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#41 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: Montesilvano (PE)
Messaggi: 1045
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Ehm... mi quoto.
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Pace e Bene |
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#42 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2007
Città: Milano
Messaggi: 7103
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Quote:
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Apple Watch Ultra + iPhone 15 Pro Max + Rog Ally + Legion Go |
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#43 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Quote:
Comunque sono d'accordo. Il Papa è arrogante. |
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#44 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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L'arroganza del Papa sta soprattuto nel dire "la scienza è arrogante."
Passando da "gli (o alcuni) scienziati sono arroganti" a "la scienza è arrogante", si fa un salto dialettico estremamente.... come dire |
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#45 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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Maddai, che scoperta La questione è che sia possibile QUI non che sia possibile in astratto. Passo e chiudo Ultima modifica di lowenz : 17-10-2008 alle 19:51. |
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#46 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Palermo
Messaggi: 2579
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Beh ti direi subito che non credo esista cattolico che possa essere devoto del papa a meno che il pontefice stesso non si proclami Dio. ![]() Detto questo non credo nemmeno sia difficile trovare il cristiano "serio" che non confermi che anche il papa può sbagliare, tranne ovviamente quando parla ex cathedra. D'altronde il vangelo parla di correzione fraterna e negli atti degli apostoli il grande Pietro è stato ripreso da Paolo.
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Utente gran figlio di Jobs ed in via di ubuntizzazione Lippi, perchè non hai convocato loro ? |
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#47 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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#48 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Palermo
Messaggi: 2579
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Utente gran figlio di Jobs ed in via di ubuntizzazione Lippi, perchè non hai convocato loro ? |
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#49 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Palermo
Messaggi: 2579
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scusa ma se mi scrivi tra parentesi "che implica la devozione per la figura papale", te lo devo far notare...
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Utente gran figlio di Jobs ed in via di ubuntizzazione Lippi, perchè non hai convocato loro ? |
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#50 | ||
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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Quote:
Giusto per sapere. |
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#51 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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"Figura papale" non mi pare sinonimo né di Bendetto XVI né di Giovanni Paolo II né di Giovanni XXXIII o qualsiasi papa tu scelga: altrimenti usavo "papa".
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#52 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Quote:
In un 3d del genere le tue osservzioni sono estremamente prevedibili, molto di più delle possibili reazioni di Cdmauro, Ziosilvio, Lucatortuga, o altri. |
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#53 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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Saluti. |
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#54 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2003
Città: Treviso
Messaggi: 19965
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A me sembra che al pontefice non interessi più dire cose autorevoli e costruttive, vuole solo dire, dire, DIRE...vuole di ventare un piunto fermo della scena mediatica lanciando continuamente frecciatine che gli garantiscano le colonne sui giornali e servizietti sui telegiornali. fino al punto che la massa dei mediocri laici italiani arriverà a pensare che al mondo non ci possano essere informazione e opinione senza il contributo del Vaticano
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Vendita: varie CPU Intel 775 |
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#55 |
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Member
Iscritto dal: Nov 2004
Città: Vicenza
Messaggi: 297
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http://212.77.1.245/news_services/bu...0.2008&lang=it
