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| Risultati sondaggio: Siete favorevoli all'invio nelle altre regioni dell'immondizia della Campania? | |||
| SI |
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45 | 20.55% |
| NO |
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174 | 79.45% |
| Votanti: 219. Non puoi votare in questo sondaggio | |||
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#281 | |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2002
Città: LA CITTA' PLURI-CAMPIONE D'ITALIA!
Messaggi: 5903
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Ma tu le incoraggi e le apprezzi. A Genova,una parte di manifestanti si è scontrata con la polizia per un motivo,condivisibile o meno dati gli eventi,spaccando cose che ancora una volta noi tutti andremo a pagare. In quel caso avevi condannato senza appelli tutti i manifestanti ed elogiato la polizia. Mi spieghi dov'è la differenza ? |
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#282 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2006
Messaggi: 5654
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#283 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2000
Città: Loreggia--Padova
Messaggi: 4854
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i campani dovrebbero prendere l'immondizia e andarla a gettare nel giardino di ogni politico campano e non lasciarla in giro per la città fintanto che non c'è la raccolta e lo smaltimento .Chissà se quando i loro politici avranno le loro case sommerse allora capiranno che non è un problema dei cittadini ma è anche un problema loro.
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I love FireFox 0.8 ......bye bye Internet Explorer. Lo so bene che è uscita l'ultima versione ! Since Nov-2003 |
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#284 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: undefined
Messaggi: 6416
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#285 | |
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Bannato
Iscritto dal: Mar 2004
Città: Galapagos Attenzione:utente flautolente,tienilo a mente
Messaggi: 29028
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ci sta tutto
Quote:
chi ha combinato casino,dove per "casino" intendo botte e danni a proprietà pubblica,sono la stragrande minoranza e per questa va presa |
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#286 |
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Bannato
Iscritto dal: Dec 2007
Città: Napoli (80123)
Messaggi: 54
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Assolutamente no!
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#287 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
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- le regioni che li ricevono abbiano effettiva capacita' di smaltirli - paghino i campani - che sia una misura straordinaria che non si debba ripetere |
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#288 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: undefined
Messaggi: 6416
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Comunque fino ad ora il sondaggio parla piuttosto chiaro...Scusate i termini diretti ma la merd@ altrui non la vuole nessuno....
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#289 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2005
Città: Castiglione Olona
Messaggi: 22640
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#290 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Messaggi: 1772
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#291 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: aversa (ce) nel senso di aversa in provincia di caserta
Messaggi: 323
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Testimonio anche la mia amarezza in questa vicenda nel registrare non solo il fallimento di istituzioni, politica (ma queste sono scontate, vero?) e società civile (evviva l'Italia, bel paese unito nelle avversità come nel festeggiare l'Italia campione del mondo), ma anche la conferma della miopia di noi italiani.
Spazzatura solo problema della Campania, che da sola ne deve venir fuori? Ne siete sicuri? Io credo che ormai sia un problema di tutta L'Italia, perchè quando in Canada, in Giappone o Vattelapesca vedono le immagini della spazzatura, non hanno la capacità di discernere campania o emilia o veneto....tutta l'Italia è spazzatura. E tra poco, cari italiani, non saranno solo i prodotti campani ad essere rinnegati, ma - e aggiungo giustamente perchè lo meritiamo - i prodotti di tutta l'Italia all'estero. Meditate gente, meditate...
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#292 |
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Member
Iscritto dal: Nov 2004
Città: Vicenza
Messaggi: 297
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Mi dispiace ma tristemente gran parte dei napoletani si merita questi politici, D'alessio e compagnia bella ..di quanto è bella napoli...ecc ecc...cioè ci si lamenta della spazzatura e di questo? ma va va
