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Old 27-07-2009, 18:13   #161
zerothehero
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Constant.

"Il pericolo della libertà antica era che gli uomini, attenti unicamente ad assicurarsi la partecipazione al potere sociale, vendessero a troppo poco prezzo i diritti e le soddisfazioni individuali. Il pericolo della libertà moderna è che, assorti nel godimento della nostra indipendenza privata e nel perseguire i nostri interessi privati, rinunciamo troppo facilmente al nostro diritto di partecipare al potere politico" (La libertà degli antichi comparata a quella dei moderni).


Va però detto che Constant è meno radicale di Jale..visto che gli va benissimo la liberaldemocrazia rappresentativa (della Nazione, non di tipo delegato)
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Old 27-07-2009, 20:15   #162
Ja]{|e
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Ha ragione, Santoro è il re della faziosità.
Fazioso quanto il tribunale di Roma e l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni?
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Old 27-07-2009, 20:45   #163
Gemma
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Ha ragione, Santoro è il re della faziosità.

Si riferiva a Travaglio...

E non mi venire a dire che Travaglio è fazioso, per favore.
Mi si accappona la pelle.
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Old 27-07-2009, 22:15   #164
Lorekon
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Old 28-07-2009, 13:25   #165
zerothehero
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Si riferiva a Travaglio...

E non mi venire a dire che Travaglio è fazioso, per favore.
Mi si accappona la pelle.
Che mi frega di Travaglio?
Io ho parlato di Santoro, che è fazioso fino al midollo. ..se poi lo vedo è perchè quantomeno le sue trasmissioni non sono saporifere.
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Old 28-07-2009, 17:43   #166
GianoM
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Altro articolo interessante:

Alla gente piace essere (mal) governata?
http://www.terranauta.it/a1283/l_url...governata.html
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Old 28-07-2009, 20:57   #167
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Alla gente piace essere (mal) governata?
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Bell'articolo, rilancio con un nuovo appunto di Marco Canestrari

L’Importanza di non Uniformarsi
Cooperare nella Diversità


Siamo abituati è vero,

Negli usuali sistemi politici il singolo individuo non ha un vero potere sociale, siamo abituati a doverci unire in gruppi creando coalizioni sempre più ampie per acquisire il peso necessario a dare vita alle nostre idee su scala nazionale o mondiale.

Utilizzando questo metodo, nei piani alti del potere dove si muovono i capitali, ogni singolo essere umano si trova rappresentato, da un partito o una coalizione nazionale, definita, con un simbolo ed un programma, pianificato tenendo conto delle preferenze di massa del momento.

Miliardi di singoli individui pensanti, con idee diverse e in cambiamento, si trovano così a doversi uniformare, rinunciando a una gran parte delle proprie idee personali. Dobbiamo scegliere in quale contenitore ci troviamo meglio, per poi rimanerci per un periodo definito. Inoltre, sappiamo tutti che i grandi partiti ed i capi da loro scelti, al giorno d’oggi, non possono essere più indipendenti dalle pressioni dell’enorme potere economico mondiale, dove alcune Corporations da sole, potrebbero “acquistare” (metaforicamente, parlando in termini di P.I.L.) intere nazioni europee ed extraeuropee. Con questo sistema, ci ritroviamo infine, a dover seguire i provvedimenti imposti dalle alleanze e dagli scambi fatti da i leaders delle coalizioni che si trovano in cima alla piramide del potere.

Questa distanza fra l’individuo e il potere, e questa costrizione innaturale dell’uomo negli “statuti” o “programmi” (nel caso ottimistico che il partito rimanga fedele agli elettori) dei gruppi più grandi che hanno il vero potere, riduce a zero la naturale RI adattabilità dei singoli verso gli infiniti nuovi stimoli che riceve continuamente.

Siamo abituati è vero, ci dicono che questa è la democrazia e a molti fa comodo, ma siamo veramente costretti ad unirci sotto un cappello comune e determinare questa struttura monolitica a partiti?

