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#61 | |||
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Bannato
Iscritto dal: May 2008
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Se la regola è questa non c'è nessun motivo di criticare il presidente dell'assemblea. Quote:
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#62 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2006
Città: Verona
Messaggi: 555
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io non ho trovato nulla provate a leggere voi
Capo IX - Del numero Legale e delle Deliberazioni Articolo 46 1. Le deliberazioni dell'Assemblea e delle Commissioni in sede legislativa non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro componenti. Per le deliberazioni delle Commissioni in sede diversa da quella legislativa è sufficiente la presenza di un quarto dei loro componenti. 2. I deputati che sono impegnati per incarico avuto dalla Camera, fuori della sua sede o, se membri del Governo, per ragioni del loro ufficio, sono computati come presenti per fissare il numero legale. 3. Nelle votazioni per la cui validità è necessaria la constatazione del numero legale, i deputati presenti, i quali, prima che si dia inizio alla votazione, abbiano dichiarato di astenersi sono computati ai fini del numero legale. 4. La Presidenza non è obbligata a verificare se l'Assemblea o la Commissione sia, oppure no, in numero legale per deliberare, se non quando ciò sia richiesto rispettivamente da venti o quattro deputati e l'Assemblea o la Commissione stia per procedere ad una votazione per alzata di mano (*) . 5. Non può essere chiesta la verifica del numero legale prima dell'approvazione del processo verbale, né in occasione di votazioni che si debbano fare per alzata di mano per espressa disposizione del Regolamento. 6. I firmatari di una richiesta di votazione qualificata, così come i richiedenti la verifica del numero legale, sono sempre considerati presenti agli effetti del numero legale. (*) Comma modificato il 29 settembre 1983. Vedi il testo a fronte delle modifiche. Articolo 47 1. Per verificare se l'Assemblea è in numero legale il Presidente dispone l'appello. 2. Se l'Assemblea o la Commissione non è in numero, il Presidente può rinviare la seduta di un'ora, oppure toglierla. In quest'ultimo caso l'Assemblea o la Commissione s'intende convocata senz'altro, con lo stesso ordine del giorno, per il seguente giorno non festivo alla stessa ora di convocazione della seduta che è stata tolta, oppure anche per il giorno festivo quando l'Assemblea o la Commissione abbia già deliberato di tenere seduta in quella data. 3. La mancanza del numero legale in una seduta non determina alcuna presunzione di mancanza di numero legale nella seduta successiva o dopo la ripresa della seduta a norma del comma 2. Articolo 48 1. Le deliberazioni dell'Assemblea e delle Commissioni sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo i casi per i quali è stabilita una maggioranza speciale. 2. Ai fini del comma 1 sono considerati presenti coloro che esprimono voto favorevole o contrario. 3. I Segretari tengono nota dei votanti e di coloro che abbiano dichiarato di astenersi nel caso del terzo comma dell'articolo 46. Articolo 48-bis 1. È dovere dei deputati partecipare ai lavori della Camera. 2. L'Ufficio di Presidenza determina, con propria deliberazione, le forme e i criteri per la verifica della presenza dei deputati alle sedute dell'Assemblea, delle Giunte e delle Commissioni. 3. L'Ufficio di Presidenza determina, con la deliberazione di cui al comma 2, le ritenute da effettuarsi sulla diaria, erogata a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, per le assenze dalle sedute dell'Assemblea, delle Giunte e delle Commissioni. L'Ufficio di Presidenza determina altresì le cause ammesse di assenza per le quali non si dà luogo a trattenuta. (*) Articolo approvato il 24 settembre 1997.
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#63 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2003
Città: Rimini
Messaggi: 3395
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Se poi pensi che nel regolamento condominiale ci debba essere scritto che non si possono infilare i maccheroni crudi nel naso di un condomino per capire che è una cosa scorretta non ci posso fare nulla, la pensiamo in modo diverso.