Signori Cardinali, Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio, Gentili Signore, Illustri Signori! Sono lieto di incontrarvi in occasione del Congresso opportunamente promosso nel decimo anniversario dell’Enciclica Fides et ratio. Ringrazio innanzitutto Mons. Rino Fisichella per le cordiali parole che mi ha rivolto introducendo l’odierno incontro. Mi rallegro che le giornate di studio del vostro Congresso vedano la fattiva collaborazione tra l'Università Lateranense, la Pontificia Accademia delle Scienze e la Conferenza Mondiale delle Istituzioni Universitarie Cattoliche di Filosofia. Una simile collaborazione è sempre auspicabile, soprattutto quando si è chiamati a dare ragione della propria fede dinanzi alle sempre più complesse sfide che coinvolgono i credenti nel mondo contemporaneo. A dieci anni di distanza, uno sguardo attento all’Enciclica Fides et ratio permette di coglierne con ammirazione la perdurante attualità: si rivela in essa la lungimirante profondità dell’indimenticabile mio Predecessore. L’Enciclica, in effetti, si caratterizza per la sua grande apertura nei confronti della ragione, soprattutto in un periodo in cui ne viene teorizzata la debolezza. Giovanni Paolo II sottolinea invece l’importanza di coniugare fede e ragione nella loro reciproca relazione, pur nel rispetto della sfera di autonomia propria di ciascuna. Con questo magistero, la Chiesa si è fatta interprete di un'esigenza emergente nell'attuale contesto culturale. Ha voluto difendere la forza della ragione e la sua capacità di raggiungere la verità, presentando ancora una volta la fede come una peculiare forma di conoscenza, grazie alla quale ci si apre alla verità della Rivelazione (cfr Fides et ratio, 13). Si legge nell’Enciclica che bisogna avere fiducia nelle capacità della ragione umana e non prefiggersi mete troppo modeste: "È la fede che provoca la ragione a uscire da ogni isolamento e a rischiare volentieri per tutto ciò che è bello, buono e vero. La fede si fa così avvocato convinto e convincente della ragione" (n. 56). Lo scorrere del tempo, del resto, manifesta quali traguardi la ragione, mossa dalla passione per la verità, abbia saputo raggiungere. Chi potrebbe negare il contributo che i grandi sistemi filosofici hanno recato allo sviluppo dell’autoconsapevolezza dell’uomo e al progresso delle varie culture? Queste, peraltro, diventano feconde quando si aprono alla verità, permettendo a quanti ne partecipano di raggiungere obiettivi che rendono sempre più umano il vivere sociale. La ricerca della verità dà i suoi frutti soprattutto quanto è sostenuta dall'amore per la verità. Ha scritto Agostino: "Ciò che si possiede con la mente si ha conoscendolo, ma nessun bene è conosciuto perfettamente se non si ama perfettamente" (De diversis quaestionibus 35,2). Non possiamo nasconderci, tuttavia, che si è verificato uno slittamento da un pensiero prevalentemente speculativo a uno maggiormente sperimentale. La ricerca si è volta soprattutto all’osservazione della natura nel tentativo di scoprirne i segreti. Il desiderio di conoscere la natura si è poi trasformato nella volontà di riprodurla. Questo cambiamento non è stato indolore: l'evolversi dei concetti ha intaccato il rapporto tra la fides e la ratio con la conseguenza di portare l'una e l'altra a seguire strade diverse. La conquista scientifica e tecnologica, con cui la fides è sempre più provocata a confrontarsi, ha modificato l'antico concetto di ratio; in qualche modo, ha emarginato la ragione che ricercava la verità ultima delle cose per fare spazio ad una ragione paga di scoprire la verità contingente delle leggi della natura. La ricerca scientifica ha certamente il suo valore positivo. La scoperta e l'incremento delle scienze matematiche, fisiche, chimiche e di quelle applicate sono frutto della ragione ed esprimono l'intelligenza con la quale l'uomo riesce a penetrare nelle profondità del creato. La fede, da parte sua, non teme il progresso della scienza e gli sviluppi a cui conducono le sue conquiste quando queste sono finalizzate all'uomo, al suo benessere e al progresso di tutta l'umanità. Come ricordava l'ignoto autore della Lettera a Diogneto: "Non l'albero della scienza uccide, ma la disobbedienza. Non si ha vita senza scienza, né scienza sicura senza vita vera" (XII, 2.4). Avviene, tuttavia, che non sempre gli scienziati indirizzino le loro ricerche verso questi scopi. Il facile guadagno o, peggio ancora, l'arroganza di sostituirsi al Creatore svolgono, a volte, un ruolo determinante. E’ questa una forma di hybris della ragione, che può assumere caratteristiche pericolose per la stessa umanità. La scienza, d'altronde, non è in grado di elaborare principi etici; essa può solo accoglierli in sé e riconoscerli come necessari per debellare le sue eventuali patologie. La filosofia e la teologia diventano, in questo contesto, degli aiuti indispensabili con cui occorre confrontarsi per evitare che la scienza proceda da sola in un sentiero tortuoso, colmo di imprevisti e non privo di rischi. Ciò non significa affatto limitare la ricerca scientifica o impedire alla tecnica di produrre strumenti di sviluppo; consiste, piuttosto, nel mantenere vigile il senso di responsabilità che la ragione e la fede possiedono nei confronti della scienza, perché permanga nel solco del suo servizio all'uomo. La lezione di sant’Agostino è sempre carica di significato anche nell'attuale contesto: "A che cosa perviene - si domanda il santo Vescovo di Ippona - chi sa ben usare la ragione, se non alla verità? Non è la verità che perviene a se stessa con il ragionamento, ma è essa che cercano quanti usano la ragione... Confessa di non essere tu ciò che è la verità, poiché essa non cerca se stessa; tu invece sei giunto ad essa non già passando da un luogo all’altro, ma cercandola con la disposizione della mente" (De vera religione, 39,72). Come dire: da qualsiasi parte avvenga la ricerca della verità, questa permane come dato che viene offerto e che può essere riconosciuto già presente nella natura. L'intelligibilità della creazione, infatti, non è frutto dello sforzo