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Old 24-05-2010, 00:03   #81
barzi
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Non sento la recessità di università che tollerano feste organizzate con l'unico scopo di stuprare le ragazze,
Dove? Quando? Fonti?
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Old 24-05-2010, 00:05   #82
barzi
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Io faccio l'università, il prossimo anno vado fuori corso e ho dato solo 4 esami su 12. Non ho avuto ottime basi alle superiori, matematica alle superiori per 2 anni s'è fatta male e poco, colpa dell'insegnante incapace "ma che non potevano spostarla", fisica non s'è mai fatta concretamente.

All'università ci sono tante cose che non funzionano, primo fra tutti l'orario delle lezioni che è qualcosa di assurdo da noi (parlo di ingegneria), le lezioni possono essere anche 7 ore di fila con 1 ora per mangiare di volata un panino e racimolare le energie per tutto il giorno, oppure un po' la mattina e un po' il pomeriggio con dei buchi di parecchie ore dove o si studia (di certo non lo si fà bene) o si và un po' in giro senza una meta per scaricarsi. Tempo libero non c'è, non xkè c'è da studiare ma xkè si perde tutto tra: buchi, treno, coincidenze, sonno. Il tempo per studiare è davvero poco.

Questo dovrebbe far riflettere, xkè chi proviene da scuole come liceo scientifico\tecnologico ad esempio fisica la passano senza problemi, non xkè la studiano ma xkè la sanno! Il tempo per lo studio è prezioso e scarso, non si può studiare tutto, ma si cerca di concentrarci su quello che sappiamo meglio, lasciando agli appelli successivi ciò che ci resta in coda.

La fine è che non facciamo attempo a completare gli esami per rimanere "in corso". La situazione è assai peggiore di quanto dicono le statistiche. Manca il tempo, il riposo e il relax per studiare al meglio, e poi un posto dove mangiare in modo sano (la mensa è un abbeveratoio, piena, con cibo strano e indigesto).

Lasciamo perdere gli insegnanti, pochi sono bravissimi, delle ottime persone sia come insegnanti che come "amici", ma la maggiorparte non si discosta molto dalle "personalità" di quelli delle superiori. Ma il male, come detto, non sono i professori...quando hai un libro e gli appunti per studiare, con internet è già anche troppo per cavarsela!

Un'altra cosa che non và è la propedeuticità degli esami, io non posso dare gli esami che mi pare quando sarei pronto. No devo darli secondo un preciso ordine. Questa è una cosa davvero demoralizzante, xkè poi uno si scorda le cose che non ripassa, xkè non c'è tempo e xkè deve stare dietro ai nuovi corsi, e quindi finisce per bocciare l'esame che magari 3 o 4 mesi prima avrebbe passato.

Altra nota dolente è che ci sono troppi corsi, e corsi che prima erano unici sono stati divisi, MATEMATICA viene splittata in geometria e algebra, programmazione matematica in ricerca operativa e analisi 2; e queste cose accadono ogni anno per ogni nuovo ordinamento. Se perdi l'anno non hai più i corsi compatibili e devi studiare da solo, perdi 2 anni e ti conviene cambiare ordinamento e dare gli esami arretrati che non ti convalidano xkè sono stronzi.

Poi non tutti hanno una situazione sociale\familiare\salutare favorevole e rosea, e questo si aggiunge come aggravante per lo studio e gli esami, soprattutto con la crisi economica che stiamo passando.
Pensa a studiare. Oppure se ritieni che sia troppo impegnativo lascia stare...
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Old 24-05-2010, 00:16   #83
^TiGeRShArK^
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ce l'hai fatta ad andare a Londra ?
eh si, è da febbraio che sò qua ormai.
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Old 24-05-2010, 08:53   #84
Ileana
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In quale università svedese è stata la tua amica?
Su Facebook ha messo Handelshøyskolen BI.
Ma comunque quando la vedo glielo chiedo.
Quote:
Ah si? Dove e quando? Ma ci sei mai stata in Svezia? La tua amica ti ha parlato del senso civico che hanno gli svedesi? Di come trattano gli stranieri te lo ha detto?
Questo era un discorso sugli USA.
Le feste delle confraternite (quelle maschili sopratutto) sono quasi ed esclusivamente fatte a questo scopo.
Non a caso le droghe da stupro sono diffuse soprattutto in quei luoghi.
MI ricordo che sul forum qualcuno postò un articolo sulle violenze sessuali nei campus universitari statunitensi.
Questo e quello che mi ha raccontato chi c'è stato, basta e avanza per far capire quanto queste cose siano tollerate.
(E non si sta parlando del maniaco isolato, ma proprio delle confraternite, quelle composte dai figli dei pezzi grossi)




In ogni caso il senso civico degli Svedesi è sopravvalutato.
Sono una decina di spanne sopra noi, ma sono anche poco più di 9milioni, la giocano facile (e comunque anche da loro le cose stanno cambiando).
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Mi chiedete perchè non posso prendere sul serio questa Europa? Perchè il grado di sviluppo e maturità dei cocomeri va determinato in modo congruo e l'indice rifrattometrico della polpa, misurato al centro della polpa, nella sezione massima normale dell'asse deve essere uguale o superiore all'8° brix.

