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Old 16-10-2009, 11:22   #61
teogros
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penso in una medio-piccola, anzi direi che ne sono certo. vuoi per l'esposizione mediatica vuoi per gli aiuti che le istituzioni possono dare.
E qui sbagli!
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Old 16-10-2009, 11:25   #62
fransys
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E qui sbagli!
dalla mia esperienza direi di no.
Mi fai degli esempi? -non per polemica, ma per capire la tua posizione.

Una grossa azienda passa prima per casse integrazioni, mediazioni salariali, poi cerca di ottenere soldi, cerca dievitare cattiva pubblicita'.
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Old 16-10-2009, 12:05   #63
doctorstein
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LA piccola azienda tende a "fidelizzare" il dipendente valido, perchè per lei è una ricchezza, Il piccolo imprenditore si vende la casa per tenere in piedi quella che per lui è il mezzo di sostentamento, sperando di rifarsi un domani in tempi migliori. Molto spesso per le PMI, come dicevo prima nella maggior parte dei casi sottocapitalizzate, l'unica via possibile è sopravvivere con enormi sforzi, perchè la chiusura a causa dell'indebitamento verso banche e fornitori costringerebbe a portare i libri in tribunale.

Per le aziende grandi, ci sono gli ammortizzatori sociali, ma sono molto più portate ad usare forme di lavoro flessibile, dove il lavoratore conta come un numero, non ha una faccia. La grande azienda quando funziona macina utili mostruosi, ma quando si blocca crea voraggini altrettanto grandi, e spesso e volentieri preferisce la delocalizzazione, o il ridimensionamento scaricando l'onere sui conti pubblici (CIGS). E poi la flessibilità la piccola azienda muove cifre molto più basse e ha bisogno di commesse meno importanti per sopravvivere, mentre la grande azienda guarda i bilanci, e taglia i rami secchi invece che convertirli e reinventarsi per sopravvivere, in quanto quello che realmente interessa agli azionisti è il dividendo.
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Old 16-10-2009, 12:22   #64
superanima
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Certo certo, con quel "molti" intendevo anche i semplici cittadini che si professano liberisti

Un liberista serio voterebbe PLI, o magari Radicali, non certo PDL
Come pensi possano esistere liberisti in Italia?
Un liberista serio non pretenderebbe di insegnare il libero mercato ma poi tenersi stretto il "posto garantito a vita", non ha credibilità.
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Old 16-10-2009, 12:24   #65
Aku
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Insomma quelle che producono servizi.....fino a quando altre aziende richiedono tali servizi.

Viene un po' in mente la bolla della new economy di inizio 2000
Non solo, ci sono molti campi di "nicchia" dove gli italiani sono stimati e praticamente senza concorrenza. Poi se vuoi pensarla diversamente libero di farlo eh. Non parlo di quelli basati sui servizi
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Old 16-10-2009, 12:25   #66
Vermezzese
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Potrei dire lo stesso di te. A mio parere e' proprio il 75% che crea problemi e bassissima competivita' Qualche tempo fa le PMI reggevano perche' non c'era la concorrenza low cost (ad esempio cinese). Ora queste piccole imprese stanno diventando una palla al piede. Il problema della burocrazia che tu accenni e' tristemente vero ed e' ancor di piu' un esempio di come il libero mercato sia una utopia. Utopia amio parere anche molto dannosa in quanto, invece, regole statali, se ben fatte (e non e' il caso nostro) danno solo sicurezza, certessa della competizione, facilita' di impresa e soprattutto quella che e' la leva prima del liberismo e della ricchezza e cioe' la diffusione del reddito tra i cittadini che evita tesaurizzazione. Mi dispiace dirlo ma gli ultimi governi Berlusconi sono stati piu' monetaristi che liberisti (anche se in intenzione piu' che nei fatti -per fortuna) anche se una certa tesaurizzazione perniciosa e' stata permessa.
ti dico solo una cosa, non sono un economista, anzie vivo da anni nell'imprenditoria delle PMI, conosco, almeno del mio settore i pregi e i difetti, e sono pure un elettore di sinistra.

