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#61 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2001
Messaggi: 242
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Io pensavo ad una cosa:
una volta si "scaricava" dalla radio e si registrava sulle cassette, ora si scarica l'mp3 da Internet e si salva su supporti vari* * = OK, non è proprio la stessa cosa, perché l'audio di una radio FM registrata su quei nastri non era certo paragonabile ai dischi (vinile o cd che fosse). Anche l'mp3 non sarà il massimo, ma la differenza è molto meno marcata e ci vuole un po' di "allenamento" per distinguere la differenza con un CD (a patto d'avere un udito perfetto), soprattutto se è un mp3 con un ottimo bitrate. Oggi ci sono le radio e tv digitali. Anche su Internet. A pensarci, nella pratica, non cambia molto, rispetto un sito che "trasmette" musica/video on-demand sotto forma di file (che sia in streaming o meno). Indipendentemente dal fatto che registrare sia o meno legale e che la RIAA 2 anni fa diceva che è illegale registrare da radio digitali (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1489820), non penso ci siano grossi problemi ad autorizzare dei siti e fargli pagare i diritti come una radio, da cui ascoltare gratuitamente come si fa di solito con le radio. E in effetti c'è già qualcosa. Se un sito "trasmette" illegalmente, lo si chiude; ma certamente è molto più facile, in quanto a mezzi necessari, aprire un sito illegale (per altro "ricevibile" da tutto il mondo), che non una radio illegale. Per non parlare di emule (nel nostro paragone, sarebbe il passare la cassettina all'amico/a, con la differenza che "l'amico" qui è mezzo mondo E chi paga? Partendo dal fatto che non è che si possa lavorare e produrre gratis (voi lo fareste? Un conto farlo per hobby...), nelle radio paga la pubblicità e se è on-demand, si paga il servizio. Certo però che alle case discografiche questo non piace lo stesso, perché non è più necessario passare da loro neanche per distribuire musica e produrre CD. Allo stesso tempo chiunque, anche con poche risorse, ha viceversa la possibilità di emergere o almeno di fare ascoltare la sua musica. Il loro problema, oltre ai prezzi che molti trovano assurdi, è che c'è una rivoluzione in corso nei metodi di distribuzione e d'ascolto della musica e chiaramente loro vogliono fare i loro interessi e profitti come qualunque azienda. Un progresso in una determinata area, può rendere obsoleto qualcosa e andare contro gli interessi di chi lavorava alla vecchia maniera. E' successo più volte nella storia e pensare di arrestare il progresso IMHO è, per essere buoni, utopistico...
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Aoi sora no shita de, Kaze wa mirai ni fuku Sotto un cielo azzurro, il vento soffia verso il futuro ネガ <~ Il mio nick in katakana |
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#62 | |||||||||||
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Città: Germania
Messaggi: 26110
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Veramente l'avevo messo. Controlla pure.
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Leggi: accontentarsi è una parola che andrebbe rimossa dal vocabolario. Quote:
E non si tratta di accontentarsi di pane e cipolla, sia chiaro. Vedi sopra. Quote:
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Riduciamo le major alla fame, e dimostriamogli che se vogliono fare soldi devono RISPETTARCI. Quote:
Invece noto che la strada preferita è, invece, quella più comoda del furto, ossia dell'illegalità. Ma il bello è che, poi, ci si lamenta pure... Quote:
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Però la gente non se ne va al mercato a rubare la lattuga soltanto perché costa troppo... Quote:
x Negadrive: condivido. Vedremo come si modificherà il mercato, con la banda larga che ogni giorno diventa sempre più radicate nella nostra società.
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Per iniziare a programmare c'è solo Python con questo o quest'altro (più avanzato) libro @LinkedIn Non parlo in alcun modo a nome dell'azienda per la quale lavoro Ho poco tempo per frequentare il forum; eventualmente, contattatemi in PVT o nel mio sito. Fanboys |
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#63 | ||||||||||||
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 2202
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ma la smettiamo con le frasi fatte da mercato rionale? sti giovani d'oggi che vogliono tutto e subito peccato che ai giovani d'oggi venga offerto la metà di quello che veniva offerto ai giovani di ieri e che poi vengono a farti la predica... Quote:
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e te l'ho detto, a me la cosa fa godere da matti anche se sono uno che sta gentaglia la foraggia, essendo putrtoppo appassionato di audiovideo
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IN ANUBIS WE TRUST
Ultima modifica di fabio80 : 13-04-2008 alle 17:59. |
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#64 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: Verona
Messaggi: 2364
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Inoltre tutti sappiamo che il supporto vergine (+ custodia) ha un costo bassissimo, minore di 1 €. I costi di registrazione tenendoci larghi saranno sui 5 euro. La copertina e il librettino saranno pochi €. Tutto il resto va alla casa discografica e SIAE, correggetemi se sbaglio, mentre una piccola parte va all'autore. |
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#65 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 2202
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hai ragione in tutto, maimho i costi fisici del cd sono molto inferiori alle tue stime. il resto è margine.