Ultima modifica di Ileana : 24-05-2010 alle 09:06.
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Old 24-05-2010, 09:48   #85
barzi
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Su Facebook ha messo Handelshøyskolen BI.
Ma comunque quando la vedo glielo chiedo.
Ah ecco... e giá siamo in Norvegia.

Quote:
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Questo era un discorso sugli USA.
ah ecco... Comunque non mi pare il caso di fare di tutta l'erba un fascio. Se a te dicessero che gli italiani sono un popolo di mafiosi, ladri, non hanno dignitá, cercano raccomandazioni, razzisti, non hanno alcuna voglia di lavorare, sono fannulloni e parassiti come la prenderesti? E iniziano a citarti tutti i fatti di ció che accade a Napoli, dei fatti di Rosarno, di ció che succede al nord con extracomunitari-muratori in nero concludendo con un :"... che non ti basta? Per non parlare poi di ció che succede in politica...".
Credo che a questi signori risponderesti che sicuramente ci sono queste persone, ma non si puó fare di tutta l'erba un fascio. E cmq anche in Italia i figli dei "pezzi grossi" hanno molte libertá, non siamo ipocriti.

Ultimamente ho conosciuto moooooolti americani o persone che vivono e lavorano in USA e, credimi, sono persone squisite e hanno valori e modi di fare molto al di sopra dell'italiano medio.


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In ogni caso il senso civico degli Svedesi è sopravvalutato.
Sono una decina di spanne sopra noi, ma sono anche poco più di 9milioni, la giocano facile (e comunque anche da loro le cose stanno cambiando).
Again... ci sei mai stata? Intendo per un periodo superiore ai 2 mesi? Se poi pensare in questo modo "deduttivo", non ti dovresti neanche meravigliare se qualcuno del nord italia direbbe:"Al sud sono terroni e sono tutti criminali che non hanno voglia di lavorare e sono i parassiti dell'Italia". Anche questa ipotetica persona sta usando il tuo stesso metodo "deduttivo".
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Ultima modifica di barzi : 24-05-2010 alle 09:51.
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Old 24-05-2010, 10:14   #86
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Ah ecco... e giá siamo in Norvegia.



ah ecco... Comunque non mi pare il caso di fare di tutta l'erba un fascio. Se a te dicessero che gli italiani sono un popolo di mafiosi, ladri, non hanno dignitá, cercano raccomandazioni, razzisti, non hanno alcuna voglia di lavorare, sono fannulloni e parassiti come la prenderesti? E iniziano a citarti tutti i fatti di ció che accade a Napoli, dei fatti di Rosarno, di ció che succede al nord con extracomunitari-muratori in nero concludendo con un :"... che non ti basta? Per non parlare poi di ció che succede in politica...".
Credo che a questi signori risponderesti che sicuramente ci sono queste persone, ma non si puó fare di tutta l'erba un fascio. E cmq anche in Italia i figli dei "pezzi grossi" hanno molte libertá, non siamo ipocriti.

Ultimamente ho conosciuto moooooolti americani o persone che vivono e lavorano in USA e, credimi, sono persone squisite e hanno valori e modi di fare molto al di sopra dell'italiano medio.




Again... ci sei mai stata? Intendo per un periodo superiore ai 2 mesi? Se poi pensare in questo modo "deduttivo", non ti dovresti neanche meravigliare se qualcuno del nord italia direbbe:"Al sud sono terroni e sono tutti criminali che non hanno voglia di lavorare e sono i parassiti dell'Italia". Anche questa ipotetica persona sta usando il tuo stesso metodo "deduttivo".
Ecco, mi sono confusa
Chiedo venia, ma è una settimana che dormo 4 ore a notte, stoc ominciando a tirare gli ultimi



Comunque, mia zia in Svezia ci va con regolarità (e no, stavolta non mi sto confondendo) da almeno 20 anni (lavora per un'azienda che praticamente si divide tra Italia e Svezia -non è l'IKEA-), e certe cose me le racconta.



