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#1 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2003
Città: Pisa/Cosenza
Messaggi: 1364
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Quel fannullone di Brunetta
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Città: Francavilla al Mare
Messaggi: 2304
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Lol, te pareva. Prima o poi guerra civile
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#3 |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2001
Città: outside italy
Messaggi: 1214
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A me quello che fa rabbia sono tutti i boccaloni che guardano a lui come un paladino di giustizia lavorativa
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#4 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
Messaggi: 4976
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Che bel personaggio.
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#5 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2007
Messaggi: 1441
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Per "scardinare" un sistema prima bisogna farne parte, conoscerlo bene e poi passare al piede di porco.
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#6 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Città: Londra, UK
Messaggi: 538
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oh yeah!
E il bello é che probabilmente gran parte dei politici fa lo stesso... non credo che Brunetta sia questo cattivone tra gli angeli. Non capisco come faccia la gente a non inca**arsi a morte andandolo a cercare coi forconi... |
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#7 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2005
Messaggi: 821
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GUARDATELO.
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Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio. (Cesare Pavese) "Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?" Marcello Dell'Utri, fondatore del partito Forza Italia, è stato condannato per mafia. |
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#8 |
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Bannato
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Milano
Messaggi: 146
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![]() da:http://www.francarame.it/node/1006 La trasferta a Teramo per diventare professore. La casa con sconto dall'ente. Il rudere che si muta in villa. Le assenze in Europa e al Comune. Ecco la vera storia del ministro anti-fannulloni . La prima immagine di Renato Brunetta impressa nella memoria di un suo collega è quella di un giovane docente inginocchiato tra i cespugli del giardino dell'università a fare razzia di lumache. Lì per lì i professori non ci fecero caso, ma quella sera, invitati a cena a casa sua, quando Brunetta servì la zuppa, saltarono sulla sedia riconoscendo i molluschi a bagnomaria. Che serata. La vera sorpresa doveva ancora arrivare. Sul più bello lo chef si alzò in piedi e, senza un minimo di ironia, annunciò solennemente: "Entro dieci anni vinco il Nobel. Male che vada, sarò ministro". Eravamo a metà dei ruggenti anni '80, Brunetta era solo un professore associato e un consulente del ministro Gianni De Michelis. Ci ha messo 13 anni in più, ma alla fine l'ex venditore ambulante di gondolette di plastica è stato di parola. In soli sette mesi di governo è diventato la star più splendente dell'esecutivo Berlusconi. La guerra ai fannulloni conquista da mesi i titoli dei telegiornali. I sondaggi lo incoronano - parole sue - 'Lorella Cuccarini' del governo, il più amato dagli italiani. Brunetta nella caccia alle streghe contro i dipendenti pubblici non conosce pietà. Ha ristretto il regime dei permessi per i parenti dei disabili, sogna i tornelli per controllare i magistrati nullafacenti e ha falciato i contratti a termine. Dagli altri pretende rigore, meritocrazia e stakanovismo, odia i furbi e gli sprechi di denaro pubblico, ma il suo curriculum non sempre brilla per coerenza. A 'L'espresso' risulta che i dati sulle presenze e le sue attività al Parlamento europeo non ne fanno un deputato modello. Anche la carriera accademica non è certo all'altezza di un Nobel. Ma c'è un settore nel quale l'ex consigliere di Bettino Craxi e Giuliano Amato ha dimostrato di essere davvero un guru dell'economia: la ricerca di immobili a basso costo, dove ha messo a segno affari impossibili per i comuni mortali. Chi l'ha visto Appena venticinquenne, Brunetta entra nel dorato mondo dei consulenti (di cui oggi critica l'abuso). Viene nominato dall'allora ministro Gianni De Michelis coordinatore della commissione sul lavoro e stende un piano di riforma basato sulla flessibilità che gli costa l'odio delle Brigate rosse e lo costringe a una vita sotto scorta. Poi diventa consigliere del Cnel, in area socialista. Nel 1993, durante Mani Pulite firma la proposta di rinnovamento del Psi di Gino Giugni. Nel 1995 entra nella squadra che scrive il programma di Forza Italia e nel 1999 entra nel Parlamento europeo. Proprio a Strasburgo, se avessero applicato la 'legge dei tornelli' invocata dal ministro, il professore non avrebbe fatto certo una bella figura. Secondo i calcoli fatti da 'L'espresso', in dieci anni è andato in seduta plenaria poco più di una volta su due. Per la precisione la frequenza tocca il 57,9 per cento. Con questi standard un impiegato (che non guadagna 12 mila euro al mese) potrebbe restare a casa 150 giorni l'anno. Ferie escluse. Lo stesso ministro ha ammesso in due lettere le sue performance: nella legislatura 1999-2004 ha varcato i cancelli solo 166 volte, pari al 53,7 per cento delle sedute totali. "Quasi nessun parlamentare va sotto il 50, perché in tal caso l'indennità per le spese generali viene