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| Risultati sondaggio: Guarderete Porta a Porta stasera ? | |||
| Si |
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19 | 13.29% |
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124 | 86.71% |
| Votanti: 143. Non puoi votare in questo sondaggio | |||
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#281 |
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Junior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Messaggi: 152
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Ho guardato un pezzettino di Porta a Porta.
Sinceramente in mezzo al trionfalismo imperante la cosa che mi ha deluso e' stato lo scambio di battute (riporto le frasi a memoria, non sono sicuramente esatte) Vespa: "Con o senza la crisi, le gente che guadagna 1000 euro ... 1000 euro erano e 1000 euro rimangono. Come si fa a vivere con 1000 euro ?" Berlusconi: " Anchio mi chiedo come possano vivere con 1000 euro ... speriamo che l'economia si riprenda e possano guadagnare di piu'" ?????????????????????????????????????? Magari una detassazione degli stipendi, no eh ? |
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#282 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2007
Messaggi: 7806
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Lui se lo chiede ma alla fine fottesega...
Tanto le nostre tasse se le sputtanano nei migliori vizi. Che ti frega del popolo se sei tu stesso un imprenditore(che già ha un desiderio immane di soldi e potere) prima che un politico(che alla fine è la stessa cosa,solo che l'azienda diventa lo stato italiano e invece di dipendenti hai contribuenti). |
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#283 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2004
Città: IV Reich
Messaggi: 18609
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anche se finchè l'euro non cala la vedo dura...
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Wind3 4G CA |
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#284 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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Anche NESSUN GOVERNO userebbe la stessa "tattica", aspettare e sperare che la crisi finisca presto. Questa è una politica inerziale.
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
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#285 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Pieve a Nievole (PT), Granducato di Toscana
Messaggi: 7794
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Se cala l'euro si torna alle candele e ai cavalli, e gioverebbe solo alle imprese che esportano... che poi, gioverebbe il giusto, anche le imprese usano l'elettricità e i carburanti per trasportare le merci, se aumentano questi costi il guadagno in più va a farsi benedire.
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Quel vizio che ti ucciderà non sarà fumare o bere, ma il qualcosa che ti porti dentro, cioè vivere - Twitter
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#286 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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#287 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2004
Città: IV Reich
Messaggi: 18609
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quelle che importano fanno lavorare i cinesi o i tedeschi o i jap o altri insomma... e l'inflazione da energia si può smussare data la grande quota di tasse che c'è sopra
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#288 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Messaggi: 12167
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non sarebbe aiuto di stato, come ipoteticamente con la benzina?
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#289 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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Per una fabbrica che da lavoro a 20 persone vendendo cuscinetti a sfera 60 milioni di persone devono subire i rialzi dei prezzi. L'idea, invece, di cercare di conquistare mercati ad alto valore aggiunto no, meglio continuare a campare sul semilavorato provando a far le scarpe alla Cina
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
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#290 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Pieve a Nievole (PT), Granducato di Toscana
Messaggi: 7794
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le imprese che esportano, se hanno padroni intelligenti, dipendenti intelligenti, banche che non siano strozzine e enti statali che sanzionino chi opera scorrettamente e non a caso (ultimi due punti ardui da trovare), sanno anche "convertirsi" per operare più sui mercati UE che su quelli americani o asiatici; ma un governo ostaggio delle banche (perché è così, purtroppo, se domani a Intesa o Unicredit girano le palle ci troviamo con mezza Italia bloccata perché, ad esempio, Alitalia esiste solo grazie ai prestiti di Intesa) non potrà mai adottare politiche serie che favoriscano lo sviluppo delle imprese e l'aumento di potere d'acquisto dei lavoratori, e l'inettitudine di troppi imprenditori italiani probabilmente renderebbe tali politiche inutili.
