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Old 16-09-2009, 14:10   #281
durbans
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Ho guardato un pezzettino di Porta a Porta.
Sinceramente in mezzo al trionfalismo imperante la cosa che mi ha deluso e' stato lo scambio di battute (riporto le frasi a memoria, non sono sicuramente esatte)

Vespa: "Con o senza la crisi, le gente che guadagna 1000 euro ... 1000 euro erano e 1000 euro rimangono. Come si fa a vivere con 1000 euro ?"
Berlusconi: " Anchio mi chiedo come possano vivere con 1000 euro ... speriamo che l'economia si riprenda e possano guadagnare di piu'"

??????????????????????????????????????

Magari una detassazione degli stipendi, no eh ?
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Old 16-09-2009, 14:19   #282
ilguercio
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Lui se lo chiede ma alla fine fottesega...
Tanto le nostre tasse se le sputtanano nei migliori vizi.
Che ti frega del popolo se sei tu stesso un imprenditore(che già ha un desiderio immane di soldi e potere) prima che un politico(che alla fine è la stessa cosa,solo che l'azienda diventa lo stato italiano e invece di dipendenti hai contribuenti).
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Old 16-09-2009, 14:31   #283
marchigiano
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Vespa: "Con o senza la crisi, le gente che guadagna 1000 euro ... 1000 euro erano e 1000 euro rimangono. Come si fa a vivere con 1000 euro ?"
Berlusconi: " Anchio mi chiedo come possano vivere con 1000 euro ... speriamo che l'economia si riprenda e possano guadagnare di piu'"

??????????????????????????????????????

Magari una detassazione degli stipendi, no eh ?
infatti ha detto che l'azione di governo va nella direzione di uscire il prima possibile dalla crisi in modo che con una economia forte si possano aumentare salari e stipendi

anche se finchè l'euro non cala la vedo dura...
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Old 16-09-2009, 14:38   #284
ConteZero
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infatti ha detto che l'azione di governo va nella direzione di uscire il prima possibile dalla crisi in modo che con una economia forte si possano aumentare salari e stipendi

anche se finchè l'euro non cala la vedo dura...
Sintesi : Ajja passà a'nuttat.

Anche NESSUN GOVERNO userebbe la stessa "tattica", aspettare e sperare che la crisi finisca presto.
Questa è una politica inerziale.
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Old 16-09-2009, 14:41   #285
bluelake
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infatti ha detto che l'azione di governo va nella direzione di uscire il prima possibile dalla crisi in modo che con una economia forte si possano aumentare salari e stipendi

anche se finchè l'euro non cala la vedo dura...
viene da domandarsi perché non sia stato allora fatto PRIMA della crisi di aumentare salari e stipendi... e soprattutto se l'aumento di salari e stipendi sarà fatto diminuendo il costo del lavoro per l'impresa (perché per 1.000 euro di stipendio, il costo per l'impresa è di 2.000 euro) o semplicemente cambiando le cifre nei CCNL.
Se cala l'euro si torna alle candele e ai cavalli, e gioverebbe solo alle imprese che esportano... che poi, gioverebbe il giusto, anche le imprese usano l'elettricità e i carburanti per trasportare le merci, se aumentano questi costi il guadagno in più va a farsi benedire.
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Old 16-09-2009, 14:49   #286
ConteZero
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viene da domandarsi perché non sia stato allora fatto PRIMA della crisi di aumentare salari e stipendi... e soprattutto se l'aumento di salari e stipendi sarà fatto diminuendo il costo del lavoro per l'impresa (perché per 1.000 euro di stipendio, il costo per l'impresa è di 2.000 euro) o semplicemente cambiando le cifre nei CCNL.
Se cala l'euro si torna alle candele e ai cavalli, e gioverebbe solo alle imprese che esportano... che poi, gioverebbe il giusto, anche le imprese usano l'elettricità e i carburanti per trasportare le merci, se aumentano questi costi il guadagno in più va a farsi benedire.
Legge 0 del tremontismo : La colpa è dell'euro.
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Old 16-09-2009, 14:50   #287
marchigiano
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Se cala l'euro si torna alle candele e ai cavalli, e gioverebbe solo alle imprese che esportano... che poi, gioverebbe il giusto, anche le imprese usano l'elettricità e i carburanti per trasportare le merci, se aumentano questi costi il guadagno in più va a farsi benedire.
ma son le imprese che esportano che fanno lavorare gli italiani

quelle che importano fanno lavorare i cinesi o i tedeschi o i jap o altri insomma...

