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1000 euro per una notte con Berlusconi giugno 2009 http://italiadallestero.info/archives/6328 Olanda Quote:
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DELL'UTRI CONDANNATO A 7 ANNI IN APPELLO ►LA STAMPA ESTERA SU BERLUSCONI BLU NOTTE: Berlusconi,Dell'Utri,Mangano e la Mafia in politica [dal min 13.52] (2°parte) ►Il magistrato A.Ingroia su Berlusconi ►Craxi salva le tv dell'amico Silvio ►Berlusconi difende spudoratamente l'amico Dell'Utri (Chi è?) ►Incontro con il senatore Marcello Dell'Utri ►Berlusconi e Mafia |
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#562 | |
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Un cavallo giugno 2009 http://italiadallestero.info/archives/6315 Spagna Quote:
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Silvio Berlusconi e la stampa: problemi di linguaggio giugno 2009 http://italiadallestero.info/archives/6291 Gran Bretagna Quote:
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DELL'UTRI CONDANNATO A 7 ANNI IN APPELLO ►LA STAMPA ESTERA SU BERLUSCONI BLU NOTTE: Berlusconi,Dell'Utri,Mangano e la Mafia in politica [dal min 13.52] (2°parte) ►Il magistrato A.Ingroia su Berlusconi ►Craxi salva le tv dell'amico Silvio ►Berlusconi difende spudoratamente l'amico Dell'Utri (Chi è?) ►Incontro con il senatore Marcello Dell'Utri ►Berlusconi e Mafia |
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#565 |
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Nuovi articoli sul Sunday Times e Telegraph. Le dichiarazioni della D'Addario sulle feste
Altri interventi sul Novel Observateur in Francia e su El Pais in Spagna La stampa inglese e lo scandalo di Silvio "Anche Gianni Letta ha preso le distanze" dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI La stampa inglese e lo scandalo di Silvio "Anche Gianni Letta ha preso le distanze" LONDRA - Gianni Letta, sottosegretario e più fidato collaboratore di Silvio Berlusconi, ha preso le distanze dal premier e rifiuta i suoi inviti a cena. Lo scrive il Sunday Times, citando fonti anonime dall'interno del governo. L'indiscrezione fa parte dell'ampia copertura che la stampa britannica continua a dedicare agli scandali che coinvolgono il primo ministro italiano. Sia il Times che il Telegraph della domenica gli dedicano una pagina intera. E l'Independent parla della vicenda in un editoriale. Il Sunday Times, più diffuso trai domenicali "di qualità" con circa due milioni di copie vendute, scrive in una corrispondenza da Bari dell'inviato John Follain che "insiders", ovvero fonti dall'interno, fonti che conoscono bene Berlusconi e il suo entourage, "dicono che Gianni Letta si è distanziato dal premier e da alcuni mesi declina i suoi inviti a cena". Un collaboratore "disamorato" del presidente del Consiglio dichiara al giornalista inglese: "Berlusconi si è trasformato nell'opposto di re Mida, sporca tutto quello che tocca". Notando anche le critiche al suo comportamento espresse dalla chiesa cattolica, il giornale afferma che le rivelazioni sulla sua vita privata hanno indebolito politicamente il leader del Pdl, e sebbene non ci sia una minaccia immediata, "alleati nella sua coalizione di centro destra si azzardano in privato a contemplare un'era post-Berlusconi". L'articolo contiene anche una serie di dichiarazioni di Patrizia D'Addario, la escort pugliese che ha visitato due volte Berlusconi a Palazzo Grazioli e vi ha trascorso una notte con lui. "Non ho mai dormito", racconta la donna di cui Berlusconi sostiene di non ricordare il volto, "era instancabile, un toro". Secondo la sua ricostruzione, il premier la condusse in camera da letto quasi alle 4 del mattino, dopo che le altre ragazze se n'erano andate. La D'Addario dice che Berlusconi fece mezza dozzina di docce ghiacciate durante la notte e lei lo raggiunse sotto la doccia a sua richiesta. A un certo punto, secondo quanto la donna ha raccontato in seguito a un amico, "d'improvviso smise di muoversi e pensai fra me e me, grazie a Dio, si è addormentato. Ma non durò molto". La escort confida di essersi sentita imbarazzata quando un membro dello staff del premier entrò in camera da letto al mattino, con un vestito per Berlusconi, ricordandogli che doveva fare una dichiarazione pubblica sulla vittoria di Barack Obama, eletto presidente quella notte. La D'Addario lo attese in bagno, dove scattò varie foto. Più tardi accese il