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Old 16-11-2003, 04:46   #21
yossarian
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Originariamente inviato da jumpermax
Ma credi davvero che Al Queida coincida con Bin Laden? Credi che abbia interessi solo in Arabia? Il Kashmir ad esempio è uno dei fronti attualmente più caldi, stesse modalità di azione cambiano solo gli avversari... l'India al posto degli occidentali.
Certo il medioriente è di importanza strategica. Ma allora proprio non capisco se hai chiaro tutto questo come puoi essere contrario all'intervento in iraq?
Io non ho mai detto di essere contrario all'intervento in Iraq; ho detto di essere contrario alle guerre combattute per interessi privati, che coinvolgono interi popoli e finiscono con il pesare sulle classi più deboli e indifese. Sono contrario alle mire dei potenti.
Bush e Bin Laden (o meglio, chi sta dietro di loro) sono due esempi di quello che dico: combattono con armi diverse solo perchè hanno armi diverse. Il fatto è che le loro battaglie coinvolgono migliaia di innocenti che, alla fine, sono quelli che perderanno la guerra. Nella situazione che si era determinata, l'intervento in Iraq era irrinunciabile. Abbiamo contribuito a creare un mostro ed è anche giusto che contribuiamo ad abbatterlo. Il problema è che il mostro non si sarebbe dovuto creare. Il problema è che Bush non è andato in Iraq per abbattere Saddam ma perchè aveva bisogno dall'Iraq, dal punto di vista economico, politico e strategico. Avrei gradito un po' meno ipocrisia e retorica, visto che la situazione è risultata palese da subito.
Se Saddam, pur disponendo di gas nervini, non li ha mai usati contro soldati occidentali e se al queida non ha mai organizzato attentati "devastanti" (in stile 11 settembre) in un paese occidentale diverso dagli USA, almeno finora, un motivo c'è.

In due diverse interviste, Bin Laden ha detto, chiaramente, qual è il suo intento. In una ha detto che gli infedeli devono lasciare i sacri luoghi dell'Islam (Medina, La Mecca e Gerusalemme; ma sappiamo bene quanto a Bin Laden, di estrazione laica, importi dell'Islam); in un'altra ha detto che gli americani (e qui ha fatto chiramente il nome di quello che reputa il suo nemico e se ne capiscono anche i motivi) devono risarcire il mondo arabo per tutto quello che gli hanno rubato in questi anni in cui hanno sfruttato i pozzi di petrolio (sono seguiti una serie di proclami contro i governi arabi che hanno consentito questo sfruttamento).

Ultima modifica di yossarian : 16-11-2003 alle 04:53.
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Old 16-11-2003, 10:18   #22
ni.jo
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mi spiace per tutti questi ragazzi.
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Old 16-11-2003, 17:06   #23
jumpermax
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Originariamente inviato da yossarian
Io non ho mai detto di essere contrario all'intervento in Iraq; ho detto di essere contrario alle guerre combattute per interessi privati, che coinvolgono interi popoli e finiscono con il pesare sulle classi più deboli e indifese. Sono contrario alle mire dei potenti.
Bush e Bin Laden (o meglio, chi sta dietro di loro) sono due esempi di quello che dico: combattono con armi diverse solo perchè hanno armi diverse. Il fatto è che le loro battaglie coinvolgono migliaia di innocenti che, alla fine, sono quelli che perderanno la guerra. Nella situazione che si era determinata, l'intervento in Iraq era irrinunciabile. Abbiamo contribuito a creare un mostro ed è anche giusto che contribuiamo ad abbatterlo. Il problema è che il mostro non si sarebbe dovuto creare. Il problema è che Bush non è andato in Iraq per abbattere Saddam ma perchè aveva bisogno dall'Iraq, dal punto di vista economico, politico e strategico. Avrei gradito un po' meno ipocrisia e retorica, visto che la situazione è risultata palese da subito.
Se Saddam, pur disponendo di gas nervini, non li ha mai usati contro soldati occidentali e se al queida non ha mai organizzato attentati "devastanti" (in stile 11 settembre) in un paese occidentale diverso dagli USA, almeno finora, un motivo c'è.

