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Old 20-08-2007, 17:25   #21
Igor
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http://www.corriere.it/Primo_Piano/P...zostella.shtml
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Il caso dei Pensionati, che per le ultime Europee hanno ottenuto centottanta volte quello che avevano investito. L’eccezione dei radicali
Spesi 16 mila euro, incassati tre milioni I partiti e il business dei rimborsi elettorali
Nel 2006 le forze politiche hanno ricevuto oltre 200 milioni



Il radiotelegrafista Fatuzzo Carlo, giunto alla veneranda età di 43 anni, intercettò sulle onde elettromagnetiche un’ispirazione: datti alla politica. Detto fatto, fondò il partito dei pensionati. Il più redditizio del mondo. Basti dire che nella campagna per le ultime europee investì 16.435 euro ottenendo un rimborso centottanta volte più alto: quasi tre milioni. Un affare mai visto neanche nelle fiammate borsistiche della corsa all’oro di internet.

Eppure, il suo è solo il caso più plateale. Perché, fatta eccezione per i radicali, quei rimborsi sono sempre spropositati rispetto alle somme realmente spese. E dimostrano in modo abbagliante come i partiti, negli ultimi anni, abbiano davvero esagerato. Il referendum del 18 aprile ’93 era stato chiarissimo: il 90,3% delle persone voleva abolire il finanziamento pubblico dei partiti. Giuliano Amato, a capo del governo, ne aveva preso atto con parole nette: «Cerchiamo di essere consapevoli: l’abolizione del finanziamento statale non è fine a se stessa, esprime qualcosa di più, il ripudio del partito parificato agli organi pubblici e collocato tra essi».

Certo, il voto era stato influenzato dal vento impetuoso della rivolta morale contro gli abusi della Prima Repubblica, travolta da mille scandali. E magari è vero che conteneva una certa dose di antiparlamentarismo, trascinato da mugghianti mandrie di torelli giustizialisti che presto si sarebbero trasformati in pensosi bovi garantisti. Di più: forse era solo una illusione velleitaria l’idea che una democrazia complessa potesse reggersi sulla forza di partiti dalle opinioni forti e dai corpi leggeri come piume. Ma anche chi da anni teorizza la necessità che la società si faccia carico di mantenere i partiti quali strumenti di democrazia, dovrà ammettere che la deriva fa spavento.

Ve lo ricordate perché nacquero, i rimborsi elettorali? Per aggirare, senza dar nell’occhio, quel referendum del ’93. E sulle prime l’obolo imposto era contenuto: 800 lire per ogni cittadino residente e per ognuna delle due Camere. Totale: 1.600 lire. Pari, fatta la tara all’inflazione, a un euro e 10 centesimi di oggi. Erano troppo pochi? Può darsi. Certo è che, via via che l’ondata del biennio ’92/’93 si quietava nella risacca, i partiti si sono ripresi tutto. Diventando sempre più ingordi. Fino a divorare oggi, nelle sole elezioni politiche, dieci volte più di dieci anni fa. Eppure, la prima svolta sembrò già esagerata. Era il 1999. L’idea transitoria del 4 per mille (volontario) sul quale i partiti prendevano degli anticipi, si era rivelata un fallimento.

A marzo, con un pezzo della destra che denunciava l’ingordigia dei «rossi», passarono l’abolizione delle agevolazioni postali in campagna elettorale e l’eliminazione dell’anticipo: i partiti avrebbero dovuto restituire in 5 anni, nella misura del 20% annuo del totale, le somme «eventualmente ricevute in eccesso». Macché. Non solo la restituzione fu svuotata dalla scelta di non varare mai (mai) il decreto di conguaglio. Ma due mesi dopo, col voto favorevole d’una maggioranza larghissima e il plauso anche della Lega («Questa legge ci avvicina all’Europa», disse Maurizio Balocchi, coordinatore dei tesorieri dei partiti) passò un ritocco assai vistoso: da 800 a 4.000 lire per ogni elettore e per ogni camera alle Politiche. Più rimborsi analoghi per le Europee e le Regionali. Più un forfait, volta per volta, per le elezioni amministrative. Una grandinata di soldi mai vista prima. Che avrebbe portato nel 2001 le forze politiche a incassare in rimborsi oltre 165 miliardi di lire, pari a 92.814.915 euro. Una somma enorme.

