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#261 | |
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Iscritto dal: Dec 2003
Città: Trento, Pisa... ultimamente il mio studio...
Messaggi: 4389
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![]() Se vuoi reiscriverti, fallo cambiando atteggiamento (in modo radicale).
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"Expedit esse deos, et, ut expedit, esse putemus" (Ovidio) Il mio "TESSORO": SuperMicro 733TQ, SuperMicro X8DAI I5520, 2x Xeon Quad E5620 Westmere, 12x Kingston 4GB DDR3 1333MHz, 4x WD 1Tb 32MB 7.2krpm
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#262 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Città: prov di NA
Messaggi: 888
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ma poi si e' capito cosa ne pensano i destri di questa uscita dei loro beniamini?
mi fate una sintesi? condannano o no? |
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#263 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
Città: Lecce - Milano
Messaggi: 598
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per la resistenza penso che sia ancora troppo presto per riscrivere la storia e ancor meno leggerla in maniera obiettiva, è ancora troppo forte il ricordo delle atrocità del fascismo per poter discuterne in maniera formale. Ma penso che prima o poi ci arriveremo, senza naturalmente dimenticare i valori fondamentali dei partigiani, valori che spesso furono infranti negli anni post-fascismo.
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"L'uomo Italiano è rimasto l'unico a "vestirsi" veramente. Non ha paura di mostrarsi vanitoso, non si vergogna a profumarsi né a pettinarsi in una certa maniera. (Tom Ford) רק אלוהים ישפוט אותי |
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#264 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
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#265 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
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non vedo cosa ci sia da condannare... se si ritiene dell'Utri colluso con la mafia non vedo per quale motivo votare il polo delle libertà. Se lo si ritiene innocente invece le dichiarazioni che ha fatto non mi sembrano eclatanti, anzi si interpretano in modo chiaro.
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#266 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
Città: AnTuDo ---------- Messaggi Totali: 10196
Messaggi: 1521
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dimmi qualcosa di eclatante, che non sia bere piscio
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“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -
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#267 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2003
Città: Pistoia
Messaggi: 4926
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Nono .. per carità non sono eclatanti... Sempre più |
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#268 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
Messaggi: 869
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Suvvia ormai è chiaro. Qui non si tratta più ne di ingenuità ne di fanatismo. Qui si tratta di volontà di aderire "al progetto Berlusconi" e quindi si avalla tutto, MA PROPRIO TUTTO quello che lui dice e propone di fare.
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#269 |
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Member
Iscritto dal: Jan 2007
Messaggi: 41
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#270 | |
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Member
Iscritto dal: Jan 2007
Messaggi: 41
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Effetto Mangano Quando in tv gli hanno chiesto: Dottor Dell'Utri, esiste la mafia?, lui ha detto: Le risponder con una frase di Luciano Liggio: se esiste l'antimafia esisterà anche la mafia. Era il 1999, alla conclusione del processo di Palermo e alla sua condanna a nove anni di reclusione per concorso esterno, mancavano ancora più di 200 udienze. Ma quella trasmissione, condotta da Michele Santoro, sarebbe stata l'unica interamente dedicata allo strano caso di un uomo a suo agio sia tra i libri antichi che tra capibastone e mammasantissima di ogni ordine e grado. Eppure davanti al tribunale che ha condannato l'ideatore di Forza Italia per essere stato il referente prima finanziario e poi politico di Cosa Nostra per anni, al contrario di quello che sostengono le difese, non si è discusso di pentiti, ma di fatti. Che emergono da intercettazioni, pedinamenti, filmati, documenti e testimonianze. Di rapporti con i boss ammessi persino dall'imputato. Ecco i principali. 