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Old 02-12-2008, 13:11   #41
key2710
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comunque chi pensa che prendere l'albero finto sia un vantaggio per l'ambiente si sbaglia di grosso


poi se lo fate per comodità, d'accordo
Se uno dovesse "ragionare" per l'ambiente allora dovrebbe prenderlo piccolo, vero, curarlo e ripiantarlo ogni volta dove è giusto che stia... finquando non diventa ingestibile... per ripartire con uno nuovo.

Direi... poco fattibile.
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Old 02-12-2008, 13:12   #42
IpseDixit
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Io ne ho uno di 40 centimetri già decorato, credo mi sia costato 10 euro
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Old 02-12-2008, 13:13   #43
Setzuko
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Io ne ho uno di 40 centimetri già decorato, credo mi sia costato 10 euro
Si ma che tristezza
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"Nessun grande artista vede mai le cose come sono veramente. Se lo facesse, smetterebbe di essere un artista" O.Wilde
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Old 02-12-2008, 13:17   #44
key2710
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Si ma che tristezza
Bisogna vedere come lo si decora! ... che plug-in si installano ... e se il sistema non crasha!
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Old 02-12-2008, 13:24   #45
Setzuko
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Bisogna vedere come lo si decora! ... che plug-in si installano ... e se il sistema non crasha!
Eh?

Dai, il microalberello già decorato mette tristezza...
Ora, mi rendo conto che magari non tutti hanno lo spazo per avere l'albero bello grosso, ok, però almeno decorarlo di mano propria...scegliere le decorazioni, un minimo di soddisfazione
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Old 02-12-2008, 13:27   #46
key2710
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Eh?

Dai, il microalberello già decorato mette tristezza...
Ora, mi rendo conto che magari non tutti hanno lo spazo per avere l'albero bello grosso, ok, però almeno decorarlo di mano propria...scegliere le decorazioni, un minimo di soddisfazione
No ma sono d'accordo... è triste... finchè non lo personalizzi! Secondo me sopra (o intorno) si possono fare milioni di lavori per renderlo decisamente migliore. Basta solo avere... il tocco... e lavorare di fantasia.
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Old 02-12-2008, 13:33   #47
Setzuko
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No ma sono d'accordo... è triste... finchè non lo personalizzi! Secondo me sopra (o intorno) si possono fare milioni di lavori per renderlo decisamente migliore. Basta solo avere... il tocco... e lavorare di fantasia.
Ehhhh, per come sono abituata io a casa mia si decorava ogni angolo della casa, e quasi ogni anno cambiavamo le decorazioni dell'albero
Da un paio di anni le decorazioni sono bianche e arancio/dorate....stupendo! Mia mamma aveva trovato delle decorazioni a forma di cristallo di ghiaccio, in ferro e perline color ambra, e dei cristalli ripescati dalla bisnonna a forma di goccia e anche questi color ambra....belliFFimo
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Old 02-12-2008, 14:35   #48
markus_81
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Se uno dovesse "ragionare" per l'ambiente allora dovrebbe prenderlo piccolo, vero, curarlo e ripiantarlo ogni volta dove è giusto che stia... finquando non diventa ingestibile... per ripartire con uno nuovo.

Direi... poco fattibile.


no,perchè gli alberi di natale sono "coltivati" per essere colti da giovani e rimpiazzati da altri alberelli che devono essere pronti per il natale successivo...




Cinque apuani su dieci –secondo la Coldiretti, che ha stilato una vera e propria guida dall’acquisto alla conservazione- opteranno per la soluzione “abete vero”, la soluzione ottimale perché oltre a salvaguardare il territorio, riduce l’inquinamento ambientale e contrasta i cambiamenti climatici; il restante, di copie sintetiche recuperate da soffitti e cantine, o acquistate ex novo. ...... “Scegliete l’abete naturale – invita i cittadini Vincenzo Tongiani, Presidente della Coldiretti Apuana – perché si tratta di una coltivazione che, nel rispetto del delicato equilibrio dell'ambiente, può rappresentare una ideale forma di utilizzo di terreni marginali di media collina e montani (la più grande produzione italiana è proprio in Toscana con circa 800 ettari destinati a questa coltivazione e tra le province di Arezzo e Pistoia), oltre che una forma interessante di integrazione dei redditi e di utilizzo di terreni ex agricoli e di pascoli altrimenti destinati all'abbandono e al conseguente degrado idrogeologico. Acquistare albero naturali significa contribuire ad evitare pericoli di frane e a diminuire il pericolo d’incendi e ad aiutare la nostra agricoltura, e poi, l’abero vero è più bello e profumato”. Veniamo ai consigli di Coldiretti. Prima di tutto – spiega l’organizzazione agricola - misurare con cura l'altezza del soffitto di casa per non trovarsi con un albero troppo alto. All'aperto gli alberi sembrano molto più piccoli che all'interno ed il rischio di portare in casa un albero non adatto è molto alto. Una volta prese le misure, e fatto i dovuti accorgimenti, è arrivato il momento di scegliere l’abete.............