e l'inflazione da energia si può smussare data la grande quota di tasse che c'è sopra
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Old 16-09-2009, 14:52   #288
Stigmata
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e l'inflazione da energia si può smussare data la grande quota di tasse che c'è sopra
non sarebbe aiuto di stato, come ipoteticamente con la benzina?
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Old 16-09-2009, 15:06   #289
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ma son le imprese che esportano che fanno lavorare gli italiani

quelle che importano fanno lavorare i cinesi o i tedeschi o i jap o altri insomma...

e l'inflazione da energia si può smussare data la grande quota di tasse che c'è sopra
Che bello!
Per una fabbrica che da lavoro a 20 persone vendendo cuscinetti a sfera 60 milioni di persone devono subire i rialzi dei prezzi.
L'idea, invece, di cercare di conquistare mercati ad alto valore aggiunto no, meglio continuare a campare sul semilavorato provando a far le scarpe alla Cina
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Old 16-09-2009, 15:07   #290
bluelake
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ma son le imprese che esportano che fanno lavorare gli italiani

quelle che importano fanno lavorare i cinesi o i tedeschi o i jap o altri insomma...

e l'inflazione da energia si può smussare data la grande quota di tasse che c'è sopra
le imprese che esportano, se hanno padroni intelligenti, dipendenti intelligenti, banche che non siano strozzine e enti statali che sanzionino chi opera scorrettamente e non a caso (ultimi due punti ardui da trovare), sanno anche "convertirsi" per operare più sui mercati UE che su quelli americani o asiatici; ma un governo ostaggio delle banche (perché è così, purtroppo, se domani a Intesa o Unicredit girano le palle ci troviamo con mezza Italia bloccata perché, ad esempio, Alitalia esiste solo grazie ai prestiti di Intesa) non potrà mai adottare politiche serie che favoriscano lo sviluppo delle imprese e l'aumento di potere d'acquisto dei lavoratori, e l'inettitudine di troppi imprenditori italiani probabilmente renderebbe tali politiche inutili.
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Old 16-09-2009, 15:08   #291
marchigiano
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non sarebbe aiuto di stato, come ipoteticamente con la benzina?
si e no, il fatto è che in europa la tassazione su carburanti non dovrebbe essere proporzionale... invece così più sale più tasse incassano. ovvio che quando il barile arriva a 150$ paghiamo tasse assurde, quindi una smussatina sarebbe giusta. meglio di tutti sarebbe togliere le tasse variabili e mettere solo quelle fisse
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Old 16-09-2009, 15:13   #292
marchigiano
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Che bello!
Per una fabbrica che da lavoro a 20 persone vendendo cuscinetti a sfera 60 milioni di persone devono subire i rialzi dei prezzi.
L'idea, invece, di cercare di conquistare mercati ad alto valore aggiunto no, meglio continuare a campare sul semilavorato provando a far le scarpe alla Cina
ridi dicendo le mie stesse cose: aumentare il nostro lavoro che significa? in italia si producono quasi solo prodotti di alta gamma e quindi alto valore aggiunto....