Eppure l’anno dopo, a maggioranza parlamentare ribaltata, mentre invitavano gli italiani a tenere duro perché dopo l’11 settembre i cieli erano foschi, i partiti erano ancora lì, più affamati di prima. Ricordate le risse di quel 2002? La destra irrideva agli anni del consociativismo cantando le virtù della nuova era dove mai i suoi voti sarebbero stati mischiati a quelli «comunisti». La sinistra barriva nelle piazze che mai si sarebbe lasciata infettare da un accordo con l’orrida destra.Finché presentarono insieme una leggina, firmata praticamente da un rappresentante di ciascun partito perché nessuno gridasse allo scandalo (Deodato, Ballaman, GiovanniBianchi, Biondi, Buontempo, Colucci, Alberta De Simone, Luciano Dussin, Fiori, Manzini, Mastella, Mazzocchi, Mussi, Pistone, Rotondi, Tarditi, Trupia, Valpiana) che portava i rimborsi addirittura a 5 euro per ogni iscritto alle liste elettorali e per ciascuna delle due Camere. Una scelta discutibile con l’aggiunta di una indecente furberia: anche il calcolo dei rimborsi per il Senato andava fatto sulla base degli elettori della Camera. I quali sono, senza calcolare gli italiani all’estero, 47.160.244. Contro i 43.062.020 degli aventi diritto a votare per Palazzo Madama: 4.098.224 in meno. Risultato: si sono accaparrati, solo quest’anno, con quel trucchetto, 20.491.120 euro in più. Il triplo, per dare un’idea, di quanto è costata a Padova la «Città della speranza» che grazie alla generosità dei benefattori privati riesce a svolgere il ruolo di Centro diagnostico nazionale a disposizione di tutti gli ospedali italiani per l’individuazione e la cura delle leucemie infantili. O, se volete, quanto è stato investito in dieci anni nella ricerca dal centro patavino. Totale dei rimborsi elettorali per il 2006: 200.819.044 euro. Una montagna di denaro destinata l’anno prossimo, dice la Finanziaria, a crescere ancora di altri 3 milioni e mezzo di euro.

Confronti: i partiti assorbono oggi oltre il doppio (quasi 201 milioni contro quasi 93) di quanto assorbivano cinque anni fa. Il balzello è passato dal 1993 ad oggi, con l’appoggio, la complicità o il tacito consenso di tutti (salvo le eccezioni di cui dicevamo e un po’ di distinguo) da 1,1 a 10 euro per ogni cittadino. E ogni ciclo elettorale (politiche, regionali, europee, amministrative...) ci costa ormai un miliardo di euro a lustro.

Per carità, qualcuno cui tutto questo sembra abnorme, c’è. Lo si è visto anche ieri con la richiesta di nuove regole di Cesare Salvi, Massimo Villone e Valdo Spini. I quali hanno rilanciato in parte anche le proposte di Silvana Mura, la tesoriera dell’Italia dei Valori che ha presentato due emendamenti alla Finanziaria per limitare i rimborsi almeno al calcolo di chi è andato a votare e abrogare una leggina approvata dal precedente parlamento che stabilisce lo scandaloso principio in base al quale i rimborsi elettorali (erogati in tranche annuali) sono dovuti anche nel caso di scioglimento anticipato delle Camere. Scelte di pura decenza, eppure devastanti.