94 tonnellate di anidride carbonica in meno nell’atmosfera grazie all’albero di Natale “vero”, anziché l’abete di plastica (100 grammi contro 20 chili di CO2 ad albero). Insomma portando a casa un abete coltivato in Casentino o nella montagna pistoiese facciamo un bel regalo natalizio al nostro ambiente. Rilanciando l’economia di aree rurali spesso svantaggiate. E’ quanto è emerso dalla giornata di studi che si è svolta oggi a Poppi (Ar), organizzata dall’Arsia, l’Agenzia regionale per lo sviluppo l’innovazione del settore agricolo e forestale, in cui sono stati presentati i risultati e le attività del progetto di ricerca “Produzione biologica di piante ornamentali Pro.Bi.Orn” che ha affrontato in maniera organica le problematiche collegate al florovivaismo biologico e in particolare, appunto, all’albero di Natale. Sono circa 1000 (con 10mila addetti) le aziende vivaistiche specializzate che producono alberi di Natale in Italia di cui la quasi totalità in Toscana (Pistoia e Arezzo) e Veneto. In Toscana la produzione è in circa 800 ettari fra il Casentino e l’Appennino pistoiese. Per produrre, ad esempio, 500mila alberi di Natale in plastica si consumano 10mila tonnellate di petrolio e si consumano 88.500.000 kg di acqua immettendo nell’ambiente 11,5mila tonnellate di anidride carbonica. Con l’abete vero, invece, tutto questo si riduce: 45,2 grammi di petrolio ad albero (per 500mila alberi di Natale veri 22.500 kg di petrolio) e 103g di anidride carbonica (51.500 kg per 500mila alberi). Emissioni che si ridurrebbero a zero se la coltivazione fosse biologica. "E’ fondamentale far capire i vantaggi dell’albero di Natale coltivato – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, amministratore Arsia -: ne guadagna soprattutto il nostro ambiente, e con la coltivazione biologica dell’abete natalizio possiamo eliminare anche quel minimo di impatto ambientale esistente, che è comunque di gran lunga minore rispetto all’albero di plastica. Inoltre incentivare il vivaismo come produzione dell’albero permette di riqualificare l’economia di aree montane della Toscana, ritenute marginali per l’agricoltura convenzionale, ma che possono trovare in questa produzione uno sbocco commerciale alternativo e che offre reddito a molti agricoltori. E con questa coltivazione – aggiunge – si contribuisce al mantenimento della stabilità delle aree montane, occupando terreni che, altrimenti, correrebbero il rischio di abbandono con conseguenze negative sulla stabilità idrogeologica del territorio". Il progetto, durato due anni, è stato finanziato da Arsia, tramite bando pubblico, e gestito dal consorzio per l’Albero di Natale del Casentino (CANC), con il coordinamento scientifico del C.R.A. - Unità di ricerca per il vivaismo e la gestione del verde ambientale e ornamentale di Pescia e ha visto la partecipazione di sedici soggetti, tra partner attivi e sponsor. Sono molte le potenzialità di mercato per l’albero di Natale biologico, e grazie alla ricerca oggi abbiamo strumenti e metodi alternativi al diserbo chimico, di difesa fitosanitaria e per la produzione di talee con metodi biologici. Un’importante iniziativa di comunicazione per i consumatori è stata svolta dal Consorzio dell’albero di Natale del Casentino, che ha portato gli abeti casentinesi nel centro di Milano illustrando i vantaggi derivati dall’abete coltivato
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Old 02-12-2008, 17:28   #49
Mighty Max
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Finto, è più pratico e più bello il più delle volte.
Visto che in questo mese non ho tempo l'ho fatto sabato alto 2,5m decorato rosso/oro con luci multicolor e un piccolo presepe su un mobile [l'anno scorso era abbastanza grande 1,5m per 2,5m all'incirca si ho una casa abbastanza grande] con una piccola di 9 mesi non si può certo farlo per terra


