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bravo "averci fatto perdere la guerra " LoL |
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#22 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Messaggi: 379
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"Ci ho ficcato in mezzo Mussolini" perché c'è in mezzo Mussolini! Già da tempo avevo l'impressione che ci fosse molto del corporativismo fascista nel funzionamento delle varie RIAA, MPAA, IFPI, SIAE ed equivalenti esteri, e burocrazie varie. Ma no, mi dicevo, sarà un caso. E invece non era un caso.
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So high, so low, so many things to know. Ultima modifica di Willy McBride : 27-04-2008 alle 14:39. |
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#23 | |
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Iscritto dal: Oct 2004
Città: Roma
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Il sentiero del lupo è sempre impervio, ma libero da padroni. |
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#24 | ||
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Iscritto dal: Jun 2006
Città: Tuttoporto (Sicily) Tipologia: Giocatore-samurai
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Per non parlare della cosa dell'artista che, svincolato dall'etichetta, diventerebbe più indipendente, assolutamente qualuinquista e superficiale: (1) l'artista può essere indipendente anche con la legislazione attuale, non è obbligato a rivolgersi ad un produttore/editore... quindi quello che vuoi tu si può già fare e, guardacaso, molti non lo fanno (2) grazie ai denari delle case di produzione e grazie ad alcune leggi dello stato si riescono a produrre opere dell'ingegno per cui non è garantito, anzi è del tutto improbabile, un ritorno economico. L'artista oggi se c'è una cosa di cui è schiavo è il mercato, ossia il pubblico, e quando non è il pubblico è la politica (in genere per quelli che non hanno contenuti). Le proposte concrete quali sono? Vuoi modificare il diritto sulla tutela del diritto d'autore dei defunti? Lo vogliamo abbassare a 20 anni? Lo vogliamo abbassare alla maggiore età dei figli (che sarebbe molto umana come cosa)? Ok. Sono d'accordo. Ma tutte le argomentazioni snocciolate là sul patrimonio culturale, sull'Orlando Innamorato, i capitalisti cattivi che guadagano in "eterno" (ma perché in eterno?) lo sappiamo a che ideologia attingono. Se io detengo i diritti di un'opera, essendo questi miei ne posso fare quello che mi pare, incluso venderli per contratto ad un distributore che ha i mezzi economici per farla fruttare. Su questa base è ovvio che il diritto d'autore tutela l'editore... tutela il proprietario dei diritti, tutto qua. Ancora nel 2008 c'è gente che vuole venire a decidere cosa devono fare gli altri con i soldi loro e le loro proprietà (intellettuali in questo caso). Perché a me sembra che, dimmi se ho capito male, tu vorresti che i diritti d'autore fossero inalienabili... o sbaglio? Ci si prende il dito con la cosa dei 70 anni, per poi prendersi tutto il braccio... EDIT Che poi il diritto d'autore impedisca alla cultura di crescere è la tesi più sconclusionata che si può sostenere. Basti vedere come in un secolo in cui tale legislazione ha funzionato quella che era all'inizio solo una nuova tecnologia, il cinema, è diventata un'arte, un mezzo espressivo, un veicolo di cultura. Non ho mai sentito un regista così detto "cinefilo" lamentarsi del diritto d'autore in quanto impedimento alla sua creatività (dove creatività non è copiare dagli altri). Ultima modifica di naoto84 : 27-04-2008 alle 15:40. |
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#25 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
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#26 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Messaggi: 379
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Questo è stato pubblicato sul New York Times l'anno scorso: http://www.nytimes.com/2007/05/20/op...ll&oref=slogin. Proposte simili sono state avanzate anche da dirigenti della RIAA e dell'MPAA, ma al momento non riesco a trovare il link.
L'ultima estensione nella durata del copyright nrgli USA, e a catena in una serie di altri paesi, visto che gli accordi internazionali sono realizzati in modo da uniformare le durate al termine più lungo, è stata realizzata pochi anni fa perché Topolino rischiava di entrare nel pubblico dominio. Walt Disney, come dicevo, è morto da decenni, chi è che continua a guadagnare dal suo lavoro (che peraltro, spesso è stato realizzato a partire da storie e immagini entrate nel pubblico dominio)? Tempo fa ho trovato la lista dei libri più venduti negli Stati Uniti nel 1907. Non ce n'era uno il cui autore fosse ancora famoso. Se io, che ho circa trent'anni, dovessi scrivere il bestseller italiano del 2009 questo testo resterebbe "protetto" e vincolato da termini pesantissimi fino al 2130 o giù di lì. Ti sembra ragionevole? Nel 2130 probabilmente sarebbero morti pure tutti i miei ipotetici figli e chi controllerebbe il mio lavoro? Chi autorizzerebbe una eventuale ristampa se per caso qualcuno fosse di nuovo interessato? Un qualche pronipote che magari manco si ricorda di me? Il copyright come esiste adesso sta diventando un meccanismo che non protegge l'autore (o meglio, lo fa solo come effetto collaterale) ma che è pensato e modificato continuamente per proteggere gli interessi di terze parti che vincono sempre perché hanno più soldi da spendere in cause legali. Guarda Winnie-the-Pooh e la serie infinita di processi che vanno ancora avanti per un personaggio il cui autore è morto da decenni.