Come diceva Pierre Levy - L’ideale della democrazia non è l’elezione dei rappresentanti, ma la partecipazione del popolo alla vita della città – che stiamo invece, progressivamente perdendo.

L’Intelligenza Collettiva è la capacità di una comunità umana di evolvere verso una capacità superiore di risolvere problemi, di pensiero e di integrazione attraverso la collaborazione e l'innovazione.

Abbiamo già tutti gli strumenti per agire come collettività: Informarci e Informare, Sviluppare delle idee, Accrescere le Competenze, Insegnare, mantenere una Memoria di tutto, Scegliere Direttamente, Acquisire Fondi e Organizzare l’attuazione delle Soluzioni con dei metodi in cui partecipiamo attivamente ad un continuo cambiamento di tutta la struttura. Insomma, Le stesse facoltà che ha una vera intelligenza individuale, ma con una potenza enormemente superiore alla somma dei singoli.

Migliaia di gruppi stanno nascendo con gli stessi principi, orientati verso la soluzione dei problemi della società moderna. Le conoscenze si diffondono a macchia d’olio, affinando ogni giorno gli strumenti per permettere una cooperazione efficiente e libera, senza deleghe ne rappresentanti, in continuo e rapido miglioramento…

Gli strumenti già esistono, stanno aspettando che le masse prendano confidenza ed inizino a sfruttarli…
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Old 28-07-2009, 21:29   #168
zerothehero
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Old 28-07-2009, 22:21   #169
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O poco gustose http://www.google.it/search?q=sapori...ient=firefox-a
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Old 30-07-2009, 11:21   #170
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SUGGESTIONI TELEVISIVE

L’influenza della televisione è molto grande nei campi in cui la gente abbassa la guardia. Se i telegiornali cantano dalla mattina alla sera le lodi del governo, o passano il tempo a denunciarne le magagne, non per questo i telespettatori si convinceranno delle tesi dei giornalisti: è un campo in cui tutti sospettano la faziosità e nessuno crede a tutto quello che sente. Al contrario la televisione è irresistibile come modello per l’arredamento, le pettinature, i divertimenti, il comportamento sociale. Nessuno pensa di doversi difendere dai vizi di pronuncia, dagli errori di italiano, dalla sciatteria mentale che fluiscono dal piccolo schermo. Nell’uomo il principale organo di relazione con la realtà non è il cervello, sono gli occhi: e la televisione proprio agli occhi si rivolge. Essa non incide molto in campo intellettuale – e per questo le trasmissioni di Piero Angela non indurranno mai i telespettatori a rinunciare all’oroscopo – mentre è fin troppo efficace nel campo della suggestione. E tanto più convince quanto meno predica. Se si presenta Tremonti come un superministro, c’è ancora gente che lo reputa un incompetente nocivo. Se invece in una telenovela Kevin ama Samantha, ci saranno genitori, a Caltanissetta o a Portogruaro, che invece di chiamare i figli Giorgio e Luisa li chiameranno Kevin e Samantha.

La televisione pesa poi molto diversamente secondo che si tratti di un individuo o di un partito. In anni molto lontani (è morto nel 1979) ci fu un ministro – si chiamava Giuseppe Lupis - il quale, soprattutto da anziano, era purtroppo molto brutto. Se si fosse dovuto servire della televisione, per fare politica, non sarebbe potuto diventare nemmeno assessore a Bagnara Calabra. Kennedy invece ha battuto Nixon perché era biondo, di bell’aspetto, ed aveva un naso molto più regolare del suo concorrente. Lo stesso Obama è stato eletto sulla base del suo modo suggestivo di predicare e di promettere la luna (ma vagamente, senza specificare).

I partiti invece, mancando necessariamente del carisma che può avere una persona, beneficiano meno del vantaggio del piccolo schermo. Le idee non sono ciò che la televisione può comunicare meglio: la politica e l’economia, per il grande pubblico, rimangono astratte. E poiché, al contrario degli amori di Kevin e Samantha, influenzano la vita di tutti i giorni con le tasse, i servizi, la sicurezza, è alla fine sulla base di queste cose che la gente le giudica. La suggestione, in questo campo, vale solo per i fanatici.