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le imprese che esportano, se hanno padroni intelligenti, dipendenti intelligenti, banche che non siano strozzine e enti statali che sanzionino chi opera scorrettamente e non a caso (ultimi due punti ardui da trovare), sanno anche "convertirsi" per operare più sui mercati UE che su quelli americani o asiatici; ma un governo ostaggio delle banche (perché è così, purtroppo, se domani a Intesa o Unicredit girano le palle ci troviamo con mezza Italia bloccata perché, ad esempio, Alitalia esiste solo grazie ai prestiti di Intesa) non potrà mai adottare politiche serie che favoriscano lo sviluppo delle imprese e l'aumento di potere d'acquisto dei lavoratori, e l'inettitudine di troppi imprenditori italiani probabilmente renderebbe tali politiche inutili.
il mercato UE è già saturo come fai a conquistarlo? vedi fiat che anche se sta aumentando la quota europea non potrà mai fare grandi numeri di crescita come in altri paesi...

meglio puntare alla cina dove stanno nascendo nuovi ricchi
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Old 16-09-2009, 15:19   #293
bluelake
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il mercato UE è già saturo come fai a conquistarlo? vedi fiat che anche se sta aumentando la quota europea non potrà mai fare grandi numeri di crescita come in altri paesi...

meglio puntare alla cina dove stanno nascendo nuovi ricchi
il mercato UE non è saturo, affatto probabilmente lo è per i beni ad alto valore aggiunto (sui quali l'azienda che li produce ottiene un guadagno pari al 50-60% del costo), ma non per molti altri prodotti. E il cuore dell'economia italiana sono le PMI, che tali prodotti fanno :P Io della Cina non mi sono mai fidato, ti fanno guadagnare 100 subito e ti fanno perdere 200 dopo qualche mese, non ci farei gramde affidamento (la Fiat ho smesso di considerarla italiana da quando fanno le macchine ovunque nel mondo fuorché qui da noi, sono un maledetto campanilista ).
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Old 16-09-2009, 16:52   #294
mc12
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faccio qui una replica visto che il thread della "matematica&berlusca" è chiuso:
Quote:
Originariamente inviato da mc12
!!!
"ma a parte tutti questi attacchi da parte di certa informazione che tentano di mortificare il governo e il suo presidente, che è quindi silvio berlusconi, e che quindi tentano di mortificare, aggiungo invano, l'italia intera e il suo capo di governo, a parte questo la cosa più importante qual'è? la cosa più importante è che l'opinione pubblica, la gente, sa ragionare con la propria testa e sa cos'è per il bene del paese, sa quanto del bene ha fatto questo governo e che certamente continuerà a fare.."
Quote:
Originariamente inviato da svarionman
"Ma cosa voglio dire con questo..... non lo so.. però ho ragione e i fatti mi cosano!"
Quote:
Originariamente inviato da PARSI
mc12 e la punteggiatura: due mondi opposti.
capisco che ti stai prodigando per difendere il tuo caro pdc..[omissis]
Quote:
Originariamente inviato da Wolfgang Grimmer
Silvio = italia intera?
@tutti e tre: mai sentito parlare questo "signore"(per modo di dire..)?


vabbeh...

Quote:
Originariamente inviato da D.O.S.
sei ironico , giusto ?
NUOOOOOOOO!!!! Come hai fatto ad indovinare fratè???

...anzi no, non dirlo a nessuno!....
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Old 16-09-2009, 17:15   #295
PARSI
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Città: Segrate(MI)
Messaggi: 576
Quote:
Originariamente inviato da mc12 Guarda i messaggi
faccio qui una replica visto che il thread della "matematica&berlusca" è chiuso:





@tutti e tre: mai sentito parlare questo "signore"(per modo di dire..)?


vabbeh...


NUOOOOOOOO!!!! Come hai fatto ad indovinare fratè???