Lo dice il confronto fra le somme spese effettivamente per le campagne elettorali, e accertate da un’indagine della Corte dei Conti (l’unico che ci permette di compilare tabelle omogenee) sulle Europee del 1999 e del 2004. La differenza, come si nota, è scandalosamente enorme. E non solo per il Partito dei pensionati, che già nel ’99 aveva ricevuto 76 volte ciò che aveva speso. Basti vedere il guadagno della Fiamma Tricolore (che ha incassato 81 volte di più), di Rifondazione (13 volte di più), dei Comunisti Italiani (12 volte di più), dell’Ulivo (7,8 volte di più), di Alessandra Mussolini (6 volte di più), della Lega (5,9 volte di più) ma anche dei grandi partiti. Totale delle spese accertate: 88 milioni di euro. Totale dei rimborsi: 249. Quasi il triplo.

Sergio Rizzo Gian Antonio Stella
14 novembre 2006
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Old 20-08-2007, 17:53   #22
Tefnut
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che schifo.
Il finanziamento ai partiti lo hanno votato tutti la scorsa legislatura.. (strano) un po' come l'indulto e tante altre casistiche.. su certe cose sono tutti d'accordo

Vday.
__________________
Concluso con: Boso - Fallen Angel - tcianca - sycret_area - carver - serbring - emax81 - Cluk
Si chiude una porta.. si apre un portone
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Old 20-08-2007, 19:13   #23
das
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Beh la legge sui finaziamenti ai partiti(o rimborsi che dir si voglia)è una legge del 2002 con una maggioranza di centrodestra.
Infatti legge 26 luglio 2002, n. 156 porta al fondo come firme:
Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Visto, il Guardasigilli: Castelli

Siceramente però non sono contrario a questa legge anzi sono favorevole.

Dobbiamo partire dal presupposto che la politica ha dei suoi costi e questi costi vanno pagati.
Poi però quando non funziona un tubo non ti lamentare.
Se i soldi vanno ai politici (che già ne sperperano tanti) non vanno agli ospedali etc, ed inoltre ti aumentano le tasse.
Poi vista la statura dei nostri rappresentanti non dire che sono soldi ben spesi.
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Old 20-08-2007, 19:30   #24
Ominobianco
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Poi però quando non funziona un tubo non ti lamentare.
Se i soldi vanno ai politici (che già ne sperperano tanti) non vanno agli ospedali etc, ed inoltre ti aumentano le tasse.
Poi vista la statura dei nostri rappresentanti non dire che sono soldi ben spesi.
Io non mi lamento per quanto è pagato un politico ma per i risultati e l'efficienza di questo.

I politici rendono praticamente nulla e io è di questo che mi lamento.
Voglio che rendano di più non che siano pagati meno perchè non me ne faccio nulla di un politocincapace anche se pagato poco perchè cmq anche quel poco sarebbe troppo.

Il fatto che un politico sia ben pagato se lavora ed è efficiente non mi scandalizza così come un buon dirigente d'azienda viene ben pagato se l'azienda va bene.

Semmai penso come Blamecanada che se va combattuto qualcosa non è la legge al finanziamento dei partiti che ritengo giusta e sacrosanta ma sono gli sprechi della politica cioè tutta quella serie di enti inutili piuttosto che previligi inutili concessi ai parlamentari.
Ominobianco è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 20-08-2007, 20:01   #25
das
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Originariamente inviato da Ominobianco Guarda i messaggi
Io non mi lamento per quanto è pagato un politico ma per i risultati e l'efficienza di questo.

I politici rendono praticamente nulla e io è di questo che mi lamento.
Voglio che rendano di più non che siano pagati meno perchè non me ne faccio nulla di un politocincapace anche se pagato poco perchè cmq anche quel poco sarebbe troppo.

