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#21 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2005
Città: Bassa Irpinia
Messaggi: 2437
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Quando ho frequentato il conservatorio ad Avellino c'erano tre maestri che venivano da Torino, Bologna e Perugia. Forse anche altri ancora venivano da fuori.. D'altronde con i loro stipendi non è un problema trasferirsi o viaggiare.
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78 trattative concluse CLICCA |
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#22 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Luxembourg
Messaggi: 9332
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►► Blog in una riga: Lahde Quits Hedge Funds, Thanks `Idiots' for Success ◄◄ "It's so much easier to suggest solutions when you don't know too much about the problem." - Malcolm Forbes
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#23 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Quote:
A prescindere da quanto si debba preparare questo esame per il patentino, se uno vuole fare il ricercatore, é obbligato a passare quell'esame. Tenendo conto che questi esami ce ne sarà uno all'anno, massimo due, con i soliti tempi di attesa di 6 mesi per i risultati, si tratterà alla fine di un anno perso. Ennesima idiozia burocratica che rende solo piu conveniente andare all'estero. |
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#24 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
Città: Reggio Calabria -> London
Messaggi: 12112
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lo stipendio di un professore al conservatorio è ben diverso rispetto a quello di un ricercatore, soprattutto i primi anni.
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#25 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
Città: Trento, Pisa... ultimamente il mio studio...
Messaggi: 4389
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Riguardo alla carriera accademica, essa consta di due tratti, che sono didattica e ricerca. Per fare carriera sono necessari entrambi e, soprattutto finché non si diventa professori, la ricerca è prioritaria, in tutte le facoltà. Chi non sa fare ricerca potrà essere il miglior didatta del mondo, ma non va oltre alla posizione di associato: l'università vive di ricerca ed essa, non solo nel mondo scientifico, deve mantenere un livello elevato. Hai perfettamente ragione: fare ricerca ed essere un buon insegnante sono due aspetti che non presentano alcun tipo di correlazione. Ma sono richiesti entrambi: se non sai fare ricerca, l'università non è il posto giusto per te. La carriera accademica non è certo accessibile a tutti, ovviamente! E questo vale per le facoltà scientifiche, ma vale anche per lettere, giurisprudenza, ingegneria, medicina e via dicendo. Prova a chiedere ad un tuo professore che cosa fa di ricerca. Ne rimarrai piacevolmente stupito Quote:
Quote:
Il discorso che fai tu è più attinente ad una posizione come quella di dottorando o di post-doc: un ricercatore universitario viene assunto quando ha dimostrato di essere in grado di fare ricerca e deve conoscere la sua materia. I requisiti sono, appunto, aver prodotto degli articoli (per diventare ricercatore non sono altissimi, ovviamente): questo significa aver lavorato durante il dottorato, fondamentalmente. L'esame serve a verificare che gli articoli li abbia davvero scritti tu e non il tuo professore che è amico del marito di tua sorella e ti deve un favore: se uno è preparato non deve certo massacrarsi per preparare il concorso! Un dottorando bravo, inoltre, produce anche una decina di pubblicazioni, che sono sottoposte a un sistema di referee assolutamente internazionale e - almeno per quel che riguarda la comunità scientifica - oggettivo: pubblica su un giornale serio solo chi è bravo, inoltre l'h-index tiene conto anche del numero di volte che i tuoi lavori vengono citati e quindi del peso che hanno sulla comunità internazionale: se la tua ricerca è piaciuta solo alla mamma non serve a niente. Mi sembra un buon sistema meritocratico - ovviamente necessario nel momento in cui la domanda di ricercatori è inferiore all'offerta Ora Mariastar deve ridarci un po' di soldi però....
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"Expedit esse deos, et, ut expedit, esse putemus" (Ovidio) Il mio "TESSORO": SuperMicro 733TQ, SuperMicro X8DAI I5520, 2x Xeon Quad E5620 Westmere, 12x Kingston 4GB DDR3 1333MHz, 4x WD 1Tb 32MB 7.2krpm
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#26 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Messaggi: 1364
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anche a messina. ragazzi, lungi da me voler lodare questo governo... ma ci voleva. |
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#27 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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La selezione accademica, scientifica, la valutazione delle pubblicazioni, ecc., son tutti criteri che dovrebbero essere scontati nelle selezioni delle università. L'istituzione del patentino nazionale non fa altro che cristallizzare la casta, cosi come avviene per tutti gli ordini di questo tipo. E inoltre rende estremamente piu difficile attirare personale straniero, che sarebbe impossbilitato a risondere ai bandi, in quanto sprovvisto del "patentino". Se il problema sono rettori e professori nepostisti, il problema lo si affronta licenziando in tronco queste persone. Responsabilizzando le università, dando obiettivi qualitativi e quantitativi accordati, che se non raggiunti fanno scattare la perdita del posto. Aggiungere pastoie burocratiche mi pare del tutto inutile, perché é esattamente l'ambiente ideale in cui certi comportamenti prosperano, perché la burocrazia deresponsalizza. Ma la soluzione é invece rendere pienamente e totalmente responsabile ogni singola università di chi assume e come. |
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#28 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Città: paris again...
Messaggi: 3694
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Il fatto di portare i concorsi da locali a nazionali cambia solo l'unità di misura: se prima erano i baronetti a fare incetta, ora ci saranno i barononi. Quanto alla visione di Lucrezio sul come si diventa ricercatori, perdona ma mi pare decisamente idilliaca.
