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Old 16-10-2009, 00:31   #21
frankytop
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Ringraziamo la Olivetti,anzi Mr.De Benedetti,il quale avendo in mano una grande industria anzichè fare ricerca si è messo a fare quasi solo finanza e guarda caso è fallita mandando a spasso migliaia di dipendenti.

Ringraziamo anche Cesare Romiti che con la sua politica industriale fallimetare caratterizzata da miopia imprenditoriale che ha impedito qualunque innovazione tecnologica portando a sfornare ciofeche immonde come la Panda,facendo in modo che i bilanci dell'azienda quadrassero grazie all'assenza di uscite per la ricerca e nonostante gli onnipresenti interventi statali ha praticamente fatto fallire la FIAT.

Si,proprio bella sempre e comunque la grandi industrie,come no.
La piccola almeno si ingegna in tutti i modi per sopravvivere perchè sono a conduzione famigliare e ci tengono a non fallire,inoltre non può campare sulla finanza come i grandi e non può contare sul contributi statali (soldi nostri).
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Old 16-10-2009, 00:32   #22
lowenz
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Le piccole imprese forse fanno anche parte del libero mercato, ma il libero mercato non e' di questo mondo. Negli USA ci sono le lobbies, in EUropa i grandi gruppi specie tedeschi, in Asia i nuovi players, in Italia cosa facciamo?

Ma se anche le multinazionali presenti nel nostro territorio stanno andando via, vedi ad esempio la ricerca di Nokia Siemens che ora sembra essere in procinto di morire in Italia e preda di piccole aziende, e che faranno? saranno i soliti rami di azienda che aspettano di morire?
Eh ma noi abbiamo il Magic Italy, il sole più bello del mondo (TM), il mare più bello del mondo (TM), il campionato più bello del mondo (TM) e la storia più bella del mondo (TM)!

Effettivamente anche la pigrizia è la più bella del mondo, non è nemmeno definibile accidia infatti, siamo proprio sorridenti sornioni

Che ce ne frega dell'innovazione? Che ce ne frega se i cervelli (quelli veri eh, quelli che fanno la differenza) scappano via e non basta nemmeno la nostalgia di casa a farli tornare? Non bastano nemmeno le cose più belle al mondo (TM).....siamo messi decisamente male allora, altro che bene

Dai su, non pensiamoci che intanto abbiamo passato il turno per i mondiali.....

Ultima modifica di lowenz : 16-10-2009 alle 00:34.
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Old 16-10-2009, 00:35   #23
lowenz
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La piccola almeno si ingegna in tutti i modi per sopravvivere
E' vero, tipo non fare fatturazione se non in casi dove rischiano
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Old 16-10-2009, 00:41   #24
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E' vero, tipo non fare fatturazione se non in casi dove rischiano
Se per te l'operato della piccola industria si riassume in questo beh,ti consiglio di emigrare.
Prendo atto che tu preferisci che ti sfilino denaro dal portafoglio attraverso gli incentivi statali alle grandi industrie.
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Old 16-10-2009, 00:42   #25
fransys
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Ringraziamo la Olivetti,anzi Mr.De Benedetti,il quale avendo in mano una grande industria anzichè fare ricerca si è messo a fare quasi solo finanza e guarda caso è fallita mandando a spasso migliaia di dipendenti.

Ringraziamo anche Cesare Romiti che con la sua politica industriale fallimetare caratterizzata da miopia imprenditoriale che ha impedito qualunque innovazione tecnologica portando a sfornare ciofeche immonde come la Panda,facendo in modo che i bilanci dell'azienda quadrassero grazie all'assenza di uscite per la ricerca e nonostante gli onnipresenti interventi statali ha praticamente fatto fallire la FIAT.

Si,proprio bella sempre e comunque la grandi industrie,come no.
La piccola almeno si ingegna in tutti i modi per sopravvivere perchè sono a conduzione famigliare e ci tengono a non fallire,inoltre non può campare sulla finanza come i grandi e non può contare sul contributi statali (soldi nostri).

