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#3341 |
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Già
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#3342 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Città: Francavilla al Mare
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Se non c'è la necessità di abbaterli. Li da sempre ci sono terremoti, se certi edifici son rimasti in piedi probabilmente non ci si sarà posto nemmeno il problema, e son stati quindi riutilizzati nei secoli successivi. Conta comunque che il centro storico dubito sia tutto del XIII secolo e che agli edifici più vecchi nel tempo qualcosa è stato fatto sicuramente. |
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#3343 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
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"Empty your mind, be formless, shapeless — like water. Now you put water in a cup, it becomes the cup; You put water into a bottle it becomes the bottle; You put it in a teapot it becomes the teapot. Now water can flow or it can crash. Be water, my friend.." (B. Lee) |
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#3344 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2000
Messaggi: 1114
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La parte non strutturale dovrai sempre ricostruirla in parte, intonaco e tamponamenti antisismici non sono pensabili. Chiaro poi che per strutture strategiche (ospedali) le cose si fanno più complesse, non basta che la strttura non caschi...
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Fancazzista D.O.C.-Guida a Mac & OSX - Parte 1 |
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#3345 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Città: Francavilla al Mare
Messaggi: 2304
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Poi sti giorni non ho sentito parlare del forte spagnolo cinquecentesco dell'Aquila. Questo qui:
Suppongo un bestione del genere si sia fatto nulla se doveva resistere alle cannonate
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#3346 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
Città: Pescara
Messaggi: 382
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Scusate al tg5 hanno detto che hanno evacuato il carcere de L'Aquila ma non riesco a trovare la notizia da nessuna parte... Sapete qualcosa?
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#3347 | |
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Senior Member
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#3348 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Città: Francavilla al Mare
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Nuove stazioni sismiche INGV lungo la faglia: http://www.ansa.it/opencms/export/si...932445898.html
No, sul carcere non ho sentito nulla. |
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#3349 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
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#3350 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2002
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su rainews24 è comparsa la notizia che i detenuti del 41bis sono stati spostati nel carcere di spoleto
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#3351 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Città: Napoli
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250 le vittime accertate?
Cazzo....
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#3352 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
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#3353 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
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#3354 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2007
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Io conierei anche un termine per definire questo atteggiamento: "google-tuttologia".
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#3355 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
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Le ricerche, un sospiro dalle macerie. "Ferma il bulldozer, una mano si muove"
