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#81 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Ivrea-Milano
Messaggi: 381
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Anchio vivo in provincia in un ambiente chiuso; il meglio che posso fare e' spostarmi in città che e' un ambiente ostile. Ma non metto bombe. Ci dev'essere una differenza allora. Ma insomma...mi vuoi dire che la colpa e' pure nostra... che loro crescono come vogliono dove vogliono e poi e' colpa del ghetto? Qua il link al TGCOM Non capisco qual'e' la chiusura e la ghettizzazione a cui ti riferisci. |
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#82 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
Messaggi: 744
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quell'imam diceva che la situazione londinese è quella di quartieri ghetto in cui gli islamici vivono in condizioni tali per cui l'integrazione è oggettivamente impossibile o molto difficile.. diceva pure che in italia per fortuna le cose sono leggermente migliori, anche se si può fare molto per migliorare la situazione. per avere un'idea di cosa sia un quartiere ghetto ti consiglierei una gita ad harlem a new york, ma non è cosa molto igienica la tua situazione non ha nulla a che fare con queste.. l'unico esempio che si può trovare è quello degli italiani all'estero, che difatti isolandosi hanno contribuito anche loro a diffondere illegalità (-> mafia). Quote:
certo che se qualcuno arriva dall'estero già con l'idea di mettere una bomba le cose sono ben diverse, ma non si può pensare che sia il caso di tutti quanti.. dai. |
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#83 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
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#84 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
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#85 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
Messaggi: 744
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è una questione storica, più che religiosa.. però confido nei loro figli, avendone conosciuto qualcuno so che fare di tutta l'erba un fascio è sbagliato |
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#86 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
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#87 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Ivrea-Milano
Messaggi: 381
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Non e' integrazione.E' uno zoo. C'e' il settore dei carnivori, il rettilario e la vasca delle foche. Non ti dico cosa succede se una foca nell'ora sbagliata(quella di pranzo) decide di passeggiare nel quartiere dei leoni. Perche' e' cosi'...io se sono un cittadino di new york di razza bianca non vado a passeggiare ad harlem. Il fatto che sia una realtà assodata da accettare non vuol dire che non debba farmi schifo lo stesso. Io non voglio vivere così. Quote:
E' contro natura mettere il coniglio nella gabbia della donnola.E pretendere che convivano.per lo meno...e' contro il coniglio Non sto facendo paragoni sul fatto che ci sia una razza predatrice rispetto a un'altra. Sto dicendo che gli uomini non sono tutti uguali. Se vogliamo e se possiamo (i diritti in natura non esistono, a parte quello di morire) gli uomini hanno tutti gli stessi diritti. Ma non sono tutti uguali. Non lo saranno mai. Quote:
Dal momento che decido di far entrare chiunque in casa mia, devo poterli fare andare e girare dove vogliono. Altrimenti e' sequestro di persona. Non posso prendere gli immigrati e dirgli dove vivere.Chinatown a Milano non e' frutto di un progetto del piano regolatore.I cinesi sono arrivati e hanno iniziato a comprare appartamenti e intere palazzine in una zona ben precisa.Solo che adesso lì la prima lingua è il cinese.(nulla in contrario, anzi un po' di cinese è utile da masticare) Ultima modifica di Fumereo : 09-09-2005 alle 15:50. |
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#88 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
Messaggi: 744
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il punto di questo discorso sono le "case popolari", chi compra una casa ovviamente può stare dove vuole.. ma le case assegnate dallo stato a chi è a basso reddito devono essere studiate con cura. E' necessario evitare concentrazioni di migliaia di persone in difficoltà, si creano casini irrecuperabili... e questo vale sia per gli immigrati che per gli italiani. Mi viene in mente la casa di Christiane F. nei "ragazzi dello zoo di berlino" (si vede che sto leggendo quel libro, lo cito spesso senza andare tanto lontani, mi vengono in mente le "case minime" costruite da mussolini prima della guerra e abitate non tanti anni fa da migliaia di persone a quartiere baggio a milano. Per fortuna sono state abbattute, c'era fino ai primi anni 90 una situazione da "beirut" lì, la mafia ci andava a nozze... poi togliendo quell'ambiente e ridistribuendo le famiglie in una zona più ampia il problema criminalità si è drasticamente attenuato. Per gli immigrati credo sia la stessa cosa. Ultima modifica di -kurgan- : 09-09-2005 alle 16:09. |
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#89 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Ivrea-Milano
Messaggi: 381
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Ricorda che se non vuoi prendere in considerazione le tematiche sociali, su cui ognuno puo' avere un'idea diversa devi perlomeno prendere in considerazione le ragioni economiche. Noi le case popolari le paghiamo con le nostre tasse, a favore di quelle persone appartenenti alla nostra società che per un motivo o per un altro non sono riuscite a provvedere per il proprio sostentamento. Giusto! Ruolo sociale dello stato. Ma come ha contribuito l'immigrato alla realizzazione di questo stato che riesce a dare una possibilità anche a chi non ce la fa? Io posso essere solidale, ma e' una mia decisione. Qua a tutti piace fare solidarietà con le tasche degli altri. |
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#90 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
Messaggi: 744
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già i campi nomadi sono terrificanti, mi immagino la situazione moltiplicata nell'ordine di qualche migliaia di volte.. tipo 200000 persone alla periferia di milano in una bidonville. altro che pericolo terrorismo, sarebbe la fine. non si può d'altra parte neanche bloccarla completamente l'immigrazione, alla nostra economia gli immigrati servono. Io ad esempio in una società di pulizie o in un campo di pomodori non voglio lavorare.. e come me credo quasi tutti gli italiani. |
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#91 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2001
Città: Varese
Messaggi: 2369
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Tutto rigorosamente IMHO Per i messaggi contrassegnati da *: IMHO un par di balle! Salva un albero, uccidi un castoro. |
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#92 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Ivrea-Milano
Messaggi: 381
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[quote=-kurgan-]chi viene qui paga le tasse come gli italiani.. se decidiamo di non dare case popolari agli immigrati che cmq pagano le tasse, aspettiamoci qualche baraccopoli stile rio o caracas vicino alle nostre periferie.