Coooomunque uscendo dall'ot ribadisco che finto è più pratico e meno costoso
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Old 02-12-2008, 18:21   #50
IpseDixit
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Eh?

Dai, il microalberello già decorato mette tristezza...
Ora, mi rendo conto che magari non tutti hanno lo spazo per avere l'albero bello grosso, ok, però almeno decorarlo di mano propria...scegliere le decorazioni, un minimo di soddisfazione
Più che altro è la scocciatura di decorarlo
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Old 02-12-2008, 18:25   #51
CYRANO
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Io metto due palle all'albicocco e sono a posto!


Cà.òaà.z.àa
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FINCHE' C'E' BIRRA C'E' SPERANZA !!!
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Old 02-12-2008, 18:28   #52
Setzuko
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Più che altro è la scocciatura di decorarlo
Scocciatura?
Io l'ho sempre trovato molto divertente e creativo.
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Old 02-12-2008, 21:21   #53
Gemma
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no,perchè gli alberi di natale sono "coltivati" per essere colti da giovani e rimpiazzati da altri alberelli che devono essere pronti per il natale successivo...




Cinque apuani su dieci –secondo la Coldiretti, che ha stilato una vera e propria guida dall’acquisto alla conservazione- opteranno per la soluzione “abete vero”, la soluzione ottimale perché oltre a salvaguardare il territorio, riduce l’inquinamento ambientale e contrasta i cambiamenti climatici; il restante, di copie sintetiche recuperate da soffitti e cantine, o acquistate ex novo. ...... “Scegliete l’abete naturale – invita i cittadini Vincenzo Tongiani, Presidente della Coldiretti Apuana – perché si tratta di una coltivazione che, nel rispetto del delicato equilibrio dell'ambiente, può rappresentare una ideale forma di utilizzo di terreni marginali di media collina e montani (la più grande produzione italiana è proprio in Toscana con circa 800 ettari destinati a questa coltivazione e tra le province di Arezzo e Pistoia), oltre che una forma interessante di integrazione dei redditi e di utilizzo di terreni ex agricoli e di pascoli altrimenti destinati all'abbandono e al conseguente degrado idrogeologico. Acquistare albero naturali significa contribuire ad evitare pericoli di frane e a diminuire il pericolo d’incendi e ad aiutare la nostra agricoltura, e poi, l’abero vero è più bello e profumato”. Veniamo ai consigli di Coldiretti. Prima di tutto – spiega l’organizzazione agricola - misurare con cura l'altezza del soffitto di casa per non trovarsi con un albero troppo alto. All'aperto gli alberi sembrano molto più piccoli che all'interno ed il rischio di portare in casa un albero non adatto è molto alto. Una volta prese le misure, e fatto i dovuti accorgimenti, è arrivato il momento di scegliere l’abete.............

