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Old 14-01-2010, 21:22   #121
lucas84
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Non ho notizie del terremoto di cui parli. Nel 95 però in giappone avvenne questo: http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_di_Kobe

...e non ci furono solamente 18 feriti.
Questa è la lista non completa degli terremoti avvenuti in Giappone dal 2000, naturalmente sono i più violenti, non si scende sotto il 6.5, sai qual'è il totale delle vittime? se il Giappone ha sottovalutato la pericolosità dei terremoti, dopo Kobe si è adeguata
2003 Hokkaido earthquake 8.3 Mw

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Old 14-01-2010, 21:26   #122
ulk
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Città: WOLF 389 VULCANO ** Ho scelto di vivere per sempre............................ per ora ci sono riuscito.
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Immagini di The Big Picture (ATTENZIONE alcune contengono scene forti/violente)
Io vedo delle gran bidon ville, notare che dove ci sono un minimo di strutture di cemento armato le costruzioni sono rimaste in piedi.



Selezione, 100 anni fa (come l'europa del resto) sarebbero stati decimati prima dalle malattie.
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Old 14-01-2010, 21:27   #123
cocis
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Scrollare debolmente le placche con opportune esplosioni nucleari sotterranee, allo scopo di alleviare tensioni accumulate in zone sismiche da troppo tempo silenti, e' un'opzione che e' gia stata studiata?
pare il contrario ... pare che dalle ricerche .. negli anni dei test atomici ... dopo qualche giorno di ogni test ... si sia verificato dei grossi terremoti da qualche parte nelle vicinanze ,...
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D
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Old 14-01-2010, 23:47   #124
Gio22
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La Croce rossa haitiana stima oggi in circa 50 mila i morti (100mila per il quasi 9inesistente governo) , mentre i feriti ed i senzatetto sarebbero addirittura tre milioni su una popolazione di poco più di nove. Oltre 1.500 cadaveri sono stati ammassati nell’obitorio del policlinico di Port-au-Prince, dove camion requisiti dalla polizia continuano incessantemente a trasportare cadaveri in decomposizione per il caldo tropicale


fonte:24ore
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ho condotto diverse trattive ma sono troppo pigro per segnarmele.
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Old 15-01-2010, 11:49   #125
jumpjack
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ma in un posto dove non c'e' piu' ne' corrente ne' telefono, come fanno a funzionare internet, twitter e skype, che sembrano essere le uniche cose che funzionano in questi giorni?!?

a parte questo, credo che nei prossimi giorni e settimane le cose andranno sempre peggio: si parla di migliaia di corpi ammucchiati per le strade, e li' è estate, e ci sono 35 gradi.
scoppiano gia' i primi disordini e la "caccia al cibo".
gli aiuti non possono arrivare, o perche' non riescono ad atterrare in aeroporti inagibili, o perche' anche se arrivano non possono spostarsi perche' sono inagibili le strade.
le persone coinvolte sarebbero 3.000.000 su circa 9.000.000.
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La scienza è provvisoria
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Old 15-01-2010, 16:53   #126
Rand
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Originariamente inviato da jumpjack Guarda i messaggi
ma in un posto dove non c'e' piu' ne' corrente ne' telefono, come fanno a funzionare internet, twitter e skype, che sembrano essere le uniche cose che funzionano in questi giorni?!?
A vedere questa statistica di Mozilla mi sembra che l'utilizzo di Internet abbia subito un crollo:

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Old 15-01-2010, 18:21   #127
jumpjack
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Tutti i media parlano del "terremoto d 7.0° che ha devastato Haiti".... ma le cose non stanno esattamente cosi'... stanno molto peggio!




La prima scossa ha fatto certo un bel danno... ma dopo se ne sono susseguite ben 14 sopra i 5° per tutta la notte! Per questo non è rimasto in piedi niente!

Ecco invece l'audio delle scosse, accelrato ovviamente in modo da essere udibile:

http://www.planetmobile.it/jumpjack/haiti12.zip
http://www.planetmobile.it/jumpjack/haiti13.zip


Per confronto, questo è quello de L'aquila:
http://www.planetmobile.it/jumpjack/aquila.zip
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Old 15-01-2010, 19:56   #128
jpjcssource
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Haiti, in 300mila senza casa
Il Pentagono invia 9mila soldati
Rintracciati 170 italiani


Il Pentagono ha annunciato che oltre novemila soldati americani giungeranno ad Haiti entro lunedì. Intanto il ministro della Difesa degli Stati Uniti Robert Gates ha definito «buona» la situazione sicurezza in questo momento nello stato caraibico.

