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#41 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2004
Città: Roma Status:Superutente Messaggi totali:38335 Auto:Fiat Stilo 1.9 MJT Moto:Ducati Sport 900 IE
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LuVi |
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#42 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2000
Città: di origine, di nascita, di residenza, di domicilio, di lavoro: Roma...però nel cuore c'è solo l'INTER!
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#43 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Roma
Messaggi: 661
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scusate ma se a roma non si può scavare nemmeno un tombino senza imbattersi in un reperto archeologico (con conseguente blocco dei lavori) di quale metro stiamo parlando ?
In 20 e più anni siamo solo riusciti ad aprire 4 stazioni nuove della vetusta linea A e mi dite che è solo problema di soldi che non arrivano? O immaginate che ne debbano arrivare una quantità tale che nessun governo potrà mai dare (sapete quanto costa una linea del metro?) o non ci siamo... Un futuro con 20 e più linee (tipo parigi o londra) a roma non è praticabile per molte ragioni dettate dall'urbanistica "ad cazzum", dal sottosuolo etc e proponete come giustificazione per l'aumento delle tariffe di un ladrocinio qual è la sosta a pagamento (perchè di questo si parla) il "mancato aumento delle linee della metro" ??? Si fà di tutto per rallentare la circolazione stradale e si parla di trasporti pubblici?? Sarò un pò all'antica ma credevo che fosse saggio mettere il trasporto pubblico in condizioni di COMPETITIVITA' con quello privato in modo che il cittadino scegliesse quello a lui confacente invece di penalizzare assurdamente e demagogicamente (e stupidamente) quello privato in modo da farlo diventare competitivo a forza...altro che finanziamenti...se non c'è uno straccio di progetto serio non si può lamentare la mancanza di finanziamenti... Come se fossero i soldi a mettere a posto la viabilità...
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I cattivi a volte si riposano, gli imbecilli mai |
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#44 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Città: Roma Caput Trafficus Sesso: Maschile
Messaggi: 9147
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Non si può scavare nel sottosuolo? Benissimo, centro storico (o anello ferroviario) chiuso al traffico sempre, decine di mega-parcheggi per auto con annesse stazioni di tram/autobus al limite della fascia percorribile e via, tutti con i mezzi pubblici. Il fatto è che qui, grazie alla veloce burocrazia italiota, tra la bozza di progetto e l'inizio dei lavori passano come minimo 8 anni.. E nel frattempo le persone aumentano, aumentano, aumentano....
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* Vendo Nintendo Switch 1.1 * Case Sliger SM580 | CPU AMD Ryzen 5900X | Mobo Gigabyte B550I Aorus PRO | VGA Nvidia RTX 4080 Super FE | RAM 32GB G.Skill DDR4 3600MHz CL16 | SDD Sabrent 1TB PCIe 4.0 | PSU Corsair SFX SF750 |
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#45 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Città: Milano Tokyo , purtroppo Utente con le palle fracassate
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Kotoshi mo yoroshiku onegai-itashimasu |
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#46 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 5390
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Nel 2000 sono decaduti molti piani di zona e tantissime ex aree verdi (molte delle quali lo sono anche col NPRG) sono diventate "bianche", ossia aree la cui destinazione d'uso deve essere decisa dal Comune. Bene, miolte di quelle aree si trovano in zone particolarmente appetibili e, poichè non sarebbero, con ogni probabilità, mai diventate edificabili, perchè site in quartieri già sviluppate e destinate a verde attrezzato o servizi, molti costruttori facenti parte della cerchia legata all'estabilishment, approfittando del momento di vacatio legis (creato ad arte, poichè sarebbe bastata una delibera comunale che salvaguardasse da eventuali "abusi" le aree che il NPRG prevede a verde) hanno pensato bene di acquistarle e di richiedere licenze edilizie, prontamente accordate dal IX dipartimento (in alcuni casi in soli tre mesi, altro che anni, come sostiene qualcuno). La totale assenza (fino a qualche giorno fa) di regolamentazione delle aree bianche ha permesso al solerte architeto Febbraro (direttore tecnico del IX dipartimento) e