’area. C’ è quindi da aspettarsi che, pur di fronte alle antagonistiche pressioni USA, i rapporti Iran - Russia siano destinati nel prossimo futuro ad aumentare. Iran - Cina: una partnership basata su infrastrutture, risorse energetiche e armi Il fatto che Iran e Cina siano economie in piena crescita è un motivo sufficiente ed un naturale strumento di avvicinamento tra i due paesi. La Repubblica popolare, infatti, è attiva nello Stato del Golfo nei più svariati settori. Negli anni a venire, il rapporto è destinato a crescere per due ordini di motivi: il primo è che il recente sganciamento della moneta cinese dal dollaro e la sua rivalutazione del 2% è, per Pechino, un freno per le esportazioni ma un beneficio per le importazioni; il secondo è che le due potenze sono attratte l’una verso l’altra dalla volontà di porre un limite all’espansionismo americano in Asia Centrale. Ragioni di tipo economico e politico fanno quindi sì che l’alleanza tra Iran e Cina assuma connotati crescenti e non si basi solamente sul petrolio, ma anche sulle risorse nucleari e le armi. Per quanto attiene al primo dei tre fattori, la volontà di Pechino di limitare i vantaggi competitivi americani è riscontrabile anche nella scelta di privilegiare per il proprio approvvigionamento energetico paesi non filo-americani quali l’Iran, appunto, il Venezuela e il Sudan. Sotto questo aspetto, nel novembre scorso, Cina e Iran hanno siglato un contratto da 100 miliardi di dollari valevole per i prossimi dieci anni che prevede che il gigante asiatico ottenga circa 10 milioni di tonnellate di gas naturale ogni anno, fornendo allo Stato del Golfo Persico come parziale contropartita un elevato numero di ingegneri specializzati e mezzi di estrazione per la ricerca di nuovi giacimenti di gas e petrolio. Riguardo al nucleare e alle armi, sono punti cruciali nei rapporti tra i due paesi. A prescindere dagli accordi di fornitura di normale materiale bellico che intercorrono tra i due stati, l’Iran ottiene dalla Cina un sostegno indispensabile per la potenziale creazione di un arsenale atomico: se da una parte gli USA hanno indirettamente accusato il paese di Hu Jintao di fornire allo Stato arabo know-how e risorse per la creazione di armi nucleari o l’Iran stesso di approntarne la produzione, in sede Onu dalle lamentele non si è mai passati alle sanzioni economiche contro il governo di Teheran per il fatto che gli Usa vedrebbero le proprie rimostranze arenarsi contro l’impossibilità di superare il veto cinese. Iran - India: Teheran è per Nuova Delhi sinonimo di gas naturale Sulla strada della partnership tra Iran e Cina vi è l’India. Sebbene le linee di approvvigionamento del gas naturale e del petrolio destinate a Pechino abbiano il proprio naturale punto di passaggio nel subcontinente indiano, le relazioni tra Teheran e Nuova Delhi non si basano solo sulla vendita delle fonti energetiche. Quella indiana, seppur in misura minore rispetto alla Cina, è anch’essa un’economia in forte sviluppo ed ha nella istruzione universitaria scientifica un indubbio elemento di pregio nel panorama mondiale. Ma veniamo al nocciolo dei rapporti tra i due paesi. L’utilizzo di gas naturale è nell’ultimo decennio cresciuto per l’India del 6-7% annuo: a ciò il governo è riuscito a far fronte per metà con le proprie risorse interne, per il resto con le importazioni. Nei prossimi dieci anni, poi, è previsto il quadruplicarsi di tale tipo di necessità energetiche: proprio su questo l’Iran vorrebbe giocare un ruolo decisivo e diventarne il maggiore fornitore. Come rileva il sito internet dell’ambasciata iraniana a Nuova Delhi la questione è la seguente: perché l’India dovrebbe voler comprare il gas dall’Iran? La risposta è chiara e non lascia spazio ad alternative: anche ignorando le difficoltà tecniche, l’importazione di gas da altri Stati (vengono citati gli esempi di Qatar e Turkmenistan) è del 15-20% più costosa. Come detto, però, la partnership non riguarda solo il gas e il petrolio: recentemente, l’India ha stipulato un accordo con Teheran per l’invio di proprio personale tecnico per la costruzione di un impianto di lavorazione dell’acciaio a Bandar-e ‘Abbas, nel sud del paese, e i contatti per la fornitura di materiale bellico tra i paesi sono negli ultimi anni cresciuti notevolmente. Conclusione I rapporti tra Teheran e i tre giganti asiatici, come si è avuto modo di dimostrare, sono sufficientemente saldi e destinati alla crescita. Nel contesto delle relazioni internazionali l’aspetto economico è l’elemento che maggiormente spingerà l’espansione nel prossimo futuro. E’ sulla direttrice Iran-Cina, però, che più probabilmente si avranno i maggiori sviluppi: la Repubblica Popolare necessita di nuove risorse per il proprio sviluppo e parallelamente è lo Stato che più ha da offrire al Paese di Ahmadinejad. Riprova di ciò è che in una visione d’insieme che consideri tutti i casi di rapporti bilaterali sopra delineati, è tra Teheran e Pechino che sono già stati strutturati il maggior numero di interscambi nei più svariati settori.
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We are the flame and darkness fears us ! Ultima modifica di zerothehero : 02-10-2005 alle 11:52. |
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#46 | |
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Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
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come procedono i negoziati con gli iraniani.All'onu l'iran gode di appoggi che imho farebbero naufragare ogni tentativo di sanzioni "serie" e "pesanti".
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#47 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Messaggi: 1384
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siamo noi che abbiamo bisogno di loro, l'iran non è assolutamento obbligato a vendere petrolio all'europa o usa (vedi anche l'articolo) |
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#48 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2004
Città: Padova
Messaggi: 11777
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Temo proprio che teheran vedrà dei bei fuochi d'artificio in cielo e riceverà una bella visita di cortesia da parte di qualche migliaio di fanti.....
poi .... il casus belli si trova sempre volendolo cercare ... con teheran poi è ancora più facile. stiamo a vedere russi e cinesi che dicono se dovesse andare così.
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#49 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
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Si, ma l'iran non ha mica il monopolio della fornitura petrolifera..certo il blocco iraniano farebbe aumentare i prezzi.
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#50 | |
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Utente sospeso
Iscritto dal: Jan 2005
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#51 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2001
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Il petrolio cell'hanno in pochi, e se finisce in Venezuela e in Alaska, che facciamo?
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#52 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
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O lo estrai dal metano o dall'acqua..nel secondo caso è proibitivo da un punto di vista energetico, nel primo caso devi cmq estrarlo ed ha costi superiori rispetto al combustibile fossile. dato che le nostre economie devono essere competitive con quelle estere non è che ci si possa affidare in modo volontaristico a fonti energetiche molto costose o discontinue come l'eolico o il solare. Perchè siamo tutti bravi a parlare, ma vorrei vedere quanti accetterebbero di avere una bolletta energetica 5-6 volte superiore a quella odierna ma pulita. ![]() Ok la ricerca e le fonti pulite ma se non sono competitive non sostituiranno mai il petrolio.
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#53 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2001
Città: Roma
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Diciamo che sarebbe duro iniziare a farne a meno, per noi, perchè dovremmo rinunciare a molte cose, e sarebbe molto duro per l'economia mondiale che sul petrolio vive.
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#54 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
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Certo, se rinunci a tutto quello che è derivato dalla rivoluzione industriale in poi ce la fai...
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come procedono i negoziati con gli iraniani.