Avrebbe intanto un nome e cognome la prima vittima italiana identificata dopo il sisma di Haiti: si tratterebbe di Gigliola Martino, 70 anni, secondo quanto sostiene il quotidiano online «La Gente d'Italia», diretto da Mimmo Porpiglia, già console onorario di Haiti in Italia. Gigliola Martino, aggiunge il giornale online, era «esponente di una delle due famiglie di oriundi più importanti dell'isola caraibica - i Caprio e i Martino - presenti ad Haiti da oltre un secolo». P

er gli italiani dispersi nell'isola caraibica sono ore di estrema ansia. In serata il ministro degli esteri, Franco Frattini, ha dichiarto: «Direi che è confermato di fatto il decesso (di Gigliola Martino, ndr) anche se nessuno l'ha vista. Vi sono altre tre persone di nazionalità italiana di cui due funzionari dell'Onu per i quali si hanno serie preoccupazioni».

Intanto, dalla Farnesina arriva la notizia che sono saliti a 170 gli italiani contattati ed in salvo ad Haiti, mentre ne mancano all'appello 27. Frattini ha annunciato che lunedì ci sarà una riunione straordinaria dei ministri dell'Unione europea, per incrementare il coordinamento degli aiuti. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa sta riflettendo sulla possibilità di inviare una nave da guerra italiana per agevolare i soccorsi.

Sono 300mila le persone che il terremoto di Haiti ha lasciato senza casa. Il dato è stato diffuso dalle Nazioni Unite, secondo cui una abitazione su dieci nella capitale Port-au-Prince è stata rasa al suolo. Da un'ispezione aerea compiuta con un elicottero dell'Onu, emerge che in alcune aree è stato distrutto il 50 per cento degli edifici. «Secondo una prima stima il dieci per cento delle abitazioni non esiste più» ha detto Elisabeth Byrs, portavoce dell'ufficio Onu per il coordinamento degli Affari umanitari, «il che più o meno corrisponde a 300mila persone rimaste senza un tetto».

Saccheggiato il magazzino del Programma alimentare mondiale ad Haiti. Lo ha detto al New York Times la portavoce del Wfp, Emilia Casella, secondo la quale si tratta di un evento «normale» in una situazione di emergenza: i negozi di alimentari della capitale Port-au-Prince sono stati già presi d'assalto poche ore dopo il sisma. Non è stato possibile stimare quanto delle 15mila tonnellate di alimenti stivate nei magazzini sono rimaste. Il Wfp sta allestendo i piani per dar da mangiare a due milioni di persone nell'area devastata dal terremoto.

L'ambasciatore di Haiti presso la Santa Sede, Carl Henri Guiteau, ha intanto rivelato che nell'Hotel Montana di Port-au-Prince, dove un testimone aveva segnalato la presenza di alcuni italiani, «ci sono 200 persone sotto le macerie. Ma - ha precisato - non abbiamo notizie degli italiani». I funzionari del "team avanzato" italiano, sono giunti ieri nella capitale haitiana per rintracciare i nostri connazionali ancora dispersi. La Farnesina invita chiunque sia a conoscenza di amici o parenti italiani che si trovano ad Haiti a contattare l'Unità di crisi al numero 06-36225 per accelerare la ricerca dei nostri connazionali.

Oltre agli edifici, il terremoto ha fatto crollare le già fragilissime istituzioni democratiche haitiane. Il presidente René Preval, scampato al crollo della residenza ufficiale, è ricomparso in pubblico ma il caos regna sovrano nella capitale haitiana. In una nazione che nel recente passato ha visto succedersi guerre civili e colpi di stato, il rischio che qualcuno possa approfittare della situazione per conquistare con le armi il potere è alto. Perfino l'ex presidente di Haiti, Jean Bertrand Aristide, che vive in esilio in Sudafrica, si è detto pronto a tornare nel suo paese per «portare aiuto alla ricostruzione».

Secondo un fotografo del settimanale americano Time, per le vie di Port-au-Prince sono stati eretti blocchi stradali utilizzando le macerie e i cadaveri che ancora aspettano una sepoltura. Ieri il presidente haitiano Preval, ha reso noto che 7 mila corpi sono stati interrati in una fossa comune. La Croce rossa dell'isola caraibica stima in circa 50 mila i morti, mentre i feriti ed i senzatetto sarebbero addirittura tre milioni su una popolazione di poco più di nove.