al suo degno compare e "protettore", l'assessore ai lavori pubblici Giancarlo D'Alessandro, di fare il loro comodo. Per fortuna, il 16 novembre 2004, c'è stata, relativamente ad un'area bianca contesa in via Cortina d'Ampezzo, una sentenza del Consiglio di Stato che costituisce un precedente a livello giurisprudenziale molto importante in un settore per nulla regolamentato (chissà perchè di seguito posto l'articolo preso dal Corriere della Sera di venerdì scorso Palazzine illegali, concessione edilizia annullata Cortina d' Ampezzo: la sentenza del Consiglio di Stato conclude sei anni di scontri giudiziari per due costruzioni Il presidente della commissione Lavori pubblici: «Abbiamo sempre cercato di conciliare le esigenze di costruttori e residenti. Ma è stato tutto inutile Ora ci attendiamo che l' Amministrazione dia un indirizzo univoco» Silvio Di Francia, coordinatore della maggioranza capitolina: «Hanno vinto le ragioni dei cittadini. Ora pensiamo all' area verde e all' asilo» Di Gianvito Lavinia Hanno combattuto sei anni e hanno vinto. Sulla battaglia giudiziaria contro le due palazzine di via Roccaraso, a due passi da via Cortina d' Ampezzo, c' è ora il sigillo del Consiglio di Stato. Che conferma l' annullamento della concessione rilasciata all' immobiliare «Nuova Foligno» e boccia il Tar, che aveva comunque consentito alla società di costruire. L' area è una «zona bianca», cioè priva di destinazione urbanistica: è il Comune, sostengono i magistrati amministrativi, che deve decidere cosa farne. La sentenza numero 7488 è stata depositata il 16 novembre. Sono 65 pagine in cui la quinta sezione, relatore il consigliere Cesare Lamberti, ricostruisce l' intera vicenda a partire dal 1998. Appelli principali e incidentali, sospensive, sentenze parziali hanno costellato il lungo iter giudiziario definito nei giorni scorsi a Palazzo Spada. Con l' immobiliare da una parte e il Comune, due associazioni (Cortina Verde e Codacons) e due privati (i signori Lucia La Cava e Alfredo Moschese) dall' altra. Sull' area occupata dalle palazzine, ormai quasi completate, i cittadini avrebbero voluto (e vorrebbero ancora) un piccolo parco e un asilo. Ma il 7 luglio 1998 la «Nuova Foligno» ottiene dal IX dipartimento del Comune la concessione edilizia numero 641/c. È qui che inizia la guerra a colpi di carta da bollo. Infatti, quando nell' autunno dello stesso anno il Campidoglio ci ripensa e sospende i lavori (per poi annullare la licenza nel ' 99), i costruttori ricorrono al Tar. Tra proteste (dei cittadini) e tentativi di accordo (fra il Comune e la «Nuova Foligno») il 2 agosto 2002 la seconda sezione bis del Tar, con la sentenza numero 6902, annulla la concessione, ma stabilisce che l' immobiliare ha «diritto a effettuare interventi di edilizia residenziale nell' area, entro limiti di cubatura inferiori a quelli asseriti» nella licenza. Cioè tra 0,80 e 1,19 metri cubi per metro quadro. Ad aiutare i costruttori è il vecchio piano di zona 67 Acqua Traversa: il programma è scaduto nel ' 69, ma nel 1964 il terreno della società vi era stato inserito come area di espansione edilizia economico-popolare. Il Consiglio di Stato non accetta la decisione del Tar: «La decadenza dello strumento urbanistico attuativo - si legge nella sentenza - non comporta che l' area sia per ciò solo edificabile». Spiegano i magistrati di Palazzo Spada: «Delle possibili argomentazioni prospettabili per le aree inutilizzate (l' una implicante l' applicazione della disciplina delle "zone bianche", l' altra implicante l' applicabilità della disciplina di piano regolatore), erroneamente la sentenza impugnata ha optato per la seconda». Quanto alla possibilità di costruire entro i limiti determinati dal Tar, il Consiglio di Stato afferma: «Siffata operazione non è rimessa alla valutazione del giudice, ma alla discrezionalità dell' amministrazione, che può stabilire l' indice di fabbricabilità anche in ragione di interessi che non siano puramente tecnici». Nessun commento da parte dell' avvocato Federico Mannucci, che assiste l' immobiliare. Soddisfatti, invece, Ds, Verdi e Rifondazione. «Per una volta - dice Silvio Di Francia, capogruppo dei Verdi e coordinatore della maggioranza in Campidoglio - hanno vinto le ragioni dei cittadini. Speriamo che questa sentenza costituisca più di un appiglio per le loro speranze. La nostra volontà, come quella delle associazioni, è stata sempre chiara. Ora però bisogna pensare al dopo, riprendere il progetto dell' area verde e dell' asilo». Giovanni Carapella (Ds), presidente della commissione Lavori pubblici, si augura che la decisione del