registratore del suo telefonino, dove si sente la voce di un uomo che dice: "Vuoi tè o caffè?" Lasciò la residenza di Berlusconi alle 11, ma mentre tornava a Bari lui le telefonò: "Bambina mia!", le disse, chiedendo poi perché avesse la voce roca. E lei gli spiegò: "Per via delle docce". Il Sunday Times riferisce anche il contenuto di una successiva telefonata fra la D'Addario e Barbara Montereale, un'altra partecipante alla cena a Palazzo Grazioli. "Ti ricordi come mi carezzava mentre eravamo sul sofà? E come carezzava te e guardava me?", chiede la D'Addario. E la Montereale replica: "Era disgustoso, faceva tutto di fronte alle guardie del corpo". Il domenicale inglese riporta poi le rivelazioni del settimanale L'espresso sulle conversazioni telefoniche in cui Berlusconi avrebbe descritto all'uomo d'affari pugliese Giampaolo Tarantini che tipo di donne voleva invitare a Roma e in Sardegna, compreso il colore dei capelli e le misure, con dettagli spesso "spinti" su cosa succedeva ai party notturni. Il Sunday Telegraph pubblica invece un ritratto di Berlusconi (e dell'Italia), a firma dello scrittore inglese Tobya Jones, che vive da un decennio nel nostro paese, autore del libro "The dark heart of Italy" (Il cuore tenebroso dell'Italia). Come mai, si chiede Jones, Berlusconi è ancora primo ministro, nonostante tutti gli scandali del passato, le accuse di falsa testimonianza, di ostruzione della giustizia, di collusione con la mafia, di appartenenza a una loggia massonica, di evasione fiscale e di corruzione di pubblici ufficiali, alle quali si aggiungono ora le notizie sulle sue feste con decine di giovani fanciulle? Lo scrittore dà una serie di motivazioni. Primo, l'Italia è talmente abituata agli scandali, che non ci fa più caso e anzi non ne può più. Secondo, almeno per qualcuno, le infedeltà del premier suscitano invidia e ammirazione. Terzo, Berlusconi si presenta come un "uomo qualunque, una persona semplice che non appartiene alla elite snob della politica, uno a cui piacciono le cose che piacciono a tutti, il denaro e le donne". Quarto: la sinistra è fragile e divisa, per cui non offre un'alternativa valida. Quinto: essere "furbi" e "spregiudicati", in Italia, è considerata da alcuni una virtù. E sesto, le critiche dei media stranieri possono ottenere l'effetto di rinsaldare il sostegno verso Berlusconi, perlomeno in quella parte della popolazione che, dopo secoli in cui l'Italia è stata dominata da potenze straniere, è determinata a tenere gli stranieri fuori dai propri affari. Il commento di Sarah Sands, columnist del quotidiano Independent, suona come un corollario delle ragioni offerte da Jones sul Telegraph: "Forse ogni nazione ha lo scandal, o che si merita. In un paese famoso per la sua televisione pornografica, la sua indifferenza per il processo politico e per la sua storicamente rilassata visione dello stupro, Berlusconi non è un mostro". Ma poi conclude che, anche in un paese simile, l'atteggiamento del premier va oltre i limiti della dignità. In Europa. Il settimanale francese Nouvel Observateur sottolinea come i nuovi scandali abbiano fatot precipitare il gradimento di Berlusconi sotto il 50 per cento per la prima volta da quando è ritornato al governo nel 2008. "Malgrado tutto - scrive il settimanale francese - chi lo sostiene di più sono proprio i cattolici". "Le donne del G8 boicotteranno Berlusconi?". A chiederselo è un altro autorevole settimanale francese, L'Express, che dà spazio alla richiesta di 4 docenti universitarie che in vista del G8 di Genova stanno raccogliendo firme per chiedere a Carla Bruni e a Michelle Obama tra le altre, di boicottare il summit dei Grandi all'Aquila. "Finora - si chiede L'Express - hanno ottenuto 6,500 firme. Cresceranno?" Lo spagnolo El Paìs invece dedica un reportage agli "scandali di Berlusconi", intitolandolo "Le pericolose amicizie di Papi". Nel pezzo vengono riassunti i rapporti di Berlusconi con Tarantini, Patrizia D'Addario e Barbara Montereale. "Tra soli 12 giorni - prosegue il corrispondente da Roma, Miguel Mora -, il politico e magnate milanese accoglierà i leader del G8 dove si riscriveranno le regole della finanza globale tra gli scandali che ne stanno minando la credibilità". (28 giugno 2009) http://www.repubblica.it/2009/06/sez...stampa-28.html no comment..signori e signori ecco l'esempio del Presidente del Consiglio italiano... che figura di merda internazionale!!