5 marzo 1974 Marcello Dell'Utri si dimette dalla Sicilcassa per andare a lavorare a Milano da Silvio Berlusconi. Per lui si tratta di un ritorno. Negli anni '60 aveva già allenato una squadra di calcio sponsorizzata dal futuro Cavaliere. Adesso invece è il segretario particolare di Silvio. Cura la ristutturazione della villa di Arcore e fa assumere come fattore Vittorio Mangano. Come racconterà lui stesso, Mangano, che già conosceva, gli è stato consigliato da l'amico di una vita Gaetano Cinà: il proprietario di una lavanderia palermitana, imparentato attraverso la moglie con i boss Stefano Bontade e Mimmo Teresi. Secondo i pentiti, le intercettazioni ambientali e il tribunale che lo ha condannato a sette anni, Cinà fa parte della famiglia mafiosa di Malaspina. Mangano quando arriva a Milano è già stato tre volte in carcere. Nel 1967 era stato pure diffidato come persona pericolosa, poi era finito sotto inchiesta per reati che vanno dalla ricettazione alla tentata estorsione e nel 1972 era stato fermato in auto con un mafioso trafficante di droga. Ad Arcore, Mangano porta a scuola i figli di Berlusconi e cura la sicurezza della villa, liberando ogni sera sei grossi mastini napoletani. Siamo negli anni dei sequestri di persona. I pentiti sostengono che la funzione di Mangano, mafioso della famiglia di Porta Nuova, era quella di garantire Berlusconi dai rapimenti. Lo stesso Berlusconi ammette di aver trasferito la famiglia in Spagna per qualche mese, in seguito a una serie di minacce e un attentato avvenuto nella villa milanese di via Rovani nel maggio del '75. Il boss Francesco Di Carlo, un padrino di casa nel bel mondo palermitano, dice di aver partecipato a un incontro tra Bontade, Teresi, Cinà, Dell'Utri e Berlusconi al termine del quale si parl del ruolo di Mangano. Stando a un rapporto della Digos del 1984, Mangano rest ad Arcore due anni, durante i quali fu arrestato altre due volte per scontare condanne per truffa, porto di coltello e ricettazione. Da un foglio di dimissioni dal carcere risulta che Mangano, ancora il 6 dicembre 1975, eleggeva domicilio sempre ad Arcore, in via Villa San Martino 42. Ma nonostante gli arresti, nessuno lo licenziava. In un rapporto dei Carabinieri di Arcore del 30 dicembre 1974 si legge: Dell'Utri (...) ha chiamato Mangano pur essendo perfettamente a conoscenza (...) del suo poco corretto passato. Mangano, interrogato in aula prima della morte, avvenuta nel 2000, dirà che spesso lui e la moglie cenavano con i Berlusconi. In quei mesi, secondo i pentiti, Berlusconi comincia a versare denaro a Cosa Nostra. Un ex socio di Dell'Utri, Filippo Alberto Rapisarda, sostiene che l'intervento di Marcello servì per ridurre le pretese della mafia. Dell'Utri ammetterà di averglielo detto, ma solo per vanteria. Non saprà spiegare per perché le minacce cessarono. 1976 Mangano lascia Arcore, ma continua a gravitare su Milano. Vive all'hotel Duca di York dal quale gestirà il traffico di droga per conto della mafia. Per questo verrà arrestato nel 1980 e poi condannato. 24 ottobre 1976 Il boss Antonino Calderone festeggia il compleanno al ristorante le Colline pistoiesi di Milano. Al suo tavolo ci sono Mangano, i boss Nino e Gaetano Grado e Dell'Utri. Lo ammetterà pure Dell'Utri, anche se dirà che Mangano non gli present i commensali. 1977, estate-autunno Dell'Utri pensa di prendere un anno sabbatico per studiare teologia. Berlusconi infatti non lo vuole promuovere: Era perplesso sulle mie capacità manageriali. Così si dimette e va a lavorare da Rapisarda, un imprenditore buon conoscente dei vertici di Cosa Nostra dell'epoca e proprietario dell'Inim, in quegli anni considerato il secondo gruppo immobiliare Italiano. Già nel 1987 Rapisarda sosterrà di averlo assunto perché era sponsorizzato da Cinà uno a cui non si poteva dire di no. Nello stesso interrogatorio Rapisarda accuserà Dell'Utri di aver poi riciclato soldi di Bontade e Teresi nella Fininvest. Nonostante le pesanti affermazioni non verrà denunciato per calunnia e invece, a partire da 1988, tornerà amico di Dell'Utri. Creerà con lui quattro società immobiliari e gli presterà 2 miliardi di