Allora, la Olivetti ha di fatto creato la Omnitel poi parte fondamentale di Vodafone. Ha poi cercato di riposizionarsi in altri ambiti ma sai le scelte di De Benedetti sono state un po' osteggiate (il lodo Mondadori non ti dice nulla????).
La FIAT ha avuto una gestione infelice con Romiti, ma mi sembra che si stia dando da fare. Con aiuti statali, e tu pensi che all'estero non lo fanno, le cronache recenti non ti hanno detto nulla? Poi, proprio la Panda e' stata un successo? E perche' le piccole e medie aziende non battono continuamente cassa allo stato?

Finmeccanica non ti dice nulla, a prescindere dai settori che uno puo' non condividere (ad esempio il militare) non sai che la maggior parte della ricerca in Italia e' fatta da questa azienda?

Chi fa ricerca, le aziende di consulenza informatica che peraltro spesso vivono sulle aziende piu' grandi?
La Mediaset? con Italia 1?

Ma ti rendi conto che un paese non puo' andare avanti con aziende che come dici tu "si ingegna in tutti i modi per sopravvivere perchè sono a conduzione famigliare e ci tengono a non fallire". Ma dove vogliamo andare? Possiamo competere ad esempio con la Germania che ha:BMW, Volkswagen,Bosch, Siemens, Roche, Lufthansa, Daimler, etc, o con la Francia che ha:Alstom, Auchan, Carrefour, Renault, Alcatel, gruppoPSA, etc. o addirittura USA?
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Old 16-10-2009, 00:47   #26
lowenz
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Se per te l'operato della piccola industria si riassume in questo beh,ti consiglio di emigrare.
Prendo atto che tu preferisci che ti sfilino denaro dal portafoglio attraverso gli incentivi statali alle grandi industrie.
Azienda, non industria.....

No, ci sono cose anche peggiori, tipo assunzioni in nero
Mi informerò su incentivi statali alla ST (il mio modello di azienda), vediamo cosa ne salta fuori
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Old 16-10-2009, 00:50   #27
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Finmeccanica non ti dice nulla, a prescindere dai settori che uno puo' non condividere (ad esempio il militare) non sai che la maggior parte della ricerca in Italia e' fatta da questa azienda?
Penso il 90% degli italiani non sappia nemmeno cosa sia Finmeccanica
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Old 16-10-2009, 00:52   #28
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Le piccole imprese sono parte fondamentale di qualunque economia. La flessibilità che sono in grado di offrire in alcuni casi supera lungamente i benefici di scala ottenibili dalle grandi imprese.

L'Italia indubbiamente soffre la mancanza di grandi imprese che in qualche modo raggruppino e focalizzino le piccole imprese ma da qua a dire che sono il cancro del paese ne passa di acqua sotto i ponti....

Leggete un qualunque testo di economia (o, se siete meno "teorici", parlate con qualunque piccolo imprenditore) e vedrete che, dietro il "troviamo un modo per sopravvivere", c'è tantissimo amore per la propria impresa, cosa che spesso li spinge a compiere azioni e sacrifici che nessun capitano di grande industria potrebbe mai pensare.

Le PMI hanno punti deboli ma anche punti di forza, volerne fare a meno è fantascienza e mancanza di concretezza.
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Old 16-10-2009, 01:00   #29
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Allora, la Olivetti ha di fatto creato la Omnitel poi parte fondamentale di Vodafone. Ha poi cercato di riposizionarsi in altri ambiti ma sai le scelte di De Benedetti sono state un po' osteggiate (il lodo Mondadori non ti dice nulla????).
La FIAT ha avuto una gestione infelice con Romiti, ma mi sembra che si stia dando da fare. Con aiuti statali, e tu pensi che all'estero non lo fanno, le cronache recenti non ti hanno detto nulla? Poi, proprio la Panda e' stata un successo? E perche' le piccole e medie aziende non battono continuamente cassa allo stato?

Finmeccanica non ti dice nulla, a prescindere dai settori che uno puo' non condividere (ad esempio il militare) non sai che la maggior parte della ricerca in Italia e' fatta da questa azienda?

Chi fa ricerca, le aziende di consulenza informatica che peraltro spesso vivono sulle aziende piu' grandi?
La Mediaset? con Italia 1?

