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Old 16-07-2004, 01:29   #301
von Clausewitz
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Originariamente inviato da cerbert
Capisco che, nella totale disabitudine al confronto, possa anche sembrare strano.
Purtroppo, da che mondo e mondo, se tu con una persona inizi un discorso urlando "Io ho ragione e tu sei una nullità!" (più o meno quello che succede...) otterrai solo un rifiuto.
D'altro canto se ti sforzi a non vomitare riprovazione addosso ad una persona, per quanto stupida possa apparire la sua idea, è probabile che non solo quella persona ti ascolti... ma persino cambi, per progressivi aggiustamenti, il suo modo di fare, limitando i danni.

Guarda il nostro caso, nonostante anni di discussioni più o meno impostate sulla stessa falsariga, ancora non ho perso la speranza...
piccola risposta veloce per ora
guarda non capisco le ragioni per cui ogni tanto vai per iperboli
mi sembra che in generale ragiono senza schematismi mentali ideologici e non, cercando di distinguere per quanto mi è possibile
i fatti dalle opinioni (le mie in questo caso)
e se di una cosa son convinto è perchè mi consta che sia così, premunendomi di non basare le mie tesi sulla sabbia ma su argomentazioni un minimo fondate
e allora mi sembra ovvio che le sostenga sino in fondo
piuttosto parlando per ciò che ti riguarda, ho la più che fondata impressione, che rispetto a certi argomenti, le opinioni altrui, le notizie e i fatti con cui gli altri, magari anche con un po' di fatica, ti rendono edotto di qualcosa di cui non eri a conoscenza o semplicemente sapevi in modo diverso, semplicemente non t'interessano
certi argomenti, certi punti di riferimento, talune certezze, tu neanche li discuti, semplicemente non li prendi neanche in considerazione; fai un monologo e poi ti aspetti, anzi no quasi pretendi che gli altri ti diano ragione e basta, tanto ogni discussione in merito, ogni punto di vista diverso è semplicemente superfluo
dici che è solo un impressione la mia?
sarà, ma è un impressione dettata da una lunga esperienza di anni di discussioni sterili a riguardo di ciò che ho parlato sopra
von Clausewitz è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 16-07-2004, 01:42   #302
von Clausewitz
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Originariamente inviato da ni.jo
a parte che non era una mia proposta ma della vicina Francia, (che è 'sto rumor di capocciate?) la quale a differenza di altri a quanto pare non nasconde la testa sotto la sabbia, (le scuole coraniche ci sono comunque, a carmagnola come a Milano, ma lo stato non ha nessun controllo su chi le gestisce) mi chiedevo semplicemente se fosse o meno un passo nella direzione giusta: visto che alcune scuole possono essere "fonti e foriere d'integralismo"e visto che la fonte principale di "consigli" è l'imam, hanno pensato che avere un controllo dei requisiti dell'imam (moderazione buon senso ecc..) fosse una buona idea.
Constato che a te non piace...la cosa mi pare un punto a favore per tenere d'occhio l'iniziativa...


ah be, se è una proposta proveniente da ambienti francesi, un motivo in più per respingerla
a parte gli scherzi, evidentemente visto il numero molto maggiore di immigrati musulmani (e cmq adesso cittadini francesi), qualcuno avrà anche pensato a soluzioni del genere, ma credo visto l'andazzo assolutamente laicista che in Francia va per la maggiore, che tale proposta sia stata anche rapidamente accantonata
io invece sono fermamente contrario a qualsiasi finanziamento dello stato a qualsiasi scuola confessionale, cattolica, musulmana o induista che sia
la scuola pubblica deve essere aconfessionale e teoricamente aperta a tutti
se poi dei privati vogliono delle scuole su misura del loro credo religioso, beh, come minimo se le finanzino integralmente loro
per fortuna in Italia abbiamo un articolo della costituzione che rende difficile, anzi praticamente impossibile, senza una sua modifica alla lettera, un eventualità del genere
meno male, altrimenti sai che altri buchi nel bilancio statale ci avrebbe lasciato in eredità berlusconi nella sua foga di rincorrere i voti cattolici con il finanziamento alle loro scuole
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Old 16-07-2004, 02:28   #303
fd-82
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L'Avatar di fd-82
 