In due diverse interviste, Bin Laden ha detto, chiaramente, qual è il suo intento. In una ha detto che gli infedeli devono lasciare i sacri luoghi dell'Islam (Medina, La Mecca e Gerusalemme; ma sappiamo bene quanto a Bin Laden, di estrazione laica, importi dell'Islam); in un'altra ha detto che gli americani (e qui ha fatto chiramente il nome di quello che reputa il suo nemico e se ne capiscono anche i motivi) devono risarcire il mondo arabo per tutto quello che gli hanno rubato in questi anni in cui hanno sfruttato i pozzi di petrolio (sono seguiti una serie di proclami contro i governi arabi che hanno consentito questo sfruttamento).
Non credo si potessero dire imotivi di questa guerra nudi e crudi, non è politically correct parlare di interessi strategici e simili. O forse la gente non è pronta ad affrontare questi discorsi. Preferisce vivere nell'illusione di uno stato onnipotente in grado di decidere le sorti del mondo, ma le cose non stanno in questi termini. Non è assolutamente detto che la si vinca questa guerra al terrorismo, anzi. Mi sembra ci siano pochi esempi di lotte al terrorismo condotte con successo, almeno su scala così vasta.
Comunque sia continui ad avere un'equidistanza tra le due parti che un tantinello mi inquieta. Non credo sia la stessa cosa se vince l'uno o l'altro. Il messaggio che porta avanti al queida, la sua ideologia è forse più preoccupante di quella dei regimi totalitari del secolo scorso.
Sul discorso armi chimiche e biologiche la questione è pesante.
Personalmente credo che le abbiano perché non credo manchino di mezzi per poterle ottenere, la questione quanta libertà di azione anno e soprattutto quando hanno intenzione di colpire. Francamente non so se i nostri servizi segreti e le nostre forze dell'ordine sono in grado di fermarli. Insomma se davvero hanno a disposizione queste sostanze immagino che non sia difficile farle entrare in un paese. 10 kg di antrace non credo occupino molto spazio. Bastano per uccidere 300mila persone. 10 kamikaze in attacco congiunto in diverse città possono davvero scatenare il panico in modo molto più pesante di quanto non sia avvenuto l'11 settembre... potrebbero mettere tranquillamente in ginocchio una nazione. Attendere che ci attacchino in questo caso non mi sembra la migliore delle opzioni...
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Old 16-11-2003, 17:29   #24
yossarian
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Originariamente inviato da jumpermax
Non credo si potessero dire imotivi di questa guerra nudi e crudi, non è politically correct parlare di interessi strategici e simili. O forse la gente non è pronta ad affrontare questi discorsi. Preferisce vivere nell'illusione di uno stato onnipotente in grado di decidere le sorti del mondo, ma le cose non stanno in questi termini. Non è assolutamente detto che la si vinca questa guerra al terrorismo, anzi. Mi sembra ci siano pochi esempi di lotte al terrorismo condotte con successo, almeno su scala così vasta.
Comunque sia continui ad avere un'equidistanza tra le due parti che un tantinello mi inquieta. Non credo sia la stessa cosa se vince l'uno o l'altro. Il messaggio che porta avanti al queida, la sua ideologia è forse più preoccupante di quella dei regimi totalitari del secolo scorso.
Sul discorso armi chimiche e biologiche la questione è pesante.
Personalmente credo che le abbiano perché non credo manchino di mezzi per poterle ottenere, la questione quanta libertà di azione anno e soprattutto quando hanno intenzione di colpire. Francamente non so se i nostri servizi segreti e le nostre forze dell'ordine sono in grado di fermarli. Insomma se davvero hanno a disposizione queste sostanze immagino che non sia difficile farle entrare in un paese. 10 kg di antrace non credo occupino molto spazio. Bastano per uccidere 300mila persone. 10 kamikaze in attacco congiunto in diverse città possono davvero scatenare il panico in modo molto più pesante di quanto non sia avvenuto l'11 settembre... potrebbero mettere tranquillamente in ginocchio una nazione. Attendere che ci attacchino in questo caso non mi sembra la migliore delle opzioni...