Ma ti rendi conto che un paese non puo' andare avanti con aziende che come dici tu "si ingegna in tutti i modi per sopravvivere perchè sono a conduzione famigliare e ci tengono a non fallire". Ma dove vogliamo andare? Possiamo competere ad esempio con la Germania che ha:BMW, Volkswagen,Bosch, Siemens, Roche, Lufthansa, Daimler, etc, o con la Francia che ha:Alstom, Auchan, Carrefour, Renault, Alcatel, gruppoPSA, etc. o addirittura USA?
Certo,dopo la batosta fallimentare la Olivetti ha cambiato rotta,ma ci è voluta la batosta che poteva risparmiarsi,compresi i lavoratori.
Stesso discorso per la Fiat tra l'altro dopo decenni di sovvenzioni,quando ancora si poteva fare.

Dell'editoria chissenefrega,non genera ricchezza tecnologica.

Le piccole imprese non battono cassa allo stato perchè tanto questi è completamente sordo sia perchè politicamente ci si guadagna di più con gli incentivi alle grandi industrie che non una piccola e anonima industrietta e sia perchè non ci sarebbe il denaro per tutti.
Dove abito io le industrie tessili ci hanno provato a chiedere incentivi:nisba,nada.

Si grazie,sono al corrente che Finmeccanica produce ricchezza e chi ha detto il contrario?Le grandi industrie hanno una importanza vitale per la grande ricerca,basta volerlo fare però.

Se le piccole aziende vivono,vuol dir che ci sono le condizioni affinchè ciò avvenga,nel senso che è il mercato che decide chi deve sopravvivere e chi no.
Le aziende si confrontano tra loro per dimensioni,e se le piccole riescono a soddisfare le richieste del mercato,bene vuol dire che la loro esistenza è economicamente vantaggiosa:nel momento in cui ciò non dovesse avvenire o scompaiono o crescono associandosi.

Non sei tu a stabilire l'utilità delle dimensioni di una azienda ma il mercato.
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Old 16-10-2009, 01:01   #30
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Le piccole imprese sono parte fondamentale di qualunque economia. La flessibilità che sono in grado di offrire in alcuni casi supera lungamente i benefici di scala ottenibili dalle grandi imprese.

L'Italia indubbiamente soffre la mancanza di grandi imprese che in qualche modo raggruppino e focalizzino le piccole imprese ma da qua a dire che sono il cancro del paese ne passa di acqua sotto i ponti....

Leggete un qualunque testo di economia (o, se siete meno "teorici", parlate con qualunque piccolo imprenditore) e vedrete che, dietro il "troviamo un modo per sopravvivere", c'è tantissimo amore per la propria impresa, cosa che spesso li spinge a compiere azioni e sacrifici che nessun capitano di grande industria potrebbe mai pensare.

Le PMI hanno punti deboli ma anche punti di forza, volerne fare a meno è fantascienza e mancanza di concretezza.
Ma è questo il punto. Servono ma non possono essere il fulcro di un paese competitivo in ambito internazionale. Anche i leucociti servono ma una predominanza impazzita porta a tumori, di qui il titolo del thread.
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Old 16-10-2009, 01:03   #31
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Le piccole imprese sono parte fondamentale di qualunque economia. La flessibilità che sono in grado di offrire in alcuni casi supera lungamente i benefici di scala ottenibili dalle grandi imprese.
Flessibilità in COSA? Lungamente?

Nella distribuzione semmai, sicuramente non nella progettazione.....nessuna "piccola azienda" può permettersi un team di 100 progettisti necessari per avviare e gestire un progetto che punti ad essere punto di riferimento per il mercato tecnologico, come ad esempio una GeForce o una Radeon.
Nessuna piccola azienda orienta il mercato, al massimo lo asseconda, integra, sostiene.....ma non ne è la radice.

Anche come indotto le cose stanno così.
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Old 16-10-2009, 01:09   #32
lowenz
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se le piccole riescono a soddisfare le richieste del mercato,bene vuol dire che la loro esistenza è economicamente vantaggiosa
Spesso solo per l'outsourcing.....ma cosa succede se non lo si chiede più?
Panico.
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Old 16-10-2009, 01:13   #33
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Certo,dopo la batosta fallimentare la Olivetti ha cambiato rotta,ma ci è voluta la batosta che poteva risparmiarsi,compresi i lavoratori.
Stesso discorso per la Fiat tra l'altro dopo decenni di sovvenzioni,quando ancora si poteva fare.

Dell'editoria chissenefrega,non genera ricchezza tecnologica.