Più soldi dai ai politici meno ne hai per farci altre cose.
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Old 20-08-2007, 21:14   #26
++CERO++
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A questo punto...
PARTITI POLITICI : Potranno prelevare direttamente dai risparmi degli
italiani, qualunque cifra di cui hanno bisogno e portare i soldi in svizzera
direttamente scortati dalla polizia...
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Old 20-08-2007, 22:02   #27
matrizoo
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A questo punto...
PARTITI POLITICI : Potranno prelevare direttamente dai risparmi degli
italiani, qualunque cifra di cui hanno bisogno e portare i soldi in svizzera
direttamente scortati dalla polizia...
Amato l'ha già fatto nel 1992 se non sbaglio
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Old 20-08-2007, 22:36   #28
Igor
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http://www.corriere.it/Primo_Piano/P...rtiti-ds.shtml

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L’esponente della Quercia: senza i fondi venuti dal voto non avremmo battuto la Cdl
«Più soldi pubblici ai partiti»
La proposta ds agita l’Ulivo

Il tesoriere Sposetti: bisogna tornare al finanziamento statale
Prodiani all’attacco: greve, sul Pd ha idee opposte alle nostre



ROMA — Incurante del ciclone dell’antipolitica che chiede di abbattere i costi del sistema, il cassiere dei Ds Ugo Sposetti si tuffa controcorrente e, intervistato dal Giornale, rilancia il suo cavallo di battaglia: tornare al finanziamento pubblico, elargire, come titola il quotidiano in prima pagina, «più soldi ai partiti». Immediata e furente la protesta di prodiani, dipietristi, radicali e di tanti nel centrodestra, una levata di scudi che Sposetti liquida come «belle animelle che storcono il naso», per «opportunismo» o per «malafede ».
Il teorema del deputato che da cinque anni lavora con innegabile successo per risanare i disastrati bilanci della Quercia è noto, negare risorse alla politica per lui significa «colpire al cuore la democrazia». Ma nel Partito democratico sono tanti a non pensarla così. Da Arturo Parisi a Romano Prodi, che da quando si è insediato a Palazzo Chigi si è messo al lavoro per tagliare le spese della politica.
Non a caso il commento più aspro alla proposta di rispolverare il finanziamento pubblico arriva da Franco Monaco. Per il deputato vicinissimo a Prodi lodare le virtù delle norme sul rimborso elettorale e concludere, come fa Sposetti, che senza i soldi incassati dall’Ulivo grazie a quella legge «la vittoria contro Berlusconi sarebbe stata impossibile», è cosa «greve e insolente», degna della massima indignazione: «Possiamo anche perdere ma non perderci, vendendo l’anima — stigmatizza Monaco —. Il Pd che vogliamo noi è opposto a quello di Sposetti».
Per i prodiani come Marina Magistrelli, insomma, il cassiere è «l’anima nera dei Ds», perché è vero che la politica ha un prezzo ma i costi «devono scendere e non salire ancora». I Radicali si dicono «allibiti e indignati», parlano di «rapina » e anche l’Italia dei valori respinge con enfasi l’idea del tesoriere. E dal centrodestra Maurizio Gasparri prepara una proposta di legge, condivisa dal capogruppo di An Ignazio La Russa, per abolire ogni forma di esborso statale ai partiti. Ne avrebbe di cose da dire (contro il finanziamento) anche Rosy Bindi e lo farà presto, ma intanto l’aspirante leader del Pd incassa «onorata e commossa» il sostegno di Francesco De Gregori, il già testimone di nozze di Veltroni che voterà per lei alle primarie del 14 ottobre: «Lo ringrazio per le parole di apprezzamento e stima, è il mio cantautore preferito...».
M.Gu.

20 agosto 2007

A quanto pare qualcuno ha preso le distanze «dall’anima nera dei Ds». Ma naturalmente c'è sempre tempo per un nuovo accordo fra i partiti ed aumentare i finanziamenti facendo prevalere la loro «anima ladra».