comunque, il governo berlusconi ha creato falsi decreti che sono stati emanati solo per dar libero sfogo alle società da lui "create".

ce ne sono tantissime e anche di PMI, ma purtroppo sono loro a lavorare di più appunto perchè in questo paese creare concorrenza è pressoché impossibile.

sono daccordo con te a dire che ci devono essre delle regole, altrimenti ognunpo fa quel che vuole, ma attenzione, regole liberali e non che distruggano letteralmente la libertà di mercato e di concorrenza.

ti dico perchè non si riesce ad esportare quasi nulla, se non prodotti ad altissima tecnologia? perchè la burocrazia, il sistema, le tasse troppo alte, tutti quelle piccole virgole che ci fanno tirare fuori tantissimi soldi, la libertà di dettare legge alle banche, è tutto questo che ci distrugge, e non ci permette di sfondare in europa, perchè? perchè a parita di prodotto e di tecnologià, magari siamo più bravi, ma.... il prezzo è 3 volte superiore.

dimmi se sbaglio, oppure, magari, entra in una PMI e parla con il titolare, non quelli disonesti ma quelli onesti, che come me vanno in giro con il doblò.

è sbagliato e qui lo dico a tutti, generalizzare sui titolari, perchè non tutti evadono le tasse e sopratutto, non tutti hanno quei favori dei "politicanti".

comunque le PMI se evadono e vengono beccate "CHIUDONO" e rovinano i titolari, sono sopratutto le PMI che non evadono. perchè 1 sono le magior controllate da parte dello stato, e sopratutto hanno un rischio altissimo!

per quanto riguarda gli immigrati, che lavorano in nero, fidatevi vi sono molte azienda che vorrebberò metterli il regola ma queste finte leggi non glielo permettono.
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"Prefiero morir de pie a vivir arrodillado..."
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Old 16-10-2009, 12:29   #67
Vermezzese
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LA piccola azienda tende a "fidelizzare" il dipendente valido, perchè per lei è una ricchezza, Il piccolo imprenditore si vende la casa per tenere in piedi quella che per lui è il mezzo di sostentamento, sperando di rifarsi un domani in tempi migliori. Molto spesso per le PMI, come dicevo prima nella maggior parte dei casi sottocapitalizzate, l'unica via possibile è sopravvivere con enormi sforzi, perchè la chiusura a causa dell'indebitamento verso banche e fornitori costringerebbe a portare i libri in tribunale.

Per le aziende grandi, ci sono gli ammortizzatori sociali, ma sono molto più portate ad usare forme di lavoro flessibile, dove il lavoratore conta come un numero, non ha una faccia. La grande azienda quando funziona macina utili mostruosi, ma quando si blocca crea voraggini altrettanto grandi, e spesso e volentieri preferisce la delocalizzazione, o il ridimensionamento scaricando l'onere sui conti pubblici (CIGS). E poi la flessibilità la piccola azienda muove cifre molto più basse e ha bisogno di commesse meno importanti per sopravvivere, mentre la grande azienda guarda i bilanci, e taglia i rami secchi invece che convertirli e reinventarsi per sopravvivere, in quanto quello che realmente interessa agli azionisti è il dividendo.
tu non ti immagini quanto ti quoto!
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Old 16-10-2009, 12:31   #68
shambler1
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Dopo la famiglia tradizionale e la religione ce la prendiamo anche con le piccole imprese. Cosa c'è rimasto? La forma di stivale?
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Old 16-10-2009, 12:51   #69
iuccio
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Flessibilità in COSA? Lungamente?