Le emittenti private, in teoria assolutamente libere, sono costrette a tenersi lontane dalla faziosità. Una linea pesantemente berlusconiana – o antiberlusconiana – disgusterebbero parecchi spettatori e farebbe perdere audience. Il che non sarebbe grave se non diminuissero anche i ricavi della pubblicità. Emilio Fede, caso unico, rappresenta una nicchia e non rimane in onda per tutta una prima serata. Faziose possono al contrario essere le reti della Rai (che in teoria non sarebbero libere di schierarsi politicamente) perché la Rai vive anche di canone. Essa può dunque permettersi un interminabile spettacolo come quello di Michele Santoro: anche se non è detto che sia un vantaggio, per la sinistra. Il tribuno e la sua banda rischiano infatti di convincere chi è già convinto e di urtare parecchi incerti, ottenendo un effetto contrario alle intenzioni.

Se fosse vero che Berlusconi al potere dispone di 3+3 televisioni, e se fosse vero che le televisioni fanno vincere le elezioni, come fantastica l’opposizione, bisognerebbe poi spiegare come mai il Cavaliere ha perso le elezioni nel 1996 e nel 2006. La verità è che la gente ha più senso critico di quanto non si creda. Il televisore è fondamentalmente un elettrodomestico che produce fiction. Alla fine tra Crozza che imita Brunetta e Brunetta personalmente, si fatica a fare distinzione.

Alle elezioni del 2008, quanto meno a Napoli, la distinzione l’ha fatta la spazzatura.
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Old 30-07-2009, 11:45   #171
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Le emittenti private, in teoria assolutamente libere, sono costrette a tenersi lontane dalla faziosità. Una linea pesantemente berlusconiana – o antiberlusconiana – disgusterebbero parecchi spettatori e farebbe perdere audience. Il che non sarebbe grave se non diminuissero anche i ricavi della pubblicità. Emilio Fede, caso unico, rappresenta una nicchia e non rimane in onda per tutta una prima serata. Faziose possono al contrario essere le reti della Rai (che in teoria non sarebbero libere di schierarsi politicamente) perché la Rai vive anche di canone. Essa può dunque permettersi un interminabile spettacolo come quello di Michele Santoro: anche se non è detto che sia un vantaggio, per la sinistra. Il tribuno e la sua banda rischiano infatti di convincere chi è già convinto e di urtare parecchi incerti, ottenendo un effetto contrario alle intenzioni.
Un uso CRIMINOSO VS 350.000 euri al dì...

Comunque imho l'articolo è abbastanza in contrasto con sè stesso, da un lato dice che le persone sono abbastanza anestetizzate da Kevin e Samantha da non voler nemmeno vedere o ascoltare tutto il resto, d'altro canto sostiene che invece hanno più senso critico di quanto si creda...

...che poi, dove si è mai vista una rete antiberlusconiana? Ma nemmeno direttamente berlusconiana, la propaganda è fatta in maniera più sottile e subdola.
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Old 30-07-2009, 13:29   #172
matrizoo
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SUGGESTIONI TELEVISIVE

L’influenza della televisione è molto grande nei campi in cui la gente abbassa la guardia. Se i telegiornali cantano dalla mattina alla sera le lodi del governo, o passano il tempo a denunciarne le magagne, non per questo i telespettatori si convinceranno delle tesi dei giornalisti: è un campo in cui tutti sospettano la faziosità e nessuno crede a tutto quello che sente. Al contrario la televisione è irresistibile come modello per l’arredamento, le pettinature, i divertimenti, il comportamento sociale. Nessuno pensa di doversi difendere dai vizi di pronuncia, dagli errori di italiano, dalla sciatteria mentale che fluiscono dal piccolo schermo. Nell’uomo il principale organo di relazione con la realtà non è il cervello, sono gli occhi: e la televisione proprio agli occhi si rivolge. Essa non incide molto in campo intellettuale – e per questo le trasmissioni di Piero Angela non indurranno mai i telespettatori a rinunciare all’oroscopo – mentre è fin troppo efficace nel campo della suggestione. E tanto più convince quanto meno predica. Se si presenta Tremonti come un superministro, c’è ancora gente che lo reputa un incompetente nocivo. Se invece in una telenovela Kevin ama Samantha, ci saranno genitori, a Caltanissetta o a Portogruaro, che invece di chiamare i figli Giorgio e Luisa li chiameranno Kevin e Samantha.

