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#21 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Città: Wursteland
Messaggi: 1749
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E gli uomini hanno - per fortuna, non sto criticando la natura umana - ambizione, voglia di potere, amore per il rischio, egoismo ... tutte caratteristiche che da una parte determinano il progresso, l'evoluzione, etc, dall'altra, se non controllate e nel caso bastonate, fanno danni. Proprio della Microsoft parli che va avanti in barba alle leggi sulla concorrenza pagando multe perchè se lo può permettere. Mi è stato detto, non se sia vero e non mi va di cercare info in quella giungla di nome internet Se qualcuo sa qualcosa a riguardo la dica perchè sarebbe un fenomeno interessante da studiare in materia capitalismo. PS: comunque insisto sul fatto che anche un eventuale anti-trust, prima o poi e per le caratteristiche umane di cui sopra, diventa un complice di qualcuno creando conflitti di interesse mondiali e facendo marcire la situazione che ... va in crisi ![]() edit: toh! trovato adesso su un altro 3d: http://www.sanofi-aventis.it/live/it...1D87DC9DB5.pdf Mexico City (Messico), 9 marzo 2009 Sanofi-aventis investe in Messico 100 milioni di euro in un nuovo impianto per la produzione di vaccini contro l’influenza stagionale e pandemica conflitto di interesse mondiale o coincidenza ?
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Nintendo WIII 4d Turbo Intercooler - Sestium X 666 99,312 GHz - 6.984 Ram Σ(9999) MHz - HDD SATA 97e^(10) bytes 93³ rpm - ATI biberon X900z ∞Mb - Win Eight SP (1 > yours) 16 Valve Ultima modifica di trallallero : 27-04-2009 alle 21:27. |
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#22 |
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Junior Member
Iscritto dal: Apr 2009
Messaggi: 2
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secondo me si dovrebbero considerare i principi ispiratori della Strategia di Lisbona che mirano a fare dell’Europa un’area economica fortemente competitiva e fondata sulla conoscenza.
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#23 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Bergamo
Messaggi: 35
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Quote:
ma non scherziamo!! |
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#24 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2008
Messaggi: 1242
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Secondo me non ha molto senso cercare di analizzare il mondo di oggi dal punto di vista economico-sociale rifacendosi alle teorie "classiche", capitalismo, comunismo, etc..., così come erano formulate nell'800 o inizio 900.
Sarebbe come se per farsi una cultura scientifica si studiasse sui testi di Newton o Volta, senza ovviamente nulla togliere al loro valore. Ormai certi concetti sono parte della storia, non dell'attualità. La situazione odierna, con il consolidamento delle democrazie occidentali, il consumismo, l'abbondanza di energia, la cultura a disposizione delle masse, il terzo mondo, la globalizzazione e la conseguente dispersione globale tra produttore e consumatore, etc... rendono l'economia e la sociologia discipline altamente complesse che non sono più analizzabili con principi semplici. Ormai è come un software legacy che dopo innumerevoli modificazioni ha raggiunto una suo stato semi-stabile ma con diversi bugs. Ha una sua complessità tale che non si può descrivere con semplici formule o algoritmi ma può solo essere aggiustato dove serve, con intervneti mirati sui dettagli. Ormai secondo me più che i grandi principi è importante per il buon funzionamento economico e sociale comprendere i dettagli e saperli aggiustare. |
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#25 | ||||||||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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Per conto mio, se ti riferivi a me, io di certo non mi “automortifico”, ed ho tutto fuorché mancanza di stima nelle mie capacità, semplicemente le adopero non per ascendere in questo sistema (che disprezzo), secondo i suoi valori (che aborro), ma per combatterlo. Karl Marx era una persona dotata di una cultura e d'un'intelligenza enorme, e la ha usata non per affermarsi nel sistema esistente, ma per combatterlo, dovendo fuggire di Stato in Istato, e finendo la sua vita in povertà. Ma io non scambierei la sua vita in povertà con nessuna vita di qualsiasi riccone... e sono convinto che lui stesso, morendo, si sia potuto dire “io ho vissuto”. Quote:
È contraddittorio, perché se dici che ci sono delle difficoltà in Italia (intendendo dire che in altri posti non ci sono), implica che ci sono delle condizioni materiali differenti che influenzano la riuscita, quindi non dipende solo dal soggetto. Spero che almeno la logica formale non sia tacciata di strumento ideologico del marxismo. È falso per varie ragioni. Innanzitutto da un'antropologia completamente avulsa dalla realtà, in cui il soggetto è determinato in modo innato, dalla sua volontà libera e assoluta (i teologi almeno si limitano a descrivere Dio in questo modo, buon indizio del fatto che sia una descrizione che non corrisponde ad alcuna esistenza reale), mentre è evidente che la personalità di ognuno è determinata in massima parte dalle condizioni materiali in cui si trova. Pertanto, se uno parte da condizioni svantaggiate difficilmente potrà riuscire. Nelle scienze sociali non esistono delle leggi universali, ma tendenzialmente, i figli delle persone ricche saranno ricchi, i figli delle persone povere saranno poveri. Guarda qualsiasi statistica, e troverai conferma di quanto dico. Quindi ci sono due possibilità: -i figli dei poveri di solito non riescono perché sono innatamente inferiori; -dipende dalla condizione materiale, e non certo da capacità innate. La mia non è un'affermazione ideologica, è una semplice interpretazione di fatti che possono essere controllati da tutti. Se hai un'interpretazione differente, che può confutare la mia, dimmi pure, ma non parlarmi della persona singola, perché sono cose che sanno tutti... Quote:
Questo è quello che sto dicendo: non che chi è povero non possa diventare ricco, ma che la condizione di partenza (che non dipende in alcun modo dall'individuo), influenza il risultato in un modo che non dipende dal soggetto. Il socialismo punta ad abolire tutte le discriminazioni esterne di partenza, ma è favorevole alla meritocrazia, finché sarà necessaria (ossia finché i meritevoli richiederanno di avere delle gratificazioni per svolgere il loro lavoro al meglio). [quote] Quote:
Una persona che non ha fondi per aprirla come minimo dev'essere lavoratore dipendente per il tempo necessario per guadagnare i fondi necessarii. Guarda che anche un manager è un dipendente... non è mica un proprietario di mezzi di produzione. Faccio presente che il dirigente d'azienda puoi farlo anche nel socialismo, ed essendo pure gratificato (anche economicamente), se lo fai bene. Pensa te. Quote:
Le proteste in tal senso sono solo il frutto di mancanza di coscienza, chi è cosciente non pretende di agire sugli effetti del sistema, ma sul sistema stesso. Quote:
Perdente perché ritengo che quando il dominio neocoloniale su cui si basa il benessere delle classi basse del primo mondo verrà superato (e può essere mantenuto soltanto con mezzi antidemocratici), non ci potrà essere che un radicale assestamento, e finalmente potrà essere superato (e credo verrà fatto). Contrario alla vita per diverse ragioni: -considerando la sua irresponsabilità, rischia di distruggere la vita umana coll'inquinamento (quindi contrario alla vita in senso letterale); -è un sistema in cui l'individualità della maggior parte degl'individui viene annullata in un lavoro alienante, disprezzato da coloro che lo compiono. All'interno di questo sistema spesso alienati sono anche i cosiddetti “riusciti”, che in realtà spesso sono insoddisfatti della loro vita, tanto da doversene alienare con l'uso di droghe (diffusissime). Il disagio di numerose persone benestanti non può che dimostrare come sia un sistema antiumano. Il tuo esempio “naturalistico” è completamente fuori luogo, ma ne approfitto per sottolineare che il Darwinismo non è una dottrina normativa, ma descrittiva, che è valida per interpretare il passato, ma non per predire il futuro. Chiunque lo utilizzi per dire come gli uomini si dovrebbero comportare non fa che strumentalizzarla. Come dire a qualcuno di non saltare, perché andrebbe contro la forza di gravità... che ci vada contro è vero, ma non viola certo le leggi della fisica classica. Quote:
“Il mondo moderno lascia insoddifatti o, dove appare soddisfatto di se stesso, è volgare” (Karl Marx). Comunque sia chiaro che io non parlo mai di Italia, ma sempre a livello mondiale, o almeno piú generale possibile. Non m'interessano i casi specifici, ma le tendenze generali. Quote:
Se tu al posto di ascoltare gli Amon Amarth, ascoltassi come me Mahler e Schönberg, o ancor meglio Luciano Berio le tue idee politiche ne risentirebbero positivamente Spero di essermi espresso chiaramente... Modifica: mi sa proprio di no, provo a fare una sintesi Allora: 1. La libertà economica (di aprire un'attività), è tutt'altro che una cosa utile e fondamentale per la libertà in generale. Chi fonda un'azienda è piú libero solo nella misura in cui chi gli è dipendente è meno libero. La soluzione è abolire la differenza tra proprietario e dipendente: l'azienda è proprietà dei dipendenti (questo non significa che la organizzi direttamente, evidentemente verrà scelto un esperto che la gestisca al meglio, proprio come adesso le S.p.a. non sono gestite direttamente dagli azionisti, ma da un loro delegato). 2. La presenza di aziende diverse prive di qualsiasi coordinazione nell'interesse generale, porta, a causa della miope prospettiva egoistica di ciascuna, a fare un danno generale. A tale proposito propongo un'organizzazione coordinata dell'economia. 3. In ogni caso la libertà di aprire un'attività dipende dalle condizioni di partenza, è una libertà cui la parte svantaggiata difficilmente può accedere, e cui la maggioranza della popolazione non può accedere, al contrario, in un'economia socialista ciascuno ha una “quota” dei mezzi di produzione. 4. Anche la posizione sociale è fortemente influenzata dalle condizioni iniziali di partenza. Questa società è solo fintamente meritocratica, perché le persone sono pesantemente condizionata dalla situazione di partenza, in una società socialista qualsiasi discriminazione materiale va eliminata, e si deve fare in modo che ciascuno possa esprimere il massimo di sé, ed eventualmente coprire posti di responsabilità (se è capace sicuramente verrà eletto da persone che hanno il massimo interesse che tutto funzioni al meglio). Ultima modifica di blamecanada : 01-05-2009 alle 00:56. |
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#26 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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L'ennesimo thread sulle religioni economiche
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#27 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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![]() Sta attento che il passo è breve, ci sono sempre i liberisti di CL/FI dietro l'angolo ad accoglierti a fauc.....braccia aperte ![]() Come Capezzone insomma Ultima modifica di lowenz : 01-05-2009 alle 00:32. |
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#28 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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Il mondo vero non segue assolutamente queste euristiche da asilo eh Lo posso dire per esperienza perchè alcuni miei amici - che ai tempi dello "studio" corrispondevano al SECONDO profilo - si sono sempre dichiarati liberisti e infatti ora sono ad un passo dal prendere 4000 euro di stipendio mensile per semplice cazzatine che non c'entrano niente con l'applicazione di competenze "preziose" e "faticosamente imparate", c'entrano con una meritocrazia fatta di "meriti di furbizia" (in senso buono) più che di "meriti di conoscenze": l'uomo al momento e al posto giusto insomma, mica Einstein redivivo Quindi accade perchè valgono? No, perchè sono bravi a scegliere le cazzatine remunerative, ma sempre cazzatine sono. Quindi per piacere, non parliamo di "merito", sarebbe come parlare di "bellezza" per Cristina del GF Ultima modifica di lowenz : 01-05-2009 alle 01:07. |
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#29 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
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![]() Gli anarchici comunisti sono una contraddizione vivente, devono risolversi in un modo o nell'altro o nel primo o nel secondo |
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#30 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2008
Città: dire paesino sarebbe essere generosi :asd:
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Apparte quello a te farebbe schifo occuparti di cazzatine ma essere ben remunerato e non far mancare nulla a te e alla tua famiglia? ![]() Poi ovvio che la preparazione è la qualità maestra ma anche l'ambizione e il coraggio di rischiare io le ricondurrei al valore o tu dici di no?