In ogni caso non è che si fa di tutta l'erba un fascio, di gente con la testa a posto ce ne è, e pure tanta.
Sta di fatto che quello che succede e quello che le autorità 'tollerano' è abbastanza evidente,
Qui c'è qualcosa, i dati sono (MOLTO) datati, ma rende l'idea di cosa siano i campus americani:
http://www.scaruffi.com/feltri/us64.html
Anche perchè non credo che le cose siano migliorate.....


Ecco, ho trovato quello che cercavo:
Y
Quote:
ale, i peccati della meglio gioventù
Pasticche e festini dove la violenza sessuale è il piatto forte: ecco l'Università della nuova élite. Piena di paure

di Assia Baudi di Selve - foto Gaia Light

Yale è una delle otto Ivy League, le università private più prestigiose degli Stati Uniti, quella che vanta “Famous Alumni” come il presidente Ford, i due Bush, Bill e Hillary Clinton, e 14 Premi Nobel. Il 21 Novembre vi si è svolto l’evento più atteso dell’anno: The Game, il derby tra Harvard e Yale. Un weekend di festa, più che una partita di football, e una straordinaria occasione per scoprire come vive e cosa sogna la prossima generazione di leader americani. Abbiamo trascorso tre giorni nel campus, in quella che viene chiamata la Bubble, “la Bolla” creata dall’università, con palazzi del Settecento silenziosi e strade impeccabili controllate da una speciale polizia. Abbiamo chiacchierato con gli studenti fino a tardi, siamo andati alle loro feste, entrati nelle loro stanze, e abbiamo scoperto il loro mondo a parte nel cuore di New Haven, une delle città più povere degli Stati Uniti, a un’ora e 50 di treno da New York.

Nella caffetteria della facoltà di Legge, la più reputata d’America, molti studenti mangiano da soli, con la testa china su libri e il computer. «Fanno parte del silent third, (il terzo silenzioso): un terzo dei 5250 studenti del College sceglie un programma di studi così impegnativo da non avere una vita sociale». Hans studia Scienze Politiche e vive con quattro amici in una casa di legno su Dwight street, una delle poche occupate dagli studenti fuori dalla “Bolla”. Ha 23 anni, alto, biondo, eletto tra i cinquanta ragazzi più belli di Yale. «La pressione psicologica qua è fortissima». La retta è di 47.500 dollari l’anno, «se ripeti un semestre rischi di perderne quasi la metà». Anida ha 22 anni e frequenta la facoltà di Arte. È entrata a Yale grazie alla regola del need-blind: la selezione per le ammissioni viene fatta solo in base ai risultati scolastici, senza considerare il reddito economico della famiglia. Fa parte di quel 50 per cento di studenti che riceve l’aiuto finanziario dall’università, ma deve pagare una parte delle spese. Per farlo, studia e lavora 16 ore al giorno. «Il semplice fatto di essere a Yale, tra gli studenti più brillanti degli Stati Uniti, con i migliori programmi e insegnanti del mondo, è un privilegio» dice. Hans interviene: «Anida dimentica di prendersi cura di sé».

Molti studenti non dormono. Per resistere prendono l’Adderall, il medicinale per chi soffre di Sindrome di deficit dell’attenzione. Attacchi di panico, depressione: «Yale ne è piena». Anida non ha mai fatto uso di droghe, e quel che colpisce di lei non sono le sue occhiaie ma la voce profonda e chiara, e il suo modo di guardarti dritto negli occhi, generoso e determinato. C’è un solo argomento che le fa abbassare lo sguardo: il date-rape. Lo chiamano così: appuntamento con stupro: «Succede tra compagni di università, alle feste quando sono tutti ubriachi e la ragazza non è più in grado di difendersi». Corre voce che accada durante le feste delle fraternities del college, i cui membri sono prevalentemente giocatori di football, che «credono nella fratellanza, hanno la mascella grossa e molto testosterone ». A spiegarlo è Reese, studente di Filosofia e membro della fraternity Deke. Gli chiedo se è mai stato responsabile di un date-rape e risponde: «È possibile. Ma se sia stato effettivamente uno stupro non è facilmente definibile, ed è facilmente discutibile». Nessuna azione legale è mai stata intentata da nessuna vittima contro nessuno dei presunti stupratori. L’università si limita a mandare email agli studenti prima dei weekend di festa, come quella spedita ad Halloween, nella quale invitava a «trovare le parole giuste che conducono a un sesso consensuale e glorioso».