Nelle ultime ore si segnalano anche numerosi saccheggi di negozi di generi alimentari della capitale e la missione di peacekeeping Onu è preoccupata per l'eventuale saccheggio di armi, sostiene l'ambasciatore di Haiti in Argentina, Raymond Mathieu. La macchina degli aiuti umanitari si è messa in moto e il presidente statunitense Barack Obama ha assicurato agli haitiani: «Non sarete dimenticati, l'America è al vostro fianco». Il presidente Usa ha annunciato l'invio di militari, di una nave ospedale e di 100 milioni di dollari di aiuti immediati ad Haiti, che è anche il paese più povero di tutta l'area americana.[/quote]

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero
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Old 15-01-2010, 20:19   #129
ginogino65
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il vaticano fa sempre beneficenza, non solo in caso di eventi straordinari come questo, in cui ovviamente darà il suo contributo
Certo come i soldi della raccolta per la tragedia dello tsunami, che di quanto raccolto hanno versato solo 0,3% di quanto hanno incassato, fonte

Quindi se proprio dovete donate, non donate alla chiesa.
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Old 15-01-2010, 20:32   #130
Ciaba
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Old 15-01-2010, 21:08   #131
trallallero
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Certo come i soldi della raccolta per la tragedia dello tsunami, che di quanto raccolto hanno versato solo 0,3% di quanto hanno incassato, fonte

Quindi se proprio dovete donate, non donate alla chiesa.
Dio come li odio !!!
Ma come cazzo ci si fa a fidare di uno con la faccia così ?

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Old 15-01-2010, 22:14   #132
Pεrveяsivo
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Originariamente inviato da lucas84 Guarda i messaggi
Questa è la lista non completa degli terremoti avvenuti in Giappone dal 2000, naturalmente sono i più violenti, non si scende sotto il 6.5, sai qual'è il totale delle vittime? se il Giappone ha sottovalutato la pericolosità dei terremoti, dopo Kobe si è adeguata
2003 Hokkaido earthquake 8.3 Mw

September 5, 2004 7.2 Mw
October 23, 2004 6.9 Mw
November 28, 2004 7.0 Mw
March 20, 2005 6.6 Mw
August 16, 2005 7.2 Mw
March 25, 2007 6.9 Mw
July 16, 2007 6.6 Mw
May 7, 2008 6.9 Mw
June 13, 2008 6.9 Mw
July 19, 2008 7.0 Mw
July 23, 2008 6.8 Mw
September 11, 2008 6.8 Mw
Certo. Ricordiamoci però che la magnitudo di un terremoto non è l'unica variante da prendere in considerazione per stabilire la pericolosità di un terremoto. La profondità dell'avvenimento, per esempio, è quasi più importante. Paradossalmente un terremoto di grado 7 con epicentro a 13 chilometri di profondità (come quello di Haiti) è potenzialmente in grado di creare più danni di un terremoto di magnitudo 8,3 con epicentro a 27 chilometri di profondità (come quello di Hokkaido tra quelli che hai citato.) tanto è vero che esiste proprio una categoria per definire questi eventi a bassa profondità: terremoti di crollo (ma guarda un pò). Ci sarebbe anche da controllare la distanza in chilometri da valutare (sempre per confrontare gli stessi avvenimenti: 13 chilometri da Port Au Price quello di Haiti, quasi 140 da Hokkaido quello in Giappone).
Detto questo non voglio certo mettere in discussione il fatto che la qualità delle costruzioni sia fondamentale se non vitale e che se lo stesso terremoto fosse accaduto in Giappone adesso non staremmo qui a piangere decina di migliaia di vittime.
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La vita non si misura nella quantità di respiri, ma dal numero dei momenti che te l'hanno tolto...

