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Sanità, nel mirino le regioni in rosso
La scure della Finanziaria/
Storace: io credo alle assicurazioni di Siniscalco. Formigoni: no ai ridimensionamenti Sanità, nel mirino le regioni in rosso Nel piano riservato del Tesoro tagli per almeno 2.5 miliardi. Ma il ministro smentisce di LUCA CIFONI e CARLA MASSI ROMA - Una sorta di tutela per le Regioni che hanno sforato di più (quindi in primo luogo Lazio e Campania), in cambio di tagli immediati meno pesanti. È questa la soluzione che il ministero dell’Economia sta preparando per risparmiare 2 miliardi e mezzo sulla spesa sanitaria 2006. L’ipotesi di tagli ha scatenato le polemiche, e dal governo sono arrivate smentite e precisazioni. In realtà lo schema della manovra conferma un’impostazione già consolidata: siccome il costo effettivo della sanità previsto per il 2006 (a quota 95,6 miliardi) supera di parecchio l’attuale ammontare del fondo sanitario nazionale (circa 90), è chiaro che aumentando un po’ questo ultimo si incrementano le risorse teoriche a disposizione, ma si tagliano di fatto alcune voci per ridurre lo sforamento. E proprio questa è la strada scelta dal minisetro dell’Economia, che ora dovrà essere discussa con le Regioni. Il fondo verrà incrementato di un miliardo, altri due verranno recuperati sostanzialmente dalle Regioni virtuose. Il taglio sulla spesa tendenziale è dunque di 2,5 miliardi. Come distribuirlo? Due Regioni, Lazio e Campania, danno luogo da sole al 60 per cento del disavanzo, e dovrebbero quindi pagare un conto di 2 miliardi. Troppo. L’idea è allora destinare alle “maglie nere”, le 4-5 Regioni con i disavanzi più elevati, il miliardo aggiuntivo. In cambio però della disponibilità a sottoporsi a “procedure di affiancamento” per realizzare riforme strutturali. In pratica il governo chiede di poter mettere mano ai bilanci e all’organizzazione delle strutture sanitarie. Con l’obiettivo di ottenere una riduzione di spesa pari appunto al miliardo. Il ministero dell’Economia aveva preso in considerazione anche manovre più pesanti, da 3 e 5 miliardi. Ma sono state scartate perché avrebbero richiesto interventi drastici, come ticket, quote procapite, o addirittura la riduzione del fondo. Il ministro della Salute Francesco Storace tranquillizza e cerca di placare la polemica che si è scatenata appena sono stati resi noti i primi annunci sulla prossima Finanziaria: «Siniscalco, e io ho il dovere di crederci, ha detto: ”Non è quello che ho scritto io”. Ricordiamo che le Finanziarie valgono quando escono e non quando entrano. Per il resto, è carta da coriandoli». A metà della prossima settimana è previsto un incontro del ministro della Salute con Siniscalco. Che, come è stata paventata l’ipotesi di dover ridimensionare le previsioni di spesa per la salute, hanno alzato la voce. Anche perché, ormai, la sanità è a totale appannaggio delle amministrazioni locali. Vasco Errani, presidente dell’Emilia Romagna e portavoce dei Governatori, chiede al governo di «mettere giù le mani». «Dopo anni di Finanziarie pesanti - dice - fatte di tagli e sofferenze, siamo giunti al punto di non poter più sopportare alcun sacrificio ulteriore. Il costo dei livelli di assistenza deve essere coperto dalla fiscalità generale». Roberto Formigoni, presidente della Lombardia, sfida lo scetticismo generale e dice di aver fiducia: «Mi auguro che non si arrivi a tagliare. Ho visto la smentita secca del governo e non ho motivo per credere ad una assicurazione formale». Parla di «truffa alla Ue» Mercedes Bresso, presidente Ds della Regione Piemonte: «Vuol dire che provvederà poi Prodi. Proporre tagli alla sanità significa solo rinviare a dopo le elezioni la verifica del deficit». Gli effetti dei tagli sui cittadini sono già stati quantizzati. Nel mirino, oltre il provvedimento per la riduzione delle liste d’attesa, potrebbero esserci anche i livelli essenziali di assistenza, la copertura assicurativa, il controllo del rischio che riduce gli errori medici, il rinnovo delle apparecchiature negli ospedali. «E’ a rischio - commenta Stefano Inglese, responsabile nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva - qualsiasi ipotesi di sviluppo e ci saranno soltanto danni per i pazienti». (Il Messaggero.it)
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2005
Messaggi: 821
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Certo che Storace al Ministero della Salute è come avere il capo della banda bassotti al Ministero dell'Economia, con la differenza che i secondi sarebbero persino più competenti. Voglio vedere cosa taglieranno le regioni in questione, le varie aziende sanitarie. E magari alla fine della fiera Storace & Co. potranno pure dire che nelle regioni amministrate dal Centro Sinistra la sanità fa schifo. Grazie al cavolo.
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Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio. (Cesare Pavese) "Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?" Marcello Dell'Utri, fondatore del partito Forza Italia, è stato condannato per mafia. |
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Iscritto dal: Jun 2004
Città: Cogliate (Mi)
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"Non importa quanto numerose sono le anse di un fiume, al termine del giusto scorrere ogni acqua arriva al suo mare" "Se cerchi una mano disposta ad aiutarti la trovi alla fine del tuo braccio" (Anonimo) Ultima modifica di [A+R]MaVro : 18-09-2005 alle 14:10. |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 992
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Un'elemosina per raggranellare qualche voto e poter poi accusare il centrodestra di averli reintrodotti, pochi mesi più tardi. |
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#5 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2005
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Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio. (Cesare Pavese) "Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?" Marcello Dell'Utri, fondatore del partito Forza Italia, è stato condannato per mafia. |
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