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#568 | |
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L’innocenza perseguitata dell’Italia giugno 2009 http://italiadallestero.info/archives/6255 Germania Quote:
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Timidi brontolii intorno a Berlusconi giugno 2009 http://italiadallestero.info/archives/6364 Olanda Quote:
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Silvio Berlusconi e le escort-girls giugno 2009 http://italiadallestero.info/archives/6341 Francia Quote:
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Condivido tutto quello che ha detto il signor Campi, a partire dal fatto che il PDL nasce come partito di plastica dove tutti devono allinearsi alle idee di berlusconi fino al fatto che ultimamente Fini ha assunto una posizione più moderata. Lui sostiene di no, ma penso che il pdl possa essere definito anche un progetto privato di Berlusconi. Cosa succederà fra 15 anni è una bella domanda, dubito che il centrodestra risucirà ad avere un leader "personalmente impegnato" ed al tempo stesso autoritario come berlusconi, per cui spero che ci sia un apertura verso posizioni più moderate sull'esempio di Fini. Il che tecnicamente potrebbe anche segnare l'inizio per una nuova stagione di riforme e per l'uscita dalla crisi morale in cui si trova il nostro Paese. P.S Tanti complimenti all'autore del 3d e del post, di questi tempi avere qualcuno che butta un occhio anche all'estero è veramente utile. |
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Iscritto dal: Aug 2000
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Giusto stamane su LA7, dicevano che l'imminente G8 è "pericoloso" per il sig. B, quando dovrà rispondere alle domande dei giornalisti di tutta Europa, e non sono certo asserviti come i nostrani (aggiungo io).
Inoltre non potrà certo dire "A lei non rispondo" "Siete comunisti cattivi" "farò zittire i vostri giornali" ecc.ecc., e le domande non riguarderanno solo le decisioni non prese al G8 (dove c'è tanto blablabla ma niente fatti), ma soprattutto, i fatti che oramai ben sappiamo.
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Lavoro per vivere, non vivo per lavorare. |
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#573 | |
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Senior Member
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Donne, gaffe e ritocchi: come Berlusconi attrae gli elettori italiani giugno 2009 http://italiadallestero.info/archives/6379 Gran Bretagna Quote:
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Lo scandalo Berlusconi: i commentatori osano pronunciare la parola ricatto giugno 2009 http://italiadallestero.info/archives/6385 Gran Bretagna Quote:
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Controllo in Spagna, miseria in Italia giugno 2009 http://italiadallestero.info/archives/6245 Grecia Quote:
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#578 | |
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L’”utilizzatore finale” giugno 2009 http://italiadallestero.info/archives/6348 Spagna Quote:
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#579 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2006
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"ha denunciato il “ciarpame” del partito che progettava di candidare per il parlamento europeo uno stuolo di aspiranti showgirls, le cui capacità politiche apparentemente non superano, in media, quelle dei tassisti londinesi."