lire. Dell'Utri nega la sponsorizzazione di Cinà, ma ammette di aver incontrato nel '77 Rapisarda assieme a Tanino. Un giornalista amico di Cinà testimonia per che la raccomandazione ci fu. 1978-79 Dell'Utri lavora all'Inim. Ma il gruppo va in bancarotta. Rapisarda fugge latitante in Venezuela, dove è ospite dei narcos mafiosi Caruana-Cuntrera. Poi vola a Parigi utilizzando un documento intestato ad Alberto Dell'Utri, il gemello di Marcello. Nel 1997-98 da intercettazioni telefoniche disposte contro ex dipendenti di Rapisarda emergerà come all'improvviso molti di loro, in prossimità della convocazione in Procura come testimoni, abbiano ottenuto abitazioni nella berlusconiana Milano 3 (in un caso) o contratti o promesse di contratti da Pagine Utili. Per i pm è un episodio di inquinamento probatorio. 14 febbraio 1980 In un'indagine di droga viene intercettata una conversazione tra Mangano e Dell'Utri. Mangano dice di avere un affare da proporre. Dell'Utri: Questi sono bei discorsi. Poi Mangano parla di un secondo affare per il suo cavallo. Ma Dell'Utri spiega di non avere soldi e al suggerimento di chiederli al suo principale, Silvio, risponde: Iddu non sura (lui non sgancia). Infine si accordano per vedersi al solito, in via Moneta. 19 aprile 1980 Si sposa a Londra Jimmy Fauci, un pregiudicato che gestisce il narcotraffico dei Caruana. Alle nozze partecipano Di Carlo e Teresi, Cinà e Dell'Utri. È lui stesso a confermarlo sostenendo per di esserci stato portato per caso da Cinà. 1983 Secondo i pentiti, l'onorata società torna a perseguitare il Cavaliere con richieste di denaro sempre più pesanti del clan Pullarà. Berlusconi, reduce da una serie di affari immobiliari in Sardegna con il faccendiere legato alla mafia Flavio Carboni, richiama Dell'Utri alla Fininvest e, nonostante il disastro del gruppo Inim, lo promuove numero uno di Publitalia. Per i pm, non ha scelta: Dell'Utri, tramite Cinà, sigla una nuova tregua con Cosa Nostra. 1986 Stando ai pentiti, Toto Riina diventato capo dei capi dopo aver fatto fuori Bontade e i suoi uomini, scopre i rapporti dei Pullarà con Dell'Utri: indispettito per non essere stato informato, li mette da parte e affida a Cinà la gestione esclusiva di quel canale. Il suo obiettivo dicharato è agganciare Bettino Craxi e dare una lezione alla Dc, non più affidabile. Nell'87 in Sicilia si verificherà un travaso di voti. 28 novembre 1986 Scoppia un'altra bomba in via Rovani. Berlusconi chiama Dell'Utri (intercettato): È stato Mangano... una cosa > rozzissima, ma fatta con molto rispetto, quasi con affetto.... Poi dice che gli dispiacerebbe se i carabinieri, da questa roba qui, fanno una limitazione della libertà personale a lui (Mangano). Due giorni dopo Dell'Utri riceve la visita di Cinà e, con Tanino al fianco, chiama Silvio per rassicurarlo: Tanino mi ha detto che (Mangano) assolutamente è proprio da escludere. Poi ti parler di persona. Per i pentiti l'attentato faceva parte della strategia di riavvicinamento di Riina. Altre intercettazioni rivelano che Cinà da quel giorno è spesso a Milano e che per il Natale regala una cassata di 12 chili a Berlusconi. I buoni rapporti Fininvest-mafia sono poi confermati, per i pm, da un'agenda, sequestrata alla famiglia mafiosa di San Lorenzo, in cui i boss tenevano i conti. Accanto alla voce Canale 5 compare una cifra e la dicitura regalo. La mafia per non si accontenta. Punta a Craxi, non ai soldi. 17 febbraio 1988 Berlusconi chiama l'immobiliarista Renato Della Valle (intercettato): Devo mandare via i miei figli perché mi hanno fatto delle estorsioni in maniera brutta. Una cosa che mi è capitata altre volte, dieci anni fa (...) siccome mi han detto che, se entro una certa data, sei giorni, non faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio ed espongono il corpo in piazza del Duomo, allora ho deciso: li mando in America. Che cosa doveva fare Berlusconi? Perché non denunci l'accaduto? Impossibile saperlo: il premier in tribunale si avvarrà della facoltà di non rispondere. 1990, gennaio-febbraio Il gruppo torna nel mirino. A Catania avvengono una serie di attentati contro la Standa (Fininvest) e Rinascente (Fiat). La Fiat ammetterà di aver pagato per farli cessare. La Fininvest invece nega e non si costituirà parte civile al processo. Per i pm, il vero obiettivo è sempre avvicinare Craxi. Vari pentiti e un teste dicono che Dell'Utri incontr i boss Salvatore Tuccio e Nitto Santapaola per accordarsi. E a partire da quel periodo Dell'Utri risulta volare spessissimo a Catania. 