...anzi no, non dirlo a nessuno!....
e dai in questo caso perdonami mi era sfuggita l'ironia.
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Old 16-09-2009, 19:47   #296
bluelake
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Rassegna stampa dei commenti usciti oggi:

Il Messaggero http://www.ilmessaggero.it/articolo_...npl=&desc_sez=

Il presidente ricostruttore e la videofesta rovinata
di Mario Ajello

ROMA (16 settembre) - Rinato. Finalmente calato, di nuovo, nel format che predilige: quello dell’uomo del fare e del padre della patria. Che a volte dalla sua poltroncina di «Porta a Porta» berlusconeggia troppo -

«Queste non sono casette di legno ma vere e proprie ville dove tutti vorremmo vivere», assicura il Cavaliere parlando dei prefabbricati di Onna - ma all’inizio riesce nel tono della voce non altisonante, anzi è rauco, e nell’atteggiamento generale a trasmettere ciò che si propone: un misto di dolore e di speranza. Poi gli parte il piede sull’acceleratore: «Comunisti... cattocomunisti... vetero-comunsti del Pd... sinistra rancorosa... sono al 68,4 per cento nei sondaggi e la gente per la strada mi sommerge di ammirazione...e lei signor Vespa non m’interrompa...».

Ma ecco una serie di colpi di freno e sarebbero dovuti essere molti di più: «Tutti gli italiani hanno sofferto insieme a voi», dice ai genitori, invitati in studio, della ragazza Giulia Carnevale, quella che ha progettato prima di morire il nuovo asilo di Onna. Oppure: «Sì, sono emozionato». O ancora, a proposito della giornata passata fra le casette appena ricostruite nel paesino abruzzese: «E’ bello vedere la vita che ricomincia». Nei momenti della mestizia e della speranza, Berlusconi funziona.

Quando passa alla politica-politica, lanciando parole a raffica, bisticciando con Casini in collegamento telefonico, accusando «l’internazionale di sinistra» o «la stampa anti-italiana che ha atteggiamenti delinquenziali verso di noi» o «la Rai che mi considera simbolo del Male», è meno nuovo e risulta ovvio. Su di lui, le accesissime polemiche di queste ore su «Porta a Porta» e «Ballarò» e via dicendo, sembrano pesare. Su Bruno Vespa, invece no, o quasi. Conduce la puntata come se nulla fosse, usando tutte le sue risorse di antico professionista. Però a un certo punto si toglie qualche sassolino dalle scarpe: «Si parla di non libertà dell’informazione», dice rivolto al giornalista di sinistra Sansonetti, «ma voi e tanti altri dove eravate quando fui epurato dalla Rai e quando fui vittima di Lilli Gruber? Nessuno mi difese...».

Ma riecco il premier, in un servizio da Bazzano dove stanno sorgendo i nuovi palazzi anti-sismici, che s’infila in un appartamento già ultimato, sembra entrare dentro un mobile in costruzione e dice alle telecamere: «Stiamo montando l’armadio». Premier operaio? Sì. Ora incontra dei manovali e si rivolge loro così: «Tutto bene?». «Benissimo!», è il coro di risposta. E lui ai telespettatori: «Settemila operai al lavoro, giorno e notte, nei giorni feriali e in quelli festivi. Questo è il più grande cantiere che c’è al mondo. Me lo ha detto ieri anche Nancy Pelosi, l’esponente democrat americana: ”Noi, negli Stati Uniti, non saremmo capaci di fare ciò che state facendo voi”».

I parenti delle vittime del sisma che sono in studio, e i rappresentanti della Croce Rossa e della Protezione Civile che partecipano alla trasmissione, danno l’impressione di non appassionarsi affatto alle guerre editoriali in corso e agli altri aspetti della politica combat, che doverosamente finiscono per entrare nella trasmissione. Berlusconi forse capisce che riportare la discussione sul terreno della concretezza, e della ricostruzione post-sismica, può rivelarsi più pagante dal punto di vista nazional-popolare, ma non riesce a sottrarsi al se stesso che lo trascina nel fuoco delle polemiche più toste. Che stenta a maneggiare con la calma necessaria.

