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#201 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 1999
Città: Roppongi
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Nessuno nega che gia' ci fossero problemi di questo genere, tuttavia a questi se ne sono aggiunti altri, e nessuno ha preso il posto di altri. Semplicemente ora si e' arrivati al limite.....quel limite che , mi dispiace per te, non e' mai stato toccato prima....
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Chieftec CI-01B-OP - RYZEN 7 2700x, Mugen 5 PCGH Edition, Asrock B450M Steel Legend - Corsair Vengeance LPX , 32 GB (2 X 16 GB), DDR4, 3200 MHz, C16 XMP 2.0 - ssd nvme OCZ RVD-400 :corsair CX550M - Gigabyte Radeon RX 470 G1 Gaming 4GB - Samsung SN-506BB Blu-ray slim. Ultima modifica di kintaro oe : 04-11-2007 alle 19:15. |
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#202 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Messaggi: 369
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Intanto però a regime c'è la bossi-fini e i risultati sono stati quei 700mila fuorilegge condonati già dal precedente governo, alla faccia del "vanno espulsi e accompagnati a casa"... |
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#203 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2000
Città: Roma
Messaggi: 1786
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I condonati erano quelli che avevano trovato un lavoro e s'erano sistemati (altro che fuorilegge), sarebbe stato giusto rispedirli a casa?
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La mia config: Asus Z170 Pro gaming, Intel i5 6600k @4.5Ghz, cooler master 212x, corsair vengeance 8Gb ddr4 2133, SSD sandisk ultra II 480Gb, Gainward GTX960 4Gb, Soundblaster Z, DVD-RW, ali Corsair CX750M, Case Thermaltake Suppressor F31 |
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#204 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Nov 2007
Messaggi: 0
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al comma 2, l’ultimo periodo è sostituito dal seguente: «Non è ammesso in Italia lo straniero che non soddisfi tali requisiti o che sia considerato una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi con i quali l’Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressone dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone o che risulti condannato, anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per reati previsti dall’articolo 380, commi 1 e 2, del codice di procedura penale ovvero per reati inerenti gli stupefacenti, la libertà sessuale, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’emigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite Ultima modifica di SoraLella : 04-11-2007 alle 19:21. |
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#205 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 1999
Città: Roppongi
Messaggi: 1582
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Quei 700000 non erano fuorilegge, avevano un lavoro, e grazie alla regolarizzazione pagano le tasse e versano i contributi. Ah, e' meglio quello che hanno fatto i tuoi beniamini, facciamone entrare a fiotte senza nessuna regolarizzazione, cosi' aumentano i disperati costretti al lavoro nero e alla delinquenza... Quote:
http://www.dizionario-italiano.it/di...emma=straniero 1 agg di un'altra nazione, di un altro Paese 2 sm chi appartiene a un'altra nazione Non penso ci siano dubbi su questo, non ci sono distinzioni particolari...
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#206 | ||
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Junior Member
Iscritto dal: Nov 2007
Messaggi: 0
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Mi pare che ce ne siano stati molti..tabaccai uccisi, gioiellieri, rapine in villa finite male...il "limite" mi pare sia stato valicato da tempo e un pò da tutti. Sia chiaro il mio pensiero: troviamo una soluzione per tutti non solo per i romeni delinquenti altrimenti rischiamno un altro pastroccio made in Italy Ultima modifica di SoraLella : 04-11-2007 alle 19:22. |
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#207 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Messaggi: 369
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Pare che anche gli amiconi della lega la pensassero così*. Allora come fai contemporaneamente a dire di voler mandare a casa chi ha violato le leggi o non ha un lavoro, e poi di regolarizzarne 700mila per poi proporgli anche diritto di voto, il tutto senza tradire nemmeno una risata? Una faccia di gomma appunto. * Parentesi: io sono d'accordo col fatto che i lavoratori debbano rimanere in italia, non lo è invece chi sputa certe sentenze sulla (presunta) legalità e chi fissa delle quote di immigrazione regolare così basse per poi inginocchiarsi al fatto che dove c'è lavoro la gente entra comunque... |
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#208 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 1999
Città: Roppongi
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Le soluzioni ci sono, solo che sono quei provvedimenti che questo governo , in particolar modo l'estrema sinistra ha osteggiato, che non ha mai voluto prendere in considerazione. Hanno una bella patata bollente per le mani.... O prendere provvedimenti che la dx invocava da tempo, o subire la piazza e bruciarsi il sedere perdendo ulteriori consensi. Ma lo sai che di fronte a questa sinistra sono arrivato ad apprezzare enormemente Zapatero? Me lo avessero detto qualche anno fa gli avrei riso in faccia...