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#291 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2004
Città: IV Reich
Messaggi: 18609
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si e no, il fatto è che in europa la tassazione su carburanti non dovrebbe essere proporzionale... invece così più sale più tasse incassano. ovvio che quando il barile arriva a 150$ paghiamo tasse assurde, quindi una smussatina sarebbe giusta. meglio di tutti sarebbe togliere le tasse variabili e mettere solo quelle fisse
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#292 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2004
Città: IV Reich
Messaggi: 18609
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meglio puntare alla cina dove stanno nascendo nuovi ricchi
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#293 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Pieve a Nievole (PT), Granducato di Toscana
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#294 | |||||
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Senior Member
Iscritto dal: May 2007
Messaggi: 442
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faccio qui una replica visto che il thread della "matematica&berlusca" è chiuso:
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![]() vabbeh... Quote:
![]() ...anzi no, non dirlo a nessuno!.... |
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#295 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2005
Città: Segrate(MI)
Messaggi: 576
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e dai in questo caso perdonami mi era sfuggita l'ironia.
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#296 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Pieve a Nievole (PT), Granducato di Toscana
Messaggi: 7794
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Rassegna stampa dei commenti usciti oggi:
Il Messaggero http://www.ilmessaggero.it/articolo_...npl=&desc_sez= Il presidente ricostruttore e la videofesta rovinata di Mario Ajello ROMA (16 settembre) - Rinato. Finalmente calato, di nuovo, nel format che predilige: quello dell’uomo del fare e del padre della patria. Che a volte dalla sua poltroncina di «Porta a Porta» berlusconeggia troppo - «Queste non sono casette di legno ma vere e proprie ville dove tutti vorremmo vivere», assicura il Cavaliere parlando dei prefabbricati di Onna - ma all’inizio riesce nel tono della voce non altisonante, anzi è rauco, e nell’atteggiamento generale a trasmettere ciò che si propone: un misto di dolore e di speranza. Poi gli parte il piede sull’acceleratore: «Comunisti... cattocomunisti... vetero-comunsti del Pd... sinistra rancorosa... sono al 68,4 per cento nei sondaggi e la gente per la strada mi sommerge di ammirazione...e lei signor Vespa non m’interrompa...». Ma ecco una serie di colpi di freno e sarebbero dovuti essere molti di più: «Tutti gli italiani hanno sofferto insieme a voi», dice ai genitori, invitati in studio, della ragazza Giulia Carnevale, quella che ha progettato prima di morire il nuovo asilo di Onna. Oppure: «Sì, sono emozionato». O ancora, a proposito della giornata passata fra le casette appena ricostruite nel paesino abruzzese: «E’ bello vedere la vita che ricomincia». Nei momenti della mestizia e della speranza, Berlusconi funziona. Quando passa alla politica-politica, lanciando parole a raffica, bisticciando con Casini in collegamento telefonico, accusando «l’internazionale di sinistra» o «la stampa anti-italiana che ha atteggiamenti delinquenziali verso di noi» o «la Rai che mi considera simbolo del Male», è meno nuovo e risulta ovvio. Su di lui, le accesissime polemiche di queste ore su «Porta a Porta» e «Ballarò» e via dicendo, sembrano pesare. Su Bruno Vespa, invece no, o quasi. Conduce la puntata come se nulla fosse, usando tutte le sue risorse di antico professionista. Però a un certo punto si toglie qualche sassolino dalle scarpe: «Si parla di non libertà dell’informazione», dice rivolto al giornalista di sinistra Sansonetti, «ma voi e tanti altri dove eravate quando fui epurato dalla