dimezzata", spiegano i funzionari di Strasburgo. Nello stesso periodo il collega Giacomo Santini, Pdl, sfiorava il 98 per cento delle presenze, il leghista Mario Borghezio viaggiava sopra l'80 per cento. Il trend di Brunetta migliora nella seconda legislatura, quando prima di lasciare l'incarico per fare il ministro firma l'elenco (parole sue) 148 volte su 221. Molto meno comunque di altri colleghi di Forza Italia: nello stesso periodo Gabriele Albertini è presente 171 volte, Alfredo Antoniozzi e Francesco Musotto 164, Tajani, in veste di capogruppo, 203. La produttività degli europarlamentari si misura dalle attività. In aula e in commissione. Anche in questo caso Brunetta non sembra primeggiare: in dieci anni ha compilato solo due relazioni, i cosiddetti rapporti di indirizzo, uno dei termometri principali per valutare l'efficienza degli eletti a Strasburgo. L'ultima è del 2000: nei successivi otto anni il carnet del ministro è desolatamente vuoto, fatta eccezione per le interrogazioni scritte, che sono - a detta di tutti - prassi assai poco impegnativa. Lui ne ha fatte 78. Un confronto? Il deputato Gianni Pittella, Pd, ne ha presentate 126. Non solo. Su 530 sedute totali, Brunetta si è alzato dalla sedia per illustrare interrogazioni orali solo 12 volte, mentre gli interventi in plenaria (dal 2004 al 2008) si contano su due mani. L'ultimo è del dicembre 2006, in cui prende la parola per "denunciare l'atteggiamento scortese e francamente anche violento" degli agenti di sicurezza: pare non lo volessero far entrare. Persino gli odiati politici comunisti, che secondo Brunetta "non hanno mai lavorato in vita loro", a Bruxelles faticano molto più di lui: nell'ultima legislatura il no global Vittorio Agnoletto e il rifondarolo Francesco Musacchio hanno percentuali di presenza record, tra il 90 e il 100 per cento. (13 novembre 2008) da Espresso. |
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#9 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2000
Città: Franciacorta (BRESCIA)
Messaggi: 692
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..."Fate quello che dico ,..ma non fate quello che faccio!!" ... (cit.)
più "basso" di così non può andare.... quel lazzarone!!
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Bye...... MâíÎÅñÐrë ® |
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#10 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
Città: AnTuDo ---------- Messaggi Totali: 10196
Messaggi: 1521
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io a prugnetta, lo vorrei come dirigente, qui, in qualche amministrazione locale...
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“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -
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#11 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2000
Città: Franciacorta (BRESCIA)
Messaggi: 692
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Quote:
L'operetta dei PUPI Siculi???!!
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Bye...... MâíÎÅñÐrë ® |
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#12 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Messaggi: 496
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Abbastanza old, Brunetta ha gia' risposto ed inoltre ha dato mandato ai suoi legali per querelare l'Espresso. Per dovere d'informazione riporto la risposta poi ognuno, dopo aver sentito le due campane e averci ragionato con la sua testa, trarra' le conclusioni.
Apprendo, da anticipazioni di stampa, che il settimanale L’Espresso mi dedica la copertina e un’inchiesta. Questa attenzione non può che farmi piacere, il contenuto ancora di più. L’inchiesta de “L’Espresso” fruga nella mia vita. Fruga nel mio patrimonio. Fruga nella mia carriera universitaria. Fruga nella mia attività politica e di consulente. Fa tutto questo da par suo, con malizia ed esagerazione. Alla fine, però, restituendo il ritratto di una persona per bene. Le case me le sono pagate accendendo mutui, che L’Espresso si è preoccupato di controllare e confermare. Bravi. Aggiungo un particolare, che all’ottima redazione è sfuggito: per gli investimenti immobiliari ho anche usato i soldi del loro Gruppo, l’Editoriale L’Espresso, che mi sono stati consegnati non proprio spontaneamente, ma a seguito di una diffamazione riconosciuta come tale dalla giustizia italiana. La carriera universitaria raccontata è quella di un figlio di venditore ambulante, che è diventato professore incaricato a 27 anni, professore associato a 33 anni e professore straordinario a 49. Debutto giovanile, ma carriera non certamente fulminante (il posto di professore associato l’ho avuto da una commissione presieduta da Paolo Sylos Labini, un grande maestro). Durante il concorso nazionale per diventare professore ordinario ho scontato il non essere parte del mondo dei baroni, il non avere protezioni, altro titolo di merito. Teramo, invece, non è stata una scelta, ma il rispetto della legge. Per il Nobel l’indicazione originale è di Ricki Levi, che, negli anni ’80, pubblica sul Corriere della Sera un articolo candidando, per i futuri Nobel, me assieme a Alberto Alesina, Francesco Gavazzi, Nicola Rossi e Riccardo Faini. Pertanto, si rivolgano a lui, e gli portino i miei ancora validi ringraziamenti. La consulenza non l’ho avuta a 25 anni, ma a 33 (ero già professore associato, a Padova) e detta attività si è svolta per cinque anni al Ministero del Lavoro, a titolo gratuito. Proprio questa mia consulenza mi ha procurato l’interessamento delle Brigate Rosse. Vivo ancora sotto scorta, al punto che mi dispiace solo una cosa: che si siano pubblicati indirizzi, foto e mappe delle case dove risiedo, in questo modo rendendo un servizio non certo al postino, ed aumentando il peso del lavoro dei ragazzi cui è affidata la mia sicurezza. Per quanto si possa essere