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#209 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Messaggi: 369
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Chi è costratto a lavorare in nero sono quelli che entrano in regime di basse quote immigratorie, come appunto successe negli anni passati. I 700mila regolarizzati non erano previsti, sono stati un'inevitabile resa alle conseguenza che ciò ha comportato. Nessuno ne fa "entrare a fiotte" di irregolari... ciò che stabilisci a tavolino le quote di lavorratori regolari. |
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#210 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 1999
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Mi dispiace che in quell'occasione la DX ti abbia deluso, che non sia stata abbastanza di DX.... e che sia stata in grado di proporre e approvare una legge che, mi dispiace, non ho mai sentito uscire da una bocca di un deputato o senatore di sx. Quote:
Ne entrano pochi, piu' irregolari.....piu' lavoro in nero..... Ne entrano tanti, meno irregolari.....meno lavoro in nero..... I tuoi ragionamenti fanno a botte persino con la logica.... Asp... cosa leggo ? Le 700mila regolarizzazioni non erano previsti ? Cioe' il testo della legge che diceva che per essere regolarizzati ci voleva un documento del datore di lavoro dove diceva di assumeretal tizio, e' stato scritto senza sapere le sue conseguenze ? Vorresti farlo passare come fosse un'errore ortografico ? Un'inevitabile resa alla conseguenza?
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#211 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Messaggi: 369
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http://www.lavoce.info/articoli/-imm...agina2294.html Tre segnali sull'immigrazione di Tito Boeri 24.07.2006 Ampliando le quote, liberalizzando i flussi di lavoratori dai nuovi stati membri e non chiedendo la restituzione del bonus bebè, il governo ha voluto lanciare tre messaggi importanti a italiani, immigrati già presenti nel nostro paese e lavoratori dei nuovi Stati membri. Dicono basta all'ipocrisia delle quote irrealistiche e alle discriminazioni nell'accesso alle prestazioni di welfare, aprono alla manodopera qualificata. Occorrerà ora rivedere in modo organico la normativa, possibilmente cercando di guidare un processo di armonizzazione delle politiche dell'immigrazione a livello europeo. Con le decisioni prese dall’ultimo Consiglio dei ministri in tema di immigrazione, il Governo ha voluto dare tre messaggi importanti. Il primo è rivolto agli italiani: è un impegno a farla finita con le ipocrisie, con la pretesa di far finta che non ci siano già in Italia migliaia di lavoratori immigrati, costretti da quote anacronistiche ad avere un lavoro irregolare, non potendo dunque versare i contributi che finanziano le pensioni degli italiani. Il secondo messaggio è indirizzato ai lavoratori dei nuovi Stati membri: invita la manodopera qualificata, che sta decidendo dove cercare un lavoro nell’Unione, a venire da noi. Il terzo è rivolto a tutti gli immigrati che sono già in Italia ed è un messaggio di integrazione: non saranno più discriminati nell’accesso alle prestazioni dello stato sociale. Era avvenuto nel caso del bonus bebè, uno strumento che avrebbe peraltro potuto avere qualche efficacia nello stimolare la natalità, solo se esteso fin da subito agli immigrati. Occorrerà ora andare al di là di questi, pur importanti e condivisibili, segnali e rivedere in modo organico la normativa, possibilmente cercando di guidare un processo di armonizzazione delle politiche dell’immigrazione a livello europeo. Tre segnali importanti Le quote di ingressi, fissate molto al di sotto della domanda delle imprese, servono solo a incoraggiare immigrazione poco qualificata e clandestina. Se c’è lavoro, gli immigrati vengono comunque. Soprattutto, i lavoratori meno qualificati sono disposti a lavorare a qualunque condizione, anche in nero. E lavorano. Quasi tutti e molto più degli italiani. Un dato reso pubblico nelle scorse settimane dall’Istat e sorprendentemente passato inosservato lo testimonia in modo molto chiaro. Per la prima volta ci è stato comunicato il tasso di occupazione fra gli immigrati, vale a dire la quota di immigrati fra i 15 e i 64 anni di età che ha un lavoro. Abbiamo così imparato che quasi nove immigrati su dieci in età lavorativa hanno un impiego, contro sette su dieci fra gli italiani. E anche le donne immigrate lavorano più delle italiane: una su due, cinque su cento in più che tra le nostre connazionali. La quota di 170mila lavoratori introdotta dal precedente Governo per i lavoratori dei nuovi Stati membri era molto al di sopra dei flussi registrati in provenienza da questi paesi negli ultimi tre anni. Serviva solo ad aumentare il lavoro delle nostre amministrazioni e a scoraggiare con un segnale di chiusura e inutili adempimenti burocratici i lavoratori più qualificati dell’Est europeo dal venire da noi se non per un lavoro stagionale e poco qualificato in agricoltura o nel turismo (come nel caso di tre quarti delle domande depositate dai lavoratori dei nuovi Stati membri nel 2005). La