Rai e quando fui vittima di Lilli Gruber? Nessuno mi difese...». Ma riecco il premier, in un servizio da Bazzano dove stanno sorgendo i nuovi palazzi anti-sismici, che s’infila in un appartamento già ultimato, sembra entrare dentro un mobile in costruzione e dice alle telecamere: «Stiamo montando l’armadio». Premier operaio? Sì. Ora incontra dei manovali e si rivolge loro così: «Tutto bene?». «Benissimo!», è il coro di risposta. E lui ai telespettatori: «Settemila operai al lavoro, giorno e notte, nei giorni feriali e in quelli festivi. Questo è il più grande cantiere che c’è al mondo. Me lo ha detto ieri anche Nancy Pelosi, l’esponente democrat americana: ”Noi, negli Stati Uniti, non saremmo capaci di fare ciò che state facendo voi”». I parenti delle vittime del sisma che sono in studio, e i rappresentanti della Croce Rossa e della Protezione Civile che partecipano alla trasmissione, danno l’impressione di non appassionarsi affatto alle guerre editoriali in corso e agli altri aspetti della politica combat, che doverosamente finiscono per entrare nella trasmissione. Berlusconi forse capisce che riportare la discussione sul terreno della concretezza, e della ricostruzione post-sismica, può rivelarsi più pagante dal punto di vista nazional-popolare, ma non riesce a sottrarsi al se stesso che lo trascina nel fuoco delle polemiche più toste. Che stenta a maneggiare con la calma necessaria. Seguirlo nelle fondamenta - «Qui ci saranno i garage» - della new town di Bazzano è più confortante. Si vede lui, in un servizio registrato, che con le mani mima le scosse di un terremoto. Poi blocca gli arti e irrigidisce se stesso e spiega questa scenetta: «Se arriva un sisma come questo» (mani che si muovono), «questi i palazzi fanno così» (e assume la posizione statuaria, come quella di un edificio che non crolla). Passano altri operai. «Tutto bene?». «Benissimo!». La ricostruzione dell’Abruzzo fa il paio con la ricostruzione della sua immagine di premier. E il fango che non c’è più a Onna, «l’abbiamo ricoperto con il fieno e poi crescerà un bel prato», è un po’ lo stesso fango che lui sta facendo di tutto per allontanare da se stesso. Fidando sul sostegno del «popolo italiano»: «La gente è stanca di assistere a una vita politica di insulti e di odii incomprensibili». Vespa prova a bloccarlo, e lui: «Non m’interrompa, sono il presidente del consiglio...». Ma anche Vespa, questa volta, ha un ruolo particolare. Perchè durante la giornata è stato bersagliato da attacchi - quelli di Franceschini, di Di Pietro, degli italovaloriali in sit in sotto via Teulada - e questo spiega il fatto che oltre a un conduttore oggi è anche un mattatore che vuole dire la sua. Poi arriva la telefonata di Giovanni Floris, direttamente dal «Ballarò» mancato: «Noi non facciamo trasmissioni contro nessuno, neanche contro Berlusconi. La nostra è una televisione libera». Intanto, «Porta a Porta» va finendo. E s’è visto sulla scena, un Berlusconi double face. Mesto e fattivo sul post-terremoto, tutto a muso duro sugli altri temi. Il titolo della puntata è stato «L’Aquila e tutto il resto» ma «tutto il resto» ha preso il sopravvento sull’«Aquila». Riuscendo a sciupare, con l’aiuto dell’interessato, la festa al Cavaliere. La Stampa http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tm...ione=&sezione= Lo show senza concorrenza di Mattia Feltri Il farfallone amoroso gode del suo giorno dell’orgoglio e si riabilita - sempre che ne avesse bisogno - vestendosi e rivestendosi come Leopoldo Fregoli. Occhi lucidi e respiro lungo: tutti felici. La concorrenza, si sa, non c’è: motivi tecnici. Ballarò spostato a domani, Matrix alla prossima settimana, sono questioni di palinsesto e, dicono da Mediaset, di diffocoltà organizzative; la Champions, dove Pippo Inzaghi collabora alla restituzione della grandeur, è confinata in pay e tutto il mondo televisivo - disinteressato agli ultimi giorni di Adolf Hitler su RaiTre - può assistere al trionfo del presidente del fare. Fregoli, dicevamo: il presidente giardiniere illustra le qualità terapeutiche del fieno steso