DAL nostro inviato ATTILIO BOLZONI Le ricerche dei soccorritori L'AQUILA - Salgono dal buio, vanno e vengono. Sono i rumori umani che fanno le macerie, le voci di sotto. Si perdono fra pilastri che si spezzano, travi che sprofondano. A volte è solo un gemito. "Sono Valeria". Verso le tre di notte, lo sente il vigile del fuoco Luca Peruzzi mentre scava con le mani dentro un palazzo di cinque piani che non c'è più. "Sono Valeria", ripete tre metri più giù. C'è una donna ancora viva in quel grande cimitero che è la città dell'Aquila. Sono sotto, sotto montagne di mattoni e sassi di fiume, pietre arrotondate, sabbia, blocchi di cemento, colonne, piloni, stufe, letti, divani sfondati, lavatrici, alberi. Sono ancora là sotto dopo quasi quarantotto ore. Qualcuno forse ancora respira, tanti sono sepolti per sempre. Quanti? E dove? Sono i suoni del terremoto il giorno dopo a portarci per le strade dell'Aquila e a tornare nei paesi intorno, sono quei silenzi troppo lunghi a raccontare dell'Abruzzo colpito a morte. I rumori umani delle macerie illuminano gli occhi di Luca, vigile del fuoco "permanente" di stanza a Piacenza. E' su quella collina di rovine quando grida al suo compagno che passa con la ruspa dentata: "Fermati Salvatore, fermati". Sta toccando una mano, una mano che si muove. E' sull'angolo di un palazzo crollato in venti secondi, in via Iacobucci. Il vigile del fuoco Luca prende una torcia e la vede in fondo a uno dei cunicoli del terremoto: "Era rannicchiata là sotto, in una bolla d'aria che l'aveva tenuta in vita per ventiquattro ore". Il vigile del fuoco le chiede come sta, lei risponde con un bisbiglio lontano: "Sono Valeria, sto bene". Poi arrivano altri quattro vigili del fuoco e spostano massi e ferraglia e legni. "Stai tranquilla Valeria", le dice Luca. Parlano per quasi due ore, fino alle 5. Da sotto arriva un alito, solo un alito. Ma ancora sale, sale fino agli uomini che aprono varchi sopra di lei. Il cielo dell'Aquila si sta schiarendo e Valeria, ventitré anni, sporca di terra e di fango, avvolta in una coperta, esce viva da quella che era la sua tomba. Le voci di sotto non si sentono più alle otto del mattino dentro quel palazzo di cinque piani di via Iacobucci. Dal profondo viene solo il silenzio. Dov'è Riccardo, il giocatore di rugby del Gran Sasso che il suo allenatore Filippo Petrone sta cercando da una notte e un giorno? Riccardo Giannangeli è da qualche parte seppellito ma il suo fiato non arriva, nemmeno un lamento stanco si diffonde nella montagna di detriti, i cani che annusano uomini e donne vive non abbaiano più, i vigili scavano e scavano e scavano ancora ma spostano sole pietre. C'è anche Lorenzo laggiù, nel palazzo di via Iacobucci. Lo cercano in un altro spigolo del palazzo. lo cercano ma neanche lui trovano. Alla fine della mattinata del giorno dopo sono almeno in cinque dentro quelle macerie mute. Trecento metri più avanti, sulla piazza dove parte via XX settembre c'è la Casa dello studente, la casa della morte. Quanti ce ne sono ancora lì dentro? Una scossa, un'altra scossa e i soccorritori fuggono dal palazzo che barcolla, le pareti che scivolano, i tetti sventrati. Un ragazzo l'avevano tirato fuori penzolante all'una della notte, sembrava un manichino. Un altro ragazzo l'avevano infilato in una bara all'alba. La conta dei morti si aggiorna ora dopo ora. E anche l'altra. Il bollettino degli "estratti vivi", così lo chiamano i soccorritori nel loro linguaggio. Estratti vivi. Sembrano come morti. Cento sono nel primo pomeriggio, centuno al tramonto gli "estratti vivi". Le voci di sotto trasmettono emozioni forti, fanno piangere di gioia e di dolore chi sta lì sopra con le orecchie tese, le braccia che si allungano, le mani che frugano. Per sette ore abbiamo visto altri vigili del fuoco e finanzieri e carabinieri arrampicarsi sugli avanzi di Villa Gioia e cercare, cercare anche lì qualcun altro da salvare. Un funzionario della Protezione civile si aggira fra queste macerie e fa arrivare altri due bulldozer e tre medici. E' sicuro che ce ne sono molti altri lì ancora, sotto, dentro. "Presumibilmente otto persone", dice. I tre medici sono pronti a salvare chi si salverà. Una si chiama Valentina Carrulli, è della Misericordia di Siena. Sono passate trentasei ore, quanto tempo possono resistere ancora? Risponde Valentina: "Se c'è aria, se non sono stati travolti da quintali di cemento, se non hanno sofferto troppo il freddo...". Le macerie di Villa Gioia sono avvolte in un silenzio spettrale. I figli, i nipoti, i fratelli e le sorelle degli otto che "presumibilmente" stanno nel ventre della montagna di pietre aspettano sdraiati su un prato. Ogni tanto chiedono: "Sentite qualcosa?". E ripetono, con un soffio: "Sentite qualcuno?". Non ci sono "estratti vivi" a Villa Poggio da trentasei ore. Il palazzo era di quattro piani, era grosso, ventisei appartamenti. E' una sfoglia, una sottiletta grigia alta non più di due metri. Soccorritori in azione Le