La televisione pesa poi molto diversamente secondo che si tratti di un individuo o di un partito. In anni molto lontani (è morto nel 1979) ci fu un ministro – si chiamava Giuseppe Lupis - il quale, soprattutto da anziano, era purtroppo molto brutto. Se si fosse dovuto servire della televisione, per fare politica, non sarebbe potuto diventare nemmeno assessore a Bagnara Calabra. Kennedy invece ha battuto Nixon perché era biondo, di bell’aspetto, ed aveva un naso molto più regolare del suo concorrente. Lo stesso Obama è stato eletto sulla base del suo modo suggestivo di predicare e di promettere la luna (ma vagamente, senza specificare).

I partiti invece, mancando necessariamente del carisma che può avere una persona, beneficiano meno del vantaggio del piccolo schermo. Le idee non sono ciò che la televisione può comunicare meglio: la politica e l’economia, per il grande pubblico, rimangono astratte. E poiché, al contrario degli amori di Kevin e Samantha, influenzano la vita di tutti i giorni con le tasse, i servizi, la sicurezza, è alla fine sulla base di queste cose che la gente le giudica. La suggestione, in questo campo, vale solo per i fanatici.

Le emittenti private, in teoria assolutamente libere, sono costrette a tenersi lontane dalla faziosità. Una linea pesantemente berlusconiana – o antiberlusconiana – disgusterebbero parecchi spettatori e farebbe perdere audience. Il che non sarebbe grave se non diminuissero anche i ricavi della pubblicità. Emilio Fede, caso unico, rappresenta una nicchia e non rimane in onda per tutta una prima serata. Faziose possono al contrario essere le reti della Rai (che in teoria non sarebbero libere di schierarsi politicamente) perché la Rai vive anche di canone. Essa può dunque permettersi un interminabile spettacolo come quello di Michele Santoro: anche se non è detto che sia un vantaggio, per la sinistra. Il tribuno e la sua banda rischiano infatti di convincere chi è già convinto e di urtare parecchi incerti, ottenendo un effetto contrario alle intenzioni.

Se fosse vero che Berlusconi al potere dispone di 3+3 televisioni, e se fosse vero che le televisioni fanno vincere le elezioni, come fantastica l’opposizione, bisognerebbe poi spiegare come mai il Cavaliere ha perso le elezioni nel 1996 e nel 2006. La verità è che la gente ha più senso critico di quanto non si creda. Il televisore è fondamentalmente un elettrodomestico che produce fiction. Alla fine tra Crozza che imita Brunetta e Brunetta personalmente, si fatica a fare distinzione.

Alle elezioni del 2008, quanto meno a Napoli, la distinzione l’ha fatta la spazzatura.
questo articolo è un esempio di informazione libera eh
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Old 30-07-2009, 13:53   #173
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limitare il potere di scelta d'acquisto è la base della pubblicità
cmq anche mettere in giro le notizie delle crisi, dei problemi e catastrofi proiettando sempre panorami più cupi, sono un ottimo mezzo di controllo:
la persone terrorizzate sono facilmente governabili e gestibili
Master.Jimmy è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 30-07-2009, 13:55   #174
Gemma
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eh?
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Old 30-07-2009, 14:11   #175
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Old 30-07-2009, 14:32   #176
Ja]{|e
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cmq anche mettere in giro le notizie delle crisi, dei problemi e catastrofi proiettando sempre panorami più cupi, sono un ottimo mezzo di controllo:
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Magari ti era sfuggito:

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6. Repressione: Paura di Pensare

L’UTILIZZO DELLA FORZA




"Non credo che i governi intendono fare qualcosa per porre fine alla paura, La paura è un capitale tremendo per i politici ed i mercati commerciali." - Z. Bauman 2008

Abbiamo già visto molte delle tecniche conosciute in sociologia, marketing e statistica per controllare le masse nei sistemi democratici moderni, ora approfondiremo un aspetto fondamentale che è presente in tutte le forme conosciute di controllo politico ed economico: LA PAURA.