sul manto erboso; il presidente ingegnere dettaglia sulle costruzioni antisismiche, le doppie piastre, gli «assorbitori di potenza»; puntando gli indici, il presidente architetto deraglia nella plastificazione poiché il quartiere Bazzano, ricostruito a cinque chilometri dall’Aquila, è stato edificato di modo che le case sembrino di epoche diverse, e non «artefatte», e di conseguenza artefatte sono; il presidente designer guida la visita dentro alle case di legno che saranno consegnate con gli armadi - «anche con gli attacca-abiti» - e apre i frigoriferi delucidando sui requisti dell’ultimo modello; il presidente anglofono dice: «People first»; il presidente pater familias ha una pacca per tutti. E mille e mille presidenti, il presidente anticomunista, il presidente imprenditore che nega le correzioni delle sue reti per favorire gli ascolti del gran ritorno di Porta a Porta, il presidente San Sebastiano traffito dai dardi della tv pubblica. E infine (per modo di dire) il presidente Tafazzi che non guarda più la tele. Ma in fondo è la serata squillante del governo del fare - non della ciàcola, non della lascivia - in un’elencazione di record che avrebbe mandato in tilt anche un Rino Tommasi, e il terrore sale quando il premier sfodera l’elenco delle opere compiute. Record, record e record: due mesi per l’asilo Giulia Carnevali (dal nome della giovane progettista morta nel terremoto, e il padre in studio, dignitosissimo, invita a guardare avanti), record; quattro mesi per le casette, record; entro settembre tutti fuori dalle tende, record; i giapponesi, gli americani e gli australiani ci invidiano le tecniche e i tempi, record; Nancy Pelosi che dice a Berlusconi: «Un’impresa del genere per noi negli Stati Uniti sarebbe stata impossibile», record; ho governato più di Alcide De Gasperi, record; ho governato meglio di De Gasperi, record. E poi la gente, il people, e gli operai, i man at work, che dalla cima delle gru chiamano il presidente a braccia levate: «Silvio! Silvio!». L’uomo vecchio e stanco e barbuto che entra nella casa appena ricevuta e non resiste a un singulto di commozione. La donna col bimbo in braccio che sull’uscio dell’asilo sente la vita che ricomincia. I terremotati in piazza che si guardano attorno e dicono: è un miracolo, un miracolo. Faremo di più, faremo meglio, dice Berlusconi: abbiamo un know how che riproporremo per costruire le carceri, le centodieci città dove le giovani coppie troveranno l’abitazione che non trovano oggi, basta infilare tre turni di otto ore al giorno per ridurre i tempi di due terzi. Sull’altra parte della barricata resta un povero Stefano Pedica, coordinatore laziale dell’Idv di Antonio Di Pietro, che fa picchetto all’ingresso della sede Rai di via Teulada, ma tanto Berlusconi entra lo stesso. E dentro il sindaco dell’Aquila, Stefano Cialente, cerca soltanto di attutire lo scoppio dei mortaretti. Qualche giornalista propone dei distinguo travolti dall’energica e fluviale parlantina del presidente del Consiglio. Piero Sansonetti si prende la briga di dirne due o tre. Bruno Vespa abbozza un paio di bisticci rapidamente sedati. E’ l’occasione buona per regolare i conti, da presidente pompiere, e per il resto rimangono negli occhi le casette di legno che casette non sono, dice Berlusconi, semmai ville dove a tutti noi piacerebbe abitare. Anche a lui, sembra, al farfallone amoroso che si autodichiara dittatore, scherzando, il narcisetto, ora che non più andrà notte e giorno d’intorno girando delle belle turbando il riposo. Corriere della Sera http://www.corriere.it/politica/09_s...4f02aabc.shtml La tv dell'obbligo Così un evento diventa rituale a reti unificate di ALDO GRASSO La trasmissione che Bruno Vespa non avrebbe mai dovuto fare. Vespa ha sapientemente iniziato la puntata con la toccante storia di Giulia. Nel computer della studentessa, morta sotto le macerie del terremoto, è stato trovato il progetto per la costruzione di un asilo a forma di libro. Ieri, alla presenza dei genitori, è stata inaugurata la nuova scuola materna costruita con i soldi raccolti dalla