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#64 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Firenze-Parigi
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ummm... .. che c'entrano il magistrato e l'assassino? Qui si parla di opportunità politica. |
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#65 | |
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Bannato
Iscritto dal: May 2008
Messaggi: 0
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Perché ricorrere al ridicolo o concludere che la si pensa in modo diverso non è granché costruttivo. Premessa1: Chi è garante delle regole non deve permettersi alcun arbitrio. Così come un magistrato che applica la legge. Se la legge dice che uno che fa il patteggiamento deve avere lo sconto di pena il magistrato che glielo accorda non solo agisce secondo la legge ma agisce moralmente perché fa il suo dovere. Ogni deviazione dal suo dovere è immorale. Premessa2: Il presidente di un'assemblea è il garante delle regole Conclusione: Non si può dire che Fini abbia fatto nulla di immorale. Su cosa dissenti? Sulla premessa uno o due? Tu fino ad ora hai confuso Fini con quello che approfitta delle regole ma non ne è garante. Ad esempio l'assassino che usufruisce del patteggiamento. Ma Fini lo è il garante delle regole, quindi il paragone è sbagliato. |
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#66 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Firenze-Parigi
Messaggi: 442
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Se si tratta di una lacuna legislativa, SICURAMENTE l'interpretazione di Fini è stata di parte. Ovvero, non ha rispettato l'opposizione. Se c'è un regolamento che disciplina la questione allora Fini potrà anche aver avuto ragione. Io ne dubito, ma vedremo. Ultima modifica di John Cage : 27-05-2008 alle 21:55. |
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#67 | |
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Bannato
Iscritto dal: May 2008
Messaggi: 0
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1. Per verificare se l'Assemblea è in numero legale il Presidente dispone l'appello. ...secondo te ha a che fare con il momento in cui viene "testato" il numero legale? Chiedo, eh? |
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#68 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Firenze-Parigi
Messaggi: 442
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E' proprio in difesa del fatto che il presidente della camera non deve permettersi alcun arbitrio che stiamo dibattendo. Cioè, in difesa dell'istituzione che Fini rappresenta. Cioè esigiamo che Fini sia all'altezza del ruolo. Tu parli come se Fini, solo in quanto ha la funzione di garante allora la garantisce sicuramente. Guarda che la gente sbaglia ogni tanto! Il tuo sillogismo, se mi pemetti è ridicolo: 1) Chi è garante delle regole non deve permettersi alcun arbitrio 2) Il presidente di un'assemblea è il garante delle regole 3) Non si può dire che Fini abbia fatto nulla di immorale. E' peggio del famoso: 1) alcuni esseri viventi sono uomini 2) alcuni esseri viventi sono elefanti 3) quindi alcuni uomini sono elefanti. |
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#69 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Firenze-Parigi
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Devi capire una cosa... è probabile che Fini abbia interpretato correttamente il regolamento, come sostieni tu... Ma potrebbe anche essore che non sia stato così. Capisci cosa voglio dire? Meamche il papa è infallibile, figurati Fini. Rileggiti il sillogismo. |
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#70 | |
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Bannato
Iscritto dal: May 2008
Messaggi: 0
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Di fronte a questo argomento tu hai tirato fuori l'obiezione che non sempre rispettare le regole è morale. Oppure ho capito male? ed. Anzi è stato Brakon a dirlo che in caso di regola sbagliata si solleva una questione di moralità. Io contestavo questo. ed2. Il mio sillogismo non è peggio di quello dell'elefante. Tu invece contesti la premessa che Fini non potesse fare diversamente senza contravvenire alle regole. Ok, anche io non è che la appoggio, perché non lo so... era una ipotesi e l'ho esplicitato. Contestavo chi metteva le mani avanti per condannare Fini anche qualora si fosse verificato che il regolamento lo obbligava. Ultima modifica di gearray : 27-05-2008 alle 22:19. |
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#71 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Firenze-Parigi
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Cosa MOLTO DIVERSA se il regolamento è stato interpretato da Fini in quel modo. C'è differenza tra interpretazione SOGGETTIVA e regolamento chiaro ed oggettivo. Il mio dubbio, te lo ripeto per l'ennesima volta, è che Fini habbia interpretato il regolamento A VANTAGGIO DELLA SUA COALIZIONE! Ti è chiaro oppure no? Non sta scritto da nessuna parte che Fini "non potesse fare diversamente senza contravvenire alle regole". Credi che nelle istituzioni tutto funzioni nel migliore dei modi? Io tutta questa fiducia non ce l'ho. Tanto meno in uno come Fini. |
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#72 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2006
Città: Verona
Messaggi: 555
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Son curioso di capire fin dalle prime battute se Fini in questa legislatura vorrà rispettare in pieno il suo ruolo o si dimostrerà una pedina di Berlusconi. Sto quindi cercando di capire se quello che ha fatto è corretto, secondo L'Unità sì:
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=75799 Quote:
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#73 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2005
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#74 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
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#75 |
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Posto qui, perchè il thread sulla figuraccia della maggioranza non lo trovo più
http://www.repubblica.it/2008/05/sez...iguraccia.html Il Cavalier infuriato con i suoi per le tante assenze al primo vero voto Letta al lavoro per ricucire con il Pd: per viale Mazzini in corsa Bettini e Rizzo nervo Berlusconi: "Che figuraccia" Il premier ora vuol cambiare la Rai di CLAUDIO TITO ROMA - "A questo punto servirebbe una soluzione innovativa per la Rai". Silvio Berlusconi rilancia. A suo giudizio, le polemiche sull'emendamento "salva-Rete 4" sono "ingiustificate". E allora non è più il momento di usare le maniere morbide. Anche sulla Rai la maggioranza vuole andare dritta verso il rinnovo. A giugno, subito dopo l'assemblea dei soci. Senza la proroga chiesta da Walter Veltroni. Nella giornata di ieri, il premier non ha risparmiato fendenti all'opposizione ma anche alla sua coalizione. Le assenze registrate a Montecitorio sul decreto che recepisce le direttive Ue lo hanno mandato su tutte le furie. "Siamo caduti sull'uccello", ha detto con una battuta il sottosegretario Paolo Romani. Il capo del governo, però, non l'ha presa con altrettanta filosofia. Ha telefonato al capogruppo, Fabrizio Cicchitto, e al ministro della Attività produttive, Claudio Scajola. "Non è possibile, non è accettabile che al primo voto importante si faccia questa figuraccia". Il suo dito è rimasto puntato contro l'organizzazione del gruppo e contro la "superficialità" di molti deputati. Molti dei quali, come i sottosegretari, non si sono fatti registrare l'assenza per missione. "Non accetterò più episodi del genere - ha avvertito - altrimenti adotterò provvedimenti esemplari". Nello stesso tempo, l'inquilino di Palazzo Chigi non ha nascosto una certa delusione per la "propaganda" cavalcata dal Pd. Tanto da studiare un dialogo con la minoranza su binari diversi. "Anche perché non hanno capito che il nostro emendamento - si è lamentato il sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani - con Rete 4 non c'entra proprio niente. Riguarda solo le tv digitali. Ora, però, non hanno più il coraggio di fare marcia indietro. Me la ricordo ancora la faccia di Zaccaria quando gliel'ho spiegato". Eppure un tentativo di mediazione ieri e l'altro ieri, c'è stato. Lo stesso Romani ha parlato a lungo con i rappresentanti del Pd: Paolo Gentiloni e Michele Meta. E anche Gianni Letta ha attivato i suoi canali con l'opposizione. "La soluzione - ha osservato proprio Meta - era a portata di mano, ma loro hanno preferito adottare modifiche del tutto secondarie". I democratici hanno suggerito pure lo stralcio dell'emendamento sulle frequenze per approdare ad un ddl ad hoc da esaminare in tempi brevi. "Non esiste - è stata la risposta di Romani - adesso si va avanti. Non cambiamo per un loro errore". Un'incomprensione che rischia di non essere contingente: molti temono conseguenze sui colloqui bipartisan impostati nelle settimane scorse. Non è un caso che il Cavaliere a questo punto abbia dato l'input per proseguire sul decreto che tocca pure le frequenze tv e abbia avviato le prime mosse per il consiglio di amministrazione della Rai. Un primo schema sul futuro cda è stato già depositato sulla scrivania di Palazzo Chigi. Berlusconi vorrebbe portare a Viale Mazzini un uomo fidato come Alessio Gorla. Un esperto di tv e il collaboratore che nel 1994 confezionò la sua "discesa in campo". Per gli altri tre membri in quota Pdl, c'è la probabile conferma della leghista Giovanna Bianchi Clerici e una chance per lo storico Piero Melìgrani. Mentre An sta facendo salire i nomi di Mauro Mazza e di Marcello Veneziani. Ma il vero nodo riguarda la presidenza. Che la legge Gasparri vuole di "garanzia". In sostanza dovrà essere segnalata dal Pd. Berlusconi vorrebbe mantenere al suo posto Claudio Petruccioli. Ma al Loft non la pensano così. La componente ex popolare dei Democratici sta spingendo per Nino Rizzo Nervo, attuale membro del cda. Tra i veltroniani, invece, sta emergendo un'ipotesi nuova: quella di Goffredo Bettini. Che sta lasciando la guida della Festa del Cinema e ha ottimi rapporti con Gianni Letta. Nella segretaria democratica, viene considerata una soluzione accettabile anche per il Cavaliere. Il quale, peraltro, è soprattutto preoccupato di scegliere il direttore generale. A Palazzo Grazioli tutti escludono il ritorno di Agostino Saccà. "Voglio una soluzione innovativa", ripete il presidente del consiglio. Ossia un manager esterno. E il candidato cui spesso fa riferimento è Stefano Parisi, ex direttore generale di Confindustria e amministratore delegato di Fastweb. L'ostacolo, però, è costituito dallo stipendio. Il tetto previsto dalla legge è troppo basso per un dirigente proveniente dall'esterno e infatti è allo studio la possibilità di abolire quel limite con una circolare ministeriale. Molto, comunque, dipenderà da chi verrà eletto alla presidenza della commissione di vigilanza: la maggioranza non gradisce la candidatura di Leoluca Orlando, ma alla fine potrebbe digerirla. Anche se con una astensione. (28 maggio 2008)
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