dello scienziato, ma condizione a lui offerta per consentirgli di scoprire la verità in essa presente. "Il ragionamento non crea queste verità - continua nella sua riflessione sant'Agostino - ma le scopre. Esse perciò sussistono in sé prima ancora che siano scoperte e una volta scoperte ci rinnovano" (Ibid., 39,73). La ragione, insomma, deve compiere in pieno il suo percorso, forte della sua autonomia e della sua ricca tradizione di pensiero. La ragione, peraltro, sente e scopre che, oltre a ciò che ha già raggiunto e conquistato, esiste una verità che non potrà mai scoprire partendo da se stessa, ma solo ricevere come dono gratuito. La verità della Rivelazione non si sovrappone a quella raggiunta dalla ragione; purifica piuttosto la ragione e la innalza, permettendole così di dilatare i propri spazi per inserirsi in un campo di ricerca insondabile come il mistero stesso. La verità rivelata, nella "pienezza dei tempi" (Gal 4,4), ha assunto il volto di una persona, Gesù di Nazareth, che porta la risposta ultima e definitiva alla domanda di senso di ogni uomo. La verità di Cristo, in quanto tocca ogni persona in cerca di gioia, di felicità e di senso, supera di gran lunga ogni altra verità che la ragione può trovare. E' intorno al mistero, pertanto, che la fides e la ratio trovano la possibilità reale di un percorso comune. In questi giorni, si sta svolgendo il Sinodo dei Vescovi sul tema "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa". Come non vedere la provvidenziale coincidenza di questo momento con il vostro Congresso. La passione per la verità ci spinge a rientrare in noi stessi per cogliere nell'uomo interiore il senso profondo della nostra vita. Una vera filosofia dovrà condurre per mano ogni persona e farle scoprire quanto fondamentale sia per la sua stessa dignità conoscere la verità della Rivelazione. Davanti a questa esigenza di senso che non dà tregua fino a quando non sfocia in Gesù Cristo, la Parola di Dio rivela il suo carattere di risposta definitiva. Una Parola di rivelazione che diventa vita e che chiede di essere accolta come sorgente inesauribile di verità. Mentre auguro a ciascuno di avvertire sempre in sé questa passione per la verità, e di fare quanto è in suo potere per soddisfarne le richieste, desidero assicurarvi che seguo con apprezzamento e simpatia il vostro impegno, accompagnando la vostra ricerca anche con la mia preghiera. A conferma di questi sentimenti imparto volentieri a voi qui presenti ed ai vostri cari l’Apostolica Benedizione. [01614-01.01[Testo originale: Italiano]
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit) |
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#56 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2006
Città: altamura
Messaggi: 309
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Francamente non riesco a capire questo papa sembra sempre più fanatico, infatti ho sentito molti cattolici dire che è francamente antipatico. Almeno questa è la mia percezione.
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#57 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Siena, proprio dove abita Kdog
Messaggi: 718
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io non capisco come delle persone possono credere in questo papa
ricordiamo che è una persona che con la scusa di parlare per Dio dice tutto quello che gli sembra giusto che gli sembra giusto A LUI che sia riguardo gli scenziati o riguardo la concezione di famiglia uomo+donna poco cambia
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#58 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2005
Città: Stella di serramazzoni
Messaggi: 410
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mah, si vergogni il sommo pontefice.
viva la scienza, viva il metodo galileiano, viva margherita hack. Io gli scienziati li IMPINZEREI di soldi, tutti i ricercatori di cosmologia che ho conosciuto hanno le PEZZE al c.... lo fanno per passione. |
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#59 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
Messaggi: 7458
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Quote:
Come cattolico devoto ho l'assoluta libertà di non essere d'accordo con il Papa su qualunque cosa vada fuori dalla materia di fede, e di conseguenza di ritenere che si sbagli.
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#60 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
Messaggi: 7458
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Riguardo all'argomento del thread, mi trovo fondamentalmente concorde con quanto riportato dal giornale.
Che nell'ambito scientifico esista l'arroganza di porsi ad arbitri del bene e del male solo in base alle possibilità che si aprono, è una realtà che chiunque conosca un po' di gente nel settore non può ignorare (a meno che non lo faccia volontariamente). Mi viene da sorridere a leggere i commenti che inveiscono contro l'affermazione del Papa che mette in guardia dalla scienza funzionale al guadagno... giusto perchè trovo che ci siano parecchie persone che poi si scagliano con ugual o maggior fervore contro le multinazionali perchè sono fatte solo per arricchire pochi con i brevetti, o contro gli OGM perchè sono "cattivi" ma fanno fruttare soldi, oppure le migliaia di teorie complottistiche più o meno vaneggianti sulla scienza serva del potere e così via. Insomma, ancora una volta, siamo sempre lì: se la Chiesa dice una cosa, sbaglia perchè l'ha detta lei. Alla fine, forse, sono più religiosi gli antireligiosi...
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