trasmissione e firmata, appunto, da Giulia Carnevale. Nonostante la commozione, questa è la trasmissione che Vespa non avrebbe dovuto fare. Per evitare le violente polemiche suscitate. Ma anche per orgoglio professionale, per non rovinare quanto di buono aveva fatto a favore dei terremotati della sua città. Vada per «Porta a porta» spostata in prima serata per la consegna delle villette agli sfollati di Onna. Vada per Vespa cronista privilegiato al seguito del Presidente tornato gioiosamente impresario edile. Vada per il monologo del premier sulla ricostruzione, e il suo sciorinare cifre e sondaggi favorevoli. Ma Vespa si sarebbe dovuto opporre allo slittamento di «Ballarò» e, visti i suoi buoni rapporti con Palazzo Grazioli, anche a quello di «Matrix». Perché, in questo modo, anche una cerimonia importante come l'inaugurazione delle casette antisismiche ha dato adito a ogni sospetto. E soprattutto è parso uno di quei rituali sovietici a reti unificate, in stile Putin, a metà strada tra populismo demagogico e culto della personalità. Ieri sera Vespa (con non poche resipiscenze) e il direttore generale della Rai Mauro Masi hanno fatto fare un passo indietro all'informazione tv, l'hanno riportata ai tempi del pensiero e del canale unico. La tv dell'obbligo. Dopo quello scolastico, è stato ripristinato l'obbligo televisivo. Non è tv di regime (c'era anche Piero Sansonetti), ma un brutto modo di fare tv. Il fatto è che i tempi mediatici sono cambiati e sull'episodio è sceso anche un velo comico. Specie quando a Berlusconi sono stati serviti su un piatto d'argento gli argomenti per la difesa scontata sul conflitto d'interesse. Dicono che Berlusconi avesse paura che altre trasmissioni di approfondimento frazionassero l'ascolto e insinuassero dubbi, non veri secondo lui. Dicono che la concomitanza delle partite di Champions su Sky, che vedevano impegnate Juve e Milan, rappresentassero già un temibile diversivo. Dicono che... Qualunque cosa si sia detto o pensato la concorrenza, politica e televisiva, deve restare il sale della democrazia. Non si può accusare, in nome del libero mercato, il leader dell'opposizione Franceschini di voler abolire l'Auditel dai programmi informativi e poi accettare che vengano spostate due trasmissioni che avrebbero potuto sottrarre audience a «Porta a porta». Oggi l'Auditel ci dirà quanti spettatori hanno seguito la trasmissione, ci darà anche una radiografia della tipologia di questo pubblico. Ma l'unico dato certo è che ormai l'informazione tv è spinta a rafforzare il suo ruolo di «mediazione», di organizzazione dello sguardo sul mondo, di interpretazione e valutazione degli eventi, per quella parte della popolazione che, per diverse ragioni, non ha accesso alle nuove tecnologie. Per gli altri è tutta un'altra storia, informativa
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Quel vizio che ti ucciderà non sarà fumare o bere, ma il qualcosa che ti porti dentro, cioè vivere - Twitter
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#297 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
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Travaglio
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#299 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2004
Città: IV Reich
Messaggi: 18609
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e marchionne farà costruire due modelli crysler in italia... a spese di magna che si è cuccata la opel quindi ricomincia pure a considerarla italiana che i tempi della tempra sono finiti e il made in italy è già apprezzato in europa, difficile penetrare di più...
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#300 | |
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Member
Iscritto dal: Dec 2005
Città: Roma
Messaggi: 46
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Con il precedente governo Berlusconi, guadagnavano di più?
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"Niente di me è originale. Sono il risultato dello sforzo di tutti quelli che ho conosciuto." |
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