Quel silenzio (in)dolente dei puri Scritto da Mariano Maugeri da il Sole24ore, 12-01-2008 "Sabores y aromas", recita un delizioso libretto in carta patinata per i turisti spagnoli conservato in una stanza della Prefettura di Napoli, l'avamposto delle» Stato dei superpoliziotti e dell'esercito. Con una postilla che recita: «Todo ello es possible gracias al los esfuerzos de la Regiòn Campania, que considera fundamental para el desarollo la valorizaciòn de los bienes culturales, artisticos, paisajisticos y ambientales». Pronunciato in spagnolo, il cedimento strutturale della società politica napoletana e di pezzi consistenti di quella regionale assume una connotazione sinistra, quella parolina che scioccò il lìder maximo Fidel Castro quando apprese che in italiano avesse due significati opposti: il fronte politico progressista e una persona o cosa da temere. "Se è così non vincerete mai!", esclamò il dittatore cubano. Sabores y aromas ha il retrogusto acre e irritante dei biogas che si levano dalla discarica di Pianura, delle colonne di fumo alimentate dai fuochi della monnezza, dai miasmi generati dalla decomposizione di un sistema di potere che ha lacerato irreparabilmente la fragile trama del tessuto connettivo campano. Mai nella storia d'Italia la fermentazione di materiale organico indispensabile per la sopravvivenza dell'uomo aveva superato in corrosività i lacrimogeni degli scontri di piazza e il napalm rovesciato sui campi di battaglia. Solo a Vancimuglio, nel '97, l'odore di sterco irrorato dagli allevatori padani in difesa delle quote latte come arma di offesa sui celerini del Sud era stato altrettanto dissacrante. Ma quella era una rivolta disperata che si spense con la firma di un accordo dopo convulsioni durate qualche settimana. Qui no. Il decano dei filosofi, Aldo Masullo, l'unico che gli stessi intellettuali fregiano unanimemente del titolo di libero dal patto di potere leonino che ha fagocitato tutto e da tutti, opposizione politica compresa, quella della monnezza l'ha ribattezzata «la guerra dei 14 anni». E, citando Polibio, accusa i politici di alto tradimento: «Compito della politica è prevedere e provvedere. A Napoli, invece, è stata cieca e inerte». Da anni Masullo ripeteva la celebre invettiva di Cicerone a Catilina: «Fino a quando abuserai della nostra pazienza?». Una frase che avrebbero potuto pronunciare molti borghesi napoletani. Retorico citare i predecessori illustri di questa categoria sociale, che orami declina da Nord a Sud, sempre più afasica, fiacca, in perenne astinenza di slanci altruistici senza i quali chi ci ha preceduto non avrebbe sconfitto tirannie, combattuto guerre, rivendicato diritti e doveri. Marco Rossi Doria, figlio dell'economista meridionalista Manlio, maestro di scuola elementare a Parigi, Los Angeles e Nairobi e poi nei quartieri ghetto di Napoli, si candidò a sindaco nel 2006 con uno slogan coniato da suo padre: «Abbiamo il dovere di consegnare ai nostri figli un mondo migliore di quello che abbiamo ereditato». Durante la campagna elettorale, i napoletani di sinistra, ma pure molti di destra, lo toccano e lo abbracciano come se fosse San Gennaro: «Finalmente l'uomo giusto: i Ds sono finiti. Tu sei il futuro di Napoli», gli ripetono fino alla nausea. A urne capovolte, Rossi-Doria, candidato a furor di popolo dal movimento spontaneo «Decidiamo insieme», non racimolerà neppure i consensi necessari per entrare in Consiglio comunale. Racconta: «Questa è una città con il complesso del vicereame: pretendono un monarca, non un sindaco. Gli elettori vengono giudicati solo in base a due categorie: fedeltà o tradimento. Era così con Pomicino, Gava ed è stato così con Bassolino». Monarchici e anarchici, si diceva ai tempi di Lauro. E basta intrufolarsi per i vicoli dei quartieri spagnoli che in questi giorni di dramma monnezza sono puliti come le strade di Singapore, per scovare due fratelli tappezzieri di 60 e 57 anni che inneggiano ancora al comandante Lauro «nostro signore e padrone», dicono inchinandosi in segno di rispetto. Sabores y aromas, come le parole affilate di Mariano D' Antonio, decano degli economisti napoletani, che legge la pretesa purezza della cultura comunista con le categorie economiche. Bassolino e i suoi hanno fallito perché sono stati portatori di una cultura top and down e non bottom up, che teorizza la mobilitazione dal basso e una concezione laica nelle relazioni umane, la valorizzazione delle professionalità altrui e il sacrosanto rispetto delle regole. Le regole di chi? L'estensore del piano regolatore di Napoli, l'urbanista e comunista Vezio de Lucia, nella nota di accompagnamento del documento urbanistico tacciava di simonìa - praticamente di empietà - i portatori di altre visioni urbanistiche. Come dire: i puri siamo noi. Discorsi ripetuti ossessivamente da Rosetta Jervolino e Rocco Papa, prima assessore all'Urbanistica, poi vicesindaco,infine presidente di Bagnoli-futura: «L'alternativa a Bassolino sono i camorristi». La visione del palazzo d'Inverno assediato dalla camorra è un'iconografia cara ai comunisti napoletani, che invece di includere hanno escluso via via pezzi consistenti di società civile dalla gestione politica. Unico mezzo consentito: la cooptazione. Pure il sociologo Amato Lamberti, inventore dell'Osservatorio sulla camorra e per due mandati presidente della Provincia di Napoli, fu chiamato a sé dai puri. Ma un cervello ben allenato lo ha affrancato dai pregiudizi: «Qui tutti citano la camorra, ma la grande emergenza di Napoli è l'illegalità. Forse pochi sanno che il 39% dei napoletani è pregiudicato. I reati più diffusi: abusivismo, denunce per blocchi stradali, gestione di esercizi commerciali senza licenza. Il 72% dei garagisti è pregiudicato. E forse si può intuire il perché. Le piccole, grandi illegalità tagliano trasversalmente tutta la società. I dipendenti negli studi di avvocati e