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Sampdoria o Lazio,ditemi voi chi ha bruciato di piu,la sconfitta diretta o la sconfitta morale? |
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#31 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
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Ultima modifica di lowenz : 01-05-2009 alle 01:33. |
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#32 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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Intrattiene gli altri con lo spettacolo che offre ("OOOOOOOOH guarda cosa fa ora! ") e guadagna grosse somme puntando sul rischio e sull'intuito (serve talento=sangue freddo per bluffare e giocare al rilancio), nonchè si gode il gala 24 ore al giorno Andiamo tutti al casinò |
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#33 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
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#34 | ||
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
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Se ad esempio la "fantastica remunerazione" mi toglie del tutto il tempo ci rinuncio più che volentieri e non me ne frega nulla della qualità di vita o della scalata sociale (che poi non avrebbe nemmeno senso di esistere in un mondo di perfetti individualisti, dato che non ci sarebbe nemmeno il concetto di "sociale" Quote:
Se le condizioni al contorno non ti metto in una situazione adeguata che faccia da molla (e ripeto, non ci sono "meriti" particolari in questo, se non "cogliere l'aiuto della pedana"), puoi crepare di fame con tutto il coraggio e l'ambizione insieme a te
Ultima modifica di lowenz : 01-05-2009 alle 09:49. |
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#35 | ||
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Member
Iscritto dal: Feb 2008
Città: dire paesino sarebbe essere generosi :asd:
Messaggi: 470
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E poi la fortuna non è in automatico arriva si ma devi anche saperla sfruttare appunto con l'ambizione per andare avanti e i testicoli per gli eventuali rischi.
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Sampdoria o Lazio,ditemi voi chi ha bruciato di piu,la sconfitta diretta o la sconfitta morale? |
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#36 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Perché il discorso orario, davvero non sussiste nella realtà. Qualunque posto in cui tu abbia un certo grado anche limitato di responsabilità, e non sto parlando di posto da manager a 10.0000 euro, vale anche se sei stagista a 1000 euro, l'orario te lo scordi e ti scordi di uscire alle 18 e ti scordi le 40 ore che magari stanno pure sul tuo contratto. E se posso darvi un consiglio, l'essere dipsonibile sul posto di lavoro é proprio un pessimo approccio. Darete solo l'autorizzazione a farvi mettere i piedi in testa dagli altri. E non pensate che il riconoscimento del merito in una realtà aziendale funzioni come il voto all'università. I meccanismi sono piu subdoli. Poi se pensate di esere pronti a fare i manager nella city, lanciatevi. E' giusto e sacrosanto. Ma sappiate che l'orario é di 60 -70 ore settimanali, e i meccanismi di riconoscimento del valore non marciano sul mero metro dei "risultati" che spesso é estremamente difficile quantificare. Il grosso si gioca su dinamiche di rapporti umani che come detto si giocano su un piano in realtà piuttosto subdolo. |
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#37 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
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#38 | ||
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Member
Iscritto dal: Feb 2008
Città: dire paesino sarebbe essere generosi :asd:
Messaggi: 470
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Poi ad un certo punto mi ha fatto una domanda che forse non ho colto e mi son perso ma non mi sembra di aver detto il contrario? Sul consiglio che ci dai io lo accetto volentieri e me ne ricordo se può evitare situazioni non piacevoli visto che si son giovane,lowens non credo lo sia più è già avviato sul viale del tramonto. Edit: Quote:
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#39 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
