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#1061 | |
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Fu utile per ripartire dopo il blackout del 2003. Inoltre moltre centrali idroelettriche possono pompare acqua nei bacini quando la richiesta è bassa. Purtroppo l'idroelettrico è quasi interamente sfruttato. Il difetto più grave è la pericolosità dato che le tragedie industriali più grosse sono state causate dall'idroelettrico con l'eccezione di Bhopal. |
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#1062 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2006
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l'energia che può essere recuperata dalle fonti rinnovabili varia, nell'arco della giornata, in funzione dell'evoluzione dei fenomeni naturali, ed allo stato attuale non può essere immagazzinata in modo efficiente per cui va immessa in rete al momento della produzione, questo comporta che l'erogazione dell'impianto non può essere fatta variare in funzione dell'assorbimento della rete elettrica. Inoltre trasferire corrente ha un costo in termini monetari e di efficienza, per cui anche movimentare quest'ultima ha dei limiti, vale a dire che non puoi prendere corrente da qualsiasi punto del globo, ma solo da una regione ragionevolmente vicina da quella di destinazione. Da questo segue che per gestire la rete serve anche una sorgente che sia regolabile e che riesca a farsi carico dell'intera rete anche in assenza ( totale o parziale ) delle fonti rinnovabili. Spero che su questo tu sia d'accordo. Stando così le cose, l'unica conclusione ovvia è che non puoi soppiantare integralmente le fonti non rinnovabili, perché altrimenti la rete elettrica non è in grado di far fronte alle richieste dell'utenza. Attualmente le fonti non rinnovabili sono: nucleare da fissione, petrolio, carbone, gas, mentre le fusioni, sia calda che fredda, sono ancora di la da venire. Queste hanno dei problemi, che non sono assolutamente di secondo piano rispetto ai problemi che determina il nucleare. Volendo fare un parallelo col nucleare abbiamo due tipi di disastro, quello da incidente, e quello da "scorie". Per il problema da incidente, il settore petrolifero non è sicuramente secondo al nucleare, il disastro del golfo del messico dell'anno scorso segue un disastro omologo sempre nella stessa regione, avvenuto 30 anni prima, ma la lista è molto più lunga: http://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_petrolifero Se vogliamo c'è anche il problema della cattiva gestione: http://www.ecowiki.it/report-rai-sul...n-nigeria.html Poi c'è il problema "scorie": Le centrali a gas, carbone e petrolio generano co2 nel corso del normale funzionamento. Questo "difettuccio" combinato con le esigenze energetiche dei paesi in via di sviluppo, ha portato alla formazione di una nube di gas che dalla cina si è fatta il giro del globo rilasciando porcherie qua e la. Come la nube di chernobyl ma senza l'incidente, verrebbe da dire. Questo ha portato all'esigenza di "catturare" la co2, ovvero di stoccarla come si fa con le scorie nucleari, e qui arrivano i problemi. Vediamo quali: la co2 è un composto stabile, resta uguale a se stessa nei secoli dei secoli, se non vuoi immetterla nell'ambiente devi chiuderla da qualche parte, per quanto tempo? per l'eternità, che non sono dieci mila , cento mila, o un milione di anni, è proprio l'eternità, nel senso più letterale del termine. Come fai ad immagazzinarla? Quanto costerà? Non è dato saperlo. La soluzione più gettonata sembrerebbe quella di pompare la co2 dentro un giacimento petrolifero esausto, il problema è che attualmente non riusciamo a gestire solidi e liquidi, come pensiamo di gestire un gas? il rischio che si prospetta è che se la co2 filtra per qualsivoglia ragione si forma una coltre di co2 che soffoca tutti i presenti attorno al deposito su un'area di chilometri, un precedente risale all'86, ma probabilmente è passato sotto silenzio per via di chernobyl... http://it.wikipedia.org/wiki/Lago_Nyos la statistica d'altra parte ci insegna, che se un evento raro ha poche possibilità di avvenire in un arco di tempo finito, se l'arco di tempo è infinito avviene sicuramente. e non è che tra 100 mila anni puoi aprire il deposito sperando che la co2 si sia trasformata in qualcos'altro. Per converso le scorie nucleari possono essere bruciate, quindi i tempi biblici 10 mila anni e via dicendo, non sono necessariamente un dato attendibile. Per metterla in estrema sintesi, tra nucleare gas petrolio e carbone, il nucleare è la fonte meno peggio. |
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#1063 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
Città: Reggio Calabria -> London
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Hanno solo evacuato quasi 3000 km^2. sciocchezzuole.. Non oso pensare cosa sarebbe dovuto accadere allora per farti dire che e' successo un disastro se dopo tutto questo pandemonio che la pone al massimo livello della scala degli incidenti nucleari, al pari di chernobyl, vieni a dire che la centrale ha resistito....