Seguirlo nelle fondamenta - «Qui ci saranno i garage» - della new town di Bazzano è più confortante. Si vede lui, in un servizio registrato, che con le mani mima le scosse di un terremoto. Poi blocca gli arti e irrigidisce se stesso e spiega questa scenetta: «Se arriva un sisma come questo» (mani che si muovono), «questi i palazzi fanno così» (e assume la posizione statuaria, come quella di un edificio che non crolla). Passano altri operai. «Tutto bene?». «Benissimo!». La ricostruzione dell’Abruzzo fa il paio con la ricostruzione della sua immagine di premier. E il fango che non c’è più a Onna, «l’abbiamo ricoperto con il fieno e poi crescerà un bel prato», è un po’ lo stesso fango che lui sta facendo di tutto per allontanare da se stesso. Fidando sul sostegno del «popolo italiano»: «La gente è stanca di assistere a una vita politica di insulti e di odii incomprensibili». Vespa prova a bloccarlo, e lui: «Non m’interrompa, sono il presidente del consiglio...». Ma anche Vespa, questa volta, ha un ruolo particolare. Perchè durante la giornata è stato bersagliato da attacchi - quelli di Franceschini, di Di Pietro, degli italovaloriali in sit in sotto via Teulada - e questo spiega il fatto che oltre a un conduttore oggi è anche un mattatore che vuole dire la sua. Poi arriva la telefonata di Giovanni Floris, direttamente dal «Ballarò» mancato: «Noi non facciamo trasmissioni contro nessuno, neanche contro Berlusconi. La nostra è una televisione libera».

Intanto, «Porta a Porta» va finendo. E s’è visto sulla scena, un Berlusconi double face. Mesto e fattivo sul post-terremoto, tutto a muso duro sugli altri temi. Il titolo della puntata è stato «L’Aquila e tutto il resto» ma «tutto il resto» ha preso il sopravvento sull’«Aquila». Riuscendo a sciupare, con l’aiuto dell’interessato, la festa al Cavaliere.


La Stampa http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tm...ione=&sezione=

Lo show senza concorrenza
di Mattia Feltri

Il farfallone amoroso gode del suo giorno dell’orgoglio e si riabilita - sempre che ne avesse bisogno - vestendosi e rivestendosi come Leopoldo Fregoli. Occhi lucidi e respiro lungo: tutti felici.

La concorrenza, si sa, non c’è: motivi tecnici. Ballarò spostato a domani, Matrix alla prossima settimana, sono questioni di palinsesto e, dicono da Mediaset, di diffocoltà organizzative; la Champions, dove Pippo Inzaghi collabora alla restituzione della grandeur, è confinata in pay e tutto il mondo televisivo - disinteressato agli ultimi giorni di Adolf Hitler su RaiTre - può assistere al trionfo del presidente del fare.

Fregoli, dicevamo: il presidente giardiniere illustra le qualità terapeutiche del fieno steso sul manto erboso; il presidente ingegnere dettaglia sulle costruzioni antisismiche, le doppie piastre, gli «assorbitori di potenza»; puntando gli indici, il presidente architetto deraglia nella plastificazione poiché il quartiere Bazzano, ricostruito a cinque chilometri dall’Aquila, è stato edificato di modo che le case sembrino di epoche diverse, e non «artefatte», e di conseguenza artefatte sono; il presidente designer guida la visita dentro alle case di legno che saranno consegnate con gli armadi - «anche con gli attacca-abiti» - e apre i frigoriferi delucidando sui requisti dell’ultimo modello; il presidente anglofono dice: «People first»; il presidente pater familias ha una pacca per tutti. E mille e mille presidenti, il presidente anticomunista, il presidente imprenditore che nega le correzioni delle sue reti per favorire gli ascolti del gran ritorno di Porta a Porta, il presidente San Sebastiano traffito dai dardi della tv pubblica. E infine (per modo di dire) il presidente Tafazzi che non guarda più la tele. Ma in fondo è la serata squillante del governo del fare - non della ciàcola, non della lascivia - in un’elencazione di record che avrebbe mandato in tilt anche un Rino Tommasi, e il terrore sale quando il premier sfodera l’elenco delle opere compiute. Record, record e record: due mesi per l’asilo Giulia Carnevali (dal nome della giovane progettista morta nel terremoto, e il padre in studio, dignitosissimo, invita a guardare avanti), record; quattro mesi per le casette, record; entro settembre tutti fuori dalle tende, record; i giapponesi, gli americani e gli australiani ci invidiano le tecniche e i tempi, record; Nancy Pelosi che dice a Berlusconi: «Un’impresa del genere per noi negli Stati Uniti sarebbe stata impossibile», record; ho governato più di Alcide De Gasperi, record; ho governato meglio di De Gasperi, record. E poi la gente, il people, e gli operai, i man at work, che dalla cima delle gru chiamano il presidente a braccia levate: «Silvio! Silvio!». L’uomo vecchio e stanco e barbuto che entra nella casa appena ricevuta e non resiste a un singulto di commozione. La donna col bimbo in braccio che sull’uscio dell’asilo sente la vita che ricomincia. I terremotati in piazza che si guardano attorno e dicono: è un miracolo, un miracolo. Faremo di più, faremo meglio, dice Berlusconi: abbiamo un know how che riproporremo per costruire le carceri, le centodieci città dove le giovani coppie troveranno l’abitazione che non trovano oggi, basta infilare tre turni di otto ore al giorno per ridurre i tempi di due terzi.