la mia non è equidistanza tra le parti, ma semplice presa di coscienza di un fatto inequivocabile: stiamo combattendo una guerra iniziata ben prima dell'11 settembre; con l'11 settembre è iniziata la paura, perchè abbiamo capito di poter essere colpiti in maniera pesante anche sul nostro territorio, anche dentro le nostre case. Purtroppo fa parte del gioco e, di una guerra, si devono accettare anche i rischi. Le tecniche guerresche si evolvono e non esiste più una situazione di guerra di trincea, come la I guerra mondiale, in cui morivano soldati lungo un "fronte" che viveva nell'immaginario collettivo di coloro che rimanevano a casa, ma che, peer questi ultimi (non certo per chi moriva al fronte) non aveva una collocazione ben precisa nello spazio. Già la II guerra mondiale ha spostato la linea del fronte (sono morti più civili che militari), dentro le città; però si trattava di città facenti parte di Paesi ufficialmemente in guerra. Adesso, le cose stanno in maniera diversa. Ogni area del pianeta può essere bersagliio di un attacco di qualunque natura e senza preavviso; questa è la cosa inquietante. Però bisogna accettare l'idea che si tratta di un nuovo tipo di guerra, non dichiarata, in cui, volenti o nolenti, ci ritroviamo coinvolti. Personalmente non me ne frega un tubo del petrolio medio orientale e neppure di acquisire una posizione di controllo strategico di quell'area. Preferirei che, coloro che hanno interesse a dirimere quella questione, schierassero degli eserciti (come nella I guerra mondiale) su un ipotetico fronte e se la sbrigassero loro, senza coinvolgere tutto il mondo in questa guerra.
Purtroppo ciò non è possibile, per una serie di motivi, per cui il nostro aver preso posizione, ci mette in condizione di dover accettare anche i rischi che questa posizione comporta.
Certo che non è la stessa cosa se vince l'uno o l'altro; però è altrettanto certo che io non guadagnerò niente comunque, chiunque vinca (questo volendo fare un discorso utilitaristico al massimo).
Non credo proprio che i nosti servizi segreti siano in grado di bloccare un tentativo di attentato ben organizzato. Questo è quello che mi lascia pensare, così come mi lascia pensare il fatto che finora, come ripeto, nessun paese occidentale è stato bersaglio di attacchi terroristici della gravità di quello che ha colpito gli USA, nonostante l'incapacità dei servizi segreti a svolgere opera di prevenzione.
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Old 16-11-2003, 18:02   #25
jumpermax
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Originariamente inviato da yossarian
la mia non è equidistanza tra le parti, ma semplice presa di coscienza di un fatto inequivocabile: stiamo combattendo una guerra iniziata ben prima dell'11 settembre; con l'11 settembre è iniziata la paura, perchè abbiamo capito di poter essere colpiti in maniera pesante anche sul nostro territorio, anche dentro le nostre case. Purtroppo fa parte del gioco e, di una guerra, si devono accettare anche i rischi. Le tecniche guerresche si evolvono e non esiste più una situazione di guerra di trincea, come la I guerra mondiale, in cui morivano soldati lungo un "fronte" che viveva nell'immaginario collettivo di coloro che rimanevano a casa, ma che, peer questi ultimi (non certo per chi moriva al fronte) non aveva una collocazione ben precisa nello spazio. Già la II guerra mondiale ha spostato la linea del fronte (sono morti più civili che militari), dentro le città; però si trattava di città facenti parte di Paesi ufficialmemente in guerra. Adesso, le cose stanno in maniera diversa. Ogni area del pianeta può essere bersagliio di un attacco di qualunque natura e senza preavviso; questa è la cosa inquietante. Però bisogna accettare l'idea che si tratta di un nuovo tipo di guerra, non dichiarata, in cui, volenti o nolenti, ci ritroviamo coinvolti.
fin qui ok
Quote:
Personalmente non me ne frega un tubo del petrolio medio orientale e neppure di acquisire una posizione di controllo strategico di quell'area.
beh insomma certo non vivi sulla luna. Il medioriente in mano ad al queida potrebbe voler dire per un paese che ha attualmente il 70% di produzione di energia elettrica basato sugli idrocarburi, senza considerare poi i 10 milioni e passa di veicoli a motore il tracollo. Tracollo chiariamoci non recessione. Lo descrive benissimo Rifkin nel suo ultimo libro l'economia ad idrogeno, l'effetto di un blocco in questa regione, il decuplicamento dei costi del greggio potrebbero farci ripiombare indietro di 2 secoli. Tutta la nostra economia si regge su questo, non siamo stati molto lungimiranti a chiudere col nucleare qualche annetto fa...