macerie dell'Aquila restituiscono uno studente greco di ventisette anni che abitava in una casa che è proprio sotto via XX settembre. E' il primo pomeriggio, di mattina sua sorella era emersa fra i detriti. Il viso insanguinato, gli occhi sbarrati dal terrore. Le macerie dell'Aquila restituiscono due fidanzatini, avvinghiati, un abbraccio sino alla fine. Le macerie dell'Aquila raccontano la tortura che viene dopo la tragedia. I muri parlano. Siamo tornati giù per la statale 17 nei paesi fantasma, alcuni rasi al suolo come Onna e altri sfregiati come Tempera e Paganico. "Salgono a 39 le vittime di Onna che conta circa 250 abitanti", informano i comunicati della prefettura. Scavano ancora ad Onna ma non hanno più speranza di trovare nessuno. Altre macerie silenziose. Due corpi che hanno sollevato con un argano, altre due bare. Nessuno li conosceva. Nessuno li aveva mai visti in questo borgo alle porte della città. Nessuno conosce ancora i loro nomi. E invece quella è Marta, Marta Valente, i capelli neri sciolti sulle spalle, un applauso di felicità, Aldo lo speleologo che l'accarezza. E' un'altra che è uscita viva Marta Valente. Era sepolta in una palazzina di tre piani di via Sant'Andrea, incastrata fra tubi e vetri, attaccata al suo letto. Una trave di cemento sospesa l'ha protetta per trenta ore, il suo riparo una grotta di un metro quadrato, una camera oscura. Ha chiesto aiuto debolmente, poi lo speleologo l'ha individuata e Matteo, che un'ora prima era stato preso dalle stesse macerie, l'ha tirata fuori. Alle nove di sera, dopo quell'altra scossa che ha fatto tremare tutti in Abruzzo, le voci di sotto sono risalite dalle macerie di Villa Gioia. Sembravano due voci quelle che salivano. Era una la voce e due le ragazze. Una era viva e l'altra morta. Straziante
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#3356 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2007
Messaggi: 10227
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Comunque non è detto che un edificio vecchio debba per forza crollare alla minima scossa, basta guardare Roma...la cupola del Pantheon ha 2000 anni, è fatta con pietra pomice, eppure sta ancora li perfettamente in piedi, e di terremoti ce ne sono stati parecchi da due millenni a questa parte. Stessa cosa il Colosseo: è mezzo rotto perchè il papa giulio II ha utilizzato marmi e mattoni per costruire la basilica di San Pietro, sennò sarebbe perfettamente integro come le parti che non sono state toccate. La cosa allucinante sono gli edifici costruiti in tempi recentissimi che sono cascati come pere, quello si che è uno schifo, il tutto a causa dei palazzinari ma anche dello stato, visto che qui in ItaGlia c'è la cultura ormai radicata di fare gli appalti pubblici sempre al massimo ribasso, cercando di pagare le opere il meno possibile anche quando non si può fare e compromettendo la qualità e la sicurezza.
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#3357 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
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mi stanno chiedendo se si conoscono i nomi dei negozi di roma che regalano vestiti per i terremotati: voi ne sapete qualcosa?
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#3358 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
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Così il Giappone ha vinto la sfida: "Acciaio elastico e cuscinetti antisismici"
Ma l'Onu ci bacchetta: siete in ritardo, eppure le leggi ci sono di ELENA DUSI UN TERREMOTO di grado 7, nell'Appennino meridionale provocherebbe tra i 5 e gli 11mila morti, in Giappone 50. Un sisma ancora più violento (intensità 7,5) in Calabria causerebbe tra le 15 e le 32mila vittime, appena 400 in una città densamente popolata come Tokyo. A fare la stima dei possibili danni di un identico sisma in Italia o in Giappone è uno studio di Alessandro Martelli, che insegna "costruzioni in zona sismica" all'università di Ferrara, dirige la sezione "prevenzione rischi naturali" all'Enea ed è presidente dell'Associazione nazionale di ingegneria sismica. "In Giappone un terremoto come quello dell'Aquila non sarebbe neanche finito sul giornale" dice. "E invece da noi l'applicazione della legge che impone criteri antisismici per gli edifici di nuova costruzione viene rimandata in continuazione". Il "segreto" del Giappone (ma anche di California, Messico, Turchia, Nuova Zelanda) sta in tecnologie come i cuscinetti antisismici disposti alla base degli edifici, l'uso di acciai molto più elastici del normale, la fibra di carbonio