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So high, so low, so many things to know. Ultima modifica di Willy McBride : 27-04-2008 alle 15:45. |
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#27 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
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Però è propio così all'università o negli enti che fanno ricerca non pagano i diritti di sfruttamento di materiale protetto da copyright. Se io professore voglio mostrare ai miei alunni l'intero ciclo di opere di Spilberg lo posso fare senza che gli studenti debbano pagare il biglietto d'ingresso. Nessuna biblioteca fa pagare direttamente la fruizione di un opera, alla Sormani di Milano posso vedermi i film con tutta tranquillità oppure li posso prendere in prestito. Nel DVD c'è scritto perchè quella copia fa parte del parco vendita. |
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#28 |
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Senior Member
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Non sembra, ma è già qualcosa...
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#29 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
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E un altro. Scusa ma l'hai letto il testo linkato nel primo post?
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#30 | |
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Ma ti fermi lì? Ti ho chiesto se per te i diritti d'autore devono essere inalienabili (e quindi non possono essere contrattati, spartiti, venduti) dall'iniziale e naturale proprietario: sì o no? In tutto questo il problema per il mondo della cultura quale sarebbe? No perché a me fino ad ora è sembrato più un discorso contro chi grazie al capitale guadagna senza produrre opere... |
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#31 | |
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Senior Member
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#32 |
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#33 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
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L'AUTORE può fare ciò che vuole della sua opera, pubblicarla, non pubblicarla, concederla in esclusiva a una terza parte per un certo periodo, stabilire che le royalties siano versate a una terza persona (che però NON acquisisce diritti sull'opera). Si può eventualmente pensare a una durata minima dal momento della pubblicazione, nel caso in cui l'autore muoia improvvisamente, ma una durata minima e limitata non deve trasformarsi in una "protezione" che dura potenzialmente per 150 anni. Quote:
Nel blog di Neil Gaiman c'era un esempio molto eloquente: Lewis Carroll ha scritto Alice nel paese delle meraviglie e John Tenniel ha illustrato il libro. Su internet puoi trovare facilmente le illustrazioni di Tenniel; ti ricordano qualcosa? Certamente, se hai visto il film di Disney, perché gli animatori hanno rappresentato Alice e gli altri personaggi discostandosi pochissimo dalle illustrazioni di Tenniel che erano entrate nel dominio pubblico. Il film è del 1951 e i termini di copyright continuano ad allungarsi e il risultato è che, ad esempio, un videogioco ispirato ad Alice nel paese delle meraviglie ha dovuto rappresentare Alice in modo completamente diverso dall'originale di Lewis Carroll e dalle illustrazioni del 1865 perché altrimenti avrebbe rischiato di invischiarsi in procedimenti legali infiniti con una megacorporation, pur non facendo niente di illegale o diverso da ciò che la megacorporation ha fatto nel 1951. E questo non è che un caso, pensa solo a "The Wind Done Gone", il rifacimento di "Via col vento" dal punto di vista degli schiavi, e alle traversie legali per garantirne la pubblicazione a 65 anni dall'uscita del romanzo originale e a mezzo secolo alla morte dell'autrice originale. Per contro, Edgar Allan Poe ha scritto ha scritto "Le avventure di Gordon Pym" nel 1838 ed è morto nel 1849, e Jules Vernes ha potuto "continuarle" nel 1897 senza problemi di nessun tipo. Gli intervalli di tempo sono dello stesso ordine di grandezza, cosa è cambiato nel frattempo? Questo è un esempio: cosa rischiamo di perdere, in termini di creazione di nuove opere e di preservazione di quelle esistenti, grazie a una spirale che allunga i termini di "protezione" all'infinito? E questo perché la maggior parte di quello che viene prodotto ha un interesse tutto sommato limitato nel tempo, e la protezione che le corporation vogliono per le loro galline dalle uova d'oro, le poche cose che a decenni di distanza hanno ancora un valore commerciale, è assurdamente lunga per tutto il resto. Tutto il resto che invece può potenzialmente valere moltissimo in termini di ispirazione per nuove opere.