Nei regimi democratici, al contrario delle dittature totalitarie, si ha bisogno della “accondiscendenza” delle masse verso i provvedimenti e i modelli imposti dal regime. Ma come si fa ad ottenere che la massa stessa chieda di venire controllata con la forza? Come si può fare in maniera che la massa accetti che vengano represse le forme organizzate di dissenso dal modello imposto del regime, tenendo isolate le ideologie dannose all’immagine del leader? Presentata in questi termini non si può! Infatti nessun individuo, neppure nelle dinamiche degli impulsi elementari delle masse, vuole essere soggiogato. Ma c’è un istinto più forte di quello della libertà, di fronte al quale, ogni altro desiderio diventa secondario: La Paura per la propria Sicurezza. Accettiamo di buon grado una limitazione della libertà di fronte ad una emergenza per la nostra vita.

Vediamo in che maniera un regime democratico che già controlla parte della politica, dell’economia e dei media, può accentrare, con gli anni, anche il potere di imporsi con la forza.

SIAMO IN PERICOLO, AIUTO!



La massa, per essere manipolata, deve percepire costantemente una situazione di minaccia fino a reagire in cerca di maggiore protezione. Quindi i media devono promuovere, negli anni, un massiccio bombardamento di notizie che diffondono un senso comune di insicurezza. Il paese deve essere vissuto come un luogo pieno di pericoli: gang giovanili, bullismo, ladri, assassini e stupratori vanno sempre bene.

Più la massa è impaurita, più saranno gestibili le sue reazioni istintive.
Il terrore di venire aggrediti o derubati, di diventare poveri e l’incertezza per il futuro accentuano la reazione di isolamento dall’”altro” e ci aizzano verso politiche repressive e di sicurezza. Il Leader, dopo qualche mese, farà la parte del nostro salvatore in nome della concretezza e dell’efficienza. Accetteremo di aumentare il potere del leader, di promuovere le forze dell’ordine e militari, anche rivalutando la loro immagine tramite la televisione e i media.



Ecco il nocciolo: Una volta che deleghiamo al leader sempre più potere di controllare e reprimere con la forza, non abbiamo più la facoltà di diversificare la delinquenza, dal dissenso verso il regime. Così il potere che abbiamo tanto voluto accentrare nelle mani di chi ci comanda, viene usato per forzarci a non generare proteste né idee dannose al regime.

PAURA DI PENSARE

http://www.youtube.com/watch?v=_t89sCNJnlQ
Esempio di come può venire presentata una protesta



Le manifestazioni vengono presentate da “inutili carnevalate” fino a “strumenti di guerriglia”. In TV vengono fatti vedere i danni causati dalla violenza dei manifestanti, i passanti colpiti, il bambino che piange, e spesso, i poliziotti feriti. La massa deve sentirsi spinta a chiedere maggiore forza dalle autorità competenti e deve concludere che manifestare non conviene ed è pericoloso, perché può trovarsi facilmente invischiata nella giusta reazione delle forze dell’ordine verso la violenza e l’inciviltà di chi manifesta. I motivi della manifestazione vengono presentati in secondo piano e alcune parole sostituite: Ad esempio “Disobbedienti” è più incisiva che “Pacifisti”.



Ogni possibile espressione di dissenso dai provvedimenti del regime viene rivista dai media e impacchettata come “negativa” o “minacciosa”. Si diffonde la paura di esprimere il proprio dissenso in pubblico, anche singolarmente. Chi esprime un’opinione che danneggia l’immagine di un potente, con un cartello o con un megafono, come sancito dalla costituzione, viene fermato ed allontanato dalle forze dell’ordine. I sindacati vengono indeboliti. Gli scioperi vengono resi virtuali o presentati come fonte di disagio per il paese, si evidenzia l’aspetto dannoso e stressante della mancanza del servizio piuttosto che spiegare le ragioni della protesta.