Ultima modifica di Igor : 20-08-2007 alle 22:48.
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Old 21-08-2007, 12:04   #29
dantes76
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merda in vista!!!!
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“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -
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Old 21-08-2007, 12:36   #30
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Amato l'ha già fatto nel 1992 se non sbaglio
Sì, il 6 per mille, di notte, come i ladri.
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Old 21-08-2007, 14:08   #31
paditora
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Ma sti politici non si stancano mai di intascarsi soldi?
Stipendi da 15-20 mila euro, servizi pubblici e di qualcunque tipo gratis e vogliono ancora soldi?
Caxxo io li farei vivere per qualche annetto con la paga da operaio
Altro che finanziamenti.
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Old 21-08-2007, 14:11   #32
paditora
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Io non mi lamento per quanto è pagato un politico ma per i risultati e l'efficienza di questo.

I politici rendono praticamente nulla e io è di questo che mi lamento.
Voglio che rendano di più non che siano pagati meno perchè non me ne faccio nulla di un politocincapace anche se pagato poco perchè cmq anche quel poco sarebbe troppo.

Il fatto che un politico sia ben pagato se lavora ed è efficiente non mi scandalizza così come un buon dirigente d'azienda viene ben pagato se l'azienda va bene.

Semmai penso come Blamecanada che se va combattuto qualcosa non è la legge al finanziamento dei partiti che ritengo giusta e sacrosanta ma sono gli sprechi della politica cioè tutta quella serie di enti inutili piuttosto che previligi inutili concessi ai parlamentari.
cioè siccome non rendono bene con tutti i soldi che già guadagnano vuoi dargliene ancora?
ma lol
se dove lavoro non rendo mi sbattono fuori altro che aumento di paga.
e parlo di 800 euro al mese non di 20mila
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Old 22-08-2007, 14:09   #33
Igor
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http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...esView=Libero#
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Partiti, l'Ulivo riscopre il 4 per mille
di Andrea Marini

Ciascun contribuente potrà destinare il 4 per mille dell'Irpef ai partiti. Su una scheda separata e anonima,al momento della dichiarazione dei redditi, si potrà scegliere tra la lista delle forze politiche che hanno ricevuto il rimborso spese per le ultime elezioni della Camera quella cui destinare la somma. Dopo il fallimento della legge dei '97, i partiti ci riprovano con il 4 per mille. Per il momento si tratta solo di una norma inserita in proposte di legge presentate da parlamentari,soprattutto dell'Ulivo, per dare attuazione all'articolo 49 della Costituzione (quello sulla democrazia interna ai partiti). Ma non è escluso che, in tempi in cui l'attuale sistema di finanziamento pubblico ai partiti sembra non bastare più, si possa giungere all'ok bipartisan.
Domenica scorsa le dichiarazioni ( in un'intervista al«Giornale ») del tesoriere dei Ds, Ugo Sposetti: torniamo – ha detto – al finanziamento pubblico ai partiti, quello precedente il referendum abrogativo del '93. Meglio i soldi dello Stato, che quelli di «Berlusconi e dei poteri forti». Parole criticate non solo dall'opposizione, ma anche da esponenti dell'Ulivo. Ieri pomeriggio la rettifica: «Ci sono state evidenti forzature alla mia intervista. Ho solo chiesto l'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione».
La norma del '97 sul 4 per mille fu un fallimento: i cittadini che optarono furono talmente pochi che due anni dopo si decise di cambiare. Una delle ragioni fu che non era possibile indicare il partito destinatario dell'aliquota: chi sceglieva, lo faceva a vantaggio di tutti i partiti. Questo, si disse, per garantire la segretezza del voto. Ora i progetti depositati alle Camere chiedono una scheda «separata e anonima» su cui scrivere il nome della forza politica.
Si tratta, comunque, di somme che vanno ad aggiungersi all'attuale sistema di finanziamento pubblico ai partiti: così è nelle iniziative che hanno come primi firmatari la senatrice Anna Maria Carloni e la deputata Franca Chiaromonte ( entrambe dell'Ulivo).Antonio Del Pennino (senatore della Dc per le autonomie), poi, prevede sì la destinazione dell'8 per mille e non il 4 (come invece previsto anche dal Ddl del presidente del suo gruppo, Mauro Cutrufo). Ma il rimborso per le spese elettorale viene agganciato solo ai voti ottenuti (1,25 euro per voto). Solo la proposta del deputato (e responsabile del Dipartimento istituzioni) dei Ds Marco Filippeschi stabilisce che gli importi versati, che possono andare con vincoli stringenti anche alle fondazioni di partito, siano sottratti da fondo del rimborso-spese. Con le primarie del Pd che si avvicinano,vale la pena segnalare come le proposte uliviste chiedano l'aumento del 10% del rimborso spese elettorali per quei partiti che scelgano le primarie per selezionare i propri candidati. Misura in parte compensata dalla crescita dal 5 al 10% del fondo che i partiti dovranno destinare per favorire la partecipazione delle donne alla politica.