Sabato mattina, sul prato enorme di fronte al Yale Bowl, lo stadio da 61.446 posti dove si è giocato The Game, stracolmo di piatti di carta sporchi e bicchieri di plastica vuoti, in mezzo a studenti con la faccia dipinta di Blu (quelli di Yale) e di rosso (quelli di Harvard), che bevono e ballano fino allo sfinimento, chiedo a un ragazzo cosa sa del date-rape e mi risponde: «Ne sono stato vittima. Ma chi se ne frega: l’importante è fare sesso». Barcolla, poi si accorge che ho in mano un registratore ed entra nel panico. «Cancellalo» urla. «Non puoi distruggermi la carriera! ». Quale? «Sto per avere successo». Dove? «Non lo so, che diavolo importa». Mi fissa con occhi annacquati: «Io diventerò ricchissimo». Jeffrey assiste alla scena. Si è laureato nel 2008 in Filosofia ed è tornato a Yale per due giorni, come altri centinaia di ex alunni, il giorno del derby. «Anch’io sono venuto qui con il mito americano della Upper-mobility (mobilità in ascesa nella scala sociale), che spesso si traduce in un bisogno di accumulare senza senso».

Zach ora sa bene cosa cerca, ma lo ha scoperto solo dopo una violenta depressione: «Sono stato sei mesi in cura psichiatrica. Non riuscivo più a sostenere la mole di lavoro e non riuscivo a smettere di pensare, finché una notte ho avuto il primo attacco maniacale, con visioni spaventose ». È alto, magrissimo, con gli occhi piccoli e scavati. È al terzo anno di Studi Ambientali e vive insieme al suo migliore amico, Ric, fotografo di origini cubane, e altri quattro in una casa a due piani, con i bagni sporchi e un’immagine di Gesù in salotto. La camera di Ric è il loro rifugio: una mansarda strapiena di classici della letteratura che divorano, vestiti ovunque, e una gabbia per conigli. «Quello nero è Beauty. L’altro, Justice». Accanto al letto sfatto, c’è un pupazzetto rosa simile ai tanti trovati nelle stanze di Yale, teneri, che niente hanno a che fare con la mascotte dell’università, il Bulldog, che li vorrebbe forti e aggressivi . «Sono felice di aver toccato il fondo. Ora so che tutto quello che sto imparando voglio usarlo per rendere migliore Staten Island, dove sono cresciuto».

Sogna la costruzione di un maneggio nel quale sua madre potrà lavorare con i bambini autistici, grazie all’aiuto di alcuni amici. È l’idealismo, il volto radioso di Yale. Che qui si traduce in azione. Grazie allo spazio, prima di tutto: gli studenti possono organizzarsi in società segrete, gruppi e unioni, in palazzi del Settecento enormi dove fanno riunioni di ore. Hans è un attivista dell’Undergraduate organizing committee a difesa dei sindacati di Yale. E insieme ad Anida, Jesse, Max e Aaron fa anche parte della St. Anthony hall, una società segreta dedicata alla "crescita personale e intellettuale". C’e chi lotta con il Women’s group contro i daterape facendo campagne di sensibilizzazione. Chi appartiene al gruppo dei transgender (Yale è la più liberale tra le otto Ivy League) o a quello dei monarchici, che si vestono in giacca e cravatta e bevono Porto. Jesse ha vinto una borsa di studio in Letteratura, lavora alla radio di Yale come direttore di programma, suona musica elettronica e anche il piano, il mandolino e la chitarra. Dopo Yale sogna di lavorare alla radio Npr.

Max, che ha lasciato West Point dove ha imparato lo swahili, e considera Yale "una passeggiata" in confronto all’Accademia militare, vuole diventare ambasciatore americano in Africa. Pochi hanno le idee chiare su cosa faranno dopo. Ma tutti sanno di essere qui «per diventare la miglior versione possibile di se stessi». L’ultimo giorno, dopo la sconfitta di Yale contro Harvard, nella stanza di Aaron, studente al terzo anno di Studi ambientali, mentre si discuteva del mito di Prometeo - perché con loro si parla di tutto, per ore - qualcuno si è alzato e con rotoli di scotch colorato ha disegnato sul muro un albero con una mela rossa. Quel che conta, dice Aaron, si trova lì: «sotto a un Albero della conoscenza, fatto di nastro colorato».

03 dicembre 2009(ultima modifica: 04 dicembre 2009)
Avevo già sentito parlare di queste cose, ma colgo l'occasione dell'articolo per riflettere su una cosa.

Sia chiaro, non sto dicendo che l'università italiana vada bene cosí com'è e non sono contrario all'idea che vi siano delle università “selezionate”. Tuttavia credo che dovrebbero comunque essere organizzate in modo tale che da consentire una vita sana ai loro studenti.
Ovviamente poi sta a ognuno la decisione ultima su come comportarsi, ma credo le università dovrebbero perlomeno fare il possibile per evitare certe situazioni.
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Ileana è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 24-05-2010, 10:42   #87
barzi
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Ecco, mi sono confusa
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No problem!