I Leader stessi, nei regimi dittatoriali, parlano con autorità e aggressività, spesso con minacce indirette o incutendo paure. Non è raro vedere un leader rivolgersi ad un giornalista o ad un magistrato fuori dal coro con frasi tipo: “né parlerò sicuramente in parlamento!”, “questa sua azione rimarrà una macchia nella sua carriera!”, “Vergogna!”, fino a far sentire ai giornalisti una mancanza di tranquillità nel proprio posto di lavoro.



In sostanza, un costante clima di terrore dove ognuno è sospettoso dell’altro e nessuno comunica è attualmente il modo più potente per perseguire obiettivi economici e politici. Il Potere di proteggere, viene usato da chi governa, come potere di reprimere il dissenso, e la guerra diventa la soluzione a tutti i nostri mali.



“Solamente le azioni coerenti all'ideologia sono buone. Tutte le 'impurità' sono viste come originate dall'"esterno" (il mondo). Quindi, uno dei modi migliori per sollevarsi dal peso della colpa è di denunciarle con grande ostilità. Alla fine questo porta all'epurazione degli eretici, all'odio di massa e alle guerre sante. Il gruppo punterà il dito contro gli errori di tutti gli altri impianti di credenze, mentre pubblicizzerà la sua propria purezza.” - Jan Groenveld
...

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Old 30-07-2009, 14:34   #177
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si, mi sono iscritta per il gruppo di hwup, pensa te...

E non mi accettano come Gemma Gemma

E se fossi la figlia di Giuliano?

Scusate, fine OT
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Old 30-07-2009, 16:05   #179
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Qualcuno è giunto ad ipotizzare che l'emotività si trasmetta per via feromonica, se corrispondesse al vero molti fatti troverebbero la loro logica spiegazione. Sempre fosse vero auguriamoci che nessuno mai scopra il modo di sintetizzare queste sostanze, le conseguenze sarebbero devastanti.
Esiste una coscienza collettiva, cfr. la storia della centesima scimmia.
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Old 30-07-2009, 18:22   #180
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Un altro articolo, sempre tratto dal blog di Marco Canestrari, sull'intelligenza collettiva:

Quote:
Intelligenza Collettiva
una partecipazione qualitativamente superiore




«Non possiamo basarci sull’esperienza storica o sulla tradizione per fronteggiare problemi che non hanno precedenti. La filosofia politica non può aver già verificato e discusso la democrazia diretta in tempo reale nel cyberspazio perché la sua possibilità tecnica si è presentata solo dopo la metà degli anni ottanta.

La democrazia ateniese riuniva alcune migliaia di cittadini che incontravano e discutevano insieme in un luogo pubblico nel quale potevano recarsi a piedi. Quando sono nate le democrazie moderne, alcuni milioni di cittadini erano dispersi su un territorio esteso. Fu dunque praticamente impossibile far viverre una democrazia diretta su vasta scala.

La democrazia rappresentativa può essere considerata come una soluzione tecnica alla difficoltà di coordinamento. Ma nel momento in cui si presentano soluzioni tecniche migliori, non c’è alcuna ragione per non prenderle seriamente in considerazione.

I regimi pluralisti e parlamentari classici sono certamente preferibili alle dittature e il suffragio universale è sicuramente superiore al suffragio censitario. Tuttavia non bisogna feticizzare alcune procedure socio-tecniche particolari. L’ideale della democrazia non è l’elezione dei rappresentanti, ma la partecipazione del popolo alla vita della città.

Il voto classico non è che uno strumento. Perché non immaginarne altri, basati sull’uso delle tecniche contemporanee, che permettano una partecipazione dei cittadini qualitativamente superiore a quella assicurata dallo spoglio delle schede depositate nelle urne?»

Pierre Levy, L’intelligenza collettiva
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