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#1064 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
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Spazio occupato = 0. Per le centrali e' ovviamente meglio ad oggi il solare termico.
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#1065 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
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l'evacuazione permanente (o comunque MOLTO prolungata negli anni) di quasi 3000 km^2 non sara' mai la meno peggio. Avessero investito nella fusione nucleare un decimo di tutti i soldi gettati nella ricerca sulla fissione, molto probabilmente ad oggi saremmo MOLTO piu' vicini ad una sua applicazione pratica. L'uomo puo' fare praticamente tutto se vuole. Ricordo che nel 1969 e' arrivato sulla luna, cosa che non era mai stata pensata essere possibile. Basta avere il necessario finanziamento, come il fiume di denaro usato dagli US per vincere la corsa per la conquista dello spazio.
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#1066 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2006
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( trascuro ovviamente il contributo alla produzione di co2 e di polveri sottili ) non mi pare che l'approccio fideistico/ideologico al problema porti molto lontano però... Ultima modifica di hibone : 16-04-2011 alle 17:50. |
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#1067 |
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Senior Member
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Ultima modifica di keroro.90 : 04-08-2012 alle 17:47. |
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#1068 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
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Discorso diverso rispetto a scorie radioattive che vanno stoccate in un posto sicuro per milioni di anni e ai terreni contaminati intorno ad una centrale in caso di incidente, si veda chernobyl che ancora dopo 30 anni e' radioattiva.
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#1069 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
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avrebbero dovuti lasciarli li' allora, tanto e' tutta salute, e' come farsi una TAC... gia' in alcuni punti a 40 km dalla centrale sono state rilevate radiazioni al di sopra della soglia di pericolosita' fissata per legge. E gli americani infatti da subito hanno avvertito tutti i loro cittadini di non stare a meno di 100km da fukushima. quanto alla comparazione con chernobyl per quanto ne sappiamo in realta' fukushima potrebbe addirittura superarla alla fine come quantita' di radiazioni emesse e quanto al meltdown solo tu stai dicendo che non e' avvenuto, mentre e' ormai accertato che sia avvenuto in ben DUE reattori. Come gravita' dell'incidente si sapeva gia' il mese scorso che era allo stesso livello della scala di chernobyl, le autorita' giapponesi hanno pero' insabbiato tutto dandogli un semplice "livello 5" per non scatenare il panico. http://www.irishtimes.com/newspaper/...294728753.html Quote:
Per me tutti questi costi DEVONO essere considerati, altrimenti la stima fatta e' assolutamente parziale ed errata.
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#1070 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2006
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http://www.wwf.it/UserFiles/File/New...%20messico.pdf allo stesso modo ho ragione di credere che la co2 non si riassorbe se non in tempi dell'ordine delle ere geologiche, tant'è che si è ritenuto necessario limitarne le emissioni anche ricorrendo alla "cattura" Ultima modifica di hibone : 16-04-2011 alle 19:04. |
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#1071 | ||
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Moderatrice
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Nell'articolo che hai postato leggo che si parla delle unità 1 e 3, ma la 2 era quella messa peggio, l'unica per la quale alla voce "core and fuel integrity" era stata apposta l'etichetta "severe damage". Quindi, supponendo che le parole di Mr Sawada siano state esattamente quelle lì, mi sembra ragionevole interpretare che anche le unità 1 e 3, oltre alla 2 della quale si sapeva già, hanno subito danni estesi al nocciolo. Sulla gravità dell'incidente e quanto si potesse sapere (o meglio, intuire e dedurre da quei pochi dati che si conoscevano), tutto quello che posso dire è che il mio primo pensiero è stato "brutta faccenda, è almeno un livello 5 moltiplicato per tre unità" (ancora non avevo avuto notizia della piscina). Poi erano arrivate le smentite, la classificazione a livello 4 e boh, sembrava essere andata fin troppo bene, praticamente un miracolo... sensazione che ha espresso benissimo un mio vecchio prof in un'intervista che hanno postato nell'altro thread, dicendo che se davvero fosse andata così bene avremmo dovuto accendere un cero alla Consolata, che è una chiesa che abbiamo a Torino, famosa per le grazie ricevute e gli ex voto raccolti in un'apposita galleria. Le perplessità poi aumentavano leggendo gli sviluppi, per quanto le notizie fossero avare di dati precisi, tant'è che da un certo punto in poi penso di avere scritto abbastanza esplicitamente, nell'altra discussione, che per me la situazione era di livello 6. Fin qui comunque non è che si sapesse, più che altro si immaginava...infine credo che la sia la comunità internazionale che quella scientifica abbiano iniziato a fare decise pressioni su quelli che sapevano davvero (TEPCO, il governo giapponese, chi aveva tutti i dati sulla scrivania insomma) ed è saltata fuori questa cosa del livello 7 e almeno abbiamo saputo tutti...dopo un mese però, mentre ai tempi dell'URSS e di Chernobyl dopo una settimana scarsa si disponeva di notizie molto complete.