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Comunque, mia zia in Svezia ci va con regolarità (e no, stavolta non mi sto confondendo) da almeno 20 anni (lavora per un'azienda che praticamente si divide tra Italia e Svezia -non è l'IKEA-), e certe cose me le racconta.
Fa bene...
io é da Settembre che ci vivo (purtroppo a fine giugno dovró tornare in Italia, probabilmente per sempre). Sono stato prima a Stoccolma e ora mi trovo in una piccola cittá svedese. Ho imparato tante cose stando qui, soprattutto sugli italiani. Le mie impressioni non sono solo mie, ma sono le stesse di molti altri italiani che ho conosciuto qui. Guarda... io sono una persona molto molto aperta, ma inizialmente ho avuto dei blocchi psicologici qui nei confronti di alcune persone straniere, cosa che né gli svedesi né altre persone di altre nazionalitá hanno. Questo blocco psicologico che ho avuto vuol dire razzismo. In accordo alla definizione di razzismo, se dico che gli italiani sono razzisti non dico nulla di sbagliato. Fortunatamente questo blocco psicologico l'ho superato.

Un esempio:
Proprio qualche giorno fa parlavo con un mio amico e mi faceva notare discorsi del tipo:"..eh si in Italia si dice eh sai sti cinesi vengono e fanno questo, oppure i rumeni fanno quest'altro, poi cercano questo, vogliono quell'altro etc". Lui ha risposto:"beh allora anche io sono immigrato, se proprio vogliamo essere chiari, e dovrei avere lo stesso trattamento no?". La risposta al 99% dei casi é sempre la stessa:"..si ma é diverso". Diverso cosa? Che io sono italiano e l'altro é cinese? Solo questa é la differenza. E questo per me vuol dire essere razzisti. Anzi, non secondo me, ma secondo la definizione di razzismo.


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In ogni caso non è che si fa di tutta l'erba un fascio, di gente con la testa a posto ce ne è, e pure tanta.
Sta di fatto che quello che succede e quello che le autorità 'tollerano' è abbastanza evidente,
Qui in Italia le autoritá tollerano cose molto molto peggiori
E poi si tratta di "piccoli club di figli di ricconi". Aggiungo: se é risaputo che in questi party si viene stuprati (lo sai tu dall'Italia, penso che una ragazza che stia a Yale lo sappia molto meglio) che ci vai a fare?

anzi la butto li: il fatto che la stampa e giornali denigrino le universita straniere secondo me serve solo per distogliere l'attenzione dalle nostre. Come dire:"Oh guardate che schifo la!!! Noi siamo meglio". Cosi poi quando la Gelmini fa una riforma l'opinione pubblica pensa:"Ma si si, va bene!!! Teniamoci stretta la nostra Univ!!! Mica vorremmo finire come loro???". Non so se ho reso l'idea...
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Ultima modifica di barzi : 24-05-2010 alle 10:46.
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Old 24-05-2010, 14:10   #88
Inugami
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PazzA.
Sinceramente non capisco perchè.
E' possibile sognare un'università d'ottimo livello che però è anche attenta a come gli studenti vivono?
Droga,alcool,sesso e feste; non vedo come sia possibile fornire una vita migliore.

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Questo era un discorso sugli USA.
Le feste delle confraternite (quelle maschili sopratutto) sono quasi ed esclusivamente fatte a questo scopo.
Non a caso le droghe da stupro sono diffuse soprattutto in quei luoghi.
E ne voglia parlare del termine stupro usato per descrivere una situazione alla quale le ragazze vanno volontariamente incontro?
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Se mi analizzo mi deprimo, se mi confronto mi esalto.
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Old 24-05-2010, 18:55   #89
Nyman
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Ma comunque quando la vedo glielo chiedo.


Questo era un discorso sugli USA.
Le feste delle confraternite (quelle maschili sopratutto) sono quasi ed esclusivamente fatte a questo scopo.
Non a caso le droghe da stupro sono diffuse soprattutto in quei luoghi.

Hai una visione dei frat party un po' troppo alla "american pie" o cavolate simili, nella mia esperienza l'unica cosa che ho visto violentare sono stati i fustini della birra.
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Old 26-05-2010, 13:32   #90
leolas
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edit: ho scritto 'na cacchiata xD

EDIT due:

comunque, più che dei campus svedesi, qui si dovrebbe parlare dell'univesità italiana..

Ultima modifica di leolas : 26-05-2010 alle 13:43.
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