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IN ANUBIS WE TRUST
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#66 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Messaggi: 16462
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Alle varie RIAA e SIAE (Societa' Italiana Autoizzata ad Estorcere
) se ne sono sempre fregati della muscia in quanto tale. Loro vogliono il controllo totale e assoluto su un bene che per sua natura non e' scarso. E finalmente la tecnologia ha rimesso l'artista al centro della attivita' creativa e questo spaventa a morte le vecchie industrie. Il problema non sono i poveri cristi che si scaricano la muscia da internet ma sono gli artisti che uno dopo l'altro faranno e fanno a meno di RIAA e soci. Questa e' la vera rivoluzione portata da internet. La musica ed i musicisti sono esisti primi della RIAA e soci, continua ad esistere oggi e continuera' ad esisteri decenni se non secoli dopo che nessuno si ricordera' piu' cos'erano RIAA/SIAE etc...
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MICROSOFT : Violating your privacy is our priority |
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#67 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2005
Città: Legnano (MI)
Messaggi: 1587
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hai perfettamente ragione.. quella che ho evidenziato in particolare è la piaga più grossa che abbiamo qui in Italia per quanto riguarda la musica.. perchè i cd costano meno in molti altri Paesi del mondo secondo voi?
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PC1: Dell M4400 (T9400/FX770M/4GB DDR2/320GB_7200rpm+500GB_5400rpm/15,4" 1920x1200 2CCFL/BT/Wifi "N"/Backlit Keyboard/VistaBus64+VistaHP64+SevenRC_64+Ubuntu9.04_64) --- PC2: Compaq SR1259IT (3000+/FX5200/1.5GB DDR/160GB+300GB/CM Real Power 450W/Edirol FA-101/Empire R1000/17" CRT NEC MultiSync FE700+/XP32) --- BB: Bold 2 9700 "Onyx" --- Amazon Kindle 3 |
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#68 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2007
Città: Mega Direttore Gran Figl. di Putt. & Lup.Mann.
Messaggi: 803
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anche se a pochissimo..guadagnerebbe un botto rispetto a ciò che gli passerebbe la mayor.
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"ne bis in idem";il ricordare il mio vissuto non mi affrancherà dal commettere sbagli....ma certamente mi impedirà di commetterne gli stessi.... |
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#69 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: Roma
Messaggi: 1363
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Semplice...rendere i contenuti indipendenti dal concetto di distribuzione legando solamente il packaging o altri servizi al prezzo rispetto al contenuto.
Il rpodotto finale sarà quindi una composizione: contenuto + servizi. I proventi del contenuto devoluti all'autore del contenuto per il periodo di tempo della sua vita creativa (non per sempre quindi). I proventi dei servizi (che possono anche essere cumulativi) ai gestori dei servizi che, controllati dallo stato, dovranno semplicemente rispettare le normali regole antitrust in modo da non formare un cartello di disyribuzione od un monopolio di fatto. Il consumatore finale quindi dovrebbe avere a disposizione la possibilità di scegliere vari prodotti: 1)contenuto 2)contenuto + servizio A 3) contenuto + servizio A + servizio B etc etc Un modello del genere se calibrato garantisce alti guadagni e bassisimi costi all'autore e un numero congruo di retribuzuone a chi gestisce i servizi (i cui costi si basano sui servizi offerti e quindi sono legati alla produttività). E' un modello cosi brutto? Non mi pare troppo diverso dal modello "distributore di latte" che c'è al nord o quello dei "gruppi d'acquisto" in giro per l'Italia.. |
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#70 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: Roma
Messaggi: 1363
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In questi frangenti farrebbe bene ricordare che il mercato online che oggi tanto si venera (leggasi amazon, leggasi ebay etc etc) nasce proprio dagli effetti della pirateria online e dalle sue "nefaste" conseguenze: ovvero la scomparsa del concetto di costi di magazzino e quant'altro. Negare ciò significa auspicare un ritorno all'epoca in cui ogni negoziante di dischi (o di libri) riversava sull'utente le incrostazioni di tutto il grappolo di commercianti che sopravviveva nella distribuzione di un titolo e che non aveva nulla a che fare con i contenuti (stesso modello della distribuzione alimentare). Non credo che esista qualcuno che desidera retribuire chi, EFFETTIVAMENTE,nella realtà di tutti i giorni, specula realmente , traendone profitto,sul lavoro di altri. |
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#71 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: Milano
Messaggi: 7523
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quanto alla ricerca, è la solita scoperta dell'acqua calda: la condivisione tra amici (di qualunque cosa) avviene dalla notte dei tempi, mi sembra pure stupido sprecare tempo e soldi per farci delle ricerche in proposito.