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Originariamente inviato da Scoperchiatore
Il mondo è cambiato dal 1950. Non possiamo più definire Nazioni come insieme di popoli con la stessa cultura. Il fenomeno delle migrazioni è stato intenso e ora ci troviamo a convivere, soprattutto nei grandi centir, in zone in cui la mescolanza di culture è altissima. A Roma, in metro, si vedono molti più stranieri che italiani.

Pensare di bloccare questo processo da un giorno a un altro è impossibile. Favorire l'integrazione è l'unica strada percorribile.
Se fare delle scuole solo per gli islamici vuol dire favorire l'integrazione... allora, o qualcuno quà è molto contradittorio, o sono io che non capisco la profondità dei suoi pensieri.
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Old 16-07-2004, 03:41   #304
fd-82
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Originariamente inviato da ni.jo
x everyman

dovresti autosospenderti per un pò.
Eh già
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Old 16-07-2004, 03:58   #305
fd-82
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Originariamente inviato da evelon
A parte la precisazione finale direi che non sono d'accordo su molto...

Se la capacità della cultura di rialzare la testa dopo un passaggio di vandali me la chiami "contaminazione positiva" allora ti posso dar ragione altrimenti...

Se proprio vogliamo la "contaminazione" (cosa che cmq dovrebbe decidere scentemente e chiaramente tutto il popolo con sistemi da studiare IMHO) cosa c'è di scandaloso e/o deleterio nel selezionare le "contaminazioni" ?

Prendere (diciamo pure "copiare" ) le migliori cose di un'altra cultura (con le tue parole i "costruttori" ) tralasciando e tenendo "fuori" i "distruttori"...

Semprechè siamo convinti che il "mix" abbia un prodotto finale migliore di quello di partenza.
Nel caso contrario non si fà.

Insomma la possibilità di accettare tutto/i nel nome della fratellanza universale e della equiparazione culturale mi pare una cagata pazzesca come a fantozzi la "corazzata Potyomkyin"

Si potrebbe, più intelligentemente, cercare di "pilotare" il processo in base ai risultati che vogliamo ottenere.
Quoto
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Old 16-07-2004, 06:06   #306
Jo3
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Originariamente inviato da ribbaldone
che poi scusa che senso avrebbe emigrare in arabia saudita e voler imparare l'italiano a scuola, al max si puo' imparare in famiglia o in corsi post scuola, gli italiani immigrati in america di generazione in generazione hanno perso l'uso dell'italiano e di altre particolarità italiche, a vantaggio della piena integrazione, esempi sindaco giuliani, martin scorsese e altri
Magari proprio per tal motivo, invece di apprendere in famiglia dei concetti non apprendibili altrove, tentano di creare delle classi che insegnino questo.

E' solo un idea ovviamente.
__________________

Referenti in Compravendite Ognuno sceglie le cause per cui combattere in base alla propria statura.
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Old 16-07-2004, 10:11   #307
ni.jo
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Originariamente inviato da von Clausewitz