21 agosto 2007

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...4-00000e251029

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Il quattro per mille ai partiti? No, grazie
di Gianfranco Fabi

«È il sistema istituzionale che in molti aspetti deve cambiare. È ormai matura, sulla spinta della sollecitazione dell'opinione pubblica e della consapevolezza degli stessi gruppi parlamentari, una profonda riforma della politica». Walter Veltroni nel suo discorso di Torino era stato chiaro: il nostro sistema democratico è profondamente in crisi con un fossato che si allarga sempre di più, quello tra i cittadini che chiedono regole chiare e servizi efficienti e una politica che sembra sempre di più avvolgersi su se stessa in una difesa, altrettanto appassionata quanto suicida, dei propri privilegi.
Ma se l'analisi è chiara, a parole largamente condivisa anche al di là e al di sopra delle parti politiche, quando si iniziano a guardare i comportamenti concreti, le proposte di legge, gli obiettivi di breve e medio termine, il panorama è quanto meno disarmante. L'ultimo esempio, ma è solo la punta di un iceberg, è la provocatoria proposta di reintrodurre il finanziamento diretto dei partiti, proposta avanzata (anche se, visto l'effetto che ha fatto, parzialmente corretta) dal tesoriere dei Ds, Ugo Sposetti («un adoratore del brivido», come lo hanno definito Sergio Rizzo e Gianantonio Stella sul Corriere della Sera di ieri). Ma la tentazione è l'ultima a morire, come dimostra il disegno di legge per introdurre con la formula del quattro per mille un nuovo modello di sostegno finanziario alle forze politiche. Una tentazione che in un colpo solo sfida l'impopolarità, scavalca la logica del buon senso, affonda i richiami al sobrio spirito di servizio che dovrebbe invece animare ogni forma di partecipazione politica.
Il problema non è solo che di finanziamenti i partiti ne hanno già, e fin troppi, come hanno dimostrato le ultime inchieste del Sole-24 Ore. Ne hanno, aggirando di fatto il mandato popolare del referendum del '93, attraverso i rimborsi elettorali (aumentati più volte e sempre con voto rigorosamente bipartisan negli ultimi anni). Ne hanno con i fondi per i giornali di partito e il finanziamento diretto ai gruppi di Camera e Senato. Ne hanno con stipendi tra i più alti d'Europa ai mille parlamentari (rispetto ai 577 della Francia, i 646 della Gran Bretagna, i 614 della Germania e i 435 degli Stati Uniti).