Nella distribuzione semmai, sicuramente non nella progettazione.....nessuna "piccola azienda" può permettersi un team di 100 progettisti necessari per avviare e gestire un progetto che punti ad essere punto di riferimento per il mercato tecnologico, come ad esempio una GeForce o una Radeon.
Nessuna piccola azienda orienta il mercato, al massimo lo asseconda, integra, sostiene.....ma non ne è la radice.

Anche come indotto le cose stanno così.
La grande impresa, se funziona e rende, è anche per merito delle piccole imprese, che si possono specializzare a costi più bassi.

Nessuna piccola azienda può permettersi 100 progettisti ma anche le grandi, se possono, non ne assumono 100 a meno che non sia strettamente necessario: ne assumono 50 e gli altri 50 sono consulenti esterni per ambiti specifici.

Che poi non plasmino il mercato, mi pare anche ovvio (tranne per le nicchie, se vogliamo). Ma non vedo perchè questo dovrebbe portarle a essere considerate un cancro, che poi è la questione iniziale del thread.
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La community italiana per la ricerca scientifica facile - Il blog sul mio viaggio in Giappone
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Old 16-10-2009, 14:21   #70
fransys
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La grande impresa, se funziona e rende, è anche per merito delle piccole imprese, che si possono specializzare a costi più bassi.

Nessuna piccola azienda può permettersi 100 progettisti ma anche le grandi, se possono, non ne assumono 100 a meno che non sia strettamente necessario: ne assumono 50 e gli altri 50 sono consulenti esterni per ambiti specifici.

Che poi non plasmino il mercato, mi pare anche ovvio (tranne per le nicchie, se vogliamo). Ma non vedo perchè questo dovrebbe portarle a essere considerate un cancro, che poi è la questione iniziale del thread.
In merito al titolo ripeto: anche i leucociti servono, ma una proliferazione indiscriminata di essi porta al cancro.
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Old 16-10-2009, 14:34   #71
lowenz
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Dopo la famiglia tradizionale e la religione ce la prendiamo anche con le piccole imprese. Cosa c'è rimasto? La forma di stivale?
Va a cercare i post di Fabio80 a riguardo della PMI, è un ingegnere gestionale mangiacomunisti.....ma ovviamente la colpa è sempre del progressismo
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Old 16-10-2009, 15:47   #72
Pancho Villa
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Dopo la famiglia tradizionale e la religione ce la prendiamo anche con le piccole imprese. Cosa c'è rimasto? La forma di stivale?
Anche l'essere una penisola in effetti ci penalizza, vuoi mettere una bella pianura compatta e interconnessa come quella mitteleuropea?
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Old 16-10-2009, 16:07   #73
blade9722
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LA piccola azienda tende a "fidelizzare" il dipendente valido, perchè per lei è una ricchezza, Il piccolo imprenditore si vende la casa per tenere in piedi quella che per lui è il mezzo di sostentamento, sperando di rifarsi un domani in tempi migliori. Molto spesso per le PMI, come dicevo prima nella maggior parte dei casi sottocapitalizzate, l'unica via possibile è sopravvivere con enormi sforzi, perchè la chiusura a causa dell'indebitamento verso banche e fornitori costringerebbe a portare i libri in tribunale.

Per le aziende grandi, ci sono gli ammortizzatori sociali, ma sono molto più portate ad usare forme di lavoro flessibile, dove il lavoratore conta come un numero, non ha una faccia. La grande azienda quando funziona macina utili mostruosi, ma quando si blocca crea voraggini altrettanto grandi, e spesso e volentieri preferisce la delocalizzazione, o il ridimensionamento scaricando l'onere sui conti pubblici (CIGS). E poi la flessibilità la piccola azienda muove cifre molto più basse e ha bisogno di commesse meno importanti per sopravvivere, mentre la grande azienda guarda i bilanci, e taglia i rami secchi invece che convertirli e reinventarsi per sopravvivere, in quanto quello che realmente interessa agli azionisti è il dividendo.
Parli per sentito dire, oppure puoi fornire dati a supporto? Perche' nei momenti di crisi sono le piccole imprese a soffrire maggiormente.
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Old 16-10-2009, 16:54   #74
doctorstein
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Parli per sentito dire, oppure puoi fornire dati a supporto? Perche' nei momenti di crisi sono le piccole imprese a soffrire maggiormente.
A parte che sono uno di quei piccoli cancri che, a detta di chi ha aperto il 3d, affliggono l'italia. Parlo per esperienza personal e di contatto tutti i giorni con altre PMI. La PMI se chiude è perchè è costretta, non per convenienza, anche perchè il esempio giro di affari troppo piccolo per giustificare la creazione di buchi per cui valga la pena fallire volontariamente.