ah be, se è una proposta proveniente da ambienti francesi, un motivo in più per respingerla
a parte gli scherzi, evidentemente visto il numero molto maggiore di immigrati musulmani (e cmq adesso cittadini francesi), qualcuno avrà anche pensato a soluzioni del genere, ma credo visto l'andazzo assolutamente laicista che in Francia va per la maggiore, che tale proposta sia stata anche rapidamente accantonata
io invece sono fermamente contrario a qualsiasi finanziamento dello stato a qualsiasi scuola confessionale, cattolica, musulmana o induista che sia
la scuola pubblica deve essere aconfessionale e teoricamente aperta a tutti
se poi dei privati vogliono delle scuole su misura del loro credo religioso, beh, come minimo se le finanzino integralmente loro
per fortuna in Italia abbiamo un articolo della costituzione che rende difficile, anzi praticamente impossibile, senza una sua modifica alla lettera, un eventualità del genere
meno male, altrimenti sai che altri buchi nel bilancio statale ci avrebbe lasciato in eredità berlusconi nella sua foga di rincorrere i voti cattolici con il finanziamento alle loro scuole
in realtà gi stati finanziano anche le idee più balzane, anche a fondo perduto, in nome di eventuali vantaggi sociali: fermo restando che si tratta di finanziare in parte una scuola (non me ne intendo ma sono certo, pur essendo contrario anch'io come te, che le attuali scuole confessionali abbiano un certo contributo dallo stato) e che la parte deve essere così consistente da permettere al finanziatore una certo potere di cernita.
Il problma della Francia è che la loro costituzione è rigidamente fondata sulla separaione tra laico e religioso, per cui un norma del 1900 vieta allo stato di finanziare le scuole religiose.

http://www.fides.org/ita/news/2004/0406/19_3386.html
Un articolo su un percorso simile, stavolta non in Francia ma in Egitto.
Quote:
In un interessante servizio giornalistico (http://www.feltrinelli.it/SpecialiIn...?id_fatto=1708) pubblicato il 27 giugno 2003 su “la Repubblica” Gabriele Romagnoli racconta come si sta cercando di operare una sorta di rivoluzione silenziosa che dovrebbe cercare di risolvere il problema dei legami tra fondamentalismo islamico e terrorismo.

In sostanza il problema è questo: gli imam mussulmani di mezzo mondo devono ottenere una formazione di livello universitario per poter esercitare la loro missione e possono ottenerla solo nella grande moschea di Azhar del Cairo.
Azhar ha 188mila studenti da 68 Paesi.
Controlla anche 4.000 scuole elementari dove organizza annualmente gare di recitazione a memoria del Corano.

Il governo Egiziano ha deciso di ammodernare i programmi di questa grande Università per evitare che i suoi studenti ne escano convinti che religione e politica sono la stessa cosa, come sembra avvenisse in passato.

“Nei loro corsi di studio,” spiega Romagnoli ”anche qui, le tre "I", ma con una variante: Inglese, Internet e Islam moderato.

Nei sermoni che faranno: più spiritualità, qualche accenno al sociale, nessuna traccia di guerra santa. Ci saranno ispettori per verificarlo, chi sgarra scende dal pulpito.”

Insomma la soluzione anche in questo caso viene cercata nella scuola. Introducendo innovazioni nei progetti educativi su cui vengono formati gli imam si ritiene, a torto o a ragione, di riuscire a modificare anche il corso di fenomeni sociali che hanno la loro sede ben al di fuori di quella particolare istituzione sociale che è la scuola.
Ma questa è un’idea che torna spesso alla ribalta anche da noi. Alla scuola tutti, consapevolmente o inconsapevolmente, assegniamo un ruolo molto importante.

Il direttore responsabile
Luisa Bortolotti
...a quanto pare l'espulsione è la pratica più adottata....

Quote:
Francia espelle imam che invitava
a picchiare mogli infedeli

LIONE, Francia (Reuters) - La Francia oggi ha espulso un imam verso l'Algeria, suo Paese d'origine, perché aveva difeso la lapidazione e la pratica di picchiare le mogli adultere per punirle, come è consentito dal Corano ma vietato dalla legge francese.
Abdelkader Bouziane, 52enne che viveva in Francia dal 1979 e ha 16 figli da due mogli, è stato imbarcato su un volo diretto per Algeri, riferiscono le autorità locali.
L'avvocato di Bouziane non ha presentato appello contro l'improvviso ordine di espulsione emanato ieri dal ministero dell'Interno, dopo che i commenti dell'imam in un'intervista hanno suscitato appelli al governo perché dimostri fermezza nei confronti dei musulmani radicali in Francia.