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«Il dolore guida le persone a distanze straordinarie» (W. Bishop, Fringe)
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#1072 | |
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#1073 |
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Ultima modifica di keroro.90 : 04-08-2012 alle 17:48. |
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#1074 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2006
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la iaea non dovrebbe anche supervisionare gli impianti nucleari dei vari paesi?
o mi sbaglio? |
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#1075 | |
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Senior Member
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#1076 | |
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Per quanto riguarda la sicurezza, da wiki: Difetti di concezione degli apparati di controllo e sicurezza Il 2 novembre 2009 le Autorità di Sicurezza Nucleare francese (ASN), inglese (HSE/ND) e finlandese (STUK) hanno riscontrato congiuntamente difetti di progettazione nei sistemi di controllo. È infatti stato rilevato che i sistemi di controllo e di emergenza del reattore non rispettano il principio di indipendenza cioè non sono sufficientemente indipendenti l'uno all'altro. Poiché i sistemi d'emergenza hanno lo scopo di garantire la sicurezza nel caso in cui i sistemi di controllo falliscano o abbiano dei guasti, è evidente che il problema è piuttosto grave e necessita -a detta delle tre Autorità- di risposte tecniche da parte dei gestori e dei progettisti al fine di "attenuare la perdita dei sistemi di sicurezza" (queste la parole esatte usate nel comunicato) in caso di malfunzionamenti ai sistemi di controllo del reattore. Rischio di esplosioni di vapore ed espulsione delle barre di controllo L'Électricité de France, nel "Rapporto preliminare di sicurezza" relativo al costruendo reattore di Flamanville 3, ha rilevato gravi rischi in merito a repentine escursioni di potenza con il rischio di crisi di ebollizione, esplosioni di vapore (in grado di danneggiare seriamente il reattore e le barriere di contenimento) ed altresì il rischio di espulsione violenta delle barre di controllo. Considerato che le barre di controllo hanno la funzione di regolare la potenza del reattore e/o spegnerlo in caso di necessità, la gravità del problema è palese. Poiché si ravvisavano "superamenti significativi dei criteri [di sicurezza]", sono stati proposti da Areva degli interventi correttivi alle barre di controllo per mitigare (ma non rimuovere) il rischio di questa tipologia di incidente, ma tuttavia persistono margini molto ristretti per l'esercizio in sicurezza dell'impianto in quanto la problematica è intrinseca al design del reattore EPR (e dei precedenti N4) ed alla modalità di esercizio prevista; inoltre le modifiche apportate rendono più problematica la gestione di altre tipologie di incidente.[12] È stata fatta una controvalutazione sull'argomento ad opera di Dominique Vignon (ex presidente di Areva) e da Hervé Nifenecker, che hanno firmato congiuntamente un documento in merito. Scorie maggiormente pericolose Come ogni centrale nucleare, anche gli EPR producono scorie radioattive estremamente pericolose e di cui a tutt'oggi non si sa esattamente che destinazione dare. In questo ambito infatti, i cosiddetti "reattori di terza generazione" non apportano alcun sostanziale beneficio. Al contrario, il maggior "bruciamento" del combustibile in questi reattori impatta negativamente sulla produzione di radionuclidi nelle scorie e sulla emissione di calore residuo, rendendo significativamente più problematica la loro gestione. In breve, si ha un peggioramento per quanto riguarda la produzione di rifiuti radioattivi per unità di combustibile iniziale, problema però compensato (almeno in parte) dalla minore quantità di combustibile necessario, proprio grazie al migliore sfruttamento. Il maggior tasso di bruciamento va anche visto come metodo per il prolungamento del tempo intercorso fra uno spegnimento e l'altro per la sostituzione del combustibile e per la maggior percentuale del plutonio 240 nel combustibile, rendendolo così più difficilmente impiegabile in armi atomiche. Tale problematica è evidenziata nel recente studio ambientale della società POSIVA, incaricata di gestire le scorie del costruendo reattore EPR di Olkiluoto (Finlandia). Si evidenzia come questa tipologia di reattore abbia una produzione di Iodio-129 superiore a quella di reattori PWR tradizionali; ciò pone problemi molto seri in quanto tale isotopo dello Iodio ha una emivita di 16 milioni di anni e rimane pericoloso per circa 160 milioni di anni.
