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#501 | |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2008
Messaggi: 330
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Venendo a mancare la flebo statunitense l'economia tedesca precipitò con quella americana e si arrivò alla crisi. Dunque se voglia intendere il nesso crisi della germania -> nazismo -> guerra non possiamo non tener conto di crisi '29 -> crisi della germania e asserire che la crisi del '29, seppur indirettamente, ha prodotto allora la seconda guerra mondiale. Questo però non vuol dire che la seconda guerra mondiale implichi a sua volta una crisi del '29 e di per se sarebbe falso dire che senza la crisi essa non ci sarebbe stata, piuttosto potremmo dire che le cose sarebbero andate diversamente. |
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#502 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Se al posto della crisi del '29 fosse venuta la peste in USA, e come conseguenza non fossero piu' risuciti a foraggiare la Germania perche' devastati economicamente dalla malattia, forse che avremmo detto che la causa della seconda guerra mondiale sarebbe stata la peste? E comunque abbiamo imparato anche da quello. Inutile chiedere danni di guerra nella misura corretta in cui si dovrebbe fare, altrimenti la nazione perdente non si solleva piu' e prima o poi scoppia un'altra guerra o rivoluzione. L'abbiamo imparato e i debiti della seconda guerra mondiale sono stati effettivamente blandi rispetto a quanto sarebbero dovuti essere. Abbiamo imparato sia dalla prima guerra mondiale che dalla crisi del '29. La fine della seconda guerra mondiale e' stata superata brillantemente (70 anni di pace almeno) ovvero la lezione della prima guerra mondiale l'abbiamo imparata. Vedremo ora se abbiamo imparato anche la lezione del '29. E secondo me si', sono ottimista, anche se avrei agito un po' meno garantista per le banche, ma ci sono troppe variabili che non conosco.
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Se pensi che il tuo codice sia troppo complesso da capire senza commenti, e' segno che molto probabilmente il tuo codice e' semplicemente mal scritto. E se pensi di avere bisogno di un nuovo commento, significa che ti manca almeno un test. Ultima modifica di gugoXX : 09-03-2009 alle 16:02. |
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#503 | |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2008
Messaggi: 330
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La Germania, Italia e Vaticano (principalmente ma non solo) finanziarono la guerra e il separatismo croati e non a caso oggi sono i paesi che detengono in Croazia la maggior parte di interessi, aziende ed industrie. La Russia e l'Inghilterra sono quelle che sostennero la Serbia, che oggi non a caso è diventata una satellite di Mosca tanto che dall'aeroporto di Belgrado si può volare alla capitale Russa senza dogana (solo tipica documentazione da aeroporto), come avviene tra i membri dell'UE. Gli USA finanziarono la guerra in Kosovo e ora ci hanno costruito la più grande base militare del mondo! Gli Italiani mandarono aiuti agli americani in Kosovo per costruire poi basi militari in Albania (ma guarda un po'!). Dobbiamo poi forse citare la guerra in Iraq, Afghanistan, quelle in Vietnam e Corea? E tutti i paesi dell'America Latina? Ovviamente non c'è bisogno di credere che siano solo gli americani ad essere neri, anche l'Unione Sovietica ben volentieri sostenne i regimi a suo favore, così come oggi la Russia continua a finanziare guerre e stati per proprio tornaconto personale (si vedano i casi di Cecenia e Georgia). Fatto sta che per detenere un sistema economica piramidale, dove pochi possiedono molto e molti poco, si deve per forza far leva sullo sfruttamento, la conseguente guerra ed usurpazione. E' semplicemente un dato di fatto. |
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#504 | |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2008
Messaggi: 330
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La crisi del '29 potrà anche implicare la seconda guerra mondiale, ma non fu necessaria. Ergo una crisi del capitalismo non necessariamente implica una guerra mondiale. |
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#505 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Scusami allora. Quel tuo inizio con "In realta' si'" mi aveva portato fuori strada, e le implicazioni mi si sono attorciliate.
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#506 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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La risposta potrebbe essere che qualunque sia l'equilibrio, ci sara' sempre qualcuno che stara' peggio, e che forte dell'invidia inizera' una guerra o una rivoluzione, indipendentemente dal tipo di governo e dal regime economico. E anche indipendentemente dalla qualita' della vita. Es: Ciascuno dei palestinesi di oggi sta meglio di come stavano i re nel medioevo. Pero' non gli basta, perche' quello che rode e' il paragone, l'invidia per i vicini. E quindi lo stato di guerra per accaparrarsi i diritti. L'uomo, in media, non si accontenta mai, indipendentemente da comunismo, socialismo, capitalismo, feudalesimo o impero classico.