I cinque milioni di musulmani in Francia - la comunità islamica più grande d'Europa - sono in maggioranza originari del Nord Africa. Le autorità hanno espulso altri quattro imam quest'anno per avere predicato una pratica dell'Islam più rigida che nega i diritti delle donne.
In un'intervista al mensile locale Lyon Mag, Bouziane ha detto che il Corano consente ai mariti di picchiare le loro spose infedeli.
Quote:
Il sogno di un islam europeo

In Francia e nel Regno Unito grandi progetti per far emergere un islam moderato, mentre si cerca di contrastare gli imam estremisti. Ma sia repressione che prevenzione incontrano grossi ostacoli

Maneggiano, non senza contrattempi e controversie, il bastone, ma puntano molto sulla carota che contano di poter prossimamente offrire. I grandi paesi europei hanno finalmente optato per la linea dura contro gli imam radicali, arrestati o espulsi a decine verso i paesi d’origine nelle scorse settimane, ma nello stesso tempo hanno concentrato nuove energie sui progetti di “islam nazionale”, l’araba fenice del discorso politico europeo sull’integrazione degli immigrati di religione musulmana. Persino il Wall Street Journal, abituale portavoce delle critiche americane alle tiepidezze europee in materia di contrasto al radicalismo islamico, esprime compiacimento: «L’Europa fa sul serio coi suoi imam canaglia, finalmente (…). Azioni di polizia efficaci possono combattere questa minaccia in Europa nel breve termine, ma i governi devono pensare creativamente a soluzioni di lungo termine per dare una “faccia europea” alle moschee d’Europa».

Imam cacciati dalla porta rientrano dalla finestra
La cronaca del mese di maggio parrebbe eloquente: Metin Kaplan, predicatore estremista turco noto come “il califfo di Colonia”, notificato di un decreto di estradizione verso la Turchia; Ahmed Ammar, imam a Poznan e dottorando presso la locale università, espulso dalle autorità polacche verso lo Yemen di cui è originario; Abu Hamza Al-Masri, già imam della moschea di Finsbury Park a Londra, arrestato su richiesta degli Stati Uniti con 11 capi di imputazione per cospirazione terroristica; Midhat Güler, responsabile turco di una moschea parigina, sottoposto a procedura di espulsione; Yashar Ali, imam irakeno di Argenteuil (regione di Parigi), arrestato; Abdelkader Bouziane, imam algerino di Venissieux (Francia meridionale), indagato per apologia di reato avendo dichiarato in un’intervista che i mariti hanno diritto, a certe condizioni, di picchiare le mogli, e minacciato di espulsione.
Se però si scava un po’ nelle varie storie, si scopre che il maglio repressivo è molto meno efficace di quanto si potrebbe credere di primo acchito. Da più di un anno le autorità tedesche cercano di estradare Kaplan verso la Turchia, dove è accusato di aver voluto distruggere il mausoleo di Atatürk con un aereo pieno di esplosivo, ma i suoi ricorsi hanno finora sempre avuto successo. Due settimane fa “il califfo di Colonia”, leader di un’organizzazione paramilitare con 1.300 membri sul suolo tedesco, ha coperto di ridicolo i servizi di sicurezza evadendo la loro sorveglianza, rendendosi latitante per cinque giorni, il tempo di depositare e di vedersi accolto un altro ricorso contro l’estradizione. La vicenda ha fatto salire la temperatura del dibattito fra maggioranza rosso-verde e opposizione democristiana sull’eccessivo garantismo delle leggi tedesche in materia di espulsioni e di immigrazione. In Polonia l’università di Poznan e la sezione locale di Amnesty International minacciano di ricorrere alla Corte di Strasburgo se l’espulsione di Ahmed Ammar non verrà debitamente giustificata. In Francia Abdelkader Bouziane, espulso frettolosamente su ordine dell’esuberante ex ministro degli Esteri Dominique de Villepin, passato agli Interni, ha vinto il suo ricorso ed è rientrato tutto sorridente dall’Algeria. In Gran Bretagna hanno scoperto che delle 544 persone arrestate in base alla draconiana legislazione antiterrorismo dopo l’11 settembre solo 6 sono state rinviate a giudizio.