Che insulto per i tassisti londinesi....
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#580 |
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Iscritto dal: Dec 2005
Città: Bolzano - Südtirol ....ma attualmente in Austria
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Lo riporto qui:
http://iltempo.ilsole24ore.com/polit...ti_obama.shtml L'analisi Parla Edward Luttwak, esperto di politica Usa e del Medio Oriente: «Il presidente degli Stati Uniti loda Berlusconi: è stato il primo a capire la crisi» I due volti di Obama Conservatore in politica estera e progressista in quella interna Home Politica prec Contenuti correlati * Il Tg delle 12 * Il Tg delle 12 * Obama, scricchiola la politica della «mano aperta» * Un'ispanica alla Corte Suprema Usa * Corte Suprema: Obama nomina l'ispanica Sotomayor * Antonella Salvatore CAMPOMARINO Picchiano a sangue un loro amico e connazionale per aver difeso un pensionato a cui si erano rivolti nel tenativo di far assumere una loro parente come bandante. Da Obama al Pakistan, dalla politica interna degli Stati Uniti a quella estera passando per i malumori dell'esucutivo americano. Questi sono alcuni dei temi trattati con Edward Nicolae Luttwak, politologo di fama internazionale ed esperto di politica americana e di Medio Oriente. Il tutto, senza dimenticare di soffermarsi sulla figura del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e di come venga giudicati al di là dell'Atlantico: «L'idea che c'è in America del vostro premier un misto». Professor Luttwak, a che livello sta parlando? «A livello di governo, a livello di Obama». È un misto perché? «Uno, tutti capiscono che Berlusconi ha combattuto la battaglia politica e l'ha vinta; nessuno può negare la sua vittoria. Due, i comportamenti di Berlusconi continuano ad essere imbarazzanti per loro e per lui stesso. Non per gli scandali, che tutti considerano fatti suoi, ma perché nelle riunioni Berlusconi non si comporta come il leader della settima potenza economica mondiale, si comporta come un clown. Questo significa che i leader non lo vogliono nella stanza quando si discute, o meglio quando si decide: e questo è il terzo elemento. Quarto, Obama stesso riconosce che quando è arrivata la crisi Berluscni è stato il primo a dire che bisognava nazionalizzare le banche e denazionalizzarle dopo che fosse passata la bufera. Tutti i leader storcevano il naso ma tutti gli esperti economici davano ragione a Berlusconi. E adesso tutti dicono che il premier italiano era l'unico o il primo ad averci visto giusto». Be', alla fine gli si riconosce questo merito. «Non c'è dubbio. Riconoscono che quando lui esce con una dichiarazione specifica normalmente ha ragione. Ci sono i vertici internazionali, ce n'è stato uno davvero importante che era il G20. Berlusconi ha detto a tutti: ragazzi, c'è da nazionalizzare le banche, rimetterle a posto e ridarle ai privati. Era l'unico a dire queste cose e alla fine gli hanno dato tutti ragione». Sono quattro elementi così diversi, come possono convivere in una sola persona? «Possono eccome. Non è un minestrone, sono considerazioni diverse della stessa persona». Berlusconi però rivendica il fatto di essere un clown perché considera questo un modo per avere rapporti migliori con gli altri leader. «La realtà è che manca di disciplina. Se gli italiani sono azionisti e l'Italia è un'azienda, dal loro punto di vista c'è un impatto reputazionale». Che impatto? «La reputazione è un investimento. Quando c'è un imprenditore italiano che si siede a Pechino per offrire un tunnel per la metropolitana e c'è un altro imprenditore che offre lo stesso tunnel, il fatto che Berlusconi è visto come un clown ha un peso. L'imprenditore italiano è costretto a pagare questo fatto». A pagare? «A pagare certo. Quelli che sostengono Berlusconi, e hanno ottime ragioni per farlo, dovrebbero non incoraggiarlo a questa mancanza di disciplina. Non è inerente al personaggio. È una deriva