Poi ovviamente non tutto nelle PMI è giusto e sano, come non lo è nemmeno nei grandi gruppi industriali.
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Old 16-10-2009, 17:02   #75
blade9722
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A parte che sono uno di quei piccoli cancri che, a detta di chi ha aperto il 3d, affliggono l'italia. Parlo per esperienza personal e di contatto tutti i giorni con altre PMI. La PMI se chiude è perchè è costretta, non per convenienza, anche perchè il esempio giro di affari troppo piccolo per giustificare la creazione di buchi per cui valga la pena fallire volontariamente.

Poi ovviamente non tutto nelle PMI è giusto e sano, come non lo è nemmeno nei grandi gruppi industriali.
Aspetta, a me sembra che stai aggirando la domanda. Prendendo in considerazione l'attuale crisi, hai a disposizione i dati con la distribuzione dei licenziamenti, se provengono prevalentemente da piccole, medie o grandi imprese? Servono i numeri, non i giri di parole.
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Old 16-10-2009, 17:39   #76
fransys
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A parte che sono uno di quei piccoli cancri che, a detta di chi ha aperto il 3d, affliggono l'italia. Parlo per esperienza personal e di contatto tutti i giorni con altre PMI. La PMI se chiude è perchè è costretta, non per convenienza, anche perchè il esempio giro di affari troppo piccolo per giustificare la creazione di buchi per cui valga la pena fallire volontariamente.

Poi ovviamente non tutto nelle PMI è giusto e sano, come non lo è nemmeno nei grandi gruppi industriali.

Il punto che ho aperto e argomentato non e' che la singola piccola impresa e' un danno, ma e' un danno pensare un sistema industriale fatto essenzialmente di piccole realta'. In un altro momento storico hanno avuto senso, ma attualmente non e' piu' cosi. Globalizzazione, innovazione non sipossono permettere un tessuto industriale (non realta' singole sane) di piccole aziende.
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Old 16-10-2009, 17:41   #77
blamecanada
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Per le aziende grandi, ci sono gli ammortizzatori sociali, ma sono molto più portate ad usare forme di lavoro flessibile, dove il lavoratore conta come un numero, non ha una faccia.
Quando l'imprenditore e dipendente si rapportano ciascuno in quanto uomo, può anche esserci maggior “calore” nella piccola impresa, ma il rapporto tra i due in quanto imprenditore e dipendente, ossia nel puro rapporto economico è puramente strumentale: l'imprenditore non è altro che lo strumento col quale il lavoratore guadagna dei soldi, il lavoratore è lo strumento col quale l'imprenditore guadagna dei soldi.
Nella grande impresa viene strappato quell'ipocrita velo patetico-sentimentale che mistifica questo rapporto e lo fa apparire come una relazione umana.