E Villepin si mise la laicità francese sotto i piedi
Sarà forse anche per questi inconvenienti, oltre che per bruciare un po’ di incenso sull’altare del “politicamente corretto”, che in Francia e Regno Unito sono in preparazione ambiziosi piani per conquistare i cuori e le menti dei musulmani che vivono in Europa. Il fiammeggiante Villepin punta soprattutto sulla formazione di nuovi “imam repubblicani”, capaci di trasmettere ai fedeli una visione dell’islam compatibile coi princìpi e le pratiche della laicità alla francese. I suoi progetti comprendono la “formazione continua” degli imam e la creazione di una facoltà teologica islamica parzialmente finanziata dallo Stato, in deroga – udite, udite – alla legge sulla separazione fra Stato e Chiesa del 1905. Il ministro degli Interni ha deciso di perseguire questi obiettivi aggirando le istituzioni create dal suo predecessore, Nicholas Sarkozy, sotto i cui auspici l’anno scorso è stato eletto un Consiglio francese del culto musulmano (Cfcm) che rappresenta tutte le tendenze islamiche presenti in Francia ed è l’interlocutore del governo. Insoddisfatto dell’azione della commissione del Cfcm incaricata della supervisione degli imam, Villepin ha creato un comitato di esperti di cui fanno parte solo due esponenti del Cfcm e che finora si è riunito in sedi non istituzionali. A proposito della formazione degli imam esponenti del comitato fanno correre le parole “riciclaggio” e “rimessa a nuovo”. Chissà cosa ne penseranno i marocchini dell’Fnmf (Federazione nazionale dei musulmani di Francia) e i simpatizzanti dei Fratelli Musulmani dell’Uoif (Unione delle organizzazioni islamiche di Francia), le due associazioni più grandi che avevano accettato di giocare il gioco del Cfcm.
Ambizioni simili e problemi analoghi nel Regno Unito. Il Sunday Times ha reso pubblici estratti di un documento riservato relativo ad un piano di azione governativo chiamato Contest (“lotta”), che mira a promuovere un islam moderato in Gran Bretagna ed è stato steso da Andrew Turnbull su richiesta di Tony Blair. Il piano propone di proibire l’ingresso nel paese a imam estremisti stranieri e di favorire parallelamente il successo di imam moderati che costituirebbero un esempio positivo. Verrebbero organizzati corsi di formazione per una nuova generazione di guide islamiche e finanziati giornali, radio e tivù favorevoli ad un islam moderato. Contemporaneamente sarebbero combattuti più intensamente l’islamofobia e il razzismo, in cambio dell’impegno da parte dei rappresentanti della comunità musulmana di condannare senza equivoci il terrorismo. Il documento opta per una spiegazione sociologica delle derive estremiste nella comunità islamica britannica: i disoccupati (14,5%) sono il triplo della media nazionale e il 46 per cento dei musulmani è privo di qualifiche contro una media nazionale del 36 per cento. Bisogna dunque «occuparsi delle radici del problema, che rimandano alla discriminazione e all’esclusione di cui soffrono numerose comunità musulmane».
Confrontati con la realtà, i programmi di Blair e di Villepin appaiono come minimo velleitari: nel Regno Unito, secondo le ammissioni dello stesso documento riservato, «il numero dei musulmani britannici che sostengono attivamente» Al Qaeda sarebbe già fra le 10 e le 15mila unità (su 1 milione e 600mila islamici). In Francia, dove i musulmani sono 5 milioni, 9 imam francesi su 10 sono nati all’estero e la metà di loro non parla il francese abbastanza bene per tenere le prediche in questa lingua anziché in arabo o simili. Per un islam dal volto europeo la strada è tutta in salita.


di Casadei Rodolfo
(c) 2004 - Editoriale Tempi duri s.r.l.
altro articolo molto interessante
http://www.caffeeuropa.it/pensareeur...boubakeur.html
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Ultima modifica di ni.jo : 16-07-2004 alle 10:36.
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Old 16-07-2004, 11:12   #308
ni.jo
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Scusate se vado ot ma quando ci vuole ci vuole

Vedo che a forza di zuccare contro il muro qualcosa l'hai capita dibattendo con me, quanto riportato nella tua signature è eloquente.