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#29 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Città: paris again...
Messaggi: 3694
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vero, e per farlo si devono togliere i finanziamenti a pioggia per darli a chi effettivamente li merita (quanto poi al discorso pubblicazioni, h-index ecc pure la ci sarebbe un discorsetto da fare ma vabbé). Se non sbaglio é proprio quello che é stato fatto pochi mesi fa.
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#30 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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E a tirar su la media sono les grandes écoles, che sono istituzioni pivate (anche se pubblicamente riconosciute) e gestite in modo autonomo rispetto al sistema universitario. |
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#31 | |
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Registered User
Iscritto dal: Aug 2002
Città: SaTuRn
Messaggi: 1597
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pero' rimane il mio dubbio su quanti ricercatori potranno permettersi di spostarsi effettivamente e quanti cercheranno in qualche modo di restare nella propria zona.. |
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#32 | |
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Registered User
Iscritto dal: Aug 2002
Città: SaTuRn
Messaggi: 1597
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#33 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Oltretutto, credo che il rettore nepotista non comincerebbe a tagliare partendo da suo nipote o suo figlio... anzi... |
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#34 |
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Registered User
Iscritto dal: Aug 2002
Città: SaTuRn
Messaggi: 1597
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#35 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Città: paris again...
Messaggi: 3694
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certo, ma nel momento in cui facendo cosi non riesce più a portare a casa finanziamenti europei e/o a pubblicare il dipartimento ciola a picco con le conseguenze del caso.
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--------------------------------- Ultima modifica di plutus : 26-03-2009 alle 10:01. |
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#36 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Città: paris again...
Messaggi: 3694
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a progettazione architettonica che si fa? semplice. Cerchi di entrare nel sistema, poi ti apri il tuo studio di architetto.
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#37 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Città: La regione del Triplete
Messaggi: 5749
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La domanda è:
Come risolvere allora il problema dei professori o ricercatori che vanno a lezione solo per scaldare la sedia proiettando le loro 4 slides incomprensibili, dicendo "arrangiatevi", che impiegano più ore a preparare le piantine o le strategie anticopia rispetto agli appelli (spesso incomprensibili, questione di lingua italiana), o che ci mettono una vita a correggerli, o che, peggio ancora, delegano tutto al loro assistente che manco conoscono? Già, gli assistenti. E' mai possibile che un professore debba avere 2 assistenti? Da noi a ingegneria informatica ci sono dei corsi che prevedono l'attività di laboratorio. Essendoci tanti iscritti è necessaria la divisione in squadre, A e B. La A fa esercitazione con un assistente, la B, la settimana dopo con un altro assistente. Caso tipico: i due assistenti hanno metodi di insegnamento diversi per non dire preparazione diversa e spiegano cose diverse. Gli studenti si scambiano i pareri e finisce che aumenta l'affluenza alle lezioni di un assistente piuttosto che a quelle dell'altro. Ovvio, uno spiega meglio o meno peggio o si sbatte ed è ovvio che ci sia la migrazione. Con quali conseguenze? Che le aule si affollano e diventa difficile seguire, mentre l'altro assistente si trova con sempre meno gente. Se impongono il controllo e uno ha la sfiga di finire col prof scarso all'esame sarà un mezzo disastro: quelli di uno sapranno fare tutto come è preteso dal docente titolare e quelli dell'altro saranno segati. Domanda: che si stanno a fare 2 assistenti se le lezioni ed esercitazioni si svolgono negli stessi medesimi giorni cioè, mettiamo, il lunedì dalle 10 alle 12? Mi spiegate che fa il docente 2 lunedì su tre quando non ha lezione? E gli assistenti? Se il docente ha 2 corsi, uno per semestre, che ci fa in quei lunedì in uni? Si gira i pollici? 2 ore di lezione o di esercitazione gli interrompono eventuali ricerche? Questi sono gli sprechi! Altra cosa: i professori/imprenditori/consulenti/scrittori. Questi prendono soldi da: università per cui lavorano, aziende di cui sono fondatori, consulenze per altri, diritti sulla pubblicazione dei testi che ovviamente consigliano nei loro corsi (anche se magari è più utile come carta da barbecue). Come la mettiamo? O fanno i doventi o fanno gli imprenditori. non possono tenere i piedi in più scarpe.
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Trattative felicemente concluse con domienico120, xbax88 ed engiel, ottimi e seri utenti. |
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#38 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Città: paris again...
Messaggi: 3694
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il primo problema che citi é un problema solo organizzativo: bravo docente universitario e bravo insegnante non sono sinonimi. Quanto al punto di cui sopa, si quello é un problema. In Francia l'attività di consulting é tollerata per non dire favorita ma nn deve andare a discapito dell'attività universitaria (tant'e' che esistono dei tetti)
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#39 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Quote:
Ma sono autonome, in gran parte gestite da fondazioni od associazioni, con grossi finanziamenti privati, e gestiscono il proprio budget in autonomia. I parametri di selezione del personale docente o di ricerca, é assai ovvio, si assomigliano ovunque, e i criteri sono simili, ma il punto é che le scelte delle grandes écoles non sono dettate dal ministero. |
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#40 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Città: La regione del Triplete
Messaggi: 5749
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