94 tonnellate di anidride carbonica in meno nell’atmosfera grazie all’albero di Natale “vero”, anziché l’abete di plastica (100 grammi contro 20 chili di CO2 ad albero). Insomma portando a casa un abete coltivato in Casentino o nella montagna pistoiese facciamo un bel regalo natalizio al nostro ambiente. Rilanciando l’economia di aree rurali spesso svantaggiate. E’ quanto è emerso dalla giornata di studi che si è svolta oggi a Poppi (Ar), organizzata dall’Arsia, l’Agenzia regionale per lo sviluppo l’innovazione del settore agricolo e forestale, in cui sono stati presentati i risultati e le attività del progetto di ricerca “Produzione biologica di piante ornamentali Pro.Bi.Orn” che ha affrontato in maniera organica le problematiche collegate al florovivaismo biologico e in particolare, appunto, all’albero di Natale. Sono circa 1000 (con 10mila addetti) le aziende vivaistiche specializzate che producono alberi di Natale in Italia di cui la quasi totalità in Toscana (Pistoia e Arezzo) e Veneto. In Toscana la produzione è in circa 800 ettari fra il Casentino e l’Appennino pistoiese. Per produrre, ad esempio, 500mila alberi di Natale in plastica si consumano 10mila tonnellate di petrolio e si consumano 88.500.000 kg di acqua immettendo nell’ambiente 11,5mila tonnellate di anidride carbonica. Con l’abete vero, invece, tutto questo si riduce: 45,2 grammi di petrolio ad albero (per 500mila alberi di Natale veri 22.500 kg di petrolio) e 103g di anidride carbonica (51.500 kg per 500mila alberi). Emissioni che si ridurrebbero a zero se la coltivazione fosse biologica. "E’ fondamentale far capire i vantaggi dell’albero di Natale coltivato – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, amministratore Arsia -: ne guadagna soprattutto il nostro ambiente, e con la coltivazione biologica dell’abete natalizio possiamo eliminare anche quel minimo di impatto ambientale esistente, che è comunque di gran lunga minore rispetto all’albero di plastica. Inoltre incentivare il vivaismo come produzione dell’albero permette di riqualificare l’economia di aree montane della Toscana, ritenute marginali per l’agricoltura convenzionale, ma che possono trovare in questa produzione uno sbocco commerciale alternativo e che offre reddito a molti agricoltori. E con questa coltivazione – aggiunge – si contribuisce al mantenimento della stabilità delle aree montane, occupando terreni che, altrimenti, correrebbero il rischio di abbandono con conseguenze negative sulla stabilità idrogeologica del territorio". Il progetto, durato due anni, è stato finanziato da Arsia, tramite bando pubblico, e gestito dal consorzio per l’Albero di Natale del Casentino (CANC), con il coordinamento scientifico del C.R.A. - Unità di ricerca per il vivaismo e la gestione del verde ambientale e ornamentale di Pescia e ha visto la partecipazione di sedici soggetti, tra partner attivi e sponsor. Sono molte le potenzialità di mercato per l’albero di Natale biologico, e grazie alla ricerca oggi abbiamo strumenti e metodi alternativi al diserbo chimico, di difesa fitosanitaria e per la produzione di talee con metodi biologici. Un’importante iniziativa di comunicazione per i consumatori è stata svolta dal Consorzio dell’albero di Natale del Casentino, che ha portato gli abeti casentinesi nel centro di Milano illustrando i vantaggi derivati dall’abete coltivato
interessante, anche se mi pare di intravedere nel consiglio un opinione non del tutto disinteressata...

però il mio "nano della foresta" datato 1995 ancora non ha fatto il suo tempo.
Quando sarà spelacchiato allora provvederemo diversamente.

Fra l'altro di solito facevo l'albero la prima domenica di dicembre, quest'anno ancora non ho avuto tempo, nè ne avrò fino al 13
Gemma è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 02-12-2008, 21:22   #54
Gemma
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Più che altro è la scocciatura di decorarlo
la vera scocciatura è smontarlo dopo le feste...
Gemma è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 02-12-2008, 22:00   #55
dantes76
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la vera scocciatura è smontarlo dopo le feste...
a chi lo dici, qui si usa questo

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“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -
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Old 02-12-2008, 22:48   #56
markus_81
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interessante, anche se mi pare di intravedere nel consiglio un opinione non del tutto disinteressata...

però il mio "nano della foresta" datato 1995 ancora non ha fatto il suo tempo.
Quando sarà spelacchiato allora provvederemo diversamente.

Fra l'altro di solito facevo l'albero la prima domenica di dicembre, quest'anno ancora non ho avuto tempo, nè ne avrò fino al 13
anche a me da l'idea che non sia proprio disinteressata come opininone: però se ci pensi la maggior parte della gente che rifiuta l'abero vero seconde me lo fa perchè è convinta che l'abetino venga abbattuto da "bambino" privando la foresta dei "figlioletti" appena nati
mentre in realtà ci sono coltivazioni apposta, che creano verde ( e quindi di sicuro male non fanno) durante la primavera-estate e che danno gli alberelli di natale a dicembre
markus_81 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
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