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#507 | |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2008
Messaggi: 330
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era riferito al fatto che nel contesto storico specifico sia stato un elemento determinante, non al fatto che una crisi come quella del '29 debba sfociare per forza nella guerra. |
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#508 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Premesso che Hactor sta rispondendo ottimamente, mi limito ad un paio di appunti.
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1) la crisi del '29 acuisce la crisi tedesca e quindi contribuisce a creare le condizioni per la guerra? 2) le ragioni originarie della crisi tedesca sono da ricercarsi nella prima guerra mondiale? Alla prima risposta occorre rispondere: sì. Alla seconda risposta, anche. Ma anche la prima guerra mondiale non scoppia "per caso": è la conseguenza della politica estera aggressiva dei principali stati industrializzati (nota come imperialismo), a sua volta conseguenza della grande depressione del 1873-1895. Per cui la crisi del 29 è una delle cause della seconda guerra mondiale, mentre la grande depressione è una delle cause tanto della prima quanto della seconda guerra mondiale. Quote:
Quote:
Ma le crisi capitaliste (e le sue guerre) sono dovute alla sovrapproduzione, non alla carestia. Se devo morire perché c'è la carestia o perché devo andare a conquistarmi le patate a fucilate, posso anche capire. Se questo invece accade perché il mercato è saturo e ho bisogno di vendere le mie patate altrove per evitare un crack commerciale, permetti che la cosa è un po' più seccante
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Inviato dal mio pollo di gomma™ usando la carrucola |
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#509 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Messaggi: 2052
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La crisi sta assumendo dimensioni colossali. Di sicuro non pochi stati vedranno una possibilita' per il riarmo militare, ma una guerra mondiale e' fuori discussione. Non ci sono conflitti cosi grossi tra le superpotenze e le armi atomiche funzionano ancora come deterrente.
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ciao |
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#510 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Secondo me una soluzione sarebbe riuscire a vivere in quella condizione per cui c'e' piu' di quanto abbiamo bisogno, in cui tutti possono soddisfare tutti i bisogni primari e la maggior parte di quelli secondari senza grossi sforzi. A quel punto capitalismo, liberalismo, comunismo o qualcunque altra organizzazione viene meno, non ce n'e' di fatto bisogno, non c'e' bisogno di "Economia".
Tale condizione esisterebbe. Quello che produciamo oggi e' molto probabilmente piu' che sufficiente per soddisfare la felicita' di 1 miliardo di persone. Putroppo invece siamo quasi 7 e continuiamo a crescere. Il problema dell'uomo e' che non appena sta un minimo bene, non appena ha un po' di spazio, si moltiplica in modo da tenere la media della qualita' della vita sempre un pelino sotto all'essere considerato accettabile.
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#511 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Sempre meglio dover gestire una crisi da sovrapproduzione che non il contrario. Alla fin fine puoi sempre inventarti la moneta per comprare le patate di troppo... basta stampare le banconote ![]() In una crisi di carestia, qualunque cosa tu voglia fare, le patate non puoi stamparle alla zecca di Stato. Il capitalismo é sopravvissuto a svariate crisi di sovrapproduzione. Segno che Marx aveva torto a pensare che si trattasse di una crisi insuperabile. |
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#512 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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Sono i paesi poveri a figliare all'inverosimile, ed i morti di fame (in quanto tali) cercano d'arrivare nei paesi ricchi per guadagnarsi un pezzo di pane. La soluzione è facile, basterebbe dire a chi stà nei paesi poveri di darsi una calmata... ma ovviamente Dio non vuole.
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
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#513 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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Bisognerebbe distinguere i "soldi" dalla "ricchezza", perché sono due cose diverse.