Sull’altra parte della barricata resta un povero Stefano Pedica, coordinatore laziale dell’Idv di Antonio Di Pietro, che fa picchetto all’ingresso della sede Rai di via Teulada, ma tanto Berlusconi entra lo stesso. E dentro il sindaco dell’Aquila, Stefano Cialente, cerca soltanto di attutire lo scoppio dei mortaretti. Qualche giornalista propone dei distinguo travolti dall’energica e fluviale parlantina del presidente del Consiglio. Piero Sansonetti si prende la briga di dirne due o tre. Bruno Vespa abbozza un paio di bisticci rapidamente sedati. E’ l’occasione buona per regolare i conti, da presidente pompiere, e per il resto rimangono negli occhi le casette di legno che casette non sono, dice Berlusconi, semmai ville dove a tutti noi piacerebbe abitare. Anche a lui, sembra, al farfallone amoroso che si autodichiara dittatore, scherzando, il narcisetto, ora che non più andrà notte e giorno d’intorno girando delle belle turbando il riposo.


Corriere della Sera http://www.corriere.it/politica/09_s...4f02aabc.shtml

La tv dell'obbligo
Così un evento diventa rituale a reti unificate
di ALDO GRASSO

La trasmissione che Bruno Vespa non avrebbe mai dovuto fare. Vespa ha sapientemente iniziato la puntata con la toccante storia di Giulia. Nel computer della studentessa, morta sotto le macerie del terremoto, è stato trovato il progetto per la costruzione di un asilo a forma di libro. Ieri, alla presenza dei genitori, è stata inaugurata la nuova scuola materna costruita con i soldi raccolti dalla trasmissione e firmata, appunto, da Giulia Carnevale. Nonostante la commozione, questa è la trasmissione che Vespa non avrebbe dovuto fare. Per evitare le violente polemiche suscitate. Ma anche per orgoglio professionale, per non rovinare quanto di buono aveva fatto a favore dei terremotati della sua città. Vada per «Porta a porta» spostata in prima serata per la consegna delle villette agli sfollati di Onna. Vada per Vespa cronista privilegiato al seguito del Presidente tornato gioiosamente impresario edile. Vada per il monologo del premier sulla ricostruzione, e il suo sciorinare cifre e sondaggi favorevoli.