Quote:
Preferirei che, coloro che hanno interesse a dirimere quella questione, schierassero degli eserciti (come nella I guerra mondiale) su un ipotetico fronte e se la sbrigassero loro, senza coinvolgere tutto il mondo in questa guerra.
Purtroppo ciò non è possibile, per una serie di motivi, per cui il nostro aver preso posizione, ci mette in condizione di dover accettare anche i rischi che questa posizione comporta.
la questione riguarda anche te
Quote:
Certo che non è la stessa cosa se vince l'uno o l'altro; però è altrettanto certo che io non guadagnerò niente comunque, chiunque vinca (questo volendo fare un discorso utilitaristico al massimo).
questa poi. Non guadagneresti nulla? Prova a pensare a cosa perderesti se vincessero gli altri. Senza neanche stare a scomodare cosa vorrebbe dire per le popolazioni arabe finire sotto il giogo dei fondamentalisti, e di riflesso anche per noi perché immagino che ce ne siano anche in Italia. Prova a pensare a cosa vorrebbe dire se questa mentalità si inizia a diffondere a macchia d'olio anche da noi, se iniziano ad esserci attentati quotidiani verso i nostri obbiettivi civili.
Quote:
Non credo proprio che i nosti servizi segreti siano in grado di bloccare un tentativo di attentato ben organizzato. Questo è quello che mi lascia pensare, così come mi lascia pensare il fatto che finora, come ripeto, nessun paese occidentale è stato bersaglio di attacchi terroristici della gravità di quello che ha colpito gli USA, nonostante l'incapacità dei servizi segreti a svolgere opera di prevenzione.
Non credo che gli attentati di grossa entità possano essere svolti senza l'appoggio di chi si trova ai vertici dell'organizzazione.
E chi si trova ai vertici fino ad ora ha ritenuto che l'europa è meglio non toccarla, forse per accentuare il distacco con la politica di Washington. Ma è solo questione di tempo IMHO...
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Old 16-11-2003, 18:06   #26
S4dO
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succede che finchè non stermino Al-Qaeda sarà sempre così...
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Old 16-11-2003, 18:37   #27
DUX
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Tensione internazionale = possibile aperitivo di un nuovo conflitto mondiale?