dovuta al fatto che in Italia non c'è opposizione». Crede che la mancanza di opposizione sia il vero problema per Berlusconi? «Non solo. Ma anche la stampa è persistente, irritante, omnidirezionale e soprattutto non inesorabile. Qui non c'è il Washington Post che abbatte un Nixon. E non perché fa domande ma perché ogni giorno tira fuori nuovi fatti, perché investigano, studiano, lavorano, si danno da fare e poi scrivono nuove cose inoppugnabili». Come le sembra la stampa italiana? «Come delle anatre che cercano di ucciderti morsicchiandoti le caviglie. L'effetto è che non essendo critiche inesorabili, Berlusconi non le prende sul serio». Insomma, è anche colpa delle critiche poco serie? «Se fossero serie lo aiuterebbero ad essere meno indisciplinato». E invece? «E invece sono così. E alla fine Berlusconi può giustamente pensare che anche se fosse serio, impassibile come il Vaclav Klaus, il presidente della Repubblica Ceca, lo attaccherebbero lo stesso. E quindi continua a comportarsi così». Come valuta la politica estera di Berlusconi? «Nel 2001-2006 ha fatto una politica di massimo allineamento agli Usa e assolumente pro Israele. Non ha avuto attacchi terroristici. Gli spagnoli e gli inglesi erano molto più implicati rispetto agli italiani e invece lo hanno avuto». E come è stato possibile che l'Italia lo abbia evitato? «Perché la leadership italiana ha dato una linea chiara. La polizia e i servizi segreti poi si sono adeguati. Così, chi pensava di fare un attentato in Italia è stato fermato prima». L'asse Italia-Usa spiega anche l'asse Fiat-Chrisler? «No. Negli Stati Uniti si guarda solo al business plan». D'accordo, ma in questo caso è toccato al governo decidere. «Sì, è vero. Ma solo sulla base di un business plan. La Fiat era l'azienda che prima possibile avrebbe potuto dare in breve tempo le linee per le auto piccole e a basso consumo. C'erano solo i giapponesi». E perché i giapponesi non si sono fatti avanti? «Perché sicuramente ci sarebbe stato un problema di di monopolio sul mercato, avrebbero acquisito una quota troppo ampia». Secondo lei il mondo come sta guardando Obama? «Obama stesso sta guardando se stesso. Solo da due settimane ha capito che non si può fare il presidente solo con i discorsi. Lui viene da un passato senza alcuna esperienza gestionale, non è stato sindaco né governatore». Che cosa lo ha convinto a cambiare passo? «Il Tesoro. È pieno di tanta brava gente ma un paio di settimane fa Obama è andato lì e ha capito che lui non può andare in giro a fare discorsi. Deve spingere e sorvegliare. Lo scenario che deve evitare è che, avendo stampato tanti dollari, deve fare in modo che l'inflazione non salga nei prossimi tre anni. Se va al 10% lui perde le elezioni». Che cosa ha convinto Obama a intervenire direttamente nella gestione del Tesoro? «La stampa. Sono usciti molti articoli sul fatto che metà dei posti non erano stati ancora nominati, non c'è ordine gestionale, non sanno evadere le domande, non sono riusciti nemmeno a chiarire la questione del pagamento di Wagoner. Il giornalismo investigativo che non guarda alle persone che governano ma solo ai fatti ha evidenziato che bisognava intervenire.(ndr, che IMHO da noi manca) Obama ha visto e s'è spaventato». Ma quali sono i problemi gestionali? «Obama ha scelto come capo della sua segreteria Larry Summers e Timothy Geithner segretario del Tesoro. Qui è sorto il problema, almeno sul livello umano dato che Summers in passato era il segretario del Tesoro e Geithner era il suo vice. Questo ha creato frizioni tra i due. Poi in politica estera c'e contrapposizione tra il segretario di Stato, Hillary Clinton, e il consigliere per la Sicurezza, il generale James Jones. Lui ad esempio la vede come la moglie di quello che non ha fatto il servizio militare. Hillary, che si contendeva il posto con lui, lo ha accusato di tutto e ha denunciato le sue mancanze». Attriti che sono all'ordine del giorno per chi fa politica. «A