Ciao

P.S. Io lo vado sostenendo dal 94 che le cose stanno così e che il conflitto d'interessi tanto caro alla sx non è altro che uno dei tanti presenti in questo paese e neppure, è noto a tutti, il più pericoloso.
non credo che per anomalia italia voi due intendiate la stessa cosa...

cmq se per la tua equazione vuoi trovare il “terrorismo cristiano” bisogna cercare nelle zone di tensione, come l’Irlanda del nord e la sua guerra civile che ha insanguinato quella bella terra col sangue di centinaia di vittime innocenti; con le dovute proporzioni il nome di Dio, qualunque fosse ma anche il nostro, è sempre stato usato invano dall'irlanda alla Jugoslavia così come da Bush Jr...


Noi italiani al limite possiamo vantare la primogenitura del Kamikaze, come potete leggere nel libro di "RIKIHEI INOGUCHI- TADASHI NAKAJIMA- ROGER PINEAU" Vento Divino, in cui si descrive la formazione di un Reparto di Volontari suicidi nell'Italia del Duce...
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Old 16-07-2004, 11:27   #309
ni.jo
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Infatti se ci fai caso, ho evidenziato che pure il cattolicesimo ha i suoi scheletri nell'armadio ma l'equazione di Andrea mi pareva troppo forzata e non pertinente.

Ciao.

P.S. Sai che considero il comunismo una nobile utopia che tale deve restare per l'inadeguatezza degli uomini e quindi noi vi era ombra di critica nel post ma solo una, IMHO doverosa, precisazione.
Non dovresti interpretare la mia come una risposta piccata
tanto più che per me il comunismo è criticabilissimo, anzi, proprio dalla critica -come per tutte le cose, compreso il cattolicesimo- può venir fuori quel qualcosa di buono (nobile? ...parolona ben strana visto la fine che han fatto i "nobili" a causa sua... )


(non è interessante l'aneddoto dei kamikaze?sono certo che a cercare nella storia altri esempi salterebbero fuori!)
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Ultima modifica di ni.jo : 16-07-2004 alle 11:30.
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Old 16-07-2004, 11:44   #310
ni.jo
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WARNING!/MESSAGGIO completamente fuori dal topic!

Quote:
Originariamente inviato da Proteus
Dimenticavo, quando qualcuno comincia ad invocare il nome di DIO a copertura delle sue azioni mi assalgono tutti i peggiori dubbi immaginabili ed oltre. Non posso dimenticare che sulle cinture che i soldati tedeschi indossavano durante la IIWW stava scritto "DIO è con noi" o che in nome di DIO si sono, in passato, consumate nefandezze ignobili ed indegne da appartenenti, forse indegnamente o forse è proprio l'uomo ad essere così, al genere umano.

Ciao
A tal proposito (Hitler e Dio) ho vuto un interessante discussione in una birreria irlandese con due amici: uno un intelligentissimo omossessuale appassionato di occultismo e l'altro un simpaticissmo fricchettone appassionato di medicina olistica e cinese.
Tra i fumi dell'ottima Murphy nera ci siamo adentrati nella visione della II guerra dal punto di vista magico-esoterico: la tesi più "interessante" era che Hitler fosse in gara contro lo stesso Dio per fare quello che a lui non era riuscito: cancellare un popolo dalla faccia della terra oppure dimostrare che non poteva proteggere un suo popolo, attingendo a piene mani nella magia nera e negli amuleti (nota la sua passione per i miti e il suo circondarsi da pseudo-occultisti).
Secondo questa fantasia ci sarebbe stato in inghilterra un concilio di "stregoni" in una città fondata e poi cancellata all'uopo, per riunire le forze contro questo "mago nero".