Consiglio di Stato spinga il sindaco Walter Veltroni «a dare un indirizzo univoco all' amministrazione». Perché non accada più che un ufficio firmi un atto indigesto alla politica. «Fin dall' inizio - ricorda Carapella - abbiamo cercato di spingere per una soluzione che tenesse conto sia degli interessi legittimi dei costruttori sia dei cittadini. Purtroppo non è stato possibile. Ora c' è un caso simile a Colli Aniene. Speriamo che le cose vadano diversamente». Lavinia Di Gianvito Come sai, anche noi ci stiamo battendo per far valere le nostre ragioni in una situazione simile (addirittura meno intricata e, sulla carta, più vantaggiosa per noi, poichè possiamo vantare, tra l'altro, una perizia tecnica che accerta gravi patologie idrogeologiche nell'area in questione e ne sconsiglia vivamente l'edificabilità); il riferimento finale a Colli Aniene è proprio relativo al nostro caso. Ultima modifica di yossarian : 02-12-2004 alle 03:59. |
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ma oggi. la situazione è cambiata. gli scempi sull'appia antica, sulla cassia ci sono ancora però in compenso questa volta le amministrazioni si devono affrettare a buttarle giù prima che rientrino nell'ennesimo condono tombale. certamente rimane sempre qualche furbo più furbo degli altri. Quote:
però, ci sono dei però. se un provvedimento come quello di ieri atto a scoraggiare l'accesso con le auto private nel centro per evitare come anche tu hai riconosciuto, la passeggiata al centro, figurati cosa succederebbe vietando a tutti indiscriminatamente l'accesso in una zona grande come il centro storico di roma. eppure quanto mi scoccia passeggiare a piedi tra i vicoli di trastevere o trevi o monti ed ogni volta non sapere dove passare per le auto parcheggiate e quelle che 'devono' passare in mezzo ai pedoni. per quanto riguarda i progetti è vero ci vogliono anni, troppi ma se mai si comincia mai si finisce. d'altronde non si può pensare di risolvere il traffico di roma con soli autobus e tram a meno di ricorrere a misure drastiche. la metro pesante o leggera, sotterranea o sospesa per le perifierie, sono le soluzioni. basta crederci trovare i soldi e realizzarle. i progetti validi ci sono, ma da soli non bastano: 12/11/2004 Rinvio per la metro 'C' di Roma. Rinvio, da parte del CIPE, dell'approvazione dell'ultima tratta della metropolitana "C" di Roma. L'amministrazione comunale non è, dunque, in grado di sbloccare le risorse- già stanziate- pari a circa un miliardo e mezzo di euro. Secondo l'Assessore alla Mobilità del comune capitolino, Mario Di Carlo, "è assurdo che i tempi di progettazione di un'opera siano doppi rispetto a quelli necessari per la sua realizzazione ", ma considerando che gli amministratori hanno comunque delle responsabilità nei confronti dei cittadini, l'assessore invita il comitato interministeriale a riunirsi al più presto "per dare il via ad un'opera fondamentale per la mobilità della capitale e per la sua economia". (CSM) http://www.radio.rai.it/cciss/view.c...5&Q_TIP_ID=328 Ultima modifica di ALBIZZIE : 02-12-2004 alle 09:15. |
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aggiornamenti:
Il prossimo 22 dicembre Roma si prepara ad ... Il prossimo 22 dicembre Roma si prepara ad inaugurare il nuovo Passante a Nordovest, un’opera interamente finanziata con fondi comunali (i proventi dei Boc). Se vorrà dotarsi di infrastrutture la Capitale dovrà contare d’ora in poi sempre più solo sulle proprie forze. La Finanziaria che sta per essere discussa al Senato non prevede, infatti, neanche per il 2005 fondi destinati alla legge 396 del 1990, l’unica, che a partire dal 1992, ha garantito risorse e consentito di programmare gli investimenti. Cioè il futuro della città. Il sistema misto pubblico privato con il ricorso al project financing non si è dimostrato finora in grado di scardinare burocrazie e lentezze di un meccanismo ancora farriginoso. È ferma al palo anche la Metro C, la terza metropolitana legata alla Legge obiettivo (le opere di interesse nazionale) in attesa che il Cipe si pronunci sull’ultima tratta, la T7. E l’attesa continua. |
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Così la Finanzaria ridisegna la Capitale