Ultima modifica di Pεrveяsivo : 15-01-2010 alle 22:23.
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Old 16-01-2010, 02:03   #133
*sasha ITALIA*
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23:47 Il ministro dell'Interno: "I morti potrebbero essere 200mila"
"I morti potrebbero essere 200mila". Lo ha riferito il ministro dell'Interno Paul Antoine Bien-Aime. "Abbiamo già raccolto 50mila cadaveri ma ci saranno tra i 100mila e i 200mila morti in totale, anche se non sapremo mai il numero esatto", ha ammesso il ministro.
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Old 16-01-2010, 11:42   #134
Gio22
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http://www.corriere.it/esteri/10_gen...4f02aabe.shtml


c'è una specie di balletto sulle cifre

il governo haitiano ha parlato di 200.000 vittime
la croce rossa di 45-55.000
l'onu di 100.000

non siamo però molto distanti dalle cifre dello tsunami del 2006..eppure l'evento non pare avere lo stesso eco di quel tragico disastro.
potenza dei media.
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Old 16-01-2010, 12:35   #135
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Maurizio Matteuzzi
Haiti è di nuovo "americana"

La reazione di Obama alla tragedia che ha colpito Haiti è stata prontissima e forte. 100 milioni di dollari subito come «prima tranche» di aiuti, migliaia di marines e truppe scelte della (piuttosto inquietante) ottantaduesima brigata aerotrasportata per pattugliare le strade ed evitare violenze e saccheggi, portaerei e nave-ospedale, la «riconversione umanitaria» del lager anti-islamico nella base cubana di Guantanamo, le U.S. Air Force Special Operation Forces che «si è impadronita» (parole de la Repubblica) dell'aeroporto di Port-au-Prince e decide «chi può atterrare e chi no». Va bene, è «uno strappo alla sovranità nazionale di Haiti» ma anche prima «era comunque una finzione». Di fatto gli americani si ritrovano a governare Haiti come è già capitato un'infinità di volte.
Tutto bene e a fin di bene. Come a dire che, questa volta, gli Stati uniti di Obama - il primo presidente nero - «non dimenticheranno e non abbandoneranno» Haiti - la prima repubblica nera del mondo.
Ma gli Stati uniti non hanno mai dimenticato né abbandonato Haiti durante gli ultimi 100 anni (semmai l'hanno spolpata, ma questo è un'altro discorso). Altrimenti non sarebbe ridotta com'è ridotta: un Stato fallito del quarto mondo. E il terremoto non avrebbe avuto gli effetti apocalittici - almeno in termini di morti - che ha avuto.
Sia chiaro. Questo non è un processo alle intenzioni (anche se il primo anno di presidenza Obama si è caratterizzato, a giudizio quasi unanime, più per le buone intenzioni che per i risultati).
Ma Haiti è Haiti e la storia (dei suoi rapporti con gli Usa) è la storia. Per Haiti e la sua storia, i «buoni» Woodrow Wilson e Bill Clinton non sono stati molto (o niente) diversi dai «cattivi» Teddy Roosevelt e George W. Bush (Clinton e Bush, la strana coppia che Obama ha messo alla testa del team bipartisan di coordinamento degli aiuti).
Tutti si augurano che Obama abbia la forza e la volontà di rompere questo linkage perverso (e chi ne dubita si vada a leggere Noam Chomsky, non Fidel Castro o Hugo Chvez, a meno che anche Chomsky sia diventato troppo «anti-americano»).
Con le decine di migliaia di morti ancora sparsi fra le rovine di Port-au-Prince e la commozione del mondo di fronte all'apocalisse haitiana, forse è sgradevole parlarne adesso.
Invece bisogna parlarne. Adesso. E c'è chi ne parla. Ad esempio Naomi Klein, autrice di best-seller come No Logo e Shock Economy. Intervenendo a New York mercoledì scorso ha lanciato un «allarme» sulle intenzioni di quello che lei ha chiamato «il capitalismo dei distastri» (disastri naturali, disastri economici, disastri politici): «Stop them before they shock again». «Loro», quelli da fermare prima che colpiscano di nuovo, sono gli «shockterapeuti», gli adepti della «shockterapia» che il Nobel per l'economia Joseph Stigliz (altro noto «anti-americano») ha definito «i bolscevichi del mercato per la passione dimostrata verso il cataclisma rivoluzionario».