1991 Mangano esce di prigione. Vuole riprendere in esclusiva il legame con Dell'Utri. Ma Riina invia il boss Tot Cancemi a dirgli di farsi da parte. Dice Cancemi: Dell'Utri inviava 200 milioni all'anno a Cinà, che tramite (i boss) Di Napoli e Ganci li dava a Riina, che li smistava alle famiglie. 1992, gennaio-febbraio Vincenzo Garraffa, senatore Pri e presidente della Pallacanestro Trapani, riceve la visita del capomafia Vincenzo Virga. Mi manda Marcello, spiega Virga venuto a reclamare 700 milioni per conto di Dell'Utri. Nel maggio 2004 il fatto è stato accertato dal Tribunale di Milano. Dell'Utri e Virga sono stati condannati a due anni per tentata estorsione. 1992, maggio-giugno L'ex dc Ezio Cartotto (sentito come teste) è ingaggiato in segreto da Dell'Utri per studiare un'iniziativa politica in previsione del crollo dei partiti amici a causa di Tangentopoli. 15 gennaio 1993 Arresto di Riina. La mafia, coi vecchi referenti politici alle corde (compreso l'agognato Craxi), pensa di fondare il partito Sicilia Libera, con i cui esponenti (risulta da agende e tabulati telefonici) Dell'Utri è in contatto. 1993, estate Bernardo Provenzano, secondo il boss Nino Giuffrè, abbondona l'idea di Sicilia Libera e stringe un patto elettorale con Dell'Utri: fine delle stragi in cambio dell'alleggerimento delle indagini, del 41 bis, e di una nuova legge sui pentiti. 12 luglio 1993 Berlusconi, racconta l'ex condirettore de "il Giornale" Federico Orlando, faxa un decalogo con la "linea" da seguire. Uno dei punti forti è l'attacco ai pentiti e al reato di associazione mafiosa. 1993, novembre Mentre Berlusconi crea Forza Italia, Dell'Utri vede Mangano a Milano (risulta dalle agende del senatore). Con l'arresto di Riina l'ostracismo nei suoi confronti è caduto. Mangano anzi è stato promosso capofamiglia di Porta Nuova. Verrà presto riarrestato e condannato all'ergastolo per omicidio e mafia. 31 dicembre 1998 Dell'Utri viene filmato dalla Dia mentre incontra un collaboratore di giustizia messinese, Pino Chiofalo, organizzatore di un complotto per screditare i pentiti che accusano il senatore e i boss. Nel film lo si vede mentre gli consegna dei regali. Chiofalo, arrestato, confessa: Dell'Utri promise di farmi ricco. 1999 Dell'Utri si candida alle europee. Una microspia capta la voce di uno stretto collaboratore di Provenzano, Carmelo Amato, mentre raccomanda più volte ai picciotti di votarlo. Per esempio il 22 maggio: Ora a questo si deve portare in Europa: Dell'Utri. Sì, qua già si stanno preparando i cristiani (i mafiosi, ndr). Anche Cinà, chiamato "zio Tano", viene intercettato. E addirittura ammette di essere un uomo d'onore: Carmelo, vedi che io sono combinato (mafioso ndr) come te, dice. 13 maggio 2001 Dell'Utri viene rieletto. Nelle intercettazioni in casa del boss Giuseppe Guttadauro si sente il capomafia dire: Con Dell'Utri bisogna parlare, anche se alle elezioni del '99 ha preso degli impegni, e poi non s'è fatto più vedere. Poi Guttadauro aggiunge che Dell'Utri si era accordato di persona con Gioacchino Capizzi, l'anziano capomandamento della Guadagna, lo stesso clan di cui facevano un tempo parte Bontade, Teresi e i fratelli Pullarà. Per Dell'Utri è il passato che ritorna. Anzi che non se ne è mai andato. di Peter Gomez e Marco Travaglio |
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#271 |
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Iscritto dal: Jan 2007
Messaggi: 41
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Riporto alcuni articoli di persone che attraverso il loro lavoro la combattono seriamente la Mafia:
Elogio all'omertà di Peter Gomez Un fatto è certo: per gli uomini di Cosa Nostra, per i loro amici, per i loro familiari, le dichiarazioni di Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi su Vittorio Mangano, suonano come un'esplicita richiesta di voto. L'elogio all'eroismo dell'ex capo della famiglia mafiosa di Porta Nuova, che negli anni '90 decise di non collaborare con la giustizia e di morire rispettando il giuramento criminale pronunciato vent'anni prima, nel sud vengono interpretate come un elogio all'omertà. A questo punto è quasi inutile chiedersi per chi si schiererà la mafia, o domandarsi quali fossero le reali intenzioni del leader del Popolo della Libertà. Più interessante è invece