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I CARISMI E LE GRAZIE DELLO SPIRITO SANTO
"CREDIAMO AI CARISMI E ALLE GRAZIE DELLO SPIRITO SANTO NELLA VITA DEI CRISTIANI CHE, NELL'ESERCIZIO DEL SACERDOZIO UNIVERSALE DEI CREDENTI, SI MANIFESTANO PER L'EDIFICAZIONE, L'ESORTAZIONE E LA CONSOLAZIONE DELLA COMUNITÀ CRISTIANA E, CONSEGUENTEMENTE, DELLA SOCIETÀ UMANA" (I CORINZI 12:4-11; GALATI 5:22; EBREI 13:15; ROMANI 12:1). Il termine "carisma" è usato nel Nuovo Testamento con il significato di capacità, facoltà ricevuta come conseguenza della grazia divina. I carismi sono distribuiti dallo Spirito Santo "a ciascuno in particolare come Egli vuole" e la loro manifestazione è data "per l'utile comune" . In I Corinzi 12:8-11, viene fornito l'elenco dei "carismi" che sono suddivisi in tre classi: a. Quelli relativi alla conoscenza soprannaturale: parola di sapienza, parola di conoscenza e discernimento degli spiriti; b. Quelli relativi alle azioni soprannaturali: fede, potenza d'operare miracoli e doni di guarigione; c. Quelli relativi alla parola soprannaturale: profezia, lingue ed interpretazione delle lingue. I carismi si manifestano nella comunità cristiana "per l'edificazione, l'esortazione e la consolazione" e vengono distribuiti dallo Spirito Santo ad alcuni credenti nell'esercizio del sacerdozio universale, in quanto crediamo che nel culto della comunità cristiana ognuno, guidato e ripieno dello Spirito Santo, può essere uno strumento usato da Dio per la benedizione degli altri. Con l'espressione "grazie dello Spirito Santo" si intende particolarmente quello che nel Nuovo Testamento è definito il "frutto dello Spirito", così come è descritto nell'epistola ai Galati (5:22). Si tratta della manifestazione del carattere di Cristo, riprodotto dallo Spirito Santo nella vita del credente che si dispone da parte sua a manifestare "ogni premura" perché queste grazie abbondino. I carismi e le grazie dello Spirito Santo testimoniano quindi, anche nell'ambito della società, dell'efficacia dell'opera di Cristo nella vita di quanti credono ed accettano per fede le promesse di "Tutto l'Evangelo". "CREDIAMO AI MINISTERI DEL SIGNORE GLORIFICATO, QUALI STRUMENTI AUTOREVOLI DI GUIDA, D'INSEGNAMENTO, DI EDIFICAZIONE E DI SERVIZIO NELLA COMUNITÀ CRISTIANA, RIFUGGENDO DA QUALSIASI FORMA GERARCHICA" (EFESINI 1:22, 23; 4:11-13; 5:23; COLOSSESI 1:18). Mettendo in evidenza il sacerdozio universale dei credenti, in quanto tutti coloro che hanno accettato Cristo per fede ed ubbidiscono a "Tutto l'Evangelo", sono membri del corpo universale di Cristo e svolgono funzioni differenti "secondo la grazia che... è stata data" , la Sacra Scrittura insegna che il Signore glorificato ha dato "gli uni come apostoli; gli altri, come profeti; gli altri, come evangelisti, gli altri come pastori e dottori" , quali strumenti di guida, d'insegnamento, di elevazione e di servizio per l'evangelizzazione del mondo, l'adorazione rivolta a Dio in Spirito e verità e l'edificazione del corpo di Cristo. Crediamo, però, che tali ministeri, come anche i carismi, esercitati dai credenti non vadano usati come titolo di distinzione personale, affinché tutta la gloria torni al Signore che li ha distribuiti per mezzo del Suo Spirito. In Romani 12:6, vengono indicati altri ministeri, generalmente definiti di carattere pratico, vale a dire l'esortazione, il dare, la presidenza e il ministerio pratico del diaconato . I termini biblici "anziano", "pastore" e "vescovo" nel Nuovo Testamento non risultano essere dei titoli, ma qualificazioni dello stesso ministerio di responsabilità o di guida spirituale della comunità locale e già nella Chiesa del primo secolo esprimevano rispettivamente i concetti di maturità, cura delle anime, predicazione e sorveglianza spirituale dei credenti. La suddivisione fra clero e laicato in seno al Cristianesimo è sorta dopo il terzo secolo ed ha separato impropriamente i ministri dal popolo introducendo un ordine gerarchico. Questa distinzione, però, è totalmente in contrasto con il concetto biblico del sacerdozio universale dei credenti. Prima di allora ogni comunità cristiana locale era governata spiritualmente da un consiglio di "anziani", i quali singolarmente o collettivamente, secondo il ministerio affidato loro dal Signore glorificato, assumevano la responsabilità della presidenza, della predicazione e della cura delle anime. Per questa ragione riteniamo che l'esercizio del ministerio cristiano si esprima con la vocazione divina ed il riconoscimento di essa da parte delle chiese. Questo non costituisce, però, uno stato diverso da quello proprio del sacerdozio universale dei credenti.