che avvolge i pilastri e li rende più resistenti alle fratture, apparecchi detti "dissipatori" che assomigliano agli ammortizzatori di un auto e vengono disposti tra un piano e l'altro degli edifici più a rischio. "Non esiste terremoto in grado di far crollare un palazzo costruito adottando tutti i dispositivi dell'ingegneria antisismica" sottolinea Rui Pinho, che insegna meccanica strutturale all'università di Pavia ed è responsabile del settore rischio sismico all'European Centre for training and research in earthquake engineering. "Lo provano i casi di California e Giappone, dove sismi molto potenti provocano danni limitati". In Italia un censimento degli edifici più o meno resistenti ai sismi esiste, ed è in mano tra gli altri alla Protezione Civile. Viene però classificato tra i "dati sensibili" e non è reso pubblico. "Divulgarlo potrebbe generare paure ingiustificate tra la popolazione" spiega Pinho. Secondo cui a subire i danni maggiori durante un sisma sono soprattutto gli edifici in muratura ("Solo il 10% dei palazzi che crollano sono di cemento armato") e l'80% delle strutture edilizie italiane è in grado di uscire indenne da un evento come quello abruzzese. "A crollare per una magnitudo 5 o 6 è lo 0,5% degli edifici" dice l'ingegnere di Pavia. "Una percentuale piccola, eppure l'evento è così disastroso da lasciare difficilmente sopravvissuti". La "vulnerabilità" degli edifici dell'Aquila, in particolare dell'ospedale San Salvatore, non è passata inosservata nemmeno alle Nazioni Unite. Dopo che un sisma classificato come "di intensità moderata" ha distrutto parte dell'Abruzzo, l'agenzia dell'Onu per la prevenzione delle catastrofi ci ha ricordato il dovere di adottare di più i criteri antisismici. "Costruire un edificio nuovo nel rispetto delle norme antisismiche fa lievitare la fattura del 3-5 per cento. Risparmiare una cifra ridicola e non rispettare le norme di sicurezza è un gesto criminale" ha detto lunedì Pascal Peduzzi, consigliere scientifico dell'agenzia Onu basata a Ginevra "International Strategy for Disaster Reduction". Ieri gli ha fatto eco il direttore dell'Isdr, Salvano Briceno: "Gli ospedali avrebbero dovuto essere rafforzati meglio, riducendo la portata della catastrofe. Si tratta di edifici essenziali, che bisogna rafforzare in modo prioritario". Il San Salvatore "è stato costruito 15 anni fa, quando già si disponeva delle informazioni tecniche" per difendersi dalla violenza delle onde sismiche. "L'Italia - secondo Pinho - ha una normativa e un livello della ricerca che sono all'avanguardia nel mondo. Il vero punto debole è l'applicazione delle leggi". Per iniziare a costruire le scuole con criteri anti-terremoto, in Italia, c'è voluta la tragedia di San Giuliano. "Quell'istituto, il primo in Italia, ora è stato ricostruito con un isolamento sismico alle fondamenta. Altre 15 scuole attualmente sono in costruzione con la stessa tecnica, di cui sei solo in Toscana" spiega Martelli. Alle lungaggini della politica, in Italia si sovrappone una storia edilizia lunga e stratificata. "Abbiamo edifici di centinaia o migliaia di anni - sottolinea Giampaolo Cavinato, ricercatore dell'Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Cnr. "A volte si è ricostruito sulle rovine di edifici distrutti, e perfino capire come sono fatte le fondazioni diventa difficile".
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#3359 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Jun 2008
Città: SH (PRC)
Messaggi: 6
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Dai, queste storie sembrano scritte da uno sceneggiatore folle... L'hanno fatto quelli del ponte! E mi pare pure dell'inceneritore di Acerra! Sicuramente questo è un caso isolato, tutto il resto è stato e verrà costruito a regola d'arte
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入乡随俗 |
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#3360 |
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Member
Iscritto dal: Dec 2005
Città: Bolzano - Südtirol ....ma attualmente in Austria
Messaggi: 238
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Bhe dipende...se gli strati deformabili (sabbiam, sabbia con limo, ecc) sono posti su roccia abbiamo un effetto di amplificazione del movimento sismico...si veda terremoto di Loma Prieta 1989 o Messico 1985.
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*Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando togli gli occhi dalla meta.* |
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se doveva resistere alle cannonate