spiritosi, non riesco a riderne. Al CNEL sono stato nominato dal Presidente della Repubblica e in quella sede ho presieduto la commissione più importante: quella per l’informazione. Al Parlamento europeo, poi, sono stato relatore di una direttiva su accesso e interconnessione, direttiva fondamentale (e non “di indirizzo”) del pacchetto normativo sulle telecomunicazioni, e di un regolamento direttamente applicabile negli ordinamenti interni degli stati membri in materia di energia, oltre ad aver lavorato su altri dossier, come relatore ombra o per parere, ed aver interrogato le istituzioni comunitarie. Per quanto riguarda i voli low cost per raggiungere la sede di Strasburgo, ero in compagnia di tutta la delegazione di parlamentari europei italiani, con noi l’attuale Presidente della Repubblica. E’ bene ricordare che il sistema elettorale per il Parlamento europeo prevede l’uso delle preferenze. Gli elettori, unici a dover valutare il lavoro degli eletti, sono stati ripetutamente generosi con me, il che non credo si debba al valore di una rete clientelare che non ho, che non avrei saputo e non saprei come alimentare. Ove gli ottimi giornalisti vogliano cimentarsi su questo tema, così come su tutto il resto, contino pure sulla mia collaborazione. Inoltre, faccio osservare che i dati sulle presenze sono tratti dal mio sito, cioè resi pubblici da me. Attendo un’inchiesta su quanti si sottopongono alla medesima disciplina della trasparenza. Sul mio sito (www.******.it) è già presente abbondante documentazione sull’attività, professionale e politica, svolta. Da domani sarà possibile consultare ogni cosa, relativa all’inchiesta dell’Espresso, compreso, naturalmente, il testo della sentenza che mi riconosce diffamato. Sono sicuro che il direttore del settimanale, così come quello del quotidiano La Repubblica, vorranno offrire un link ai loro lettori, e, magari, anche emularmi nel mettere in rete i loro meriti e le loro gesta. Senza reticenze. Riassumendo: le case me le sono comprate con i mutui, e con i soldi dell’Espresso. La cattedra universitaria me la sono sudata. L’attività politica e di consulente sono frutto di una lunga gavetta. Nell’insieme, quindi, ringrazio L’Espresso per l’attenzione dedicatami e per i risultati cui ha portato. Prima di tutto, però, li ringrazio perché trattando quei temi hanno dimostrato che altrimenti non si potrebbe attaccare il lavoro che sto conducendo, e che sono pronto ad illustrare, nel dettaglio, ai lettori del settimanale. La carta giocata, se capisco bene, suona più o meno così: le cose che dice Brunetta sono giuste, ma lui non è coerente ed il più pulito ha la rogna. Salvo che, leggendo, si scopre tanto la coerenza umana, culturale e politica, quanto la buona salute della mia epidermide. Grazie. Renato Brunetta
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Ora pioveva putrìo; tutto era putrìo, ovunque guardasse. Ultima modifica di nomeutente : 21-04-2009 alle 13:34. Motivo: no link a siti di politici |
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#13 |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2001
Città: outside italy
Messaggi: 1214
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Il fatto che lui si sia auto-pubblicato circa la sua scarsa presenza sul lavoro fa pesare meno il suo assenteismo?
perchè, per coerenza, non si diminuisce in misura proporzionela anche lo stipendio? |
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#14 |
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Member
Iscritto dal: Jun 2006
Messaggi: 376
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Fatemi capire solo questa cosa.
Non ha nessun Phd?
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Quanto sai di te stesso se non ti sei mai battuto? |
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#15 |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2001
Città: outside italy
Messaggi: 1214
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#16 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Messaggi: 460
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candidato premio nobel ..
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#17 |
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Member
Iscritto dal: Jun 2006
Messaggi: 376
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Volevo sapere se ha fatto un dottorato.
Nella mia facoltà di Economia i professori sono tutti superskillati tra Phd vari e master. Qui mi sembra di capire che lui sia arrivato ad essere professore associato bypassando tutto questo.
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Quanto sai di te stesso se non ti sei mai battuto? |
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#18 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Messaggi: 496
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Perchè pensi che tutti i tuoi professori lo abbiano
Considera che e' stato istituito in Italia nel 1980 quindi solo i più giovani lo hanno, tranne se hanno studiato all'estero.
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Ora pioveva putrìo; tutto era putrìo, ovunque guardasse. |
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#19 | |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2001
Messaggi: 3918
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Quote:
E resta il fatto che si intascava i 600 euro di differenza tra il low-cost e rimborso forfettario per il biglietto aereo, (per pretendere poi l'auto blu dato che il volo low-cost utilizza un aereoporto decentrato ......) |
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#20 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Messaggi: 10
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http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/
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