dentisti sono in nero. E rarissimamente i loro datori di lavoro rilasciano ai clienti una ricevuta fiscale. Insomma, è completamente saltato il confine tra legalità e illegalità. Ci vorrebbe un controllo feroce. Ma nessuno se ne vuol far carico. Tantomeno la politica, che se scegliesse la linea della legalità a tutti i costi rimarrebbe a secco di voti». Si bussa alla porta del politico per chiedere continuamente favori. Gli si chiede di intercedere per cancellare la multa, di spingere la pratica di sanatoria edilizia, di massaggiare un ufficio per il rilascio di una licenza. E se un consigliere comunale si rifiuta. Allora viene bollato come «nun è buono», che equivale a un invito a cambiare mestiere. Sabores y aromas. Come quello del cimitero di Poggioreale, dove si pagano mazzette per ottenere un loculo, e dove i gran cerimonieri delle confraternite liberano le piccionaie di morti inumati da appena un anno perché il piano regolatore dei cimiteri è fermo da decenni e il forno crematorio di cui è dotata ogni città civile a Napoli non si può fare perché la camorra di Secondigliano lo vivrebbe come uno sgarbo. C'è voluta un'inchiesta del Sole-24 Ore per costringere il consiglio comunale a portare da 18 a 36 mesi il limite minimo per svuotare le bare dal giorno della morte. E così si ripuliscono cadaveri in putrefazione all'aria aperta con la naturalezza di un giardiniere che concima i fiori. Cadaveri e sacchetti di spazzatura che macerano ai piedi del Vesuvio e sotto il cielo livido del golfo di Napoli. Sabores y aromas. Di monnezza e di morte.
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit) Ultima modifica di indelebile : 13-01-2008 alle 09:10. |
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#293 |
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Iscritto dal: Aug 2002
Messaggi: 1334
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Pigliatela con la cammora per i rifiuti tossici, è tutta un'altra questione. Lì i campani pensino ad accettare inceneritori e discariche, invece di mandare la loro munnezza in giro per l'Italia con scuse come la tua.
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#294 | |
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Member
Iscritto dal: Nov 2004
Città: Vicenza
Messaggi: 297
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit) |
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#295 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Messaggi: 1772
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e mo ci date un calcio nel culo? |
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#296 | |
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Messaggi: n/a
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ma che cavolo stai dicendo, mica sono venuti al nord per amor di patria ma non avevano che mangiare. Sempre sta storia tirate fuori. Ma smettetela per favorecon tutti i soldi che si sono mandati al sud poi per evitare queste cose... un esempio lampante. Gli stabilimenti Fiat di Tychy in Polonia son superiori agli stabilimenti di Pomigliano D'Arco dove assemblano ottime macchine Grazie a Dio il Friuli Venezia Giulia non ha voluto l'immondizia campana, pur avendo un termovalorizzatore che funziona bene. Ogni regione deve stoccare l'immondizia da se (ognuno si pulisca la propria cacca), se non riuscite a stoccarla vuol dire che morirete tra i rifiuti. |
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#297 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Messaggi: 1334
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Le svariate volte che regioni del Nord hanno bruciato la munnezza campana ti sembrano un calcio in culo? Le discariche abusive e la camorra sono un fenomeno terribile che va combattuto, ma non c'entra niente con gli inceneritori e le discariche legali. In tutte le regioni d'Italia ci sono, solo in Campania ci sono i comitati notutto che rompono le palle: direi che è decisamente intollerabile. Buona parte delle responsabilità di questa emergenza li hanno i comitati notutto che creano sempre difficoltà alla realizzazione di infrastrutture necessarie. I soldi sono stati dati, se poi non si vogliono realizzare le infrastrutture non vedo perché la munnezza della Campania debba essere spedita in altre parti d'Italia, per l'ennesima volta fra l'altro. Fra l'altro vedo davvero pochi campani fare un po' di "autocritica": quasi tutti danno la colpa alla camorra, allo Stato che non c'è, alle cattivissime aziende del nord... Sempre colpa degli altri insomma. |
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#298 | |
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Bannato
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#299 | ||
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Senior Member
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Dovete essere voi a tirarvi fuori dall'emergenza, da soli, perchè dovete imparare che ogni vostra azione ha una conseguenza. Quote:
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ciao |
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#300 | |
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Bannato
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BeneNapoletaniAvantiCosì. (cit.) |
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ma che cavolo stai dicendo, mica sono venuti al nord per amor di patria ma non avevano che mangiare. Sempre sta storia tirate fuori. Ma smettetela per favore