L'altra sera a New York la Klein ha detto che «deve essere assolutamente chiaro che questa tragedia - in parte naturale, in parte non naturale - non deve, in nessun caso, essere usata 1) per aumentare il debito di Haiti e 2) per portare avanti impopolari politiche favoriscono gli interessi delle nostre corporations. Questa non è una teroria del complotto. L'hanno già fatto più e più volte». E «sono pronti a rifarlo», ha aggiunto, citando a mo' di esempio un documento diffuso dalla Heritage Foundation, «uno dei sostenitori di punta dello sfruttamento dei disastri per imporre unpopular pro-corporate policies», in cui si leggeva: «Oltre a fornire immediata assistenza umanitaria, la risposta degli Stati uniti al tragico terremoto di Haiti offre l'opportunità di ridisegnare il governo e l'economia haitiane che da lungo tempo non funzionano, e di migliorare l'immagine pubblica degli Stati uniti nella regione».
«Loro», ha aggiunto la Klein, «non hanno aspettato neanche un giorno per sfruttare il devastante terremoto a Haiti e premere per le loro cosiddette riforme» e anche se poi quella frase è stata tolta dalla Heritage Foundation e sostituita con una «citazione più diplomatica», il loro «primo istinto è rivelatore».
Obiettivi economici a breve e lunga scadenza, obiettivi politici di riconquista dell'egemonia in un' America latina che da un po' di tempo tende a sfuggire loro di mano.
Un altro sito degli «shockteraputi», The Foundry, che si definisce «promotore di politiche e principi conservatori», sempre legato alla Heritage Foundation, scrive che, accorrendo per primi e in massa sul luogo della tragedia, «i soldati Usa hanno anche la possibilità di interrompere i voli notturni carichi di cocaina diretti a Haiti e la Repubblica dominicana dalle coste del Venezuela» (ma non venivano dalla Colombia filo-americana di Uribe?) «e di fronteggiare gli incessanti tentativi del presidente venezuelano Hugo Chávez di destabilizzare l'isola di Hispaniola». Non solo. «Questa presenza militare Usa, che dovrebbe anche includere una grossa presenza della Guardia costiera, ha anche la possibilità di prevenire un movimento su larga scala degli haitiani che si lanciano in mare su pericolose e rischiose imbarcazioni per tentare di entrare illegalmente negli Stati uniti». Così si riolverebbe anche il problema dei boat-people. Più in generale «gli Stati uniti dovrebbe portare avanti un forte e vigoroso sforzo diplomatico per fronteggiare la propaganda negativa che certamente verrà dal campo Castro-Chávez. Questo sforzo servirà anche a dimostrare che il coinvolgimento Usa nei Caraibi resta un forza poderosa per il bene delle Americhe e del mondo»
Obiettivi del resto ben chiari, per chi guardi al ruolo degli Stati uniti senza farsi obnubilare dal fascino di Obama, anche al Brasile di Lula che sta cercando, come scriveva ieri Europa, «di contendere la leadership umanitaria di Obama a Haiti», con soldi e aiuti anche se su scala infinitamente minore (mentre una coltre si silenzio copre gli aiuti di paesi come Cuba e Venezuela). Lula, di fronte alle critiche della sinistra interna (anche il Pt, il suo partito) contro «la forza di occupazione» della missione di stabilizzazione inviata dall'Onu a Haiti nel 2004, ha giustificato la preponderanza del contingente brasiliano (1200 uomini) con la necessità di controbilanciare il peso degli Usa nel paese e nella regione caraibica. Ma, per ora, il ruolo di «buono» nella tragica storia haitiana ha un solo nome e un solo protagonista: Obama.
Tutti auspicano un happy end per Haiti. Ma il richiamo con l'uragano Katrina, che nel 2005 spazzò via New Orleans, è forte e inevitabile. Allora il non compianto professor Milton Friedman, il guru della «economia dei disastri» e della «shockterapia», scrisse un'editoriale sul Wall Street Journal che Katrina era una tragedia ma anche «un'opportunità», e un deputato della Louisiana disse che «finalmente siamo riusciti a ripulire il sistema della case popolari a New Orleans. Noi non sapevamo come fare, ma Dio l'ha fatto per noi».
Ora «Dio» l'ha fatto con Haiti. Allora alla Casa bianca c'era Bush, oggi c'è Obama. Vedremo cosa farà.