Le piccole imprese non battono cassa allo stato perchè tanto questi è completamente sordo sia perchè politicamente ci si guadagna di più con gli incentivi alle grandi industrie che non una piccola e anonima industrietta e sia perchè non ci sarebbe il denaro per tutti.
Dove abito io le industrie tessili ci hanno provato a chiedere incentivi:nisba,nada.

Si grazie,sono al corrente che Finmeccanica produce ricchezza e chi ha detto il contrario?Le grandi industrie hanno una importanza vitale per la grande ricerca,basta volerlo fare però.

Se le piccole aziende vivono,vuol dir che ci sono le condizioni affinchè ciò avvenga,nel senso che è il mercato che decide chi deve sopravvivere e chi no.
Le aziende si confrontano tra loro per dimensioni,e se le piccole riescono a soddisfare le richieste del mercato,bene vuol dire che la loro esistenza è economicamente vantaggiosa:nel momento in cui ciò non dovesse avvenire o scompaiono o crescono associandosi.

Non sei tu a stabilire l'utilità delle dimensioni di una azienda ma il mercato.
Al mercato non credo in quanto come ho detto non esiste come libero soggetto e la crisi lo ha ampiamente dimostrato. E comunque la crisi attuale sua falcidiando le piccole aziende, purtroppo per i lavoratori.
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Old 16-10-2009, 01:25   #34
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Al mercato non credo in quanto come ho detto non esiste come libero soggetto e la crisi lo ha ampiamente dimostrato. E comunque la crisi attuale sua falcidiando le piccole aziende, purtroppo per i lavoratori.
Il libero mercato non esiste nella realtà fattuale. E' un aspirazione teorica asintotica che non si raggiunge mai. Ci si può avvicinare, ma in italia siamo più distanti che da altre parti (nemmeno gli Usa lo sono, tanto per chiarire).Lo stato è padrone di quello che produci per metà. Gestisce malissimo queste risorse (del resto non sono di nessuno essendo "bene comune" ) e crea cartelli, monopoli, privilegi e prebende. Oltre 3 milioni di dipendenti pubblici (Quante multinazionali ci sarebbero con tutta questa forza lavoro?) un sistema burocratico asfissiante e una presenza sindacale che produce intralcio all'impresa, ma allo stesso tempo ha tutelato pochissimo la produttività del dipendente. L'imprenditore cerca aiuti politici perchè trova terreno fertile. Il problema non è la piccola o la grande impresa, in un sistema meno corrotto e più libero dalla politica le condizioni sarebbero sicuramente migliori per fare ricerca e innovazione.
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Old 16-10-2009, 01:27   #35
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Al mercato non credo in quanto come ho detto non esiste come libero soggetto e la crisi lo ha ampiamente dimostrato. E comunque la crisi attuale sua falcidiando le piccole aziende, purtroppo per i lavoratori.
Certo che vengono falcidiate ma la crisi colpisce tutti,anche i grandi,la crisi non ha messo in evidenza una relazione tra diensione aziendale e la sua fragilità perchè come si vede ci sono parecchie piccole aziende che organizzando i turni di lavoro riescono a sopravvivere.

Tutte le grandi aziende,basta vedere negli USA,che non hanno goduto di sovvenzioni statali hanno sofferto come le piccole.
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Old 16-10-2009, 01:32   #36
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Il libero mercato non esiste nella realtà fattuale. E' un aspirazione teorica asintotica che non si raggiunge mai. Ci si può avvicinare, ma in italia siamo più distanti che da altre parti (nemmeno gli Usa lo sono, tanto per chiarire).Lo stato è padrone di quello che produci per metà. Gestisce malissimo queste risorse (del resto non sono di nessuno essendo "bene comune" ) e crea cartelli, monopoli, privilegi e prebende. Oltre 3 milioni di dipendenti pubblici (Quante multinazionali ci sarebbero con tutta questa forza lavoro?) un sistema burocratico asfissiante e una presenza sindacale che produce intralcio all'impresa, ma allo stesso tempo ha tutelato pochissimo la produttività del dipendente. L'imprenditore cerca aiuti politici perchè trova terreno fertile. Il problema non è la piccola o la grande impresa, in un sistema meno corrotto e più libero dalla politica le condizioni sarebbero sicuramente migliori per fare ricerca e innovazione.
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Old 16-10-2009, 01:36   #37
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Consiglio di leggere questo interessante articolo de Il Sole 24 Ore che parla di una azienda produttrice di cuscinetti a sfera.
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Old 16-10-2009, 01:37   #38
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tutelato pochissimo la produttività del dipendente
"Tutelare la produttività del dipendente"?
Non sapevo fosse questo il compito del sindacato, io pensavo fosse tutelarne l'integrità, la retribuzione.....non il fatto che produca di più per ogni giorno/uomo
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Old 16-10-2009, 01:45   #39
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Consiglio di leggere questo interessante articolo de Il Sole 24 Ore che parla di una azienda produttrice di cuscinetti a sfera.
Uno cinico direbbe "Il mercato ha premiato i vostri concorrenti cinesi, esattamente come voi siete stati premiati in passato (e QUINDI avete fatto chiudere altre realtà aziendali)".