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So high, so low, so many things to know. Ultima modifica di Willy McBride : 27-04-2008 alle 18:08. |
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Cosa vorrebbe dire poi sotto questa tua ottica "concedere un opera in esclusiva a una terza parte per un certo periodo". Cos vuol dire concedere un'opera? Il certo periodo deve essere limitato dalla legge? E ancora: posto che tu vuoi escludere che i diritti permangono dopo la morte dell'autore... a te che ti cambia se li detiene l'autore stesso o uno a cui lui li ha venduti? Tanto il termine rimane sempre la morte del primo. Tu dipingi la situazione come se ci fosse qualcuno che scippa i diritti all'autore... mentre i diritti d'autore vengono venduti/ceduti di propria volontà. Quindi fino a prova contraria tu vuoi limitare una libertà che ora esiste: giusto/sbagliato non sto a giudicare, ma la cosa in termini oggettivi è così. Quote:
E poi perché dici sequestrare... qui sembra che il destino delle opere dell'ingegno è di essere copiate/rielaborate/continuate. Il destino dovrebbe essere quello di essere lette, capite e assimilate. I casi che citi, a parte che potrebbero costituire casi di mala giustizia come quelli dello spauracchio Disney che dovrebbe, dici tu, costringere chiunque ad evitare di prendere spunto dall'originale iconografia di Alice per non mettersi nei guai (lo dici tu che non fanno niente di illegale, allora perché te la prendi con la legge?)... a parte questo, non mi sembra che abbiano chissà quale rilevanza dal punto di vista del progresso culturale. Ripeto: prendo l'esempio del cinema, un mezzo comunicativo che ha convissuto praticamente per tutta la sua vita con il diritto d'autore. Non mi sembra che questo gli abbia impedito di diventare un'arte, di portare cultura, di fare film cinefili e citazionisti. Io questa cosa della cultura "sequestrata" non ce la vedo per niente. |
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#35 | ||||
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
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E' per questo che parlo di "infinito", perché ad intervalli regolari la durata della "protezione" continua ad allungarsi, e non c'è modo di sapere quando finirà di farlo. E ti parlo di sequestrare perché la tendenza generale è quella di consentire la protezione non solo dell'opera di ingegno in quanto tale (per intenderci, del film come sequenza di inquadrature, del testo scritto come sequenza di parole, della canzone come sequenza di note musicali) ma dell'idea stessa, dei personaggi e delle trame. Al momento c'è un processo in corso in cui J.K. Rawling e i suoi editori accusano di violazione del diritto d'autore un compendio di Harry Potter, ossia un libro in cui per ogni personaggio o luogo della serie c'è una descrizione e un breve riassunto del loro ruolo nei libri (per intenderci, come in un'enciclopedia). Non si tratta di un'edizione pirata del testo completo, anzi! le citazioni letterali sono poche e usate solo quando necessario. Il problema è che se passasse questa linea, e sono molti quelli che la propongono, si rischierebbe una violazione del diritto d'autore semplicemente raccontando a un amico la trama di un film. E figuriamoci se qualcuno provasse a pubblicare un romanzo in cui un giovane orfano va a una scuola di magia. E' la tendenza restrittiva ad ampliare l'ambito del copyright e ad allungarne i termini il più possibile ad essere il problema, non il diritto d'autore come concetto. E questa tendenza c'è perché mentre a una persona interessa relativamente di cosa accadrà ai suoi pronipoti, una società che è titolare dei diritti su qualcosa resta se stessa per sempre.
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So high, so low, so many things to know. Ultima modifica di Willy McBride : 27-04-2008 alle 18:48. |
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#36 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
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Ma a me pare che il diritto d'autore ci sia in tutto il mondo, anche in paesi mai stati fascisti *_* Ah si, lo sono segretamente . |
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#37 |
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Member
Iscritto dal: Aug 2006
Messaggi: 92
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finalmente una discussione sui diritti d'autore... ne sentivo la mancanza...
anche io vorrei forti cambiamenti nelle leggi in vigore. le cose che più mi infastidiscono sono: 1-la durata spropositata di questi diritti. tempo fa vidi un'intervista ad un nipote di pirandello (vecchio pure lui). costui si lamentava della vicina scadenza dei 70 anni dalla morte dell'autore. giuro che mi sono cadute le braccia. questo tipo ha vissuto di rendita tutta la vita ed ha tutt'ora da parte un patrimonio considerevole (tutto ciò era ben chiaro nell'intervista). ma di che c.... si lamenta? era "arrabbiato e preoccupato" per la scadenza dei 70 anni diverse generazioni di una famiglia sono vissute di rendita e adesso che non possono più continuare si sentono "privati di ciò che è loro" manco a dirlo, la cosa si è risolta così: http://liberoblog.libero.it/cultura_...o/bl5898.phtml 2-gli scarsi vantaggi degli autori (in confronto con le entrate di siae e co) le opere saranno anche protette dal plagio o dalla pirateria... ma all'autore cambia poco. la realtà è che l'apparato siae fa comodo per ben altri motivi: tassa tutto il tassabile e garantisce buone entrate. ottime cose, ma non mi si dica che ciò viene fatto per tutelare gli autori. va bene proteggere l'originalità delle opere e ostacolare la pirateria... ma non è quello che si sta facendo: qui si guadagna dalla vendita delle opere, si guadagna dalle relative tasse, si guadagna dai concerti e... si, i soldi arrivano pure dai ragazzini che scaricavano mp3 e si sono fatti beccare. imho, i casi son due: o cambiamo la legge... o le togliamo quella mashera pseudo-filantropica e ammettiamo che è solo una macchina per far soldi.
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" L'uomo è lo zimbello più facile di sé stesso, perché quello che vuole che sia vero generalmente lo ritiene vero. " Demostene - Kung Fu! |
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