http://www.ilmanifesto.it/archivi/fu...articolo/2171/
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E' ricercando l'impossibile che l'uomo ha sempre realizzato il possibile. Coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che appariva loro come possibile, non hanno mai avanzato di un solo passo. M.B
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Old 16-01-2010, 13:19   #136
lucas84
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Certo. Ricordiamoci però che la magnitudo di un terremoto non è l'unica variante da prendere in considerazione per stabilire la pericolosità di un terremoto. La profondità dell'avvenimento, per esempio, è quasi più importante. Paradossalmente un terremoto di grado 7 con epicentro a 13 chilometri di profondità (come quello di Haiti) è potenzialmente in grado di creare più danni di un terremoto di magnitudo 8,3 con epicentro a 27 chilometri di profondità (come quello di Hokkaido tra quelli che hai citato.) tanto è vero che esiste proprio una categoria per definire questi eventi a bassa profondità: terremoti di crollo (ma guarda un pò). Ci sarebbe anche da controllare la distanza in chilometri da valutare (sempre per confrontare gli stessi avvenimenti: 13 chilometri da Port Au Price quello di Haiti, quasi 140 da Hokkaido quello in Giappone).
Detto questo non voglio certo mettere in discussione il fatto che la qualità delle costruzioni sia fondamentale se non vitale e che se lo stesso terremoto fosse accaduto in Giappone adesso non staremmo qui a piangere decina di migliaia di vittime.
Certo, hai ragione la profondità è una variabile importante come lo è la distanza dai centri molto abitati, non sono sicuro che un terremoto di 8,3 con epicentro a 27 km sia inferiore ad uno di 7 con epicentro di 13 km, posso sbagliare ma l'energia rilasciata alla fine sarà quella, costruire in una certa maniera è difficile in termini economici per un paese ricco come il Giappone figurarsi per una paese povero come Haiti, i terremoti fanno notizia solo quando ci sono i morti.

Ciao
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Old 16-01-2010, 15:35   #137
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A vedere questa statistica di Mozilla mi sembra che l'utilizzo di Internet abbia subito un crollo:
In compenso le comunicazioni satellitari hanno avuto un'esplosione quasi istantanea. Poi arrivati i media non parliamone.
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Se pensi che il tuo codice sia troppo complesso da capire senza commenti, e' segno che molto probabilmente il tuo codice e' semplicemente mal scritto.
E se pensi di avere bisogno di un nuovo commento, significa che ti manca almeno un test.
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Old 16-01-2010, 18:50   #138
jumpjack
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In compenso le comunicazioni satellitari hanno avuto un'esplosione quasi istantanea. Poi arrivati i media non parliamone.
fonte?
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Old 17-01-2010, 06:20   #139
Ciaba
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Metodi costruttivi? Lì c'è gente morta sotto case a 2 piani...non grattaceli DUE skifosissimi piani in cemento e foratoni! Con questa tipologia di abitazioni basta il legno per non morirci sotto.

p.s.
Raccapricciante vedere G.W.Bush accanto a Obama in veste di gestore dei fondi per l'emergenza.
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I soliti case ti hanno stancato? Passa all'UnCase
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Ultima modifica di Ciaba : 17-01-2010 alle 06:27.
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Old 17-01-2010, 10:38   #140
gugoXX
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fonte?
Trasmissione di un paio di giorni fa di BBC news, in collegamento diretto con il centro operativo europeo di InMarSat che e' proprio qui a Londra.
Hanno fatto vedere le trasmissione satellitari, suddivise in voce e dati, degli ultimi giorni prima e dei primi due giorni dopo il terremoto.
Nei giorni precedenti l'operativita' era normale (si svegliano alle 7, picco quando cominciano i lavori d'ufficio, a nanna la sera, etc.)
Il giorno del terremoto dopo la partenza normale si e' visto un crollo, un'oretta di vuoto e di comunicazioni azzerate.
Dopodiche' l'esplosione quasi istantanea delle comunicazioni voce, di gran lunga superiori a quelle dei giorni prededenti Dopo circa altre 2-3 ore sono iniziate le comunicazioni dato. "Qui e' arrivata la CNN" ha detto il tecnico di InMarSat, e da quel momento le comunicazioni dato sono impennate tanto che hanno dovuto cambiare scala.

Nota: Il tecnico di InMarSat ha detto come esiste da parte loro un protocollo che prevede come l'azienda debba avvisare direttamente le autorita' preposte quando in una qualche zona mondiale si notano anomalie nelle comunicazioni (tipicamente i crolli nelle comunicazioni in caso di catastrofe) non appena si appura che non si tratta semplicemente di problemi tecnici.
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Se pensi che il tuo codice sia troppo complesso da capire senza commenti, e' segno che molto probabilmente il tuo codice e' semplicemente mal scritto.
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Ultima modifica di gugoXX : 17-01-2010 alle 10:41.
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