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"CREDIAMO ALL'ATTUALITÀ E ALLA VALIDITÀ DELLE DELIBERAZIONI DEL CONCILIO DI GERUSALEMME, RIPORTATE IN ATTI 15:28, 29; 16:4".
Il primo Concilio o Convegno della Chiesa Cristiana, ponendo termine alla controversia tra Giudei e pagani convertiti al cristianesimo sull'obbligo di osservare la legge cerimoniale dell'Antico Testamento, stabilì, una volta per sempre, la necessità di "astenersi dalle cose sacrificate agli idoli, dal sangue, dalle cose soffocate, e dalla fornicazione". La suddetta decisione proposta da Giacomo, condivisa da tutti dopo la conferma dello Spirito Santo, aveva lo scopo di sancire l'assoluta separazione dei cristiani da qualsiasi forma di culto pagano, immorale e idolatrico, e la validità dell'ingiunzione divina rivolta a Noè di non mangiare il sangue di animali, prima ancora dell'istituzione della Legge per ragioni di carattere tipologico e spirituale. "CREDIAMO ALLA RISURREZIONE DEI MORTI, ALLA CONDANNA DEI REPROBI E ALLA GLORIFICAZIONE DEI REDENTI, I QUALI HANNO PERSEVERATO NELLA FEDE FINO ALLA FINE" (ATTI 24:15; MATTEO 25:46; 24:12, 13). In tutta la Sacra Scrittura il termine "morte" non significa mai estinzione dell'essere, ma separazione. Per risurrezione quindi, s'intende la ricostituzione dell'uomo in forma incorruttibile, negli elementi che costituiscono il suo "intero essere... lo spirito, l'anima e il corpo" . Questa risurrezione, secondo la Bibbia è universale, anche se, nel piano di Dio, avviene in tempi diversi . La Scrittura non insegna assolutamente l'estinzione dell'essere degl'increduli, né che Dio annulla l'esercizio della libera volontà dell'individuo nell'accettare o nel rigettare Cristo e quindi, di conseguenza ogni individuo è responsabile delle proprie scelte. Ecco perché nella Scrittura v'è un esplicito appello alla vita di santificazione e alla perseveranza finale. Coloro che hanno accettato Cristo ed hanno ubbidito alla Sua Parola risorgeranno in "risurrezione di vita", infatti "beato e santo è colui che partecipa alla prima risurrezione", e gli altri in "risurrezione di giudizio" . I primi godranno appieno la "vita eterna" con Dio; gli altri la separazione eterna da Lui. "CELEBRIAMO IL BATTESIMO IN ACQUA PER IMMERSIONE, NEL NOME DEL PADRE E DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO, PER COLORO CHE FANNO PROFESSIONE DELLA PROPRIA FEDE NEL SIGNORE GESÙ CRISTO COME LORO PERSONALE SALVATORE" (MATTEO 28:18, 19; ATTI 2:38; 8:12). Il culto della Chiesa dell'era apostolica, secondo quanto appare nel Nuovo Testamento, non seguiva uno schema liturgico formale e rigido, ma esso consisteva nel canto comunitario, nella preghiera spontanea, nella lettura delle Sacre Scritture, nella predicazione della Parola, con testimonianze, esercizio dei carismi dello Spirito Santo e raccolta delle offerte per l'aiuto da offrire ai bisognosi e per sostenere la diffusione del messaggio cristiano. Nell'ambito della celebrazione del culto a Dio "in ispirito e verità", venivano amministrati i due ordinamenti lasciati direttamente da Cristo agli apostoli: "il battesimo in acqua" per immersione e la "cena del Signore". Questi due ordinamenti sono rispettivamente, la testimonianza dell'opera che Cristo compie nel credente che pone in Lui tutta la sua fiducia e il ricordo della morte del Signore celebrato con gratitudine. Il battesimo, secondo la Sacra Scrittura, consiste in una sola immersione totale del credente che si è ravveduto dei propri peccati ed ha accettato Cristo come personale Salvatore e