Se l'Italia e l'Europa prendessero determinate strade con determinate intenzioni, vedrei decisamente di buon occhio un rimescolamento armato degli equilibri di potere...

Sfortunatamente tutto ciò è pura utopia, non ci resta dunque che andare avanti a singhiozzi e strattoni...
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Old 16-11-2003, 18:39   #28
yossarian
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Originariamente inviato da jumpermax


beh insomma certo non vivi sulla luna. Il medioriente in mano ad al queida potrebbe voler dire per un paese che ha attualmente il 70% di produzione di energia elettrica basato sugli idrocarburi, senza considerare poi i 10 milioni e passa di veicoli a motore il tracollo. Tracollo chiariamoci non recessione. Lo descrive benissimo Rifkin nel suo ultimo libro l'economia ad idrogeno, l'effetto di un blocco in questa regione, il decuplicamento dei costi del greggio potrebbero farci ripiombare indietro di 2 secoli. Tutta la nostra economia si regge su questo, non siamo stati molto lungimiranti a chiudere col nucleare qualche annetto fa...
forse è il momento in cui si inizieranno a prendere seriamente in considerazione fonti di energia alternative. Comunque non ho detto certo che spero che vinca al quaeda. Dico soltanto che non parteciperò, come occidentale e, quindi, come ipotetico vincitore di questa guerra, alla divisione degli utili derivanti dal petrolio medio orientale, né pagherò meno la benzina rispetto a quanto la pago ora (a proposito, 1 l di benzina, prodotto finito, costa 540 £, tanto per la cronaca); in compenso potrei restare vittima di un attentato ad opera di fondamentalisti islamici in gita di piacere a Roma. Il nucleare presenta ancora alcuni rischi non trascurabili; è abbastanza recente la notizia di problemi con i sistemi di raffreddamento del nucleo che potrebbero portare ad incidenti classificati come "estremamente gravi". Questa situazione coinvolge la metà delle centrali nucleari presenti nel mondo, tra cui quelle francesi al confine con l'Italia. Una volta risolti questi problemi e quelli relativi allo smaltimento dei rifiuti, non ho niente in contrario al nucleare, almeno personalmente.

Quote:
Originariamente inviato da jumpermax



la questione riguarda anche te

ormai, purtroppo, si; per questo sono dell'idea che si debba andare fino in fondo, al punto in cui siamo

Quote:
Originariamente inviato da jumpermax

questa poi. Non guadagneresti nulla? Prova a pensare a cosa perderesti se vincessero gli altri. Senza neanche stare a scomodare cosa vorrebbe dire per le popolazioni arabe finire sotto il giogo dei fondamentalisti, e di riflesso anche per noi perché immagino che ce ne siano anche in Italia. Prova a pensare a cosa vorrebbe dire se questa mentalità si inizia a diffondere a macchia d'olio anche da noi, se iniziano ad esserci attentati quotidiani verso i nostri obbiettivi civili.
questo scenario si potrebbe presentare già da domani, a guerra ancora in corso. Cosa ho da guadagnarci, a fronte del rischio che io o un mio famigliare o qualcuno a cui voglio bene, resti vittima di un attentato? Formulo il concetto in maniera differente: non mi importa nulla né degli interessi che ci sono dietro questa guerra, né di chi si coltiva questi interessi sulla pelle degli altri (ce ne sono, purtroppo, da ambo i lati).
Il gruppo di Bin Laden non è composto da fondamentalisti; fa solo leva sul fondamentalismo. Anzi, a voler esser franchi, a quei tizi della religione importa meno di zero. Hanno una mentalità occidentale e perseguono gli obbiettivi tipici degli occidentali. Non per questo sono meno pericolosi, anzi, lo sono ancora di più e vanno combattuti. Il mio discorso parte da più lontano: se noi non fossimo quello che siamo, loro non sarebbero quello che sono. Dal momento in cui loro sono diventati quello che sono, vanno combattuti. L'errore, però, sta a monte.