Washington è leggermente diverso. C'è molta gente che si occupa di politica estera e i democratici sono divisi tra "pro Clinton" e "pro Obama". Quando Hillary è diventata segretario di Stato ha sistemato tutti i suoi sostenitori escludendo quelli vicino ad Obama. Così questi sono rimasti senza incarico e oggi continuano a lamentarsi con Obama. Il risultato? Chi ha vinto ha perso e chi ha perso ha vinto». Perchè su Guantanamo ha vinto la linea di Dick Cheney? «Obama su Guantanamo ha la sua strategia: essere prudente e conservatore per quanto riguarda la politica estera e della difesa mentre essere radicale in politica interna spingendo ad aumentare le tasse ai ricchi e a riformulare lo stato sociale. Questo gli permetterà di dividere l'opposizione dato che in America ci sono quelli che sono "falchi" ma anche riformatori. Questi sono i neoconservative: liberali in politica interna e "falchi" in estera. Per questo Obama ha aumentato le truppe in Afghanistan e, in Iraq, il programma di ritiro va più lento di quanto stabilito da Bush». E per quanto riguarda Iran e Pakistan? «Sono problemi che esistono da molto tempo. L'Iran, detenendo la bomba, mette tutti, ma soprattutto Israele, in pericolo. Ecco allora che Israele ha posto, come limite massimo, la fine dell'anno affinché la diplomazia tra i due stati risolva la questione, altrimenti procederanno con i bombardamenti». In Pakistan invece la bomba ce l'hanno? «Il Pakistan è un disastro. Il presidente di quel paese, Asif Ali Zardari, è stato condannato per estorsione. Il capo dell'opposizione, Nawaz Sharif, è un mega truffatore: ha fatto la sua fortuna con l'olio vegetale che comperava e diluiva con acqua e lubrificanti automobilistici. Il secondo punto è che l'intera elite pakistana crede ancora di essere forte contrapponendosi all'India. In realtà loro sono debolissimi. Il Pakistan vive un falso. Ovvero pensa di potersi misurare sullo stesso piano con l'India e, nonostante questa crisi, mantengono il 90% dei soldati sulla frontiera indiana. Il fatto è che non possono permetterselo economicamente e creano così grandi falle nel bilancio dello stato. E poi puntano tutto sullo sviluppo del nucleare e non investono per mantenere l'ordine pubblico». Gli Stati Uniti cosa possono fare? «Ci sono 160 milioni di pakistani e nonostante tutto loro persistono a generare un'elite disastrosa e scandalosa. Pensi ad esempio a Benazir Bhutto, l'ex premier, uccisa in un attentato il 27 dicembre 2007 e che ora tutti invocano come martire, in realtà ha fatto di tutto per sabotare la pace con l'India. È stata il peggior governante che ci potesse essere e il marito, attuale presidente del Paese, la appoggiava». E perché allora ve ne occupate? «Perché c'è il pericolo della bomba. E se così fosse sarebbe doppiamente rischioso dato che alle spalle manca un governo stabile che potrebbe arrivare invece a sganciarla sull'India. Gli Stati Uniti potrebbero dire: "Fate voi, arrangiatevi" oppure "Ci pensi l'Onu". Ma non lo fanno perché c'è un sentimento di responsabilizzazione». Se il XX secolo è stato quello degli Usa, il XXI sarà quello della Cina? «Si è possibile ma non della Cina di oggi. Perché se vorrà esserlo, dovrà puntare molto di più sulla democrazia che ad ora manca completamente e questo li sta distruggendo. Fanno dieci passi in avanti e sette in dietro. A causa di questo, per esempio, nel sud della Cina non c'è libertà di stampa, non c'è un Parlamento che possa legiferare democraticamente e i sindaci diventano capo della polizia, del bordello e della gang».
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*Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando togli gli occhi dalla meta.* Ultima modifica di cornetto : 30-06-2009 alle 18:48. |
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che figura di merda internazionale!!
L’innocenza perseguitata dell’Italia
Silvio Berlusconi e le escort-girls
Controllo in Spagna, miseria in Italia