Ma Vespa si sarebbe dovuto opporre allo slittamento di «Ballarò» e, visti i suoi buoni rapporti con Palazzo Grazioli, anche a quello di «Matrix». Perché, in questo modo, anche una cerimonia importante come l'inaugurazione delle casette antisismiche ha dato adito a ogni sospetto. E soprattutto è parso uno di quei rituali sovietici a reti unificate, in stile Putin, a metà strada tra populismo demagogico e culto della personalità. Ieri sera Vespa (con non poche resipiscenze) e il direttore generale della Rai Mauro Masi hanno fatto fare un passo indietro all'informazione tv, l'hanno riportata ai tempi del pensiero e del canale unico. La tv dell'obbligo. Dopo quello scolastico, è stato ripristinato l'obbligo televisivo. Non è tv di regime (c'era anche Piero Sansonetti), ma un brutto modo di fare tv. Il fatto è che i tempi mediatici sono cambiati e sull'episodio è sceso anche un velo comico. Specie quando a Berlusconi sono stati serviti su un piatto d'argento gli argomenti per la difesa scontata sul conflitto d'interesse.

Dicono che Berlusconi avesse paura che altre trasmissioni di approfondimento frazionassero l'ascolto e insinuassero dubbi, non veri secondo lui. Dicono che la concomitanza delle partite di Champions su Sky, che vedevano impegnate Juve e Milan, rappresentassero già un temibile diversivo. Dicono che... Qualunque cosa si sia detto o pensato la concorrenza, politica e televisiva, deve restare il sale della democrazia. Non si può accusare, in nome del libero mercato, il leader dell'opposizione Franceschini di voler abolire l'Auditel dai programmi informativi e poi accettare che vengano spostate due trasmissioni che avrebbero potuto sottrarre audience a «Porta a porta». Oggi l'Auditel ci dirà quanti spettatori hanno seguito la trasmissione, ci darà anche una radiografia della tipologia di questo pubblico. Ma l'unico dato certo è che ormai l'informazione tv è spinta a rafforzare il suo ruolo di «mediazione», di organizzazione dello sguardo sul mondo, di interpretazione e valutazione degli eventi, per quella parte della popolazione che, per diverse ragioni, non ha accesso alle nuove tecnologie. Per gli altri è tutta un'altra storia, informativa
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Old 16-09-2009, 20:02   #297
Ja]{|e
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La mummia di Kim Il Silvio e il suo imbalsamatore
16 settembre 2009

La salma di Kim Il Silvio è stata composta e mummificata nella terza camera del Parlamento italiano, la camera ardente di Porta a Porta, alla presenza dell’imbalsamatore ufficiale Bruno Vespa. Le laboriose operazioni hanno richiesto quasi tre ore e mezza di diretta, mettendo in fuga gran parte del pubblico di Raiuno. Nemmeno la desertificazione dei programmi sulle altre reti per costringere la gente a guardare solo lui ha sortito l’effetto sperato. I più hanno preferito qualunque cosa, persino L’onore e il rispetto con Gabriel Garko su Canale5 e la trentesima replica di Dirty dancing su Italia1, pur di non assistere alla raccapricciante decomposizione e ricomposizione del premier. E dire che martedì la platea televisiva era particolarmente nutrita: 28 milioni di persone. Di queste, ben 16 milioni sono transitate per qualche istante su Porta a Porta (i famosi “contatti”), ma solo una media di 3,2 milioni si è fermata lì. Nulla ha potuto il poderoso traino di Affari tuoi, che ha lasciato all’insetto una dote del 25% di share. Il tempo della pausa pubblicitaria e, alle prime note di Via col vento, la comparsa dell’asfaltato capino presidenziale in penombra ha messo in fuga quasi la metà del pubblico di Raiuno verso altri lidi. Solo il 13,4% ha deciso di sorbirsi il miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni che vanta il 68% di consensi. In proporzione, meno di un terzo degli elettori della sua coalizione ha deciso di starlo a sentire: magari lo votano, ma non lo vogliono nemmeno vedere.