decisione presa all’ultimo Consiglio dei ministri ci avvicina ai sempre più numerosi paesi dell’Unione a 15 che hanno aperto le frontiere ai lavoratori della nuova Europa, rendendosi conto del fatto che hanno livelli di istruzione spesso superiori a quelli dei lavoratori nel paese che li accoglie e che si integrano più rapidamente nel tessuto economico e sociale, coprendo quei posti per cui è sempre più difficile trovare manodopera (come nel caso dei carpentieri polacchi o degli elettricisti cechi immigrati nel Regno Unito). Siamo geograficamente più vicini ai nuovi Stati membri, e abbiamo ora maggiori probabilità di attrarre manodopera qualificata, con ricadute importanti sulla crescita della nostra economia. Perchè bisogna rivedere la Bossi-Fini Quella compiuta all’ultimo Consiglio dei ministri è una riforma per via amministrativa della Legge Bossi-Fini. Di fatto si applica il concetto che le quote vengono fissate in base alle domande delle imprese. È un modo per depotenziare le quote che era già stato seguito dal precedente Governo con i lavoratori dei nuovi Stati membri. Riduce il problema dell’irregolarità dei lavoratori che sono già da noi, ma non risolve quello di trovare un modo di selezionare e graduare gli ingressi che tenga conto non solo delle esigenze delle imprese, ma anche dei problemi distributivi e sociali associati all’immigrazione. Senza una riforma organica delle politiche di ingresso rischia di istituzionalizzare una sanatoria permanente. Il metodo seguito dalla Bossi-Fini è fonte di inutili vessazioni per l’immigrato e il suo datore di lavoro oltreché del tutto inefficace. Spinge solo verso l’irregolarità. Ogni qualvolta l’immigrato cambia lavoro (succede in media due volte all’anno) viene costretto a vivere in un limbo, senza diritti e doveri, oppure deve tornare nel paese d’origine con costi elevati anche per la nostra economia. Finisce per spingere i lavoratori più qualificati a tornare nel paese d’origine lasciando da noi una manodopera meno istruita e obbligata all’irregolarità. Ridicola anche la pretesa di assumere il lavoratore immigrato nel paese d’origine, come se il nostro fatiscente collocamento potesse fare selezione di personale in… Guinea. Anche le procedure previste nel caso di accertamento delle tante presenze irregolari indotte anche da questa normativa, sono talmente macchinose da assorbire risorse che potrebbero essere altrimenti destinate a combattere la microcriminalità. Per fare un esempio, secondo dati della procura, a Milano nel novembre 2005 il 40 per cento degli arresti è stato effettuato per immigrati presenti in modo irregolare nel nostro paese (facendo peraltro lievitare i costi legati al compenso degli interpreti e dei difensori d’ufficio). La Bossi-Fini (che non a caso porta il nome di quei 2 individui) pretendeva di fissare delle quote anacronistiche e basse, ma che poi non hanno funzionato (perchè se c'è lavoro la gente entra comunque), e infatti sono poi stati costretti verso fine legislatura a calare le braghe, con buona pace di Bossi che in quel momento aveva di peggio a cui pensare..... . |
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#212 | |
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Member
Iscritto dal: Dec 2002
Città: Bellano (LC)
Messaggi: 118
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Ben lungi dal difendere l'operato di questo governo e del precedente in fatto di immigrazione...
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-- LucaLore -- |
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#213 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 1999
Città: Roppongi
Messaggi: 1582
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Quello scritto sopra puo' essere smentito da altre informazioni che si trovano in rete, ma non lo faccio, non perche' non si trovano, ma perche' trovo solo uno spreco di tempo il dover cercare una voce delle verita' per smontare le ipotesi di un'altra voce della verita, per poi essere a sua volta smontata. Poche e semplici ragionamenti logici alla portata di tutti possono essere compresi... Far entrare una massa di gente senza controllo con provvedimenti pronunciati da questo governo equivale a creare disordine, tutto il contrario rispetto a quello che dice sto' BOERO, quando basta per affermare che in quel commento sono presente delle castronerie belle e buone , che con il minimo impegno potrebbero essere smontate da chi avesse la pazienza di farlo... Quote:
In quale modo, le quote d'ngresso dovrebbero condizionare un lavoro fino a renderlo irregolare ? Facendo un ragionamento da bambino , se le quote fossero alte, essendo i lavoratori irregolari in sovrannumero, tanti di questi verrebbero impiegati in lavoro nero, e una parte regolarmente, mentre se le quote fossero basse, questi lavoratori , essendo in numero inferiore, troverebbero piu' facilmente lavoro, ma la quota di operai regolari sarebbe sempre la stessa, mentre sarebbe inferiore quella irregolare. Non e' che aumentando le quote magicamente aumentano i posti di lavoro regolari.... Al limite, sarebbe inferiore la quantita' di immigrati che vivrebbero di espedienti...