21 agosto 2007
Igor è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 22-08-2007, 14:14   #34
Igor
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Finanziamento pubblico. Balocchi (Lega) e Sgobio (Pdci): ritorno impraticabile - Anche i promotori fanno retromarcia
I tesorieri bocciano il 4 per mille
Lusi (Margherita): fondi più che sufficienti, si punti sulla democrazia interna


ROMA - Una bocciatura senza appello. La proposta di reintrodurre il 4 per mille dell'Irpef a favore dei partiti politici, (con la possibilità, tramite una scheda separata e anonima, di indicare la forza da finanziare) non trova d'accordo quasi nessuno tra i tesorieri dei partiti. Ma anche alcuni dei promotori della norma si dicono disposti a ridiscuterla. L'ipotesi del 4 per mille dell'Irpef (si veda il «Sole-24Ore» di ieri) per il momento è contenuta in proposte di legge presentate da alcuni parlamentari, in primis dell'Ulivo, per dare attuazione all'articolo 49 della Costituzione (quello sulla democrazia interna dei partiti).

«Non capisco perché dovrebbero dare altre forme di finanziamento ai partiti, visto che già ce ne hanno a sufficienza», spiega il tesoriere della Margherita, Luigi Lusi. «La politica si finanzia già tramite il rimborso spese elettorali, con fondi molto superiori rispetto alle uscite effettive per la campagna elettorale. A ciò - prosegue - si aggiungono le erogazioni dei privati e la normale attività di fund raising, quali cene di autofinanziameno e donazioni per obiettivi specifici».
Per Lusi le priorità sono altre. «Occorre dare finalmente attuazione all'articolo 49 della Costituzione. Bisogna approvare delle norme che consentano di monitorare l'attività dei partiti. Pubblicità e trasparenza, cioè, per verificare come funzionano».

Per il tesoriere della Lega Nord, Maurizio Balocchi, la reintroduzione del 4 per mille sarebbe addirittura difficile da mettere in pratica: «Ci abbiamo già provato due volte, ma ci sono delle difficoltà tecniche. Non è come per l'8 per mille alle chiese, dove nel foglio bastano quattro righe. In questo caso i partiti a cui destinare i fondi sarebbero molti di più. Occorrerebbe - aggiunge - rivedere l'intero foglio della dichiarazione dei redditi. Senza considerare già tutti i problemi che ci sono stati per inserire l'elenco di tutti gli enti desti-natari del 5 per mille a favore delle organizzazioni no profìt».

Ancora più netta Elisabetta Zamparutti, tesoriera dei Radicali italiani. «Per me le norme che assicurano ai partiti politici forme di finanziamento pubblico - accusa - sono un vero e proprio furto, perché in contrasto con quella volontà popolare che nel 1993 al 90% si espresse a favore del referendum abrogativo dei Radicali. Tant'è che furono pochissimi i cittadini contribuenti italiani che, nel '97, quando fu introdotto il 4 per mille, destinarono questa parte del proprio Irpef, senza alcun onere aggiuntivo, ai partiti. Posso capire - aggiunge -, se venisse rispettato, il principio del rimborso delle spese elettorali, ma a condizione che sia tale: serva a coprire le spese effettivamente sostenute in campagna elettorale».

Anche Pino Sgobio, fino a qualche mese fa tesoriere del Pdci, dice no al 4 per mille, anche se da un'angolazione diversa: «Ad essere avvantaggiati sarebbero i partiti più grandi, quelli che già hanno fondi cospicui a disposizione e potrebbero farsi maggiore pubblicità. A perderci sarebbero i movimenti piccoli, che invece avrebbero più bisogno dei fondi».

Tuttavia, anche per il senatore di Sinistra democratica, Massimo Villone (insieme al collega Cesare Salvi, trai primi a parlare di costi della politica), il 4 per mille allo stato attuale è impraticabile. «Quando fu istituito la prima volta, nel '97, se ne discusse molto. Tuttavia - sottolinea - nell'attuale fase in cui la credibilità dei partiti è pari a zero, mi sembra una mossa non azzeccata. Più utile sarebbe introdurre norme per garantire la democrazia interna dei partiti, per far sì che i fondi non siano in mano alle oligarchie. Inoltre -prosegue - sarebbe opportuno introdurre forme correttive all'attuale sistema dei rimborsi spese elettorali, per renderli effettivamente tali».