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
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#514 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Che i soldi siano uno strumento nominale e non reale é basilare in ogni modello liberista. |
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#515 | |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2008
Messaggi: 330
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Quote:
La dimostrazione è semplice e banale. Il capitalismo si fonda sull'accumulo sbilanciato di capitale, ossia sul principio che pochi possono gestire un capitale superiore a quello della somma dei molti. Se infatti si somma il capite in possesso alla fascia ricca della popolazione, questo è nettamente superiore alla somma del capitale complessivo in mano al resto della popolazione. Perché ciò accada per definizione deve esserci uno sfruttamento, ossia una retribuzione non equa sui guadagni ottenuti. Questo sfruttamento è ovviamente qualcosa di relativo e c'è un margine entro il quale l'individuo non si sente sfruttato, per quanto lo sia. Questo margine corrisponde a quello sul quale il medesimo sistema comunista si basa nella distribuzione di impieghi. Un industria produce 1.000.000 di valuta. Sia nel comunismo che nel capitalismo del 1.000.000 una parte (diciamo un 20% va, con tutte le eccezioni del caso) va in mano allo Stato, sotto forma di tasse. Restano 800.000 nel nostro esempio. Nel sistema capitalista l'industria farà questa somma con 80 operai, che dovrebbero guadagnare 10.000, ma prendono mille, siccome 720.000 vanno in mano al proprietario. Nel sistema comunista questo si farà con 800 operai, che guadagneranno ugualmente 1.000. (non ho considerato il capitale utile all'industria stessa, che comunque una volta potremmo considerare incluso in quello dell'unico proprietario, l'altro in quello dei singoli operai, essendo loro stessi, mediante lo stato, proprietari della propria industria in collettività) In entrambi i sistemi l'operaio medio guadagna 1.000. L'unica differenza è che nel sistema comunista ci sarà meno disoccupazione e più denaro in circolazione, visto che è più probabile che 800 persone spendano quasi l'intero capitale per qualcosa, piuttosto che un singolo lo sprechi per le sue (per quanto dispersive) esigenze. Insomma, per dirla con un esempio banalissimo, se ho 20 miliardi di € oppure 20.000€ le cose che posso comprare per vivere normalmente sono le stesse, con la sola differenza che con 20 miliardi finirò coll'ordinare acqua da bere da Israele. Il problema sorge di fronte alla semplice constatazione che col tempo vi è una crescente presa di consapevolezza sociale da parte dell'uomo, inteso come collettività, che via via comincia a reputare sempre più stretto il 1.000 che guadagna. Il signorotto capitalista allora, a fronte di una sempre più costosa forza lavoro, deve rivolgersi verso l'esterno, investendo nello sfruttamento delle risorse di paesi socialmente ed economicamente più deboli. Questo sfruttamento si può ottenere mediante la guerra (anche ottimo deterrente sociale interno), oppure finanziamenti alla stessa, soprattutto laddove vi sia la possibilità di ottenerlo facilmente e l'opposizione è relativamente debole. Il sistema comunista non necessità di questo principio per il semplice paradigma che disponendo tutti di un guadagno mediamente comparabile, nessuno percepirà malessere in base alla differenza sociale. |
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#516 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Mi spiace, mi fermo qui perche' e' errato
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#517 |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2008
Messaggi: 330
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#518 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Quote:
Poi trascuri il fatto che il capitale richiede un rendimento. E questo non per cattiveria ideologica liberista, ma perche senza rendimento diventa inutile investire e conviene limitarsi a spendere o al massimo a tenere il proprio capitale sotto il materasso. |
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#519 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Messaggi: 2052
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Quote:
Potremmo vivere felicemente con uno stile di vita inferiore a quello attuale. Quote:
Nei paesi industrializzati la natalita' e' in discesa, ed e' molto inferiore rispetto ai paesi non industrializzati. Molti studi hanno confermato che l'umanita' sul non supererà mai i 10 miliardi di persone e dopo il 2100,quando buona parte del globo sara' industrializzata, scendera' ancora a 6-7 miliardi.
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ciao |
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#520 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Mi sono espresso male io.
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Le crisi da sovrapproduzione invece non sono naturali: sono una conseguenza di una specifica organizzazione, che è il mercato. Non sono costretto a subirla come un evento naturale, posso cercare di farvi fronte. Per me ci si fa fronte con l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione, per te (verosimilmente) non sarà necessario e indicherai altri metodi su cui si può discutere. Ciò che non accetto è l'idea secondo cui la crisi da sovrapproduzione è una necessità. Marx non aveva ancora visto lo sviluppo del capitalismo in imperialismo.
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Inviato dal mio pollo di gomma™ usando la carrucola |
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