Resta cmq come dicevo sopra:
Quote:
Spesso solo per l'outsourcing.....ma cosa succede se non lo si chiede più?
Panico.
Se il tuo core business è dipendente così strettamente da altri.....la tua lamentela non è diversa da quella dell'operaio che magari hai licenziato.

Ultima modifica di lowenz : 16-10-2009 alle 09:10.
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Old 16-10-2009, 01:47   #40
doctorstein
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Originariamente inviato da fransys Guarda i messaggi
Voglio porre un tema di discussione.

Durante la puntata di oggi 15 ottobre di annozero ho visto scorrere un titolo de "il Giornale" che recitava piu' o meno: "le piccole imprese sono il bene dell'Italia".

Ebbene questa mi sembra una delle castronerie piu' grandi e gravi che si possano concepire.

Il sistema industriale basato sulle piccole imprese poteva avere senso decenni fa, ma in un mercato globalizzato e alle prese con i paesi low cost e' ancora pensabile basarsi sulle piccole imprese che non fanno ricerca, non fanno sinergie, non fanno politiche economiche moderne?

Parlare di piccole imprese mi sembra tanto uno sbandierare inutili, pericolosi e obsoleti slogan come il "mercato regola tutto" slogan che posso capire creduti da sprovveduti o da persone in malafede. E' sotto gli occhi di tutti che le bandiere del libero mercato hanno battuto in questi mesi cassa allo Stato. E poi sento pontificare il vicedirettore del "il Giornale" sul libero mercato, ma va la, va la.
Premetto che da come hai impostato il discorsi, se l'articolo fosse di repubblica o il fatto, saresti stato d'accordo.

Il problema non è tanto la dimensione, ma la capitalizzazione delle aziende, la capacità di far fronte a investimenti, ricerca con mezzi propri, di reggere a crisi senza interventi esterni e tutto questo purtroppo è molto crossover, e non legato al numero di dipendenti, o al giro di affari.

Ovviamente la piccola impresa pesa meno sullo stato perchè non ha modo di ricattare l'opinione pubblica minacciando migliaia di licenziamenti.

Quote:
Originariamente inviato da Valuk Guarda i messaggi
Il problema è che l'economia italiana è basata sulle piccole e medie imprese, di grande c'è ben poco. Scompaiono quelle, scompare tutto.
non sarebbe assolutemente un problema, a patto che il paese sia competitivo... costo del lavoro altissimo e redditi procapite bassi servono a bloccare lo sviluppo e a castrare la domanda interna. Per questo le PMI faticano a diventare corporate.

Quote:
Originariamente inviato da ConteZero Guarda i messaggi
Il problema è che le piccole imprese, spesso a causa dei piccoli (in ben altro senso) proprietari, non crescono.
Al proprietario per anni è interessato più il conto all'estero che lo sviluppo e l'imprenditorialità (anche a causa dei vari problemi dell'Italia) è sempre stata troppo rischiosa.
Il problema più grande è il salto generazionale. Queste persone piccole e basse e pure schifose, si prendono dei rischi personali mooolto grandi, magari lasciano la casa in garanzia per le linee di credito, magari buttano soldi in ditta in momenti di crisi. Per la carità, ho sognato, sono tutti ladri ed evasori. Personalmente conosco diversi imprenditori, che mantengono l'azienda aperta, praticamente in pari, solo per non lasciare a casa i dipendenti. omportamemto veramente squallido!