Signore, dichiarandosi disposto a camminare con Lui in "novità di vita" . Il battesimo è amministrato secondo la formula stabilita da Cristo stesso quando disse ai Suoi discepoli: "Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, insegnando loro d'osservare tutte quante le cose che io v'ho comandato" . Tutti i riferimenti che si trovano nel Libro degli Atti degli Apostoli, riguardanti il "battesimo nel nome di Gesù Cristo" , non si riferiscono alla formula battesimale, ma unicamente all'accettazione del battesimo come è stato istituito da Gesù e amministrato in ubbidienza al Suo ordine. Il battesimo in acqua è una testimonianza simbolica dell'unione del credente con Dio, come evidenza del ravvedimento manifestato e della nuova nascita sperimentata per la fede in Cristo, secondo l'Evangelo.
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"CELEBRIAMO LA CENA DEL SIGNORE O SANTA CENA, SOTTO LE DUE SPECIE DEL PANE E DEL VINO, RAMMEMORANDO COSÌ LA MORTE DEL SIGNORE ED ANNUNZIANDONE IL RITORNO, AMMINISTRATA A CHIUNQUE SIA STATO BATTEZZATO SECONDO LE REGOLE DELL'EVANGELO E VIVE UNA VITA DEGNA E SANTA DAVANTI A DIO E ALLA SOCIETÀ" (I CORINZI 11:26-29; LUCA 22:19).
La Cena del Signore consiste negli elementi del pane e del vino, ed è l'espressione della nostra comunione con le virtù del sangue e del corpo del nostro Signore Gesù Cristo . È inoltre un memoriale della Sua sofferenza e della Sua morte ; nonché un annuncio del Suo ritorno . Ad essa partecipano tutti i credenti battezzati in acqua secondo le regole dell'Evangelo e che testimoniano, con una vita trasformata, della loro unione con Cristo. La transustanziazione, ovvero l'opinione secondo cui il pane e il vino cambierebbero sostanza, è in contrasto con tutto l'insegnamento della Sacra Scrittura, nonché con la natura stessa dell'ordinamento lasciato dal Signore Gesù. Il Nuovo Testamento sottolinea la necessità di una partecipazione degna alla Cena del Signore, richiedendo, da parte del credente, un genuino ravvedimento da eventuali atteggiamenti errati nei confronti di Dio o del prossimo "Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore" . Il ravvedimento implica la confessione privata e diretta a Dio stesso. Infatti, è esplicitamente affermato nelle Sacre Scritture: "Se alcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre, cioè Gesù Cristo, il giusto; ed egli è la propiziazione per i nostri peccati" ; "poiché vi è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù, uomo" . NOTE CONCLUSIVE: Questi lineamenti dottrinali danno un'indicazione di carattere generale sugli articoli della nostra fede, ma, per approfondire gli argomenti, potranno essere consultati altri testi editi dalle "Assemblee di Dio in Italia" come: * Le Dottrine della Bibbia. * Quel che crediamo e chi siamo. * Il Battesimo, perché? * Il Battesimo nello Spirito Santo. * Il Frutto dello Spirito. * I Doni dello Spirito Santo. Si ritiene opportuno inoltre inserire una precisazione che definisce ulteriormente la specifica posizione assunta dalle nostre Chiese nei confronti dei vari movimenti di indefinita natura pentecostale. Le "Assemblee di Dio in Italia", nell'attuale momento di diffusione di numerosi movimenti neo-pentecostali, carismatici e, più genericamente, di natura ecumenica e sincretistica, i quali sostengono di richiamarsi direttamente o indirettamente al risveglio pentecostale sorto al principio del Novecento, precisano, senza voler alimentare sterili polemiche, i termini della loro posizione dottrinale e pratica. LE "ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA": RIAFFERMANO La propria fedeltà unicamente e totalmente alla Rivelazione divina, quale espressa nelle Sacre Scritture: la Bibbia; RIBADISCONO a. La realtà e l'attualità dell'opera dello Spirito Santo, come descritta nel Nuovo Testamento e sperimentata dalla Chiesa dell'era apostolica, che include: 1. L'adorazione, "in ispirito e verità", dell'unico vero Dio attraverso il solo Mediatore Gesù Cristo; 2. Il riconoscimento del Signore Gesù Cristo, nei secoli, come unico, supremo Capo della Chiesa, che governa direttamente, mediante lo Spirito Santo, la vita di ogni credente; della Sua nascita verginale, della Sua opera redentrice, della Sua risurrezione e ascensione; 3. L'unità della Chiesa, come corpo mistico di Gesù Cristo, costituita da tutti i credenti, rigenerati dallo Spirito Santo, che trascende ogni chiesa o movimento comunque organizzati, in quanto nessuna struttura esistente sulla terra rappresenta unicamente ed appieno il corpo mistico di Cristo; 4. L'esperienza del ravvedimento e la Salvezza per grazia mediante la sola fede in Cristo; 5. Il battesimo in acqua, cioè l'immersione dei credenti, nel nome delle tre Persone divine: Padre, Figlio e Spirito Santo; 6. Il battesimo nello Spirito Santo, che si manifesta con il segno iniziale della glossolalia (parlare in altre lingue) e, praticamente, con una vita di progressiva santificazione, nell'ubbidienza a tutta la verità delle Sacre Scritture, nella potenza per l'annuncio di tutto l'Evangelo al mondo; 7. I carismi e le grazie dello Spirito Santo nella vita dei credenti che, nell'esercizio del sacerdozio universale, si manifestano per l'edificazione, l'esortazione e la consolazione della Comunità Cristiana, e conseguentemente, della società umana; 8. I ministeri del Signore glorificato, quali strumenti d'insegnamento, di elevazione e di servizio nella Comunità Cristiana, rifuggendo da qualsiasi forma gerarchica; 9. L'annuncio del ritorno del Signore: la risurrezione dei credenti, la traslazione della Sua Chiesa e l'instaurazione, con potenza e gloria, del Suo Regno di giustizia. LE "ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA": RICONOSCENDO La vasta opera dello Spirito Santo, che oggi si manifesta nel mondo, certi che lo Spirito di Dio "guiderà in tutta la verità" quanti ne consentiranno l'opera, ritengono di non poter condividere quanto non appare manifestatamente biblico in dottrina, metodi e condotta; RIPONGONO La propria fiducia in Dio che adempirà il Suo piano secondo la Sua sapienza sovrana e, RIAFFERMANO La volontà di rimanere fedeli a "Tutto l'Evangelo", evitando, tuttavia, gli estremi sia di un esclusivismo settario, sia di una posizione ecumenica che comprometta i sani e fondamentali princìpi dottrinali del Nuovo Testamento.
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"Nel nostro Signore Cristo Gesù abbiamo la libertà d’accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui" (Efesini 3:12) "Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me…" (Giovanni 14:6) “..in nessun altro è la salvezza; poiché non vi è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi possiamo essere salvati.” (Atti 4:12) "…poiché v’è un solo Dio, ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù.." (I Timoteo 2:5).
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eh, lo so, ma in ogni caso Maria rimane la Madre di Gesù. è una figura citata nella Bibbia.
Ultima modifica di johannes : 06-01-2008 alle 11:56. |
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