discutere delle responsabilità di noi giornalisti. Quanti direttori di telegiornali e di quotidiani nazionali domani nei loro editoriali ricorderanno a Berlusconi che sulla mafia non si scherza, non si straparla, non si discute? Io credo pochi, forse nessuno. Il caso Berlusconi-Mangano resterà con tutta probabilità confinato nel folklore elettorale, dimenticando che la questione mafia va affrontata non per moralismo, ma per semplice calcolo economico. La criminalità organizzata (come ha ben compreso Confidustria) ha un costo. Elevatissimo. Buona parte del sottosviluppo delle regioni del mezzogiorno è legata alla presenza delle cosche che drenano fondi pubblici e mettono i bastoni tra le ruote alle imprese. Lo dicono tutte le ricerche e lo racconta l'esperienza di ogni giorno. Forse, prima ancora di ricordare Falcone, Borsellino e le centinaia di persone uccise per mano degli amici di Mangano, sarebbe il caso di riflettere proprio su questo punto: la mafia non conviene. Ma ovviamente, a quattro giorni da un voto che potrebbe portare per terza volta Berlusconi a Palazzo Chigi, a chi dirige giornali e tv non conviene nemmeno affrontare l'argomento. Così i vari don Abbondio continueranno ad andare per la loro strada, sicuri di restare seduti sulle loro comode poltrone. Intanto in futuro ci saranno altre occasioni per parlare di mafia in convegni, commemorazioni, inchieste. E soprattutto si potrà farlo raccogliendo solo elogi, pacche sulle spalle e complimenti. Si potrà farlo, ma sarà troppo tardi. Borsellino: mi chiedo se dietro non ci sia un disegno preciso “Sono davvero sconcertanti ed inquietanti i segnali che il centrodestra sta lanciando negli ultimi giorni: Bossi vuole imbracciare le armi, Berlusconi a braccetto con dell’Utri parla dello stalliere Mangano condannato all’ergastolo per omicidio, come di un eroe. Sempre dell’Utri annuncia una revisione dei libri scolastici sulla Resistenza. Mi chiedo se dietro questa sequela di affermazioni non ci sia un messaggio rassicurante per qualcuno, magari dopo la delusione sul 41 bis”. Lo dice Rita Borsellino commentando le affermazioni di queste ore da parte del leader del Pdl, Silvio Berlusconi e di Marcello dell’Utri. “Forse – ironizza Borsellino - sarebbe il caso che i primi esami di sanità mentale si facessero ai candidati deputati e candidati premier”. Rispetto alle dichiarazioni di dell’Utri e Berlusconi, Borsellino aggiunge: “Le loro parole non solo mostrano disprezzo totale per i valori fondanti della nostra costituzione e della nostra democrazia, ma rappresentano un pericolo reale per i nostri giovani che hanno imparato ad avere come modello di eroe, uomini come Giovani Falcone, Paolo Borsellino, Pio La Torre, Piersanti Mattarella e i tanti che contro gli assassini e i mafiosi hanno speso la propria vita. In un paese democratico, in Italia, non c’è spazio per due definizioni così diverse di eroe. Perché con la mafia non si può convivere, nemmeno se un mafioso ci fa un favore e decide di non dire ciò che sa fino alla fine per tenere fede all’omertà mafiosa. Ci sono gli organi dello Stato e le Organizzazioni dell’antistato: non si può fare confusione, non si può permettere che la faccia un candidato premier, un leader di una coalizione politica”. COLLOQUIO CON ANTONIO INGROIA, PM ANTIMAFIA SPQM - Sono Pazzi Questi Magistrati di Patton Ingroia, lei è pazzo? Pazzo forse, ma di quella pazzia civile di cui sono stati affetti magistrati come Falcone, Borsellino, Caponnetto, quella pazzia civile che li ha fatti diventare vittime della loro pazzia, per la dedizione a valori come giustizia e verità che non vanno di moda nel nostro Paese. Quando si sottoporrà al prossimo controllo psichiatrico? Berlusconi vuole farvi fare i test psicoattitudinali come ai piloti d’aereo… Non vorrei che dai test psicoattitudinali si passasse ai controlli psichiatrici, e di qui ai ricoveri forzati dei magistrati, che ricordano cose di altri tempi di altri regimi. Ha mai conosciuti magistrati che continuano a lavorare dopo essere stati giudicati infermi di mente? Io no, se ci sono vengano indicati nomi e casi, sarà compito del Csm intervenire il più rapidamente possibile. Sia chiaro che i magistrati non vogliono sottrarsi a seri controlli di professionalità, ma parliamo di cose serie in modo serio. Mi preoccupa sentire definire pazzi i magistrati ed eroi i mafiosi.. Le risulta, appunto, che Mangano sia stato un eroe?
