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#21 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2008
Messaggi: 12062
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Quel commento è la dimostrazione che ci sono cittadini europei che non capiscono nemmeno come funziona una riunione di condominio, figuriamoci un sistema politico complesso come quello europeo. Magari capissero la metà a livello di istituzioni pubbliche e europee di uno studente di scienze politiche del primo anno... Banalmente come accade sempre in trattative complesse ( e una discussione sul futuro industriale di un continente come quello europeo che include 27 paesi con partner internazionali e vincoli correlati decisamente lo è) ci saranno stati dei veti incrociati e pur di avanzare hanno stralciato quello su cui non si riusciva in quella sede a trovare una accordo, che è la prassi quando si tratta di accordi tra paesi dove si devono prendere accordi comuni. L'UE opera su due binari decisionali: la maggioranza qualificata, che permette di avanzare anche con opposizioni minoritarie, e l'unanimità, che garantisce il diritto di veto a qualsiasi Stato membro Per le politiche industriali strategiche (dove gli interessi nazionali divergono di più) si tende a scivolare verso l'unanimità, consegnando di fatto il potere di blocco ai Paesi più riottosi. Il risultato è che chi vuole meno ottiene più peso di chi vuole di più. Il male dell'EU quando si tratta di politica industriale è la rinazionalizzazione, cioè della tendenza di ogni Stato a difendere i propri campioni nazionali, portando a compromessi che svuotano l'ambizione iniziale di progetti unitari. Il fatto che progetti del genere nascano ambiziosi ma poi perdano pezzi importanti durante il processo legislativo, denunciano il solito problema: la mancanza di una unità politica più forte in Europa. E' la mancanza d'integrazione europea il problema, non il contrario. Il che è paradossale perchè si riporta sempre il problema del funzionamento dell' EU a dinamiche interne alla commissione o al parlamento, che vengono dipinte come istituzioni autocratiche, quando poi il vero problema sono gli stati nazionali che hanno tutto l'interesse a usare "Bruxelles" come alibi quando una politica europea fallisce o viene annacquata e rivendicare come conquista nazionale quando ha successo. Ma chi è che fa fallire le trattative? Chi è che siede e discute questi provvedimenti se non i singoli paesi? Eppure la vulgata è sempre quelal di prendersela con l'EU come se fosse un organismo statale dotato di autonomia politica, il che è ridicolo ma è proprio di chi non capisce nemmeno come funziona un'assemblea di condominio. E' un po' come prendersela con l'amministratore del condominio perché i condomini non hanno approvato la ristrutturazione del tetto. Eh! ma si poteva fare di più, perchè non si fatta anche il cappotto? WTF! Le dinamiche, spesso fallimentari, sono proprio la dimostrazione plastica che un sistema europeo intergovernativo / sovranista come è quello attuale non funziona. Perchè l'EU, nonsotante le apparenze è più di un’organizzazione internazionale con qualche elemento proprio di uno stato federale. Le dinamiche che si vedono, e che spesso sono fallimentari, sono proprie degli accordi intergovernativi tra stati indipendenti.
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Discutere con certe persone è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi essere anche il campione del mondo ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito come se avesse vinto lui [cit.] Ultima modifica di azi_muth : 13-03-2026 alle 19:21. |
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#22 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2007
Messaggi: 6868
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E come disse Peppone appena svegliatosi in Parlamento, "Fasciiisti!!!" |
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#23 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Messaggi: 6902
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