Quote:
Originariamente inviato da jumpermax

Non credo che gli attentati di grossa entità possano essere svolti senza l'appoggio di chi si trova ai vertici dell'organizzazione.
E chi si trova ai vertici fino ad ora ha ritenuto che l'europa è meglio non toccarla, forse per accentuare il distacco con la politica di Washington. Ma è solo questione di tempo IMHO...
Attentati di grossa entità vanno organizzati; però niente impedirebbe ad uno squilibrato di diffondere gas nervini sotto la metro, ad esempio. Se finora non è accaduto niente del genere è perchè ci sono state precise disposizioni al riguardo. Può essere solo questione di tempo, però.
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Old 16-11-2003, 22:55   #29
jumpermax
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Originariamente inviato da yossarian
forse è il momento in cui si inizieranno a prendere seriamente in considerazione fonti di energia alternative. Comunque non ho detto certo che spero che vinca al quaeda. Dico soltanto che non parteciperò, come occidentale e, quindi, come ipotetico vincitore di questa guerra, alla divisione degli utili derivanti dal petrolio medio orientale, né pagherò meno la benzina rispetto a quanto la pago ora (a proposito, 1 l di benzina, prodotto finito, costa 540 £, tanto per la cronaca);
secondo me stai facendo un tantinello conclusione, il problema qua non è accaparrarci il petrolio ma evitare che grazie alla nostra dipendenza dal petrolio questi diventino così forti dall'essere inaffrontabili. Poi che sia necessaria una immediato e notevole cambio di rotta sulle fonti energetiche sono daccordo, la parola d'ordine dovrebbe essere diversificare. La Francia lo ha capito da un pezzo e praticamente non dipende dai combustibili fossili... a noi basta una fluttuazione di un 15% del costo del petrolio e finiamo in piena recessione.
Quote:
in compenso potrei restare vittima di un attentato ad opera di fondamentalisti islamici in gita di piacere a Roma. Il nucleare presenta ancora alcuni rischi non trascurabili; è abbastanza recente la notizia di problemi con i sistemi di raffreddamento del nucleo che potrebbero portare ad incidenti classificati come "estremamente gravi". Questa situazione coinvolge la metà delle centrali nucleari presenti nel mondo, tra cui quelle francesi al confine con l'Italia. Una volta risolti questi problemi e quelli relativi allo smaltimento dei rifiuti, non ho niente in contrario al nucleare, almeno personalmente.
sull'argomento nucleare eviterei affermazioni così pressapochiste. Abbiamo qua sul forum diversi esperti che sanno affrontare la questione in modo approfondito, solitamente anche le info che si si trovano in rete sono pressapochiste e superficiali. Basti pensare che per un sommergibile atomico arenato sul fondale hanno parlato di incidente nucleare sfiorato... ma per favore!


Quote:
questo scenario si potrebbe presentare già da domani, a guerra ancora in corso. Cosa ho da guadagnarci, a fronte del rischio che io o un mio famigliare o qualcuno a cui voglio bene, resti vittima di un attentato? Formulo il concetto in maniera differente: non mi importa nulla né degli interessi che ci sono dietro questa guerra, né di chi si coltiva questi interessi sulla pelle degli altri (ce ne sono, purtroppo, da ambo i lati).
Il gruppo di Bin Laden non è composto da fondamentalisti; fa solo leva sul fondamentalismo. Anzi, a voler esser franchi, a quei tizi della religione importa meno di zero. Hanno una mentalità occidentale e perseguono gli obbiettivi tipici degli occidentali. Non per questo sono meno pericolosi, anzi, lo sono ancora di più e vanno combattuti. Il mio discorso parte da più lontano: se noi non fossimo quello che siamo, loro non sarebbero quello che sono. Dal momento in cui loro sono diventati quello che sono, vanno combattuti. L'errore, però, sta a monte.
non credo proprio a questa teoria occidentocentrica per cui ogni cosa ha origine da quello che facciamo noi. Non credo nemmeno molto all'ipotesi della mentalità occidentale, anzi credo che tra i fondamentalisti questo modo di pensare non sia assolutamente diffuso, semmai qualche governo o qualche esponente che se ne serve ma sono casi isolati. E questo poi non toglie nulla all'ideologia che hanno di base, che sicuramente non deriva dalla nostra realtà occidentale. Pensare ad un rapporto di causa effetto in questo senso è come ritenere la Francia responsabile per l'ascesa del nazismo per via degli accordi postbellici...
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Old 16-11-2003, 23:29   #30
yossarian
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Originariamente inviato da jumpermax
secondo me stai facendo un tantinello conclusione, il problema qua non è accaparrarci il petrolio ma evitare che grazie alla nostra dipendenza dal petrolio questi diventino così forti dall'essere inaffrontabili. Poi che sia necessaria una immediato e notevole cambio di rotta sulle fonti energetiche sono daccordo, la parola d'ordine dovrebbe essere diversificare. La Francia lo ha capito da un pezzo e praticamente non dipende dai combustibili fossili... a noi basta una fluttuazione di un 15% del costo del petrolio e finiamo in piena recessione.
ho voluto estremizzare un concetto, perchè dipendiamo troppo dal petrolio e da chi ce lo fornisce.