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#214 |
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Iscritto dal: Dec 2003
Città: FM
Messaggi: 152
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Il problema non è l'immigrazione, lo volete capire o no? Com'è che in Germania, che hanno la stessa percentuale di immigrati che abbiamo noi, tutti questi problemi di criminalità non ci sono? O in Francia, dove l'unico recente atto di violenza è la protesta della periferia di Parigi a fronte di una legge palesemente vergognosa?
C'è qualcuno che me lo sa spiegare? IL PROBLEMA E' L'ITALIA. Essendo il belpaese marcio fin dalle fondamenta, è chiaro che ogni sua disfunzione degenera nel peggior modo. Il parlamento non funziona, la magistratura non funziona, le forze dell'ordine non funzionano, di criminalità organizzata ne abbiamo tre e c'hanno pure il marchio DOC, i mezzi d'informazioni non informano, la scuola insegna wrestling, il lavoro zero, gli imprenditori non esistono più, la lingua italiana è un optional, l'ADSL non va, la benzina sale... però se c'è uno straniero, preferibilmente il solito albanese-rumeno-zingaro-cinese, che ammazza qualcuno(a fronte del far west quotidiano che c'è nel meridione, che evidentemente non interessa più nessuno) succede quasi che il papa si mette a fare le ronde notturne col fucile a pompa. Siamo una barzelletta fatta nazione, ok? Ma dico io, non crederete mica che senza immigrati l'Italia diventi un paradiso in terra, eh... E' ridicolo, eppure la soluzione sarebbe semplice... Troppi crimini commessi dagli immigrati? Prima di tutto si migliora la società, la cultura, il welfare, per fare in modo che un immigrato non sia trattato da cane e quindi non consideri il crimine una buona scelta. Poi si fa funzionare polizia & co.(magari evitando di reclutare gente che vuole solo menare) dandogli più mezzi, più strumenti, ecc. Di seguito si levano tutte quelle leggi inutili nei codici di procedura che impastano qualsiasi magistrato(gli altri paesi europei hanno 20.000 leggi in media, noi ne contiamo 200.000) così si sveltiscono i processi e magari si evita pure che i condananti si facciano solo il week-end in cella. Poi si costruiscono carceri adeguate(quelle che abbiamo sono buone solo per suicidarsi) e si fa in modo che servano a rimettere in riga la gente.... ...insomma, BASTA SOLO FAR FUNZIONARE LO STATO. Ma finché non cambiamo la nostra cultura, quello dello scontrino non fatto, delle raccomandazioni, dell'auto a 180 col limite a 130, è evidente che quello che troviamo fuori di casa non ha nessun motivo per essere migliore di noi. Boh, io li lavo i miei vestiti ma ogni tanto una doccia me la faccio... |
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#215 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2006
Città: dove mi pare. Linux per sempre
Messaggi: 1121
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"mo va a fer dal pugnàt! THO' UN CUOCO .....(Daniele Luttazzi Raiperunanotte 25/03/2010) |
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#216 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
Città: Este (PD)
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In certi casi il razzismo è un punto d'inizio per cambiare qualcosa.
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<<La Verità non richiede fede.>> |
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#217 |
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Iscritto dal: Oct 2005
Città: Trentino
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#218 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Città: Vercelli
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Entrano (di nascosto ovviamente, e nessuno può farci nulla) 100.000 stranieri per cercare lavoro. Il lavoro ci sarebbe pure, ma la Bossi-Fini (tramite decreto emanato ad hoc ogni anno) ha stabilito una quota di ingresso di 20.000. Cosa succede, quindi, di quei 100.000? 20.000 regolarmente assunti e 80.000 irregolari per legge. Di questi 80.000, il 60-70% troverà un lavoro in nero (sottopagato, senza alcuna tutela, evadendo il fisco) da imprenditori senza scrupoli disposti a rischiare. I rimanenti saranno costretti a vivere di espedienti vari o finiranno per essere arruolati tra la manovalanza del crimine (tra le aziende italiane, una di quelle con il maggior fatturato). E' questo assurdo meccanismo delle quote (che impedisce ad uno straniero che arriva in Italia e trova un lavoro di regolarizzarsi perchè doveva già essere stato scelto dal datore ancora prima di partire), che crea una massa di clandestini abnorme rispetto alle possibilità di lavoro che il paese offre.
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"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960). |
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#219 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
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"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960). |
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#220 | |
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"mo va a fer dal pugnàt! THO' UN CUOCO .....(Daniele Luttazzi Raiperunanotte 25/03/2010) |
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