quanto ai commenti, vedo la solita tendenza all'italiana a svalutare il lavoro altrui (e a pagare il meno possibile, meglio se nulla), e a non considerare tutti i costi che vanno ad incidere sul prezzo finale. un cd (o un film, o quello che sia) non è (giustamente) solo il prezzo del cd, della custodia in plastica o dell'inchiostro usato per la copertina/libretto... deve tenere conto di tutti gli altri costi legati alla creazione, produzione e distribuzione di quel bene... processi in cui non sono coinvolti solo l'artista e la casa di produzione, ma un sacco di altre figure che ovviamente devono essere pagate. il fatto poi che il prezzo sia più alto che in altri paesi è da vedere alla luce del contesto italiano: la pressione fiscale è prossima al 50% per il cittadino? beh sarà così anche per l'artista o la casa discografica. Le fonti di energia hanno costi più alti che in altri paesi? mica pesano solo sul privato, pesano anche sui processi di produzione (e quindi sul prezzo finale). L'IVA è al 20% contro quella di paesi come la Spagna che per i CD la mettono al 4%? L'elenco delle cose che incidono sul prezzo finale potrebbe andare avanti a lungo. D'altra parte bisognerebbe agevolare chi sceglie di usare servizi legali: riduzione/eliminazione dei DRM per i brani acquistati legalmente, riduzione degli obblighi fiscali/amministrativi per chi decide di realizzare delle webradio o dei servizi di ascolto online (tipo deezer.com per capirci). |
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#72 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 2202
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ok, poi mi spieghi come mai play.com (dall'UK!!!!!!!!!!!!) ha dei prezz inferiori agli stores nostrani
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IN ANUBIS WE TRUST
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#73 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: Milano
Messaggi: 7523
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#74 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 2202
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anzi, è una regola generale valida in tutta europa. tutti i fattori che citi non arrivano a giustificare a volte una differenza del 100% (trasporti inclusi!!!!)
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#75 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: Milano
Messaggi: 7523
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giusto per fare qualche esempio, se vuoi creare uno store online per vendere mp3, in Italia dovrai scontrarti col costo quadruplo della connettività rispetto ad altri paesi, con la ladraggine della SIAE e con l'interminabile iter burocratico che devi seguire prima di poter aprire il tuo negozio online... è chiaro che il prezzo al consumatore risente di tutto questo (e il discorso non vale solo per i prodotti audio/video ma per qualunque altra cosa che costa di più che in altri paesi) |
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#76 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: Verona
Messaggi: 2364
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la realizzazione di un film costa milioni di euro. La realizzazione di un CD audio invece? |
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#77 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
Messaggi: 1831
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![]() Inoltre vorrei aggiungere che le case discografiche non permettono in nessun modo di ascoltare un cd prima di comprarlo,uno come fa quindi a spendere 20€ se non sa nemmeno cosa compra?
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Membro fondatore dell'Hardware Upgrade Aerospace Group Viva lo StronZio |
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#78 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 2202
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cd importati dall'america tra privati che costano meno di quelli che troviamo nei negozi? non regge da qualunque punto la rigiri quando la roba da noi costa di più è perchè ci sono persone che ci mangiano, in particolare gli importatori, e nello specifico anche la siae. è tutta una banale questione di magnarce sopra, non di forze esogene come tasse spese balzelli. non giustifichiamo sta gente io per farmi l'impinato audiovideo, ho fatto man bassa di roba dalla germania. e avrò risparmiato almeno 1500 euro! come le giustifichi ste cose? è lo stesso concetto poi mi pare ovvio che albimbominchia di 17 anni se chiedi 22 euro per un cd se lo scarica, tanto alla meglio se lo sente in metro con l'ipod e che sia 80kbpps joint stereo manco se ne accorge certo se trovasse lo stesso cd nello store al prezzo di play.com credo sarebbe diverso certo che sto paese sta diventando una tristezza. sta diventando tutto un lusso. si stava davero meglio quando si stava peggio
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#79 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
Messaggi: 744
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come ho scritto più volte altrove, oggi la primaria fonte di reddito per gli artisti sono i concerti, non certo i cd. Anzi, una forte diffusione di mp3 per loro è pure positiva, porta gente a vederli dal vivo.
questo l'hanno capito per primi i radiohead.. ma anche tantissimi gruppi emergenti che usano myspace come veicolo di promozione pubblicitaria. chi vede come fumo negli occhi il file sharing sono le case discografiche, che tra qualche anno non esisteranno più Ultima modifica di -kurgan- : 13-04-2008 alle 22:54. |
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#80 |
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Member
Iscritto dal: Feb 2004
Messaggi: 790
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ragazzi ma ve ne frega prure qualcosa di quello che le major e gli utenti moralisti dicono
![]() ma continuate a scaricare come assassini ....figuriamoci se uno deve pagare 20 euro e più per un cd... ma per favore...e no nc'è bisogno neanche di spiegarlo..se uno non capisce è inutile |
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) se ne sono sempre fregati della muscia in quanto tale. 