Quote:
Originariamente inviato da jumpermax

sull'argomento nucleare eviterei affermazioni così pressapochiste. Abbiamo qua sul forum diversi esperti che sanno affrontare la questione in modo approfondito, solitamente anche le info che si si trovano in rete sono pressapochiste e superficiali. Basti pensare che per un sommergibile atomico arenato sul fondale hanno parlato di incidente nucleare sfiorato... ma per favore!

non si tratta di affermazioni pressappochiste; Se non ricordo male, la notizia arriva dal MIT che ha condotto uno studio sullo stato di tutte le centrali del pianeta

Quote:
Originariamente inviato da jumpermax


non credo proprio a questa teoria occidentocentrica per cui ogni cosa ha origine da quello che facciamo noi. Non credo nemmeno molto all'ipotesi della mentalità occidentale, anzi credo che tra i fondamentalisti questo modo di pensare non sia assolutamente diffuso, semmai qualche governo o qualche esponente che se ne serve ma sono casi isolati. E questo poi non toglie nulla all'ideologia che hanno di base, che sicuramente non deriva dalla nostra realtà occidentale. Pensare ad un rapporto di causa effetto in questo senso è come ritenere la Francia responsabile per l'ascesa del nazismo per via degli accordi postbellici...
tra i fondamentalisti no; però Bin Laden e i suoi più stretti collaboratori non sono nel modo più assoluto fondamentalisti. L'ideologia di base di questa gente è il potere economico, che passa attaverso il potere politico in certe aree del pianeta. Io non credo affatto alla favoletta che al quaida vuole l'affermazione dell'Islam in tutto il pianeta. A questa possono crederci le migliaia di arabi disposti a farsi massacrare perchè ciò avvenga e che Bin Laden manovra abilmente per i suoi scopi.
Nessun evento nasce in maniera casuale; la Francia, molto probabilmente, aiutò lo sviluppo del nazismo. Questo non vuol dire che lo fece consapevolemente o volontariamente. Allo stesso modo noi potremmo aver favorito l'insorgere di un certo tipo di pensiero nelle popolazioni arabe (o in parte di esse), aiutando, non volendo, l'opera di quelli che, per conquistare il controllo di quelle aree, hanno fomentato un certo odio nei nostri confronti, alimentato anche da quello che per anni è stato, comunque, una forma di sfruttamento. La mentalità a cui mi riferivo io, però, non è quella fondamentalista, ma quella di un certo tipo di classe dirigente che ragiona alla maniera occidentale, sfruttando, però motivi tipici del mondo arabo. Gente come Bin Laden di arabo ha molto poco; potrebbero starsene tranquillamente a Manhattan o in California, oppure a Londra o a Parigi ed essere perfettamente integrati con quella mentalità, perchè, di fatto, è là che la maggior parte di questi si è forgiata, ha vissuto e condotto buona parte dei suoi studi.
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