Azzerata la legge per le grandi opere. D’Alessandro: tagli per le manutenzioni di scuole e vie di CLAUDIO MARINCOLA Ci risiamo. La Finanziaria che arriva in Senato rischia di lasciare Roma a bocca asciutta. Mai come questa volta il trattamento riservato alla capitale sembra “punitivo”. Dopo 12 anni di onorato servizio la le gge per dotare di risorse la capitale (la 396/90) sta per essere prosciugata. Era l’unica fonte alla quale attingere, un sorta di rimborso a pie’ di lista per risarcire la città per il ruolo istituzionale che svolge. Ai tagli statali che coinvolgono, chi più chi meno, tutti gli altri comuni si sommano le lentezze. E lo scarso coinvolgimento dei privati nei grandi progetti. Risultato: un cantiere pieno di scommesse incompiute. «Nell’arco di vent’anni a Madrid sono state realizzate 7 linee, noi non riusciamo ancora ad ottenere il sì del Cipe per la nostra terza metropolitana», osserva amaro Roberto Morassut. «Il ripristino dei fondi per Roma capitale - continua l’assessore all’Urbanistica - è un atto doveroso. L’azzeramento è una beffa perché arriva proprio ora che con il ministero delle Infrastrutture abbiamo firmato una convenzione per abbattere i tempi e accelerare le procedure per lo stanziamento dei fondi». «I privati? - riprende Morassut - in assenza di finanziamenti il loro ruolo diventerà ancora più centrale». Roma insomma corre lo stesso. Lo dimostrano le statistiche che la danno in crescita. Ma se aspetta che dal cielo piovano fondi a pioggia corre controcorrente. Milano sta realizzando nuovi grattacieli, un nuovo polo fieristico, musei e parchi. Rispetto alla capitale gode di maggiore risorse. Un paradosso. Il dito è stato rimesso nella piaga proprio ieri da un gruppo di senatori romani del centrosinistra che ha presentato una serie di emendamenti per pareggiare i conti o almeno per turare la falla del trasporto pubblico. Il problema sta a cuore anche al centrodestra che deve però fare i conti con i ricatti della Lega. «Posso assicurare che per Roma, come per tutti gli altri comuni d'Italia, quest'anno il bilancio sarà particolarmente difficile - ha commentato l’iniziativa dei suoi alleati il sindaco di Roma, Walter Veltroni - Spero che Gianfranco Fini tenga fede all’impegno garantito alla Camera di sostenere un emendamento a favore del reintegro dei 100 milioni di euro tagliati». «Roma parte da una condizione di finanza locale particolarmente svantaggiosa - è la tesi di Marco Causi, assessore al Bilancio - e deve fare i conti con una Finanziaria peggiore di quella già indigesta che il ministro Siniscalco aveva mandato in Parlamento». In questi giorni Causi sta «lavorando alacremente» per far quadrare i conti (della spesa corrente). «Non toccheremo le tariffe e cercheremo di limitare l’impatto dei tagli sui servizi pubblici», promette Causi. Per stare nel patto di stabilità verrà garantita «attenzione per la manutenzione della città» e l’attuazione degli articoli 11 per la riqualificazione delle periferie. Nota positiva: un miliardo di risorse in più per gli investimenti del prossimo triennio. L’elenco delle cose «che avremmo voluto ma rischiamo di non fare» è lungo. Morassut ne elenca alcune: «Avremmo voluto implementare i fondi per la trasformazione dell’ex Mattatoio; realizzare un nuovo Palazzo dello sport per volley e basket; aprire al traffico la via Gabina nell’VIII Municipio». L’assessore ai Lavori pubblici, Giancarlo D’Alessandro ne aggiunge altre: «Il Tunnel dell’Appia, il sottopasso della Cristoforo Colombo, all’altezza di via Europa, che spezza in due l’Eur. Il primo avremmo voluto realizzarlo in project financing, ma occorrono almeno 200 milioni di capitale pubblico. Per il secondo non ci sono più fondi». Tocca quindi al presidente della Commissione Roma capitale, Luca Nitiffi, aggiornare l’elenco delle opere a rischio se i fondi della 396/90 verranno meno, «l’allargamento della Laurentina e il raddoppio della Tiburtina». I fondi basteranno a stento per l’ordinaria manutenzione: «Avevo previsto - dà un’idea di quanto stringeremo la cinghia D’Alessandro - per strade e scuole un piano da 190 milioni di euro cui accedere tramite un mutuo. Il tetto della Finanziaria ci obbligherà a tagliarlo del 40 per cento». messaggero.it |
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o sono in stato di abbandono o rimangono ferme 5 giorni su 7 e vengono usate solo nel week-end. ma che senso ha? perché non si incentiva il car sharing? senza contare che spesso le macchine sono sui marciapiedi e danno pure fastidio a chi va a piedi... |
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#51 | |
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così inquini di meno e non contribuisci a creare traffico. cmq ormai non si scampa, pure qui (e siamo 16.000 abitanti) le strisce blu a pagamento sono dappertutto. ci si adegua, chi viene da fuori usa il treno oppure parcheggia dove è gratis e si fa un pezzo a piedi. ne guadagnano tutti direi |
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