Stop alle app pesanti: Android 17 Beta 4 introduce limiti per la RAM e controlli hardware

Stop alle app pesanti: Android 17 Beta 4 introduce limiti per la RAM e controlli hardware

Google rilascia la quarta e ultima beta di Android 17 focalizzandosi su stabilità di sistema e la gestione delle risorse. Tra le novità spiccano i limiti hardware per la memoria RAM e l'integrazione di algoritmi crittografici post-quantistici

di pubblicata il , alle 11:41 nel canale Telefonia
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Google ha rilasciato la quarta e ultima beta di Android 17, segnando il passaggio cruciale verso la "Platform Stability" prevista per il lancio pubblico di giugno. Questa release introduce un cambio fondamentale nella gestione delle risorse di sistema, al fine di trasformare Android in un ambiente operativo più deterministico, dove i confini sull'utilizzo delle risorse hardware sono stabiliti dal sistema stesso e non più lasciati alla discrezione, spesso fallace, degli sviluppatori software.

La novità si basa sull'implementazione di limiti di memoria RAM rigorosi, applicati direttamente a livello hardware. Per supportare questa struttura, Google ha introdotto un servizio di rilevamento delle anomalie che monitora costantemente il comportamento dei processi in esecuzione. Se un'applicazione supera le baseline di memoria stabilite dal sistema per quel determinato dispositivo, il sistema operativo interviene attivamente terminando il processo. Questa misura drastica mira a risolvere alla radice il problema delle app "bloated" o scritte in modo inefficiente che, saturando la memoria volatile, causano latenze e instabilità nell'intera interfaccia utente.

Android 17 Beta 4: la stabilità passa per il controllo hardware

Un altro pilastro fondamentale di Android 17 Beta 4 riguarda l'ecosistema dei dispositivi a grande schermo. Google ha deciso di porre fine alla possibilità di opt-out per le restrizioni di ridimensionamento e i vincoli di orientamento. Fino a oggi, molti sviluppatori potevano scegliere di non supportare le variazioni di aspect ratio, offrendo un'esperienza d'uso mediocre su tablet e smartphone pieghevoli. Con la nuova versione, tutte le applicazioni saranno forzate a supportare la modalità ridimensionabile. Gli sviluppatori sono ora chiamati a un adeguamento tecnico immediato, poiché la Beta 4 rappresenta l'ultima finestra utile per i test prima della distribuzione globale.

Sul fronte della sicurezza, Android 17 introduce restrizioni significative per quanto riguarda l'accesso alla rete locale. Se in precedenza questa connettività era spesso concessa in modo permissivo, ora il sistema la blocca per impostazione predefinita. Gli sviluppatori dovranno richiedere autorizzazioni esplicite e giustificare la necessità di una connettività persistente, favorendo l'adozione di "picker" che preservano la privacy degli utenti e riducono drasticamente le finestre temporali per la raccolta di dati in background.

L'aggiornamento guarda però anche a un orizzonte temporale molto più distante. Android 17 integra infatti nell'Android Keystore l'algoritmo ML-DSA (Module-Lattice-Based Digital Signature Algorithm), uno standard NIST per la crittografia post-quantistica. Sebbene allo stato attuale questa tecnologia non offra vantaggi tangibili (i computer quantistici capaci di violare gli attuali standard crittografici non sono ancora una realtà commerciale), l'integrazione prepara i dispositivi per le minacce del prossimo decennio. Google gioca d'anticipo per garantire che l'infrastruttura di sicurezza di Android sia pronta per gli anni 2030, rendendo le firme digitali del sistema immuni alla futura potenza di calcolo quantistica.

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