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#1077 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 1999
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"Scenario alternativo --> Scenario con fonti rinnovabili al massimo del potenziale raggiungibile al 2030" conoscono già il potenziale della singola teconologia rinnovabile da qui a 20 anni? Un inizio della produzione nucleare nel 2026, pur volendo essere ottimisti, allo stato attuale è poco credibile ">14.000 anni-reattore di funzionamento con 1 incidente con morti (Chernobyl), oggi irripetibile" "Il nucleare deve essere una “scelta Paese” Condizioni necessarie: • Quadro normativo e autorizzativo chiaro e certo • Istituzioni efficienti e credibili • Industria nazionale “pronta” • Sinergie tra gli attori rilevanti (ricerca, industria, finanza, politica) • Consenso e condivisione dell’opinione pubblica"
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#1078 | |
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MARCO SIMONCELLI#58 |
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#1079 | ||||
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Senior Member
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E visto che sei cosi' convinto, mi diresti anche da dove saltano fuori quegli elementi che si sarebbero potuti produrre solo in caso di fusione del nocciolo e che sono stati rivelati nell'ambiente esterno? Quote:
dopo tutte le decine di TERAbecquerel che sono fuoriuscite vorrei anche vedere se solo provassi a negare una cosa del genere. ![]() Quote:
Una mia amica era a tokyo, a 160 km da fukushima e se ne e' scappata a casa e tra l'altro sta rischiando pure il licenziamento dato che il suo capo vuole per forza farla tornare in giappone. E lei penso che le conosca MOOOLTO ma molto meglio di noi altri cosa significhino certe cose dato che e' bielorussa e si e' anche beccata in pieno il casino di chernobyl. E i giapponesi stanno addirittura considerando di spostare la capitale da tokyo ad osaka.... http://www.novinite.com/view_news.php?id=127294 vai tu a rassicurarli visto che sai perfettamente che la quantita' di radiazioni e' assolutamente safe per tutti.... Quote:
fatto sta che ad oggi secondo me i costi relativi alle centrali nucleari sono TOTALMENTE sottostimati. basta un evento del genere ogni 50 anni per sballare completamente le stime. E da chernobyl ancora non sono passati nemmeno 30 anni. Quanto al livello 7 se volevano farlo per ricevere gli aiuti mi chiedo perche' non l'abbiano messo prima quando TUTTO IL RESTO DEL MONDO che aveva mandato i propri tecnici nucleari li' sosteneva che era di livello 7 e solo loro sostenevano che era di livello 5. Ma vedo che non ti bastano nemmeno le parole UFFICIALI del governo giapponese che hanno ammesso di avere insabbiato il tutto per non scatenare il panico. Falle leggere al tuo professore quelle ammissioni che ho linkato, magari si rende conto che forse le cose non stanno proprio come sostiene.
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#1080 | |||||||
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![]() Fra i 54 PWR ci sono i quattro EPR di Areva e altrettanti AP1000 (la soluzione PWR GenIII+ di Westinghouse) in Cina. Quote:
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Nell'articolo che hai postato leggo che si parla delle unità 1 e 3, ma la 2 era quella messa peggio, l'unica per la quale alla voce "core and fuel integrity" era stata apposta l'etichetta "severe damage". Quindi, supponendo che le parole di Mr Sawada siano state esattamente quelle lì, mi sembra ragionevole interpretare che anche le unità 1 e 3, oltre alla 2 della quale si sapeva già, hanno subito danni estesi al nocciolo.
sensazione che ha espresso benissimo un mio vecchio prof in un'intervista che hanno postato nell'altro thread, dicendo che se davvero fosse andata così bene avremmo dovuto accendere un cero alla Consolata, che è una chiesa che abbiamo a Torino, famosa per le grazie ricevute e gli ex voto raccolti in un'apposita galleria. Le perplessità poi aumentavano leggendo gli sviluppi, per quanto le notizie fossero avare di dati precisi, tant'è che da un certo punto in poi penso di avere scritto abbastanza esplicitamente, nell'altra discussione, che per me la situazione era di livello 6. Fin qui comunque non è che si sapesse, più che altro si immaginava...infine credo che la sia la comunità internazionale che quella scientifica abbiano iniziato a fare decise pressioni su quelli che sapevano davvero (TEPCO, il governo giapponese, chi aveva tutti i dati sulla scrivania insomma) ed è saltata fuori questa cosa del livello 7 e almeno abbiamo saputo tutti...dopo un mese però, mentre ai tempi dell'URSS e di Chernobyl dopo una settimana scarsa si disponeva di notizie molto complete.