già i campi nomadi sono terrificanti, mi immagino la situazione moltiplicata nell'ordine di qualche migliaia di volte.. tipo 200000 persone alla periferia di milano in una bidonville. altro che pericolo terrorismo, sarebbe la fine. [quote] Daccordissimo, l'immigrato che vuole beneficiare del servizio deve contribuire al servizio stesso.(il problema principale in fatti non sono gli immigrati regolari) Quote:
Sto preparando su questo un articolo abbastanza lungo, complice la totale mancanza di voglia di studiare quello che dovrei Se aspetti un attimo lo posto come nuovo 3D |
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#93 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
Messaggi: 744
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ma va, dai.. non dare a me del razzista che non è il caso
ricordo ancora gli insulti che mi prendevo quando stavo con una ragazza nera (americana, ma non teneva la bandierina in mano per farsi riconoscere..) quello che ho descritto è un fatto, chi proviene da situazioni economiche disastrose è disposto ad accettare lavori che persone in condizioni migliori non accetterebbero mai. la "nostra" povertà è diversa da quella delle popolazioni del terzo mondo.. io, male che vada, posso affittare casa mia e tornare a vivere con i miei. Altri se non trovano lavoro hanno come sola alternativa rubare scatolette al supermercato.. per questo io non accetterei lavori che considero troppo faticosi e malpagati, non perchè li disprezzi ma perchè mi ritengo fortunato avendo facoltà di scelta |
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#94 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Ivrea-Milano
Messaggi: 381
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#95 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Città: Pelican Bay
Messaggi: 5575
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Quote:
Non solo la richezza e l'oppulenza offrono varie possibilità di azione, lo sviluppo intellettuale e la libertà di pensiero producono varie correnti intellettuali e la necessita di un continuo confronto ( è lo spirito della democrazia). Ora tutti questi tratti positivi sono insieme anche quelli negativi della società: incapacità di agire socialmente ed economicamente e perdità del senso e utilità (la noia borghese...) della propria azione, mancenza di stimoli ambientali, confusione mentale riguardo alla scelta, mancanza di responsabilità o dll'urgenza di compierne una. Vivere in una democrazia è complicato, richiede una dialettica continua un'azione continua. In un certo senso la libertà è "l'abisso" dell'indetterminazione. Ora tutto questo genera delle dinamiche di chiusura e rifiuto già in noi occidentali, dinamiche di rifiuto che vengono accentuate in chi è nelle condizioni di individuare, più o meno veridicicamente delle radici altre rispetto alle nostre. L'intento sarebbe la costruzione della propria identità negativamente per rifiuto, per una chiusura, raggiungere un terreno in cui tutto è già stabilito diversamente dalle società democratiche. Il problema per rispondere ad Andreamarra non è l'integrazione ma il giustapporsi di società diverse: la tolleranza non è reciproca accettazione ma la reciproca comprensione. Ciò implica il raggiungimento di un terreno neutro sul quale instaurare la convivenza. Cosa che non è possibile con nessuna ortoprassi ( l'islam ma anche il giudaismo...) in quento tali (non ha caso tali comunità hanno sempre causato e/o avuto vari problemi). E' una teoria, più o meno mia, ditemi che ne spensate se credete
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"A pessimist is someone who is waiting for it to rain. But I'm already soaked to the skin." L. Cohen. Ultima modifica di Maxmel : 09-09-2005 alle 17:55. |
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