A parte l'insabilite e altri rischi che hanno bloccato il convergere di capitali, l'italia è fortemente limitata in quanto a infrastrutture:

Sistema portuale fortemente limitato (nonostante una posizione invidiabile). Vedere problemi del porto di genova, che non cresce perchè una politica miope ritiene inutile un collegamento ferroviario efficace con la pianura padana.

Sistema ferroviario ridicolo, penalizzato dalla conformazione del territorio, ma anche castrato dalla miopia delle amministrazioni anche locali. Linea alta velocità pensata tra i primi al mondo, e 40 anni dopo non ancora ultimata. Forti opposizioni locali alla costruione di infrastrutture strategiche (Tav in valsusa).

Sistema straale non in grado i sostenere il traffico. Cronica carenza di posteggi nelle città, regolamentazioni miopi e masochistiche con limiti anacronistici

Sistema aeroportuale da barzelletta, 30 aeroporti i cui almeno la metà sostenuti con soldi pubblici. Scarsità di collegamenti intercontinentali da milano. Mercato aereo praticamene in mano alle low cost. Se i fondi fossero spesi per ottimizzare solo l'utile, anzichè foraggiare o costruirie aeroporti che non arrivano nemmeno ai 200.000 passeggeri annuali tutto il sistema ne guadagnerebbe, sebbene sia un forum di informatica gli affari si concludono spesso e volentieri di persona magari dall'altro lato del mondo e non dopo una videoconferenza. Possibile che da amsterdam si arrivi in tutto il mondo e da milano ,capitale della moda e dell'industria italiana non si vada da nessuna parte? unica soluzione? chiudere linate, e i conti tornerebbero quasi da subito... ma nessuno vuole costringere potenziali elettori a alzarsi 30 minuti prima per andare a malpensa piuttosto che a linate, che continua a funzionare in barba alla legge bersani che dovrebbe limitarlo.


Quote:
Originariamente inviato da fransys Guarda i messaggi
su questo hai ragione, ma bisognerebbe creare piu' realta' competitive.
Ci sono e sono molto più di quello che si crede.
Come anche in italia ci sono grandi aziende, spesso leader nei settori dove operano. la citata fin meccanica, la ferrero e si porebbe andare avanti a lungo. Non siamo la germania, la cui industria pesante risale a ben prima della guerra ed è legata soprattutto alla presneza di materie prime, e di una cultura organizzativa diversa.

Quote:
Originariamente inviato da killercode Guarda i messaggi
Con risata malefica alla fine

Boh, quello che dite è assolutamente vero, però è anche vero che è un sistema economico che non si distrugge alla prima crisi bancaria, soffre ma regge.

In pratica è una morte mooolto lenta fastidiosa ma mai dolorosa
Il sistema ha retto abbastanza bene, e le banche hanno saputo reggere meglio di molti altri paesi che reputiamo davanti a noi.

Quote:
Originariamente inviato da sparagnino Guarda i messaggi
Li piccole (e medie) imprese non sono le uniche in Italia.
Sono la quasi totalità.

Non è esatto dire che le PM imprese sono male o bene.
E non è anche molto corretto che il Mercato decide cosa sia bene e cosa sia male.

L'Italia se vuole starsene sulle PM imprese deve decidere di accettare realtà tali e non voler (o pretendere) imprese grandi.
Le due aziende possono e devono convivere. Il grosso problema per le PMI è l'accesso al credito, regolamentato da Basilea 2, parametrato su aziende più grandi, e soprattuto rapportato ai tempi di pagamenti medi europei, e quelli italiani sono almeno doppi. Cosa pretendere, se anche le PA pagano mesi dopo la scadenza delle fatture, peccato che non se ne possa chiedere il fallimento.

Quote:
Originariamente inviato da Valuk Guarda i messaggi
Infatti è lo Stato a mantenere le casse della Fiat
dal un po' di anni solo con incentivi, che vanno indistintamente a tutte le case. La cassa integrazione è pagata da un fondo apposito in cui le aziende che ne hanno diritto versano contributi specifici.

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Originariamente inviato da fransys Guarda i messaggi
Le piccole imprese forse fanno anche parte del libero mercato, ma il libero mercato non e' di questo mondo. Negli USA ci sono le lobbies, in EUropa i grandi gruppi specie tedeschi, in Asia i nuovi players, in Italia cosa facciamo?