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Sostituiscilo con scelta, o , meglio, libertà di scelta. |
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#40 | ||||||||||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
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Invece la strategia giusta a mio parere, una volta individuato un problema, è tentare di ridurlo al minimo possibile, sul modo poi si può discutere. Quote:
Inoltre se uno non ha i fondi per aprire un'attività, ma deve lavorare come dipendente per procurarseli, è chiaro che anche considerando la sua sola vita produrrà meno “ricchezza”. Sicuramente l'eredità non è sicuramente qualcosa di meritocratico, ma ritengo vano discuterne qui. Aggiungo che in realtà il successo economico dipende anche in buona parte dalla fortuna. Quote:
In ogni caso il comunismo prevede due fasi. Nella prima, detta anche del socialismo, e instaurata dalla rivoluzione (non necessariamente violenta) vige il principio “meritocratico” secondo il quale ciascuno riceve in base a quanto produce (detto anche “chi non lavora non mangia”). La differenza con la situazione precedente è che non esiste piú la proprietà privata dei mezzi di produzione, quindi nessuno lavora “per qualcun altro”, ma al contrario lavora per sé (lavorare per qualcun altro, ossia vendere la propria forza-lavoro, in quanto costretti dal fatto di non poter esercitare alcuna “libertà economica”, è una delle modalità di alienazione). Ovviamente se è un mezzo di produzione collettivo, avrà una porzione di tale mezzo (puoi vederla come una percentuale in una S.p.a.). Le differenze economiche rimangono, anche se attenuate. In tale sistema secondo Marx ci dovrebbe essere un grandissimo sviluppo delle forze produttive, al punto che ad un certo punto si produrrebbe talmente tanto, e si lavorerebbe talmente poco, che nessuno sentirebbe la necessità di avere di piú di un altro, e quindi ognuno potrebbe dare in base alle proprie possibilità e ricevere in base ai propri bisogni. Si può ritenere questo obiettivo utopico, magari lo è pure... ma lo trovo utile almeno a livello euristico come “concetto limite”. Io mi accontenterei anche di giungere alla prima fase, credo garantirebbe una condizione di vita assai migliore. Quote:
Inoltre, considerando gli enormi utili delle aziende, esse possono facilmente corrompere il potere politico, possono con i mezzi di comunicazione che possiedono, propagandare opinioni in senso contrario, ed inoltre in molti casi sono sottoposte a multe per i loro crimini che sono inferiori ai guadagni da essi comportati. Quote:
Quote:
Tuttavia non credo che la legge della domanda e dell'offerta possa essere riportata al darwinismo... Faccio una breve digressione dicendo che secondo me il darwinismo può essere tranquillamente utilizzato nell'analisi sociale (entro certi limiti), purché si conoscano le basi del darwinismo e non lo si usi a sproposito. Il cosiddetto darwinismo sociale, si basa su un fraintendimento del darwinismo, perché stabilisce a priori chi sia piú adatto, mentre il darwinismo lo stabilisce a posteriori (l'unico criterio per stabilire chi è piú adatto è proprio il fatto che sia sopravvissuto). Pensa che Marx ha inviato a Darwin una copia con dedica del Capitale, da quanto lo apprezzava: secondo lui la teoria di darwin era l'analogo nella biologia alla sua teoria del materialismo storico. Curioso notare che anche la teoria di Marx, finalizzata a scopi puramente di analisi a posteriori, è stata trasformata in una teoria predittiva (cosa assolutamente demenziale). Quote:
Magari anche tu crescendo avrai lo stesso positivo miglioramento Comunque dal punto di vista musicale ci sono cose ben piú inascoltabili, anche se in effetti si tratta di persone un po' ridicole. Quote:
Anche una tale concezione vale come accettazione acritica dell'esistente. In effetti il tuo assunto si basa sul fatto che questa sia un'economia profondamenta “naturale”, mentre lo è né piú né meno di quelle che ci sono state, o che ci saranno. Secondo me bisogna lasciare da parte questo culto naturalistico, e chidersi se questo sia il miglior mondo possibile, e se non lo è, come migliorarlo. Comunque sono colpevole d'aver portato la discussione fuori tema, la questione era la semplice libertà economica... |
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