La fuga di telespettatori è proseguita incessante per tutta la serata (senza contare quelli che, essendosi addormentati, non son riusciti a cambiare canale): dopo il primo spot, gli iniziali 4 milioni si erano già ridotti a 2,5, con qualche successiva risalita fino a 3. Un’emorragia inesorabile che nemmeno il ritorno del pubblico alla fine delle partite, dei film e delle fiction è riuscito a compensare. Solo i quattro cosiddetti giornalisti presenti sul luogo del disastro (specialmente l’eroico Sansonetti) hanno totalizzato ascolti inferiori alla mummia del premier, con le loro domande persino più mortifere delle risposte. Naturalmente, se Kim Il Silvio piange, Mediaset ride: grazie a Porta a Porta e alla cancellazione di Ballarò, la prima serata è stata vinta da Canale5 e Italia1 (e per non far vincere pure Rete4, si è dovuta riesumare una boiata pazzesca come Selvaggi dei fratelli Vanzina).

E dire che il pover’ometto, nonostante i maggiordomi che lo assediavano, le ha provate tutte per bucare ancora una volta il video, come ai bei tempi, quando il grande comunicatore era ancora in vita. Il “sopralluogo” con insetto al seguito fra le betoniere e le gru del “più grande cantiere del mondo” è destinato a entrare nella storia della tv subito dopo i fratelli De Rege. La scena del premier che scopre l’edilizia antisismica e la illustra al mondo come una sua invenzione è meglio del Sarchiapone. Quando poi s’introduce nello chalet pagato dalla Provincia di Trento, se ne appropria e comincia a spalancare le antine della cucina componibile e l’armadio della camera da letto spiegandone l’uso ai terremotati, supera la Cuccarini nelle televendite della Scavolini, la più amata dagli italiani. E ancora : “Presto manderemo batterie di pentole, piatti, posate e bicchieri”, evidente omaggio a Vanna Marchi (che però in questi casi aggiungeva “cinque pentole antiaderenti a gratisss, siori e siore!”). La pronuncia “niu tauns” ricordava il miglior Arbore che pluralizzava tutto, anche i “tams tams”. Notevole anche il “ma quali casette in legno! Queste sono vere e proprie ville nelle quali tutti noi vorremmo abitare”: soprattutto chi ha la fortuna di averne sette in Costa Smeralda, due in Brianza, una sul lago di Como, una a Portofino, una alle Bermuda e un’altra ad Antigua.

Ma il top, pressochè inarrivabile, Kim Il Silvio l’ha toccato con l’annuncio: “Useremo il know how unico al mondo maturato con queste case, per costruire nuove carceri”. Qui l’audience, agonizzante nel resto del Paese, ha avuto un picco improvviso nei penitenziari. La promessa di nuove carceri prefabbricate in legno ha suscitato grande interesse presso i detenuti di oggi e di domani. Gli amici si vedono nel momento del bisogno.
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Old 16-09-2009, 20:08   #298
sander4
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marchigiano
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il mercato UE non è saturo, affatto probabilmente lo è per i beni ad alto valore aggiunto (sui quali l'azienda che li produce ottiene un guadagno pari al 50-60% del costo), ma non per molti altri prodotti. E il cuore dell'economia italiana sono le PMI, che tali prodotti fanno :P Io della Cina non mi sono mai fidato, ti fanno guadagnare 100 subito e ti fanno perdere 200 dopo qualche mese, non ci farei gramde affidamento (la Fiat ho smesso di considerarla italiana da quando fanno le macchine ovunque nel mondo fuorché qui da noi, sono un maledetto campanilista ).
la fiat produce all'estero i modelli base per ovvi motivi, tu stesso parli di alto valore aggiunto no?

e marchionne farà costruire due modelli crysler in italia... a spese di magna che si è cuccata la opel quindi ricomincia pure a considerarla italiana che i tempi della tempra sono finiti

e il made in italy è già apprezzato in europa, difficile penetrare di più...
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Old 16-09-2009, 20:59   #300
_Tore_
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infatti ha detto che l'azione di governo va nella direzione di uscire il prima possibile dalla crisi in modo che con una economia forte si possano aumentare salari e stipendi

anche se finchè l'euro non cala la vedo dura...
Prima della crisi guadagnavano di più?
Con il precedente governo Berlusconi, guadagnavano di più?
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"Niente di me è originale. Sono il risultato dello sforzo di tutti quelli che ho conosciuto."
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