Ma se anche le multinazionali presenti nel nostro territorio stanno andando via, vedi ad esempio la ricerca di Nokia Siemens che ora sembra essere in procinto di morire in Italia e preda di piccole aziende, e che faranno? saranno i soliti rami di azienda che aspettano di morire?
PMI di eccellenza potrebbero realmente fare la differenza se il paese fosse competitivo. Grazie alla rete molti servizi si possono erogare worlwide, grazie ai collegamenti si potrebbero fornire servizi e prodotti on time a livello globale. Essere strutturati diversamente rispetto al resto del mondo non è necessariamente un male. basta che il sistema sia competitivo.

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Originariamente inviato da fransys Guarda i messaggi
Allora, la Olivetti ha di fatto creato la Omnitel poi parte fondamentale di Vodafone. Ha poi cercato di riposizionarsi in altri ambiti ma sai le scelte di De Benedetti sono state un po' osteggiate (il lodo Mondadori non ti dice nulla????).
La FIAT ha avuto una gestione infelice con Romiti, ma mi sembra che si stia dando da fare. Con aiuti statali, e tu pensi che all'estero non lo fanno, le cronache recenti non ti hanno detto nulla? Poi, proprio la Panda e' stata un successo? E perche' le piccole e medie aziende non battono continuamente cassa allo stato?

Finmeccanica non ti dice nulla, a prescindere dai settori che uno puo' non condividere (ad esempio il militare) non sai che la maggior parte della ricerca in Italia e' fatta da questa azienda?

Chi fa ricerca, le aziende di consulenza informatica che peraltro spesso vivono sulle aziende piu' grandi?
La Mediaset? con Italia 1?

Ma ti rendi conto che un paese non puo' andare avanti con aziende che come dici tu "si ingegna in tutti i modi per sopravvivere perchè sono a conduzione famigliare e ci tengono a non fallire". Ma dove vogliamo andare? Possiamo competere ad esempio con la Germania che ha:BMW, Volkswagen,Bosch, Siemens, Roche, Lufthansa, Daimler, etc, o con la Francia che ha:Alstom, Auchan, Carrefour, Renault, Alcatel, gruppoPSA, etc. o addirittura USA?
Fiat non è messa così male, continua a crescere sia sul nazionale che nell'internazionale. Eni è una compagnia petrolifera importante, finmeccanica, e correlata sono all'avanguardia, agusta westland è ai vertici mondiali di sistemi elicotteristici etc.. E tutte le aziende grandi hanno bisogno di un terziario di PMI, e infatti molte multinazionali estere, fanno produrre a piccole realtà italiane i componenti per i loro preziosi prodotti, siano essi BMW, BOSH e tutte le altre.
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Originariamente inviato da lowenz Guarda i messaggi
Penso il 90% degli italiani non sappia nemmeno cosa sia Finmeccanica
magari non sanno che l'italiana luxottica, controlla la Rayban

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Originariamente inviato da iuccio Guarda i messaggi
Le piccole imprese sono parte fondamentale di qualunque economia. La flessibilità che sono in grado di offrire in alcuni casi supera lungamente i benefici di scala ottenibili dalle grandi imprese.

L'Italia indubbiamente soffre la mancanza di grandi imprese che in qualche modo raggruppino e focalizzino le piccole imprese ma da qua a dire che sono il cancro del paese ne passa di acqua sotto i ponti....

Leggete un qualunque testo di economia (o, se siete meno "teorici", parlate con qualunque piccolo imprenditore) e vedrete che, dietro il "troviamo un modo per sopravvivere", c'è tantissimo amore per la propria impresa, cosa che spesso li spinge a compiere azioni e sacrifici che nessun capitano di grande industria potrebbe mai pensare.

Le PMI hanno punti deboli ma anche punti di forza, volerne fare a meno è fantascienza e mancanza di concretezza.
Le microaziende spesso lavorano all'ombra della grande impresa, come fornitori, tezisti, poli e centri di consulenza etc.. Moltissime aziende italiane forniscono componenti a tanto decantate aziende tedesche, La piccola azienda è una ricchezza, non un limite. Il limite è del paese che grazie ad anni di bastoni tra le ruote, di padrone cattivo e da punire, le ha ostacolate bloccando un passaggio allo step successivo.
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