Ci sono le sentenze che dimostrano che invece era un mafioso . Come un vero eroe, Paolo Borsellino, ricordò in una famosa intervista. |
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#272 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2007
Città: GE+TO
Messaggi: 2407
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Grande eroe?? N'do (o come si scrive
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Punti fermi: Thermaltake View 31, EVGA Supernova G3 850W |
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#273 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
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#274 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
Città: Trento, Pisa... ultimamente il mio studio...
Messaggi: 4389
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Vedi di cambiare direzione, perche' non se ne puo' piu'.
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#275 |
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Iscritto dal: Nov 2005
Messaggi: 154
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spero che gli indecisi vadano a votare e non consegnino il paese in mano a queste persone, lo spero davvero
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"la scelta giusta non è sempre la più saggia,ma è quella che non porta con sè rimpianti" . pietro84 |
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#276 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
Città: Reggio Calabria -> London
Messaggi: 12112
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Quindi, alla luce di questo, le interpretazioni delle sue parole sono chiare e limpide come acqua sorgiva. Lui e Ilvio stanno tentando di riabilitare la mafia, cosa GRAVISSIMA che in uno stato civile non dovrebbe essere permessa.
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#277 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Messaggi: 863
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Aspetta aspetta... stanno ancora cercando il coraggio ma secondo me già da domani qualcuno dirà che la magistratura è politicizzata e che Dell'Utri è stato condannato ingiustamente.
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CASE:Cooler Master HAF-X-MOBO:Asrock Extreme4 Z77-CPU:Core I5 [email protected]RAM:2*4GB Corsair vengeance black-VIDEO:Sapphire 7950Vapor-X 1200/1350 day-DATA:Crucial M4 128GB-PSU: Corsair TX650-CONTROL:Logitech G5 |
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#278 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2007
Città: Naples
Messaggi: 523
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Veltroni stasera ha prontamente ricordato che è qualcosa di assurdo chiamare Mangano eroe e come la mafia,la camorra e la ndrangheta si dovrebbero annullare.
Berlusconi su ominus mercoledì ha condiviso il pensiero di Marcello Dell'Utri dicendo "ha ragione: Mangano è stato un eroe, perché eroicamente non inventò mai nulla su di me". Poi è andato da Matrix stasera,ed ha detto che Mangano non è mai stato condannato e quando Mentana lo stava interrompendo (presumo per dirgli che Mangano è stato condannatto all'ergastolo per duplice omicidio) con il suo modo strafottente ha continuato a parlare,sviando su altri argomenti e continuando per 15 minuti senza interruzioni. Ovviamente Mentana è taciuto ed ha ingoiato quello che avrebbe dovuto prontamente ricordare a silvio. Complimenti ad entrambi ![]() http://it.youtube.com/watch?v=iiKztWYcHVk http://www.repubblica.it/interstitia...al1158516.html
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Codice:
DELL'UTRI CONDANNATO A 7 ANNI IN APPELLO ►LA STAMPA ESTERA SU BERLUSCONI BLU NOTTE: Berlusconi,Dell'Utri,Mangano e la Mafia in politica [dal min 13.52] (2°parte) ►Il magistrato A.Ingroia su Berlusconi ►Craxi salva le tv dell'amico Silvio ►Berlusconi difende spudoratamente l'amico Dell'Utri (Chi è?) ►Incontro con il senatore Marcello Dell'Utri ►Berlusconi e Mafia |
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#279 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2008
Città: Milano
Messaggi: 108
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Ne prendo una a caso... Sono tanto vere queste cose che durante il governo di centrodestra e' stato reso permanente il 41 bis, e' stato trovato ed arrestato Provenzano, sono state (cosa che pochi ricordano) inasprite le pene di associazione mafiosa all'interno della famigerata legge Cirielli, che viene ricordata solo per le cose che alla propaganda di sinistra tornano utili. Queste cose Travaglio non le ricorda mai, eppure dovrebbero essere piu' importanti i fatti delle chiacchere di un pentito. |
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#280 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2004
Messaggi: 2908
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