Io poi ho notizie ben meno idilliache nella piccola impresa, come persone in seguito ad incidenti che li rendevano meno “efficienti” (nella piccola impresa non è necessaria la giusta causa per il licenziamento): altro che calore.
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Old 16-10-2009, 17:52   #78
-kurgan-
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mah.. nella mia umile esperienza personale, nella microimpresa che sto realizzando insieme ad un socio.. e nessun altro, facciamo bassi e chitarre elettriche che non temono nessuno sul mercato, con materiali design e tecniche di costruzione che nei negozi io non vedo, pure per marche "famose". Poi magari dovrei guardare fuori dal mio orticello, ma io e il mio socio per ora non ci vediamo così indietro rispetto ai concorrenti.. anzi, direi che sono indietro gli altri



nb facciamo tutto, ovviamente.. dal blocco di legno al prodotto finito, elettronica compresa su nostro progetto.
e non ditemi che faccio spam perchè dubito di trovar clienti qui
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Old 16-10-2009, 18:04   #79
blade9722
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Quando l'imprenditore e dipendente si rapportano ciascuno in quanto uomo, può anche esserci maggior “calore” nella piccola impresa, ma il rapporto tra i due in quanto imprenditore e dipendente, ossia nel puro rapporto economico è puramente strumentale: l'imprenditore non è altro che lo strumento col quale il lavoratore guadagna dei soldi, il lavoratore è lo strumento col quale l'imprenditore guadagna dei soldi.
Nella grande impresa viene strappato quell'ipocrita velo patetico-sentimentale che mistifica questo rapporto e lo fa apparire come una relazione umana.

Io poi ho notizie ben meno idilliache nella piccola impresa, come persone in seguito ad incidenti che li rendevano meno “efficienti” (nella piccola impresa non è necessaria la giusta causa per il licenziamento): altro che calore.
Mah, la mia obiezione era perlopiu' relativa ai licenziamenti. Per quanto riguarda i rapporti umani, dalla mia esperienza (non diretta, amici, sorella, etc...) i casi peggiori sono proprio le piccole aziende a gestione padronale. Sono quelle in cui ti fanno le storie per concederti un giorno di ferie non concordato con tre mesi di anticipo, dove cercano di indurti a stare 10 ore in ufficio senza chiedere straordinari, dove sono piu frequenti gli episodi di mobbing. Essere un "numero" non e' necessariamente uno svantaggio.
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marcolinuz
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Voglio porre un tema di discussione.

Durante la puntata di oggi 15 ottobre di annozero ho visto scorrere un titolo de "il Giornale" che recitava piu' o meno: "le piccole imprese sono il bene dell'Italia".

Ebbene questa mi sembra una delle castronerie piu' grandi e gravi che si possano concepire.

Il sistema industriale basato sulle piccole imprese poteva avere senso decenni fa, ma in un mercato globalizzato e alle prese con i paesi low cost e' ancora pensabile basarsi sulle piccole imprese che non fanno ricerca, non fanno sinergie, non fanno politiche economiche moderne?

Parlare di piccole imprese mi sembra tanto uno sbandierare inutili, pericolosi e obsoleti slogan come il "mercato regola tutto" slogan che posso capire creduti da sprovveduti o da persone in malafede. E' sotto gli occhi di tutti che le bandiere del libero mercato hanno battuto in questi mesi cassa allo Stato. E poi sento pontificare il vicedirettore del "il Giornale" sul libero mercato, ma va la, va la.
Il problema non è piccole/medie imprese vs grandi imprese. Storicamente proprio grazie ai Distretti Industriali italiani si è dimostrato che il modello delle Pmi può reggere la competizione internazionale anche con la grande impresa.
Il problema non è quale modello organizzativo sia migliore, ma risolvere altre problematiche tra cui le più gravi l'arretratezza del nostro Sistema Paese cui ha contribuito anche la pessima politica degli ultimi 15 anni (di tutti i colori e a tutti i livelli) e la mancanza di una Politica Industriale che sappia guidare e stimolare gli investimenti dai settori in declino vs quelli futuri.
Mancanza o arretratezza di infrastrutture, poca concorrenza in settori chiavi (energia, trasporti, telecomunicazioni, credito), mancanza di una politica lungimirante sul fattore chiave di concorrenza attuale e futura "La Conoscenza" (scuole, università, formazione), ecc.... sono questi i VERI problemi.
marcolinuz è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
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