Intanto, disponibile a rivedere la sua proposta si dice la senatrice Anna Maria Carloni (Ulivo) che, insieme a Magda Negri (Per le Autonomie), ha presentato uno dei Ddl per la reintroduzione del 4 per mille: «La nostra iniziativa si basa su testi già depositati nella scorsa legislatura, quando il tema dei costi della politica non era ancora all'ordine del giorno. L'obiettivo nostro era di rendere più democratica la vita interna dei partiti, tramite incentivi alle primarie e per favorire la partecipazione delle donne. Sono ben disposta -conclude - a rivedere la proposta del 4 per mille».

Ieri, infine, sulle parole del tesoriere dei Ds, Ugo Sposetti, a favore del finanziamento pubblico ai partiti (poi smentite) è intervenuto l'Avvenire, quotidiano dei vescovi italiani: «Ha il senso di una provocazione -si legge in un editoriale -, però Sposetti non è un ingenuo. Intende sostenere che sono proprio le forme improprie e indirette di finanziamento, adottate per aggirare il divieto di finanziamento, una delle cause della crescita esponenziale dei costi politici sostenuti, in ultima analisi, dal contribuente».

An. Mari.

Il Sole 24 Ore
22-08-2007
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Old 22-08-2007, 14:17   #35
Igor
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Ecco la proposta di legge sul 4 per mille ai partiti:

http://www.senato.it/leg/15/BGT/Sche...iter/25505.htm
Quote:
Art. 10.

(Modifica all’articolo 3 della legge 3 giugno 1999, n. 157, e incentivi per le primarie)

1. I partiti che scelgono di promuovere elezioni primarie hanno diritto a una maggiorazione del 10 per cento sulla quota di rimborso elettorale previsto dalla legge 3 giugno 1999, n. 157, come modificata dal comma 2 del presente articolo.

2. Il comma 1 dell’articolo 3 della legge 3 giugno 1999, n. 157, è sostituito dal seguente:

«1. Ogni partito o movimento politico destina una quota pari al 10 per cento dei rimborsi ricevuti per ciascuno dei fondi di cui ai commi 1 e 5 dell’articolo 1 ad iniziative volte alla partecipazione attiva delle donne alla politica».

Art. 11.

(Finanziamento diretto dello Stato commisurato alle libere e volontarie indicazioni dei cittadini)

1. A decorrere dall’esercizio finanziario in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, ciascun contribuente, contestualmente alla dichiarazione annuale dei redditi, può destinare il 4 per mille dell’IRPEF ai partiti che hanno ricevuto il rimborso delle spese elettorali per le ultime elezioni della Camera dei deputati ai sensi della legge 3 giugno 1999, n. 157, come modificata dalla presente legge.

2. La destinazione volontaria del 4 per mille avviene contestualmente alla dichiarazione dei redditi, su una scheda separata e anonima, al fine di garantire il rispetto della riservatezza. La scheda contiene l’elenco dei partiti aventi diritto, ai sensi del comma 1. Il contribuente indica sulla scheda il partito cui intende destinare la quota dell’imposta. Il contribuente riceve copia della avvenuta destinazione della quota del 4 per mille.
3. L’importo versato ai sensi del comma 2 è devoluto ai singoli partiti in misura corrispondente alle indicazioni preferenziali effettuate dai contribuenti.
4. Con regolamento da adottare con decreto del Ministro delle finanze, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabiliti i criteri, i termini e le modalità per l’attuazione del presente articolo, assicurando la semplificazione degli adempimenti a carico dei contribuenti e il rispetto della loro riservatezza. Il regolamento detta altresì le necessarie disposizioni tecniche relative alla predisposizione della scheda di cui al comma 2.
5. Il regolamento di cui al comma 4 è adottato previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, che si esprimono entro venti giorni dalla trasmissione al Parlamento del relativo schema.
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