Interessante...oddìo, senza tutte le stout che ci siamo scolati forse non così tanto... :eheh:

/fine o.t.
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Old 16-07-2004, 11:47   #311
Bitis
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Originariamente inviato da ni.jo
Noi italiani al limite possiamo vantare la primogenitura del Kamikaze, come potete leggere nel libro di "RIKIHEI INOGUCHI- TADASHI NAKAJIMA- ROGER PINEAU" Vento Divino, in cui si descrive la formazione di un Reparto di Volontari suicidi nell'Italia del Duce...
Ciao, ni.jo.
mi permetto di dissentire su ciò che hai scritto sulla primogenitura italiana dei kamikaze.
Ho appena terminato di leggere il libro "La mia vita è un'arma - Storia e psicologia del terrorismo suicida" di Reuter, nel quale l'autore identifica chiaramente nella corrente islamica sciita la nascita di quella particolare forma di lotta che prevede l'utilizzo di attacchi suicidi.

Ciao
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Nella vita, le avversità ci colpiscono quando c'è rinuncia. (G. Funakoshi)
Donate il sangue. Non importa dove, fatelo !
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Old 16-07-2004, 12:00   #312
ni.jo
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Originariamente inviato da Bitis
Ciao, ni.jo.
mi permetto di dissentire su ciò che hai scritto sulla primogenitura italiana dei kamikaze.
Ho appena terminato di leggere il libro "La mia vita è un'arma - Storia e psicologia del terrorismo suicida" di Reuter, nel quale l'autore identifica chiaramente nella corrente islamica sciita la nascita di quella particolare forma di lotta che prevede l'utilizzo di attacchi suicidi.

Ciao
in effetti l'aspetto "interiore" e i fini sono differenti, ma il concetto di attaccare l'avversario anche a costo della vita non è esclusivo dell'islam: ci sono casi definiti "eroici" di aviatori italiani che, finite le munizioni, si sono lanciati con l'aereo sull'avversario anche nela 1a guerra...ma risalendo su per la storia, un uomo che si lancia contro la forza nemica sovverchiante senza nessuna possibilità di vittoria si perde probabilmente nella notte dei tempi, all'inizio delle guerre...non ho letto il libro, ma non vedo come possa dimostrare altro se non uno specifica e volontaria immedesimazione di questo metodo di lotta dei terroristi...
magari se leggessi il libro sarebbe più chiaro...
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Old 16-07-2004, 12:57   #313
Bitis
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in effetti l'aspetto "interiore" e i fini sono differenti, ma il concetto di attaccare l'avversario anche a costo della vita non è esclusivo dell'islam: ci sono casi definiti "eroici" di aviatori italiani che, finite le munizioni, si sono lanciati con l'aereo sull'avversario anche nela 1a guerra...ma risalendo su per la storia, un uomo che si lancia contro la forza nemica sovverchiante senza nessuna possibilità di vittoria si perde probabilmente nella notte dei tempi, all'inizio delle guerre...non ho letto il libro, ma non vedo come possa dimostrare altro se non uno specifica e volontaria immedesimazione di questo metodo di lotta dei terroristi...
magari se leggessi il libro sarebbe più chiaro...
Il libro è piuttosto ben fatto. Vado a memoria e quindi sarò impreciso (sai l'età avanza....) comunque l'autore si riferiscea un episodio avvenuto qualche centinaio d'anni dopo la nascita di Cristo nel quale il profeta Hussein insieme ad alcuni suio seguaci decide di immolarsi contro il nemico (sunnita) pur sapendo di non avere possibilità alcuna di scamparla.
E' importante che tu sappia che quello che per noi è un episodio, per gli sciiti è un evento focale della loro fede che viene studiato ancora oggi nelle scuole e che molti anni dopo Khomeini ha sfruttato nella guerra tra Iran e Iraq e che ancora più tardi è stato ripreso dagli Hezbollah in Libano.....ma qui mi sto dilungando un pochino.
Poi come giustamente accennavi tu, in ogni conflitto si possono identificare episodi di questo tipo.

Ciao.
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